Negli anni Novanta, nella fase in cui nel brindisino il turismo stava gettando le basi come settore economico capace di portare ricchezza al territorio, nella zona tra Ostuni e Fasano si pensava a un sistema, si tentava almeno di farlo nei rapporti tra le amministrazioni focali. Mentre gli imprenditori hanno avuto difficoltà a superare ragionamenti individualistici e a comprendere che le forme associative e consortili potevano consentire di ridurre i costi di gestione. Eppure è proprio alla fine degli anni Novanta, quando il comune di Fasano era guidato da Donato De Carofis e quello di Ostuni da Lorenzo Cirasino, che le amministrazioni locali e gli imprenditori tentarono di regnare in termini di sistema attraverso la costituzione di due consorzi di imprenditori, il Consorzio turistico Egnazia di Fasano e Bianca Ostuni dell’omonima città, che a loro volta hanno costituito un consorzio di secondo grado con l’obiettivo di arrivare alla firma di un accordo di programma con governo e Regione, così da avere accesso a finanziamenti pubblici per la realizzazione di strutture di accoglienza. L’obiettivo era quello di creare un percorso di destagionalizzazione e internazionalizzazione delle presenze, di rafforzamento di segmenti diversi rispetto all’offerta balneare, di recupero del territorio e delle aziende agricole così da garantire un’offerta alberghiera di qualità e promozione del turismo congressuale. In questo contesto aveva Un ruolo di promozione del territorio lo svolge anche il Consorzio Trulli e Grotte, guidato dal sindaco di Ceglie Messapica Paolo Locorotondo e con l’ostunese Giuseppe Orlando delegato al turismo. Erano anni in cui il valore della programmazione andava di pari passo con la promozione del territorio. E la collaborazione e il confronto hanno superato il campanilismo. Allora era in vigore la legge regionale numero 3 del 1988 che consentiva alle amministrazioni locali di operare attraverso varianti al Prg per autorizzare la realizzazione di nuove strutture alberghiere a condizione che fossero riconosciute. l’interesse pubblico. Quella legge però venne abrogata nell’estate del 2000, perché l’interesse pubblico prevaleva su ogni altro tipo di considerazione, e la possibilità di semplificare l’iter autorizzativo per garantire un’ospitalità di qualità sul territorio e creare un vero e proprio l’integrazione è stata posta fine. industria del turismo. Il Consorzio degli imprenditori di Fasano e Ostuni non ha avuto lunga vita e comunque la possibilità di siglare un accordo di programma per riqualificare l’intera area a nord di Brindisi anche attraverso l’utilizzo di finanziamenti pubblici sull’area. Il Comune di Ostuni è riuscito ad approvare alcuni progetti varianti utilizzando la legge 3, ma pochi sono stati effettivamente attuati. Probabilmente in alcuni casi la variante era stata richiesta dai proprietari dei terreni per vendere la concessione edilizia ottenuta, quindi la variante serviva solo a valorizzare i terreni agricoli. Il Comune di Fasano sotto la guida del sindaco Donato De Carolis e grazie al lavoro e alla caparbietà dell’assessore Fabiano Ama ti, 30 anni, riuscì a istruire tutti i progetti che erano sta ti depositati dagli imprendi tori presso gli uffici per po ter utilizzare la legge regio nale numero 3. Si trattò di una corsa contro il tempo perché nel frattempo la Re gione Puglia aveva deciso di abrogare quella legge, che fu ufficialmente abrogata con la approvazione della legge regionale numero 14 del 25 settembre 2000. Il 10 agosto 2000 arrivarono in Consi glio comunale a Fasano 32 progetti di variante, ricondu cibili al Consorzio turistico Egnazia.
I progetti di variante furo no tutti approvati e si posero le basi per costruire quel si stema turistico che a Fasand può contare sulla presenza di 1300 posti letto a 5 stelle e 5 stelle fusso. Alcuni proget ti approvati furono ridimensionati a seguito di interventi della Sovrintendenza ai Beni culturali Altri partirono in ritardo. Ma la maggioranza di quei progetti è stata realizzata, anche grazie alla disponibilità economica degli imprenditori interessati. Da li parti Borgo Egnazia, con i suoi 650 posti letto circa 5 stelle e la lungimiranza di Sergio e Marisa Melpignano, con le concessioni rilasciate negli anni successivi, da altri amministratori che hanno operato in continuità.
Con la realizzazione del campo da golf a ridosso dell’area archeologica di Egnazia che ha fatto conoscere Fasano in tutto il mondo e che ha portato il governo Meloni a considerare proprio Borgo Egnazia come il luogo più sicuro, accogliente e funzionale in cui ospitare i leader dei Paesi del G7 (Italia, Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Giappone) che si riuniranno in Puglia nel giugno del prossimo anno.