“Confesso che mi aspettavo l’approvazione della proposta sulle liste d’attesa; abbiamo però fatto un passo in avanti, visto che al prossimo consiglio regionale si dovrà solo votare sui singoli articoli. C’è stata una richiesta di aggiornamento e non ci sembrava giusto non accoglierla e pretendere il voto senza provare ad allargare il fronte favorevole. C’è stato un dibattito intenso che ha confermato l’idea che non si tratta di una proposta punitiva nei confronti dei medici, ma di una chiamata corale alla responsabilità per stare con i fatti e non con le parole dalla parte dei cittadini in fila al Cup. Sarebbe certamente punitivo nei confronti dei medici se non ci applicassimo nel trovare un rimedio a questo enorme problema, perché già oggi la norma statale prevede l’allineamento tra i tempi di attesa istituzionali e quelli a pagamento”.






