Palese sbaglia:
se la prende con i direttori Asl salvo difenderli dalla decadenza se agiscono male La maggioranza? Ci hanno cacciati e poi riammessi.
Lavoriamo per fare cose buone ed Emiliano lo sa.
Le compensazioni? L’accordo si fa trovandosi a metà strada, dopo aver dettato quasi per intero i lavori dell’assemblea.
Il consigliere regionale Fabiano Amati non retrocede:
«Lavoriamo con la maggioranza per fare cose buone. Ma sulle liste d’attesa pretendiamo il rispetto delle leggi»
Consigliere, l’assessore Palese le ha dato del buffone, perché?
«Bisogna chiedere a lui perché a un certo punto si diventa incivili, soprattutto quando si viene colti in errore».
In cosa sbaglia Palese?
«Innanzitutto non aveva letto la legge e tutto il suo intervento era fondato sulla difesa dell’attività libero-professionale a pagamento, dicendo che è una scelta garantita ai cittadini. Dimenticando che i cittadini non scelgono un bel niente e a pagamento ci vanno perché non c’è la possibilità di avere una prestazione istituzionale».
Deve ammettere che l’assessore è un po’ accerchiato ultimamente.
«lo non faccio lo psicanalista ma dai suoi interventi fa emergere l’idea che va tutto bene e che la colpa è solo degli altri, governo nazionale, dirigenti regionali e direttori generali. Salvo poi difenderli, contraddicendosi, dalla previsione della decadenza nell’eventualità che non facciano il loro dovere.
Il consigliere Lacatena e altri le fanno notare che i direttori Asl li nomina la politica.
«Quindi propongono di fare decadere Emiliano? lo invece penso che ci sono le norme e un direttore nominato accetta di rispettarle. E se non lo fa è giusto che vada a casa».
Perché la sua legge non è passata?
«Deve chiedere ai consiglieri perché l’assemblea ha votato contro la norma che vieta le cosiddette “agende chiuse” nei cup, comportando in caso di impossibilità di prenotarsi la decadenza del direttore generale. Ha votato contro la norma che dice che i malati di tumore e malattie rare non devono fare la fila allo sportello ma avere la prenotazione dallo specialistica con agende dedicate. Ha votato contro l’istituzione di un cup unico regionale per controliare e rendere efficiente il sistema. Ha votato contro una norma che dice che l’attività privata non si può fare fuori dagli ospedali e che le autorizzazioni per tutti quelli che la svolgono ora vanno severamente rivalutate. E ha votato contro la norma che in caso di tempi disallineati tra l’attesa per le attività a pagamento e quella istituzionale interrompe quella a pagamento fino al riallineamento».
La paura è che i medici possano andarsene di fronte a rego le troppo rigide?
«Ai medici bisogna solo dare stipendi più alti. Tutte le nostre norme sono già esistenti nella norma statale, nei piani nazionale e regionale delle liste d’attesa e addirittura nel contratto dei medici. L’unica cosa che la nostra proposta aggiunge è che in Puglia vai a casa se non rispetti le leggi. Anche la fuga dei medici dagli ospedali è un falso mito: perché il sistema sanitario pubblico e privato è organizzato sulla base dei fabbisogni. Il privato può aumentare la sua attività solo se il fabbisogno lo prevede».
Parliamo di compensazioni energetiche. Perche non avete trovato l’accordo sulla modifica alla legge impugnata?
«Lo cerchiamo ma un accordo si fa a metà strada».
Cosa non vi piace della modifica concordata con il governo?
«Noi pensiamo che l’art.2, che riguarda essenzialmente Tap, non vada cambiato. E lo dice un Si Tap ancora indignato per il clamoroso errore dei No Tap. Accettiamo la modifica della percentuale delle compensazioni, che passa dal 3% a “fino al 3%”. Ma non la cancellazione della parte che si riferisce agli insediamenti energetici di gas da cui in passato non si è preso nulla. Se dobbiamo rinunciare agli sconti in bolletta che sia la Corte Costituzionale a stabilirlo».
Commissioni e Ufficio di presidenza. Non sono un po’ troppe due postazioni per un gruppo che non si sa se sia o meno in maggioranza?
«Prima ci avevano espulso e ora ci hanno riammesso. Abbiamo solo voglia di collaborare per fare cose buone e credo che sinora sia stato cosi».
Con Emiliano vi sentite?
«Scambi di messaggi e cordialità in aula. Ma sul merito delle cose lui sa quali sono le nostre richieste e priorità. Sono sempre di merito e per quanto noiose. Sognano la politica che si occupa delle lacrime delle cose e sogna di asciugarle».
Da “Il Nuovo Quotidiano di Puglia” 05/10/2023
A. Lu