“Sulla protezione legale nell’attuazione del Piano ambientale mi pare che colgano nel segno sia gli emendamenti presentati al decreto fiscale da Italia Viva che la volontà del PD di sostenere una norma di portata generale e non limitata al caso ex Ilva”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.
“Il motivo del mio sostegno a queste iniziative parlamentari consiste innanzitutto nel desiderio di vedere attuato il Piano ambientale, che allo stato è l’unica risposta di salute e di prevenzione da terribili malattie. Altrimenti, il futuro molto probabile sarebbe ben più grave di quello capitato per il caso Bagnoli. La norma sulla protezione legale, infatti, assicura in modo forse superfluo – ma necessario per via di precedenti giurisprudenziali – il principio costituzionale di colpevolezza dell’art. 27, quello secondo cui non è possibile affermare a carico dei commissari, affittuari, acquirenti o gestori, privati o pubblici che siano, una responsabilità penale ben oltre la prevedibilità, l’evitabilità e la calcolabilità dell’evento, e per condotte poste in essere nel periodo occorrente a mettere riparo ai danni causati da altri soggetti” – prosegue Amati.
“Certo, sarebbe senza dubbio meglio se la norma sulla protezione legale avesse valore generale, cioè per tutte le imprese impegnate nell’attuazione di Piano ambientale, e non limitata al caso specifico di Ilva. In ogni caso – conclude – mi pare che, se si ha davvero voglia di tutelare la salute dei cittadini di Taranto e anche i benefici economici e occupazionali che lo stabilimento apporta all’Italia, non si possa prescindere dal fare tutto il possibile per vedere realizzato il Piano ambientale più rigoroso al mondo e quindi la funzionalità della fabbrica nel rispetto delle norme vigenti in materia di compatibilità ambientale e di emissione di inquinanti”.