Operatori non vaccinati a Lecce, Amati “Ricollocazione? La legge dice che vanno sanzionati”

“Gli operatori sanitari di Lecce che hanno rifiutato il vaccino, rendendosi magari responsabili del contagio in alcuni reparti, non sono un problema burocratico di ricollocazione in reparti non a rischio, ma soggetti a cui la Asl deve irrogare la sanzione di 5.000 euro e contestualmente aprire un procedimento disciplinare. Lo prevede la legge pugliese e il relativo regolamento”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, con riferimento alle notizie sui contagi in alcune unità operative ospedaliere della Asl di Lecce.

“Noto che deve essere ancora una volta ribadito che il rifiuto della vaccinazione da parte di un operatore sanitario non è un atto di libertà individuale, perché comporta la riduzione della libertà altrui, in particolare pazienti e colleghi, di rimanere in buona salute. Per questo il legislatore regionale ha previsto una serie di misure altamente dissuasive, a partire dalla sanzione pecuniaria, proprio per evitare che ci siano obiezione alle attività di profilassi pubbliche.
Se questo è, non credo che si possa tergiversare nell’irrogazione delle misure afflittive previste dalla legge regionale, ponendosi il solo problema della ricollocazione, anche per conseguire lo scopo ulteriore di prevenzione generale a cui la sanzione riconduce, cioè far sapere che l’ordinamento non tollera la condotta di un operatore sanitario che avesse in animo di rifiutare la vaccinazione”.

Obbligo vaccino Covid ai sanitari, Amati: “Puglia approva legge. Decisione accordata con salute e scienza”

“La decisione della Puglia di rendere efficace l’obbligo anche per la vaccinazione anti-Covid-19 è una decisione politica accordata con salute e scienza, sulla scia di una legge già vigente approvata nella scorsa legislatura su proposta della collega Francesca Franzoso e dichiarata pienamente costituzionale con sentenza scritta da Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia”.

Lo dichiara il presidente della Commissione bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando l’approvazione della proposta di legge “Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19”.

“Come è noto a tutti, c’è una percentuale altissima di operatori sanitari non vaccinati contro il Covid, che per questo sono dichiarati inidonei a svolgere l’attività in reparti a rischio (oncologia, ematologia, pneumologia, malattie infettive, sale operatorie, terapia intensiva ed altri) e pregiudicano la formazione dei turni di lavori.
A tutto ciò s’intende ovviare ampliando alla vaccinazione anti-Covid la legislazione regionale vigente in materia di esecuzione degli obblighi vaccinali, ritenuta legittima con Sentenza della Corte costituzionale n. 137 del 2019, relatrice Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia.
È di tutta evidenza che l’esecuzione dell’obbligo vaccinale agli operatori sanitari non esaurisce la gamma dei problemi tra noi, la pandemia e l’immunità di popolazione, ma offre uno strumento in più; e tutto ciò sulla base, peraltro, di un punto di vista in passato ben argomentato dalla c.d. Carta di Pisa, che vide tra i suoi autori l’assessore pugliese Lopalco”.

Covid vaccinazioni, Amati: “Commissione approva proposta di legge su obbligo per operatori sanitari”

“Sulle vaccinazioni obbligatorie agli operatori sanitari il Consiglio regionale della Puglia, per ora in Commissione, si mantiene accordato con la prova scientifica, estendendo l’obbligo vaccinale contenuto nella legge vigente alla vaccinazione anti Coronavirus-19. Ringrazio i colleghi e l’assessore Lopalco per il sostegno alla proposta di legge”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati, all’esito dell’approvazione in terza Commissione della proposta di legge ‘Operatori sanitari e vaccinazione anti Coronavirus-19’.
“Nella materia dell’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari c’è una storia di originalità tutta pugliese, avviata nella scorsa legislatura con la proposta di legge avanzata dalla collega Francesca Franzoso e approvata dal Consiglio regionale.
Un’idea che scaturì dai suggerimenti della c.d. Carta di Pisa, redatta tra gli altri dall’attuale assessore alla sanità Pierluigi Lopalco e fortemente sostenuta dai dirigenti dei dipartimenti di prevenzione, a cominciare da Michele Conversano del dipartimento di Taranto.
Con la mia proposta di legge, approvata ieri all’unanimità dalla terza Commissione, continuiamo su quel percorso nella speranza che sia fatto proprio dall’intero Consiglio regionale”.