Fabiano Amati era assessore all’Urbanistica nell’agosto del 2000, quando il Consiglio comunale di Fasano approvò 32 progetti in variante al Prg utilizzando la legge regionale numero 3 del 1998 e riconoscendo la pubblica utilità degli interventi per la realizzazione di strutture alberghiere.
Avrebbe potuto immaginare che il risultato sarebbe stato quello attuale: 1300 posti letto a 5 stelle; un territorio con circa 700.000 presenze turisti che all’anno e la decisione del governo nazionale di puntare sul resort Borgo Egnazia e su altre strutture alberghiere di Fasano per lo svolgimento del G7 del giugno 2024?
“Era difficile immaginare allora lo sviluppo che ci sarebbe stato negli anni. Ma bisogna riconoscere che al di là dell’impegno che mettemmo nel 2000 per utilizzare la legge regionale numero 3 prima che venisse abrogata, la città aveva già conosciuto alcuni anni prima una intuizione che andava nella direzione della valorizzazione turistica, attraverso la costituzione della società Itala su iniziativa di professionisti e imprenditori locali che avevano puntato sull’Hotel Sierra Silvana e sull’Hotel del Levante e avevano acquisito i terreni dove poi è stato realizzato il resort Borgo Egnazia. Possiamo dire che il seme era stato gettato, ma non era stato coltivato nella sua pienezza”.
Ci furono ostacoli, e di quale genere, che impedirono prima del 2000 un completo sviluppo del progetto di valorizzazione turistica?
“Due ostacoli in particolare. Il primo:
il contrabbando di sigarette era diventato un fenomeno generalizzato, una attività che poteva garantire ricchezza senza svolgere un lavoro impegnativo. Furono anni in cui la ricchezza a Fasano si vedeva nella qualità dei negozi, nella cilindrata delle auto che percorrevano le strade cittadine, nel modo di vestire di tanti. Il secondo: erano anni in cui la trasformazione di immobili era equiparata sostanzialmente a un reato e quindi ogni tipo di intervento nel settore generava paura negli amministratori pubblici. Poi arrivo l’Operazione Primavera e la città fu costretta a svegliarsi. Proprio in quei mesi, mentre si parlava di abrogazione della legge 3, portammo in Consiglio 32 progetti di valorizzazione turistica del territorio del territorio e li approvammo tutti. Belli o brutti, approviamoli tutti, fu il titolo di un giornale locale”.
Una scelta che si è rivelata di successo.
“Un insegnamento ho ricevuto in quel periodo dal compianto Sergio Melpignano, impegnato a effettuare investimenti importanti sul territorio. Egli diceva: approvate tutti i progetti che ci sono e se vi sono altri investitori fateli venire qui e mostrate disponibilità. Un campo da golf? Anche due o tre, perché se un giocatore di golf arriva in città ha piacere a giocare ogni giorno su un campo diverso. E’ l’offerta che crea la domanda, purché ci sia la consapevolezza del lavoro che si sta svolgendo e del target al quale ci si rivolge. E vorrei aggiungere un altro elemento».
Lo faccia…
“Il turismo è una industria nella quale è la qualità che tutela il paesaggio, altrimenti i turisti scelgono altre destinazioni. E la qualità garantisce anche una maggiore produttività dei posti letto”.
A Fasano la produttività delle strutture a 5 stelle non ha prodotto un alto pil pro capite…
“Diciamo che ci vuole tempo per uscire da una condizione nella quale era il contrabbando a spingere l’economia della città. E il contrabbando, come è noto operava, con un carico fiscale pari a zero. Ma il pil pro capite sta crescendo”.
C’è chi ritiene che negli ultimi tempi ci sia stata una inversione di tendenza rispetto al tempo in cui gli amministratori di Fasano mostravano coraggio e determinazione anche nelle scelte urbanistiche.
“lo vedo una continuità e una coerenza in tutti gli amministratori dal 2000 in poi. Sir Rocco Forte, proprietario di Torre Maizza, ha detto: in Italia la burocrazia si comporta né più né meno come nelle altre parti del mondo; in Puglia si comporta né più né meno come nelle altre regioni d’Italia. Certo, a volte vi è una burocrazia difensiva che non aiuta, che allunga i tempi dei procedimenti”.
Da cosa dipende?
“Dalla paura di incappare nelle maglie delle giustizia. Ecco perché a volte i funzionari sono frenati nei procedimenti. Ed ecco perché il reato di abuso va rivisto, va abolito”.
Bisognerebbe semplificare le decisioni?
“Dietro la realizzazione di una struttura turistica vi sono tanti atti che la Pubblica amministrazione deve saper adottare con coraggio ma in un cotesto chiaro”.
Una nuova legge regionale 3 sarebbe utile?
“Sto pensando di presentare una proposta di legge che permetta la realizzazione di campo da golf con annessi alberghi di qualità. Con la possibilità, come è accaduto con l’impianto di Forcatella, nei pressi di Masseria San Domenico, di utilizzare le acque reflue trattate per irrorare il campo da golf di Borgo Egnazia. Penso che anche Ostuni dovrebbe mostrare maggiore coraggio nei procedimenti relativi alla realizzazioni di nuove strutture turistiche di qualità. Il contesto territoriale è importante, più strutture di qualità vi sono su un territorio, più crescono il valore e l’attrattività dello stesso.”
E i vincoli paesaggistici?
“Pieno rispetto del paesaggio, che è risorsa fondamentale del turismo di qualità. Ma la tutela del territorio deve comprendere anche l’uso, non trasformare un contesto territoriale in museo».
Il turismo del lusso esclude altre forme di turismo?
“Convincere i ricchi a venire qui e a spendere significa essere dalla parte dei poveri. I ricchi non fanno l’elemosina, ma se li istighiamo a spendere aiutiamo concretamente la redistribuzione della ricchezza”.