Tetto spesa personale in sanità, sei Consiglieri: “Alla nostra obiezione il Ministro Grillo ha dato una risposta bluff, perché i numeri non vogliono scuse”

Il Ministro Grillo non ha risposto alla nostra obiezione contabile. Si è limitata a smentire le obiezioni ad effetto e non ha detto che la Puglia ha certo i soldi del suo bilancio per assumere nuovo personale ma non potrebbe farlo perché la sua stessa proposta subordina tale spesa all’equilibrio finanziario. Cioè all’impossibile. Almeno sino a quando ci saranno differenze nel riparto delle risorse e le regole sul carico della mobilità passiva resteranno quelle attuali. Non nascondiamoci dietro un dito: quella norma serve soprattutto a Lombardia e Veneto, per farsi condonare un decennio di sistematico mancato rispetto del limite di spesa per personale fondato sul 2004 meno l’1,4%”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’intervista rilasciata oggi dal Ministro Giulia Grillo alla rivista online www.quotidianosanita.it dal titolo “Altro che bluff. Con il nostro provvedimento al Sud si potranno assumere da subito 13.700 operatori”.

“Affermare che la proposta di emendamento non limiti la capacità assunzionale della Puglia significa evitare di considerare l’inciso ‘ferma restando la compatibilità finanziaria’, su cui purtroppo c’è stato anche il parere favorevole della Regione Puglia. Se mi dici che posso assumere con le mie risorse, pari a 154 milioni, e poi mi richiedi l’equilibrio finanziario, come si potranno mai spendere quelle risorse se già la Puglia è gravata da un riparto ottenuto sul solo criterio demografico, fonte ogni anno di costante e progressiva incompatibilità finanziaria?

Inoltre: come si può dire che dal 2021 si potrà aumentare la spesa personale del 5% dell’incremento del Fondo sanitario regionale se la quota pugliese è già gravata dalla ingiusta contabilizzazione della mobilità passiva e si espone alle nubi che si addensano all’orizzonte con la proposta di maggiore autonomia del nord in danno del sud?

Risponda a queste domande il Ministro Grillo. Non provengono dalla polemica politica, flessibile a ogni opinione, ma dai numeri, e per questo s’indirizzano meglio verso la verità, perché i numeri non hanno bisogno di scuse per farsi valere”.

Liste attesa, Amati: “È l’ora di scegliere da che parte stare. Noi con la legge e i cittadini in fila al Cup. Ha ragione il Ministro Grillo”

“Ma come si fa a non comprendere che è diventato insopportabile sentirsi dire ‘prenotazione tra un anno o domani se a pagamento’? Il problema delle liste d’attesa non si può affrontare ammassando parole su parole per compiacere qualche strategia politica o per conservare qualche voto a dispetto dei cittadini in fila al Cup. Ci sono leggi da osservare, contratti da rispettare e dati da visionare. E per quanto la distanza politica sia notevole, sono d’accordo con le dichiarazioni odierne del Ministro Grillo, che furono il fondamento legale su cui oltre un anno fa costruimmo la nostra proposta di legge”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi durante una trasmissione televisiva dal Ministro della salute Giulia Grillo.

“Le leggi statali vigenti da più di qualche anno, il vecchio Piano nazionale sulle liste d’attesa e il nuovo dicono quali sono le regole di gestione delle liste d’attesa su cui tutte le regioni e le aziende devono attenersi. Al cospetto della legge non c’è spazio per introdurre la demagogia del manovrismo politico, tipo le preferenze elettorali di pochi medici, su un argomento che ha una dimensione normativa che non si può più violare, così come invece è stato fatto sinora – prosegue -.

La nostra proposta di legge contiene tutti gli elementi previsti dalle norme statali per contribuire a combattere questo problema e si fonda su strumenti organizzativi che ad oggi sono inseriti a spizzicchi e bocconi in diversi atti aziendali, senza però vederli applicati davvero. La legge servirà proprio a garantire la reale applicazione in tutte le aziende pugliesi di misure che risultano continuamente eluse”.