Nuovo ospedale di Taranto, Amati: “Da Invitalia tutto tace. Dobbiamo preoccuparci?”

“Tutto tace sull’avvio dei lavori per il nuovo ospedale di Taranto. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, depositata oltre un mese fa, chiedo a Invitalia: dobbiamo preoccuparci? Per quale motivo non si parte? Ricordo che si tratta di un ospedale d’interesse regionale, da realizzare in un territorio provinciale carente e inserito in un piano di edilizia approntato per modernizzare le strutture ospedaliere. Ogni giorno di ritardo è un giorno regalato al perdurare dell’emergenza”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

L’interesse per la realizzazione del nuovo ospedale di Taranto – prosegue Amati – coinvolge l’intera Regione, perché attinente a una struttura di secondo livello a servizio di tutti i pugliesi. Non è dunque questione da relegare all’interesse di Taranto e della sua provincia. Dall’approvazione del piano di edilizia ospedaliera, di cui mi occupai personalmente nella legislatura 2010-2015, abbiamo superato tutti i problemi che impedivano l’aggiudicazione e l’avvio dei lavori, compresi i lunghi contenziosi ora risolti, per cui mi pare assordante il silenzio d’Invitalia. L’impresa ha promesso di terminare i lavori nel tempo record di un anno e qualche mese: pertanto, non vorrei che il tempo guadagnato – conclude – venga alla fine sprecato in lentezze burocratiche”.

Nuovo Ospedale di Taranto: storia di sofferenze umane, adesso tocca al Consiglio regionale / Intervista

Nuovo Quotidiano Taranto di lunedì 15 giugno 2020, pagina 10

Intervista a Fabiano Amati – «Adesso tocca al consiglio regionale»

di O.Mart.

 

«La costruzione del nuovo ospedale di Taranto non è una storia di edilizia, ma di sofferenze umane, e per questo motivo è anche più importante della ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, una infrastruttura fondamentale per la ripartenza economica dell’area servita, per il quale si è fatto ricorso alle procedure commissariali pur di consegnarlo alla città e all’Italia nel più breve tempo possibile». Il presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale, l’avvocato Fabiano Amati, non ha dubbi sulla necessità che il nuovo ospedale San Cataldo venga realizzato senza ulteriori indugi.

Amati, come bisogna interpretare il passaggio della sentenza del Consiglio di Stato laddove si stabilisce che la stazione appaltante, cioè Invitalia, deve effettuare un procedimento di rivalutazione prima di affidare l’appalto al raggruppamento di imprese primo classificato?

«L’unico passaggio che manca si esprime in un verbo: lavorare. Se si legge con attenzione la sentenza del Consiglio di Stato, chiamato a decidere sulla legittimità o meno della assegnazione della gara di appalto gestita da Invitalia, si comprende chiaramente che il lavoro notturno è possibile sulla base del regolamento del Comune di Taranto. La Commissione insediata da Invitalia per l’assegnazione dell’appalto non deve fare altro che aggiudicarlo».

Debar ha vinto la gara impegnandosi a realizzare l’ospedale in 399 giorni lavorando su tre turni, di fatto riducendo di un terzo il tempo massimo di 1245 giorni indicato dalla stazione appaltante.

«Nella sentenza è scritto che i lavori notturni si possono fare e il Comune non dovrebbe avere nulla in contrario, visto che pur in mancanza di un piano che regolamenti i disturbi acustici è vigente a Taranto una ordinanza che stabilisce che per realizzare le opere di pubblica utilità si può lavorare anche di notte. Qual è l’opera che può considerarsi più di pubblica utilità dell’ospedale di Taranto?».

Torniamo ai 3 turni: è fattibile un impegno del genere?

«Quello è l’impegno contrattuale della società che ha vinto l’appalto. Tra l’altro la Commissione nominata da Invitalia per l’aggiudicazione dell’appalto ha effettuato una attività suppletiva e ha riconosciuto la fattibilità dell’impegno. Ora nessuno può mettere becco in quella decisione. Vi è un detto: la promessa di un uomo onesto è una obbligazione. Ora quella obbligazione, quell’impegno chi ha vinto la gara lo ha non con la committenza, ma con la comunità sofferente, con le tante persone che chiedono cure e guardano al nuovo ospedale non solo da Taranto, ma da un’area più ampia, visto che si tratta di una struttura di II livello».

Lei segue con particolare interesse l’evolversi della storia del nuovo ospedale di Taranto. Perché lo fa?

«Sono coautore del piano di edilizia ospedaliera che 10 anni fa definì la costruzione di 5 nuovi ospedali. Tutto il Consiglio regionale dovrebbe pronunciarsi ora per l’avvio immediato dei lavori a Taranto».

Il piano di costruzione dei nuovi ospedali è praticamente fermo, con l’unica eccezione di quello di Fasano-Monopoli.

«La storia di Taranto è nota. Però non capisco perché i Consigli comunali di Maglie e Melpignano, per esempio, non decidano di deliberare in merito alla destinazione urbanistica dell’area che ospiterà uno dei 5 ospedali e ricade in entrambi i Comuni. Gli ospedali di Melpignano-Maglie e quello di Andria dovrebbero essere in una fase più avanzata».

L’emergenza Coronavirus può essere da stimolo alla realizzazione degli ospedali?

«Il Covid 19 ha dimostrato che sono necessari grandi ospedali di eccellenza e una rete territoriale efficiente. Ora dare un’accelerata è un obbligo. Non dobbiamo aspettare una nuova emergenza per realizzare ciò che si è già dimostrato essere fondamentale per garantire cure e servizi alla intera regione».

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Taranto: potranno partire e svolgersi anche di notte i lavori per la costruzione del Nuovo Ospedale / rassegna stampa

TARANTO: potranno partire i lavori per la costruzione del Nuovo Ospedale. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato. Sono legittimi anche i lavori di notte perché, non risulta – a detta dei giudici – il divieto di lavorare in notturna e il Comune non avrebbe certamente nulla da eccepire su tale eventualità. Spero che l’impresa aggiudicataria assuma la piena consapevolezza sull’impegno temporale che ha preso e promesso, cioè la fine dei lavori in poco più di un anno.
 
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Nuovo Ospedale di Taranto, Amati: “Si può lavorare anche di notte. Si avviino subito i lavori”

“Non bisogna attendere nemmeno un minuto. Se si volesse, già dalla settimana prossima potrebbero cominciare i lavori. Il deposito della motivazione della sentenza da parte del Consiglio di Stato dice chiaramente che i lavori possono essere svolti pure di notte, perché le regole del Comune di Taranto non lo vietano per le opere di pubblica utilità. E poi sarà solo compito dell’impresa riuscire nella straordinaria impresa che ha promesso ai cittadini pugliesi: terminare in poco più di un anno”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la motivazione della Sentenza del Consiglio di Stato depositata oggi.

“Spero che Invitalia proceda ora ad aggiudicare i lavori, attraverso un procedimento di rivalutazione da svolgersi in pochissime ore e da effettuarsi sul quadro normativo così come interpretato dal Consiglio di Stato, alla luce del fatto che a Taranto non risulta – a detta dei giudici – il divieto di lavorare in notturna e che il Comune non avrebbe certamente nulla da eccepire su tale eventualità. A Taranto – prosegue Amati – si aspetta la realizzazione di un ospedale regionale di II livello da fin troppo tempo. Il Piano di edilizia ospedaliera che concorsi a varare negli anni scorsi era fondato sulla priorità di un nuovo ospedale localizzato a Taranto. L’avvio dei lavori, purtroppo, è stato ritardato da molteplici problemi burocratico-giudiziari, che oggi possono finalmente dirsi risolti. Spero che l’impresa aggiudicataria assuma la piena consapevolezza sull’impegno temporale che ha preso e promesso, cioè la fine dei lavori in poco più di un anno, in grado – se mantenuto – di colmare tutti i ritardi accumulati sinora. E perciò – conclude –, sul punto, deve essere chiaro che sarà ricambiata da intolleranza qualsiasi ipotesi di dietrofront, di allungamento di ogni sorta o di scuse delle più diverse fogge”.

 

Nuovo ospedale di Taranto, Amati: “Si nomini commissario e nuovo bando. A meno che Invitalia non aggiudichi immediatamente”

Nuovo ospedale di Taranto: si nomini un commissario, si revochi la gara in corso e si pubblichi un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana / rassegna stampa

Taranto: nuova battuta di arresto per l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo ospedale San Cataldo, su decisione del Consiglio di Stato. Chi tiene davvero a risolvere i problemi di questa città, non può far finta di non sapere che il suo più grave problema è l’assenza di un ospedale come Dio comanda. Pertanto, mi sembra che la soluzioni sia la nomina di un commissario, la revoca della gara in corso e la pubblicazione di un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana. A meno che Invitalia, delegata dalla Asl di Taranto a svolgere la funzione di stazione appaltante, non pensi di poter aggiudicare la gara immediatamente e sulla base della sentenza non definitiva del Consiglio di Stato.

Ostuni: la diatriba Comune-Asl torna oggi dinanzi al Tar; i lavori di ristrutturazione del reparto di chirurgia si sono conclusi con anticipo rispetto al cronoprogramma, ben oltre le carte bollate e le polemiche. Resta da attendere la conclusione dei lavori nel reparto di ortopedia.

PDF >> RassegnaStampa_27Maggio2020

 

 

Nuovo ospedale di Taranto, Amati: “Si nomini commissario e nuovo bando. A meno che Invitalia non aggiudichi immediatamente”

Per il nuovo ospedale di Taranto si nomini un commissario, si revochi la gara in corso e si pubblichi un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana. A meno che Invitalia, delegata dalla Asl di Taranto a svolgere la funzione di stazione appaltante, non pensi di poter aggiudicare la gara immediatamente e sulla base della sentenza non definitiva del Consiglio di Stato”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la Sentenza non definitiva del Consiglio di Stato – terza sezione – n. 3316/2020, pubblicata nella giornata di ieri, 25 maggio 2020.

“Chi tiene davvero a risolvere i problemi di Taranto non può far finta di non sapere che il suo più grave problema è l’assenza di un ospedale come Dio comanda. Pensare di dover attendere la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione Europea sulla questione pregiudiziale in via di proposizione da parte dello stesso Consiglio di Stato, significa non tenere in considerazione il superiore interesse pubblico alla piena funzionalità di un ospedale in grado di curare tutte le malattie tempo dipendenti e di alta specialità.
Ricordo come fonte di prima mano che, quando avviammo l’ultima programmazione di edilizia sanitaria, i presidi prioritari erano, nell’ordine, Taranto e Monopoli-Fasano. Dei due, l’ospedale ionico era quello in fase più avanzata sotto il profilo del procedimento.
È accaduto, invece, che quello di Monopoli-Fasano è in costruzione, mentre quello di Taranto langue nella disputa giudiziaria e dopo aver scontato ritardi anche nelle fase precedente alla stessa gara d’appalto. Ecco, così non si può andare avanti. I cittadini – prosegue Amati – non possono tollerare la mancanza di simmetria tra Asl diverse nel perseguire l’interesse pubblico alla salute, che è da considerarsi almeno paritario. Il nuovo ospedale di Taranto sarà peraltro un presidio di secondo livello, cioè d’interesse regionale. Per cui ogni giorno di ritardo non si scarica solo sulla provincia di Taranto, ma riguarda ogni cittadino pugliese. Di qui – conclude – la necessità di un’immediata aggiudicazione da parte di Invitalia oppure della nomina di un commissario. Non ci sono proprio alternative”.

Amati e Pentassuglia: “Non ci pare una buona idea depotenziare l’ufficio di Polizia di Frontiera di Taranto”

Non ci pare una buona idea chiudere o depotenziare l’ufficio di Polizia di Frontiera di Taranto. E in ogni caso sarebbe opportuno che i pugliesi nel Governo e in Parlamento si occupassero di tale questione”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, rispettivamente presidenti delle commissioni Bilancio e Attività Produttive.

Ci sentiamo di raccogliere e sostenere l’allarme lanciato dal SIULP Taranto, perché le ragioni del dissenso rispetto a ogni ipotesi di chiusura non sono fondate sul classico rivendicazionismo territoriale oppure sull’incapacità di adattarsi ai tempi nuovi. Infatti, è proprio nella dimensione dei tempi nuovi che la contrarietà assume valore – proseguono i due Consiglieri –. Negli anni in cui si prova ad aprire Taranto a più significative attività internazionali nel traffico merci e passeggeri, non ci pare sostenibile la decisione di far transitare in capo alla Questura le funzioni di Polizia di Frontiera, magari con lo stesso organico già sottodimensionato. Pertanto, auspichiamo che sia fissato al più presto un concreto incontro di lavoro tra i rappresentanti politici nazionali e i sindacati di polizia” – concludono.

Protezione legale ex Ilva, Amati: “Colgono nel segno emendamento Italia Viva e decisione PD di sostegno a norma di carattere generale”

“Sulla protezione legale nell’attuazione del Piano ambientale mi pare che colgano nel segno sia gli emendamenti presentati al decreto fiscale da Italia Viva che la volontà del PD di sostenere una norma di portata generale e non limitata al caso ex Ilva”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“Il motivo del mio sostegno a queste iniziative parlamentari consiste innanzitutto nel desiderio di vedere attuato il Piano ambientale, che allo stato è l’unica risposta di salute e di prevenzione da terribili malattie. Altrimenti, il futuro molto probabile sarebbe ben più grave di quello capitato per il caso Bagnoli. La norma sulla protezione legale, infatti, assicura in modo forse superfluo – ma necessario per via di precedenti giurisprudenziali –  il principio costituzionale di colpevolezza dell’art. 27, quello secondo cui non è possibile affermare a carico dei commissari, affittuari, acquirenti o gestori, privati o pubblici che siano, una responsabilità penale ben oltre la prevedibilità, l’evitabilità e la calcolabilità dell’evento, e per condotte poste in essere nel periodo occorrente a mettere riparo ai danni causati da altri soggetti” – prosegue Amati.

“Certo, sarebbe senza dubbio meglio se la norma sulla protezione legale avesse valore generale, cioè per tutte le imprese impegnate nell’attuazione di Piano ambientale, e non limitata al caso specifico di Ilva. In ogni caso – conclude – mi pare che, se si ha davvero voglia di tutelare la salute dei cittadini di Taranto e anche i benefici economici e occupazionali che lo stabilimento apporta all’Italia, non si possa prescindere dal fare tutto il possibile per vedere realizzato il Piano ambientale più rigoroso al mondo e quindi la funzionalità della fabbrica nel rispetto delle norme vigenti in materia di compatibilità ambientale e di emissione di inquinanti”.

ArcelorMittal, Amati : “Una sciagura. Nessuna attività sostitutiva può produrre 12% di PIL. Intervenga subito il Governo”

Comunicato di Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio.

“La decisione di ArcelorMittal è una sciagura, perché non conosco alcuna attività sostitutiva in grado di fare il 12% del PIL regionale, così come quantificato da tutti gli istituti statistici e dall’ultimo rapporto Moodys sul merito creditizio, che in queste ore stiamo celebrando con entusiasmo. Né conosco iniziativa produttiva che al posto dell’acciaieria di Taranto possa fare lo stesso numero di occupati.

Nessuno al posto di quell’imprenditore potrebbe mai accettare l’idea di farsi processare per condotte relative all’adempimento del Piano ambientale, cioè per la realizzazione di obblighi di rango pubblicistico che possano riportare la fabbrica alle condizioni ambientali legali. Per questo, è opportuno che il governo nazionale intervenga prontamente per agevolare la revoca della comunicazione di recesso, pena una gravissima crisi economico-sociale che nessun uomo politico riformista e di sinistra dovrebbe tollerare, alla ovvia condizione di sicurezza ambientale prescritta dagli atti amministrativi vigenti e dalle leggi”.