AQP, Amati: “Operazione dannosa. Si riferisca in Commissione. Che ne pensa Emiliano? E i sindaci e i partiti?”

L’operazione è dannosa e c’è qualcuno che sussurra pure l’identità e il passaporto del partner privato con cui AQP formerebbe una nuova società per la ricerca perdite e il risanamento reti. Ma tralasciando i retroscena, mi pare urgente sentire in Commissione i manager di AQP, ideatori di tale proposta. Per questo ho depositato ieri una richiesta di audizione, che spero venga fissata al più presto. Nel frattempo, sarebbe bello conoscere innanzitutto il parere del Presidente Emiliano, e poi quello dell’Autorità Idrica Pugliese, cioè dei sindaci, e dei partiti”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento all’ipotesi di costituzione di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

L’operazione non ha alcuna logica, nonostante le mille ipotesi, e mi pare destinata solo a modificare la natura pubblica della gestione del servizio idrico. Un impegno che negli anni scorsi ci è costato decine di battaglie, vinte con non poca fatica. L’ipotesi incide sulle attività rolling, le attività ripetitive nonché cuore delle lavorazioni, con necessità di garantire sempre l’efficienza e quindi una dotazione finanziaria continuativa e non limitata al primo grande investimento. È come se un parrucchiere selezionasse un socio per tagliare i capelli, cioè l’attività prevalente che lo indusse ad aprire bottega, e che dopo l’acquisto di una nuova forbice non mettesse in conto le spese per l’affilatura. Andiamo più in concreto. Se l’AIP ha autorizzato investimenti per ricerca perdite e risanamento e la società mista si propone di realizzare quelle attività, in cosa consiste l’apporto del privato nella società? In un’anticipazione delle somme disponibili per svolgere i lavori? Può darsi; ma perché non rivolgersi alle banche, considerato che AQP ha un rating di tutto rispetto? Forse – chiede ancora Amati – perché le banche non reputano sufficiente il periodo residuo di concessione? Probabile; ma perché ciò che è insufficiente per le banche dovrebbe essere sufficiente per l’Autorità di regolazione? In ogni caso, come sarebbe remunerato l’apporto finanziario del socio privato?”.

“Inoltre: si dice che l’apporto del privato non sarà solo finanziario ma anche tecnologico, progettuale e gestionale. Questo significa che secondo il management di AQP il personale interno non è idoneo alla missione, e questo non mi pare, e che pure le numerose gare di progettazione effettuate in passato non hanno mai sortito effetti d’eccellenza – prosegue –. Se è così, come è stato possibile raggiungere gli alti livelli di efficienza degli ultimi dieci anni, con relativa produzione di utili? Come si spiega la necessità di richiedere apporti tecnologici e progettuali privati per colmare carenze, con gli entusiastici rapporti sul raggiungimento degli obiettivi scritti dagli stessi manager che vogliono ora ricorrere al privato? E potrei continuare a lungo con le domande e le deduzioni, anche sul fatto che non si capisce perché l’acquisizione delle tecnologie debba avvenire attraverso la partecipazione del privato-proprietario a una società e non attraverso un normale acquisto. Tante domande e tante riflessioni – conclude – su cui un momento di chiarezza non farebbe per nulla male”.

 

AQP, Amati: “I privati in società per risanamento reti è uno scempio tecnico e politico”

 

Amati: “AQP contesta opinioni contrarie su società mista con parole vacue, come se i privati fossero frati francescani”

La Regione Puglia, socio unico di AQP, non può avallare una nuova società con privati / rassegna stampa

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#AQP: scempio tecnico e politico.
La Regione Puglia, socio unico di AQP, non può avallare una nuova società con privati per la ricerca perdite e il risanamento reti, cioè nella gestione delle reti in esercizio.
 
L’ipotesi di costituzione di una società mista per effettuare la ricerca perdite e il risanamento delle reti determina di fatto l’ingresso dei privati nel settore più delicato del servizio idrico integrato: la gestione delle reti in esercizio. A ciò si aggiunga che tale ipotesi non può che travalicare i tempi della concessione, per cui è decisamente imprudente se non impossibile, e per questo diffido l’Autorità idrica pugliese e i comuni a fornire l’autorizzazione.

Amati: “AQP contesta opinioni contrarie su società mista con parole vacue, come se i privati fossero frati francescani”

Replica del Consigliere regionale Fabiano Amati al comunicato AQP di questo pomeriggio su nuova società pubblica-privata.

“La nota del management di AQP mette assieme tante parole per non dire nulla. AQP non può perdere la sua sobrietà aggrappandosi al vocabolario della vacuità. Vorrei ricordare ai manager che gestiscono una società seria che ha sempre fatto i lavori attraverso il suo qualificato personale, gli appaltatori e sotto le forme di legge. Tutto questo mi sento di sostenerlo e provarlo in ogni sede, a meno che il management di AQP non sia in grado di dimostrare che selezionerà un socio privato benefattore, vestito con il saio da francescano, mosso non tanto dal conseguimento di un utile ma solo dal vecchio monito di giustizia pronunciato da Imbriani alla Camera per perorare la causa dell’acqua in Puglia. Ma in tal caso sono certo che anche l’AIP darebbe parere favorevole, per cui i manager AQP non hanno da preoccuparsi. Ci vediamo in audizione in commissione, che ho già richiesto”.

AQP, Amati: “I privati in società per risanamento reti è uno scempio tecnico e politico”

La Regione Puglia, socio unico di AQP, non può avallare una nuova società con privati per la ricerca perdite e il risanamento reti, cioè nella gestione delle reti in esercizio. E se lo ha già fatto, o addirittura ispirato, sta commettendo uno scempio tecnico e politico”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alla presentazione in conferenza stampa di una società mista per la ricerca perdite e il risanamento delle reti.

“Per tanti anni non ho parlato molto di AQP perché non è mai elegante mettere in risalto i successi ottenuti quando alla guida di qualsiasi cosa ci sei stato tu. Ma ora è troppo e il silenzio equivarrebbe a complicità. L’ipotesi di costituzione di una società mista per effettuare la ricerca perdite e il risanamento delle reti determina di fatto l’ingresso dei privati nel settore più delicato del servizio idrico integrato: la gestione delle reti in esercizio. A ciò – prosegue Amati – si aggiunga che tale ipotesi non può che travalicare i tempi della concessione, per cui è decisamente imprudente se non impossibile, e per questo diffido l’Autorità idrica pugliese e i comuni a fornire l’autorizzazione. Metto in evidenza, inoltre, che l’idea pone in discussione un concetto basilare della gestione di AQP e cioè che la natura pubblica della risorsa acqua si preserva attraverso la gestione interamente pubblica delle infrastrutture, e con le forme della società di capitali al solo fine di conquistare l’efficienza, e quindi il credito bancario, e tenere lontana la parte mercantile della classe politica dal tempio di via Cognetti. Rilevo, ancora, che l’iniziativa sembra un ritorno al passato, perché non tiene conto del duro lavoro per riportare all’interno di AQP tutte le società collegate”.

“E mentre posso far finta di niente sugli orrori di ricostruzione storica, che per motivi di propaganda ha fatto diventare un semplice mutamento di denominazione in un motivo per mettere in piedi una recente e costosa festa su un centenario che non c’è, non posso consentire – conclude – che si distruggano l’Acquedotto Pugliese, il cuore di Puglia, e tutto il suo formidabile apparato tecnico e amministrativo, cresciuto negli anni scorsi con margini operativi lordi da far invidia a tutte le società pubbliche europee”.

Acqua in Puglia, Amati: “Ottima notizia il rinnovo ad Aqp della concessione per il prelievo da Caposele. Grazie alla Regione Campania”

“La Regione Campania ha rinnovato ad AQP la concessione di derivazione dell’acqua da Caposele. La concessione riguarda il prelievo di 363 litri al secondo e varrà fino al 2032, a meno che non si sottoscriva l’Accordo unico tra le regioni del distretto meridionale”.

Fabiano Amati a Caposele

Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati, commentando il rinnovo della concessione di grande derivazione d’acqua ad uso potabile dalla sorgente di Sanità di Caposele, rilasciato dalla Regione Campania ad AQP.

“Non si riesce forse a cogliere la grandezza di questa notizia perché l’acqua la insegna la sete e noi non la conosciamo più da oltre un secolo grazie a Caposele, alla Campania e alla costruzione del grande Acquedotto. Dietro al rinnovo della concessione c’è un lavoro immane di solidarietà e diplomazia, che tiene aperti i rubinetti di casa di quasi due milioni di pugliesi. Se ogni volta che aprissimo un rubinetto pensassimo a ciò che si nasconde oltre i tubi, cioè alla grande potenza tecnologica e alla collaborazione tra istituzioni di regioni diverse, forse comprenderemmo che è arrivato il tempo di convogliare in un’unica gestione la risorsa idrica per tutti gli usi (potabile, agricolo ed industriale) e a realizzare così una gestione a grandi economie di scala, innanzitutto per preservare la scarsità della risorsa. Ma per far ciò c’è bisogno di mettersi alle spalle l’egoismo di chi aggrappato solo sul presente, fregandomene dei debiti da lasciare in eredità”.