ADI Brindisi, Amati: “Proroga sei mesi illegittima. Diffida a ASL: si proceda con gestione diretta dal 1° dicembre. Integrata segnalazione a PM”

ADI Brindisi, Amati: “Proroga sei mesi illegittima. Diffida a ASL: si proceda con gestione diretta dal 1° dicembre. Integrata segnalazione a PM”
Comunicato stampa di Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale.
«Ho inviato oggi una diffida formale alla Direzione generale della ASL Brindisi, trasmettendola anche alle autorità giudiziarie competenti, per impedire l’annunciata proroga semestrale del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), come riportato da qualche organo di stampa, raccogliendo dichiarazioni del DG. È bene chiarire subito che la proroga è vietata dalla legge; il Codice dei contratti non consente né una proroga tecnica né una procedura negoziata, perché nel caso concreto mancano tutti i presupposti legali. E questo la ASL Brindisi lo sa perfettamente. Nonostante ciò, il Direttore generale, nella dichiarazione alla stampa, richiama il punto 3 del disciplinare di gara, ignorando però che quella clausola avrebbe efficacia, come espressamente previsto, solo se fosse compatibile con la legge, e non lo è. La normativa nazionale e comunitaria disciplina in modo tassativo i casi in cui una proroga può essere autorizzata. Qui tali condizioni non si verificano e, peraltro, sono già state ampiamente illustrate nella segnalazione inviata alle autorità giudiziarie il 21 novembre scorso. In aggiunta, occorre ricordare che il disciplinare di gara – ovvero tutti gli atti di gara – non può mai prevalere sul contratto, né essere usato per integrarlo a piacimento una volta conclusa la procedura di gara. Il contratto ADI in vigore, a cui si deve esclusivamente fare riferimento, non prevede alcuna proroga ultrattiva di sei mesi e subordina anche il rinnovo triennale alla preventiva autorizzazione regionale, che non è mai stata concessa, rappresentando perciò una grave illegittimità. Alla luce di tutto ciò, ho quindi invitato e diffidato l’ASL Brindisi a non procedere in alcun modo a una proroga semestrale del contratto, che sarebbe manifestamente illegittima. A scanso di equivoci e per puro spirito di collaborazione istituzionale, ho ribadito la soluzione che la legge consente: la gestione diretta del servizio dal 1° dicembre 2025, attraverso il transito del personale sanitario. Soluzione che sarebbe non solo legittima, ma anche conveniente, considerato che l’attuale gestione in associazione in partecipazione ha prodotto utili per 1,8 milioni di euro, una cifra incompatibile con un servizio LEA che dovrebbe essere svolto secondo criteri pubblici e non con logiche di profitto. Il servizio ADI è un Livello essenziale di assistenza: per legge, la regola è la gestione diretta, non l’esternalizzazione a tempo indefinito.».

ADI Brindisi, Amati: “Incongruenze, irregolarità e possibili reati. Ho trasmesso tutto a Procura e Corte dei Conti. I dirigenti regionali decidano senza cincischiare”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

«Alla luce della documentazione ufficiale trasmessa dalla ASL di Brindisi e dalla Regione Puglia sulla gestione del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), ho inviato una formale comunicazione alla Procura della Repubblica di Brindisi e alla Procura regionale della Corte dei Conti.
Dalle carte emergono infatti gravi incongruenze, inadempimenti contrattuali, possibili falsi documentali, irregolarità contabili e ipotesi di reato, tali da aver già compromesso la corretta utilizzazione della spesa pubblica, con il rischio di continuare a comprometterla se i dirigenti regionali non comunicano entro poche ore alla ASL il da farsi, smettendola di cincischiare con la convocazione di riunioni, di tavoli e tavolini, pur nella consapevolezza che ogni proroga tecnica o gara ponte sarebbe illegale.
Eppure, grazie ai bravissimi operatori sanitari del servizio, tutti legalmente utilizzabili nella gestione pubblica diretta, basterebbero pochi atti per garantire la continuità dal 1° dicembre, tranquillizzando sia gli stessi operatori sia i pazienti sul futuro dell’ADI.
Ho ritenuto doveroso effettuare la segnalazione alle Autorità giudiziarie in questo momento perché solo ieri ho ricevuto l’ultima nota di chiarimenti della ASL e perché, avvicinandosi la scadenza del contratto al 30 novembre, voglio evitare che eventuali condotte illecite possano essere reiterate attraverso proroghe tecniche o procedure negoziate costruite artificiosamente sull’urgenza. Urgenza creata, a dire il vero, dall’assenza di decisioni tempestive e da un procedimento amministrativo di autorizzazione e verifica lungo, estenuante e inspiegabilmente soprassessorio, ossia farcito di atti idonei al solo scopo di prendere tempo.»

Principali criticità emerse (su cui ho chiesto le opportune verifiche)

1. Incongruenze gestionali e organizzative

– Personale dichiarato: la ASL comunica 305 operatori, numero inconciliabile con le risultanze sindacali (circa 276), peraltro esposte anche in incontri convocati dal Prefetto di Brindisi, oltre che con il monte ore fatturato e con la reale capacità assistenziale.
– Partite IVA: circa 52 professionisti esterni, in contrasto con l’obbligo contrattuale di personale stabile e con il divieto di subappalto mascherato.
– Migliorie contrattuali mai attivate: telemonitoraggio, docce a letto, radiologia domiciliare, letti ortopedici, modello centralizzato dei materiali.
– Diagnostica a domicilio: totale assenza delle autorizzazioni regionali previste per attività dichiarate come attive.
– Parco auto: da 12 mezzi previsti a oltre 100 vetture, senza istruttoria, senza motivazioni e con evidenti riflessi economici.
– Fatturazione: valorizzazione delle singole prestazioni, anziché dei PAI e della complessità assistenziale, con possibile gonfiamento dei volumi.

2. Inadempimenti contrattuali rilevanti

– Violazione delle condizioni essenziali del rinnovo triennale.
– Mancata contabilità separata e mancata trasmissione dei rendiconti sugli utili spettanti all’ASL.
– Divieto di subappalto eluso attraverso uso sistemico di partite IVA.
– Carenze di vigilanza e mancate autorizzazioni sulle prestazioni.
– Mancata attivazione del modello di approvvigionamento centralizzato.

Profili di possibile responsabilità penale

«Sulla base delle prime analisi – da verificare nelle sedi competenti – si potrebbero configurare le seguenti ipotesi:
– Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.);
– Truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640 co. 2 n. 1 c.p.);
– Falsità ideologica in atto destinato alla PA (art. 483 c.p.);
– Turbativa del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.), qualora vi siano state concessioni o rinnovi senza verifiche e senza autorizzazioni;
– Trattamento illecito di dati sanitari, in relazione a eventuali attività di telemedicina non autorizzate e prive di adeguata copertura privacy.»

Profili di possibile danno erariale

– Fatturazioni basate su prestazioni non conformi al PAI.
– Mancata attuazione dei servizi migliorativi senza costi aggiuntivi.
– Remunerazione di personale non coerente con le esigenze.
– Mancato recupero degli utili spettanti all’ASL.
– Mancata applicazione delle penali contrattuali.

Conclusione

«La quantità e la gravità delle irregolarità suscettibili di riscontro impongono un approfondimento immediato, sia penale sia contabile.
È in gioco la legalità amministrativa, la tutela della spesa pubblica e la qualità del servizio sanitario reso alle persone più fragili.

Ho svolto il mio dovere istituzionale. Ora spetta alle Autorità competenti valutare e accertare ogni profilo di responsabilità, e alle autorità amministrative assicurare il prosieguo del servizio dal 1° dicembre senza interruzioni né disservizi, perché non si può far pagare agli operatori e ai malati le condotte non proprio lineari della PA nella concessione del servizio e nei controlli.»

ADI Brindisi, Amati: “Lettera alla Regione: mancano venti giorni alla scadenza, no proroghe illegittime, ora gestione diretta e rispetto della legge”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

«Ho inviato oggi una lettera ai dirigenti regionali per chiedere indicazioni urgenti e precise sulla gestione del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) della ASL di Brindisi, in vista della scadenza della cosiddetta sperimentazione gestionale fissata al 30 novembre.
Nella mia comunicazione ho segnalato che non esistono margini di legittimità per alcuna proroga, nemmeno tecnica o temporanea, poiché sarebbe in contrasto con le norme di legge, con le linee guida ANAC e con numerose sentenze della Corte dei Conti.
Ho inoltre evidenziato che un’eventuale proroga illegittima o la relativa autorizzazione comporterebbero un inevitabile allargamento dei profili di responsabilità, aggravando una situazione già di per sé problematica e suscettibile di rilievi giuridici.
Anche il rinnovo, mai autorizzato dalla Regione nonostante l’esplicita clausola contrattuale, e la costituzione di un tavolo tecnico per una gara mai approvata e con un componente dimissionario rappresentano elementi che richiedono una valutazione immediata e una decisione chiara.
A questo punto l’unica strada conforme alla legge è la gestione diretta del servizio da parte della ASL, garantendo la continuità dell’assistenza e valorizzando l’ottimo personale attualmente impegnato, cui va riconosciuto il merito del buon funzionamento del servizio.
L’obiettivo – conclude Amati – è assicurare legalità, efficienza e trasparenza, senza forzature o proroghe di comodo. La sanità pubblica deve restare un luogo di regole e responsabilità, non di eccezioni.»

ADI BR, Amati: “ASL risponde a quesiti Regione. Situazione inquietante. Omissioni, anomalie e 305 operatori dichiarati. Subito una decisione per salvaguardare servizio e personale.

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.
«Sulla premessa che nessuna proroga del servizio può essere concessa e che bisogna decidere entro pochi giorni il da farsi, la ASL di Brindisi ha risposto ai quesiti della Regione sulla gestione del servizio di assistenza domiciliare (ADI). E quello che emerge crea inquietudine, perché si tratta di una pubblica fornitura, e non capisco come alcuni colleghi candidati restino in silenzio o finiscano per avallare, di fatto, una situazione che non mi pare per niente regolare. Le risposte della ASL danno atto di 305 operatori addetti, anche se dalle interlocuzioni sindacali ne risultavano 238 sanitari e 9 amministrativi, di cui una quarantina a partita IVA, in un servizio pubblico che invece dovrebbe basarsi sulla continuità e sulla stabilità del personale. Una situazione che, già da sola, pone interrogativi seri sulla natura dei rapporti di lavoro e sulla corretta applicazione dei contratti collettivi. Ma non è l’unica perplessità. Manca ancora il nominativo del Responsabile della collaborazione gestionale (Re.Co.Ge.), figura indispensabile per il controllo del servizio. Molti servizi aggiuntivi, oggetto del rinnovo triennale, non sono mai partiti. Il protocollo farmaceutico, fermo al 2017, continua a funzionare su base cartacea, rendendo impossibile la verifica dell’appropriatezza. Il modello informatico di approvvigionamento dei materiali sanitari è stato progettato, ma mai attuato. E sulla sede della Centrale Operativa, ospitata nei locali pubblici dell’ex Ospedale Di Summa, la ASL conferma l’esistenza di un contratto di locazione con il soggetto privato, ma non si riesce a conoscere il canone. Il contratto di rinnovo con la cooperativa San Bernardo, dal valore di circa 30 milioni di euro, è stato stipulato senza preventiva autorizzazione regionale — peraltro da me richiesta — e nonostante nel contratto si desse atto che il rinnovo sarebbe stato subordinato a tale autorizzazione. E le “migliorie” del servizio, oggetto del rinnovo e tanto esaltate, risultano o mai attivate o forse non riconducibili ai livelli essenziali di assistenza, il che pone dubbi anche sulla rendicontazione economica. A tutto ciò si aggiunge la questione delle 100 autovetture, al posto delle 11 previste, che in un primo momento si dichiaravano autorizzate dalla ASL e ora, invece, risultano di proprietà del partner privato, con autorizzazione al solo utilizzo del logo. Senza che sia possibile comprendere, in ogni caso e in modo dettagliato, i costi sostenuti per carburante, assicurazioni e manutenzione. Insomma, ci sono molte risposte parziali e altrettante omissioni, mentre cittadini e operatori restano sospesi nell’incertezza. Qui non si tratta di polemiche, ma di legalità, trasparenza e rispetto delle regole. Per questo ritengo che la Regione debba ora assumere una decisione immediata: chiarezza totale su atti, contratti, autorizzazioni e personale, e indicazione dell’unico modello gestionale perseguibile, ovvero la gestione diretta. Non possiamo permettere che un servizio così delicato viva tra zone grigie e incertezze amministrative, a discapito della migliore funzionalità del servizio e delle vite degli operatori.»

ADI Brindisi, Amati: “ASL risponde a Regione. Partita San Bernardo chiusa. Proroga sarebbe danno erariale e nuovo regolamento vieta attuale gestione. Non si agitino i politici amicocratici.”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati
«La ASL di Brindisi ha risposto ai quesiti rivolti dalla Regione. Nell’attesa che i dirigenti regionali esaminino il carteggio e facciano conoscere ogni determinazione, posso dire con certezza che la partita sulla gestione San Bernardo è chiusa, a prescindere dalla mia opinione, e che l’efficienza del servizio, finora garantita attraverso l’associazione in partecipazione tra ASL e privato, potrà continuare dal 1° dicembre con la gestione esclusiva della ASL e con l’impiego degli stessi operatori. Le regole sono chiare e non lasciano spazio a interpretazioni: una proroga sarebbe da considerarsi danno erariale, e il nuovo regolamento sull’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) – il n. 7 del 2023 – non consente di mantenere l’attuale modalità di gestione. Tale regolamento prevede, infatti, che il soggetto privato interessato a gestire il servizio debba essere accreditato e che il fabbisogno complessivo di ogni ASL non possa essere concentrato nelle mani di un solo operatore. A meno che – ed è l’ipotesi che si sta valutando, verso la quale propendo – i costi della gestione indiretta (privato) risultino inferiori a quelli della gestione diretta. Chi parla o scrive di soluzioni diverse, comprese improbabili gare al cospetto del nuovo regime dell’accreditamento, dovrebbe prima liberarsi delle pulsioni amicocratiche da riconoscenza e poi studiare leggi e regolamenti. Lo ripeto: la legge e il regolamento vietano qualsiasi proroga, anche temporanea o tecnica, salvo il caso eccezionale dei tempi strettamente necessari all’accreditamento. E anche volendo ammettere che la forma dell’accreditamento del privato sia quella più utile rispetto alla gestione diretta, la soluzione transitoria dal 1° dicembre e sino all’accreditamento non può essere la proroga all’attuale gestore, ma la gestione diretta della ASL, con gli stessi mezzi organizzativi e tecnologici. Non si dimentichi che l’attuale gestione è un’associazione in partecipazione (con la ASL all’interno) e che dunque si applica l’articolo 15 dell’attuale contratto, il quale disciplina il subentro della ASL dopo la risoluzione del contratto di partenariato pubblico-privato. Non ci sono altre strade. Chi sostiene il contrario rischia di alimentare confusione o, peggio, di spingere verso scelte illegittime. La mia posizione è sempre la stessa: rispetto assoluto delle norme, dei tempi e delle regole. Chi continua a confondere la legalità con l’arbitrio, o la verifica con l’ostilità, non ha capito che in sanità pubblica l’unico interesse legittimo è quello dei cittadini e del servizio pubblico. Il resto è rumore di fondo e insulti contro gli attuali operatori, ai quali assicuro il mio sostegno per un futuro tranquillo. Come del resto meritano».

ADI BR, Amati: “No proroga né gara ponte. Non si perda tempo. Altrimenti bisognerà dare conto.”

Comunicato stampa dell’assessore e consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’ho detto anche alla prima riunione di ieri sera con gli operatori. Per la gestione dell’assistenza domiciliare della ASL Brindisi, in scadenza il 30 novembre prossimo, non è possibile né una proroga all’attuale gestione né una gara ponte. Perciò, l’ipotesi in circolazione su presunti tavoli tecnici, peraltro discutibile nella composizione, non ha nessun motivo di essere. Si possono fare solo due cose: valutare la convenienza della gestione diretta, come credo, e a partire dal prossimo 1° dicembre far transitare il personale nella ASL, nelle more del concorso; oppure procedere con una gestione diretta ponte (altro che gara ponte), nell’attesa di valutare la convenienza della gestione esterna, ma non credo sia così, e procedere alla gara.
Ipotesi diverse, magari fantasiose, mi obbligheranno a investire le autorità competenti sui conti pubblici e sulla legittimità delle procedure.
Anche perché i dirigenti regionali – che ringrazio ancora una volta – hanno parlato chiaro: non si può procedere a gara, anche nella forma ponte, e bisogna attenersi in ogni caso alle determinazioni del Dipartimento Salute.”