Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. I pugliesi sono consci degli errori di Emiliano / intervista su Nuovo Quotidiano Brindisi

Nuovo Quotidiano Brindisi di venerdì 10 gennaio 2020, pagina 5

Intervista a Fabiano Amati

Amati avverte: primarie inutili se emergeranno irregolarità – «Io in campo anche con l’arbitro contro. I pugliesi consci degli errori di Emiliano»

di Gioffredi Francesco G.

Fabiano Amati, consigliere regionale Pd e candidato alle primarie di centrosinistra: in pochi giorni ha lanciato due allarmi su trasparenza e spontaneità del voto di domenica. Qualcosa avrà notato, durante questa campagna elettorale: cosa?

«In un caso ho segnalato il necessario rispetto delle regole sulla coincidenza tra elettori e contributo di un euro raccolto; nell’altro ho notato che un circolo Pd prende posizione per Emiliano, e siccome le questioni organizzative incombono sui circoli, allora ho sollevato il problema. Diventa purtroppo difficile trovare un interlocutore a cui segnalare, visto che la nomenclatura Pd è tutta con Emiliano e che queste operazioni di aggiramento delle regole sono interpretate da supporter del governatore. Insomma, se tanto mi dà tanto, allora non c’è un giudice a Berlino».

Lei ha il sostegno di Azione, il movimento di Carlo Calenda: l’ex ministro spara a zero su Emiliano, al punto che non sosterrà il centrosinistra se alle primarie dovesse vincere il governatore. Ritiene eccessiva la posizione di Calenda?

«Calenda non è parte del patto delle primarie. Emiliano poi gli ha detto cose inaudite, nonostante il ministro abbia lavorato bene nei governi Renzi e Gentiloni. Calenda non ha stima di Emiliano, non è dunque il caso di aspettarsi fiori…».

E lei rispetterà il “patto delle primarie”?

«Sì, solo la violazione delle regole può farmi cambiare idea. Tenuto pur sempre conto che gioco non solo fuori casa e con il pallone portato da altri, ma anche con l’arbitro contro. Posso avere almeno le regole dalla mia parte?».

Valeva la pena di candidarsi, allora?

«L’ho fatto innanzitutto perché sono convinto delle mie idee. Ma “chi te lo ha fatto fare?” è una domanda che non si pone mai, nemmeno con pronostici infausti, altrimenti avrebbero dovuto dirlo a Vendola nel 2005 o ad Armstrong, Aldrin e Collins prima di sbarcare sulla luna. Solo osando e avendo buone idee si può riuscire».

D’accordo, ma con la vittoria di Emiliano sareste tutti “costretti” ad accodarvi e a “dimenticare” le tante e aspre critiche formulate finora.

«È così, per questo vorrei evitare la ricandidatura di Emiliano: ho l’impressione che i cittadini non la pensino così e che se il centrodestra di Fitto ha una chance di vincere è avendo proprio Emiliano come concorrente. Ma del resto è stato lo stesso governatore a dirlo: a Taranto ha detto che “non c’è nessuno che ha commesso gli errori che ho commesso io, ma sono l’unico che può correggerli”. C’è un solo problema i pugliesi si sono accorti prima di lui degli errori e vogliono correggersi da soli votando un altro candidato».

E lei quali errori rimprovera al governatore?

«Ne cito tre. La xylella: grande debolezza nell’affrontare un problema che ci ha portato a un paesaggio lunare dal Salento fino a Fasano, e va reso il massimo onore a tutti i ricercatori che, anche grazie alla debolezza della politica, sono diventati zimbelli per creduloni e negazionisti. Da presidente condurrò una lotta durissima all’espansione del contagio secondo scienza, tutelerò il mondo dei vivai, e farò di tutto perla rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, anche garantendo la diversità colturale che serve a non produrre mutazioni genetiche del batterio».

E gli altri due punti di critica a Emiliano?

«I rifiuti: non ci sono impianti, l’alternativa sono i rifiuti per strada e rifiuti in tour per l’Europa e le discariche. Con me si realizzeranno gli impianti, dopo dibattito pubblico, e non si vedrà un presidente che dichiara l’utilità di un impianto e un suo assessore che per voti lo ostacola. Terzo punto, i fondi comunitari: nel 2016 proposi un organismo unico per impedire l’eccesso di burocrazia e spendere bene e subito, il governo Emiliano disse di no, ora – per esempio – stiamo perdendo 146 milioni del Psr e per le misure del Titolo secondo gli imprenditori restano in fila per ricevere la grazia della liquidazione. Con me nascerà un ente strumentale ad hoc, si chiamerà “Puglia azioni veloci”».

Fondi europei vuol dire anche agevolare un’autentica politica industriale. Lei viene spesso etichettato come “sviluppista”: nota una carenza di visione industriale?

«Di politica industriale si parla solo quando c’è qualche numero col segno “più” da commentare. Ma cosa c’è dietro quei numeri? Industria, edilizia, turismo e agricoltura. Sull’industria in Puglia ci siamo imbattuti in situazioni caotiche come Ilya; nell’edilizia cerchiamo di affossare il Piano casa che mette piatti in tavola riducendo consumo del suolo e corruzione; sul turismo diciamo “no” a resort e campi da golf alimentati con i reflui affinati; e in agricoltura perdiamo le risorse. E una Regione priva di senso industriale».

Perché auspica l’intervento di Zingaretti?

«Abbiamo una coalizione stretta-stretta, allargata solo a Di Cagno Abbrescia e Cassano in cambio del Cda di Acquedotto e del commissariamento di Arpal. Mi piacerebbe, e in questo mi rivolgo a Zingaretti, che di fronte alle obiezioni di Italia viva e di Azione ci si ponesse il problema della coalizione e della probabile sconfitta e si intervenisse. Peraltro in Puglia ci sono in ballo questioni che riguardano l’intero Paese: Ilva, Tap, xylella. Trovo stupefacente che in questa vicenda pugliese il segretario Pd non dica nulla: non può tacere».

Anche Bellanova, per conto di Italia viva, si rivolge a Zingaretti e propone tuttavia l’azzeramento delle primarie e il “divorzio” da Emiliano: precondizioni per rinsaldare l’asse Pd-renziani.

«Alla mia amica Teresa, con cui ho un grande rapporto di stima, dico che dovrebbero aiutarmi, così assieme risolviamo il problema in casa senza attendere interventi romani».

Ma se il Pd dovesse continuare a tacere o a sostenere Emiliano, lei resterebbe comunque nel Pd?

«In questo momento è il partito che mi dà la possibilità di dire che ci sono persone in fila al Cup e che voglio sia approvata la mia legge sulle liste d’attesa sabotata da Emiliano. Se il Pd tace su queste cose, il problema non è se io resto o meno, ma è che il Pd non fa il Pd. Contano i contenuti, per questo mi sono candidato. Ora combatto per le idee, poi se un domani non mi sarà data la possibilità di imporre alcuni temi, allora non sarà più il mio partito».

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Primarie, Amati: “Ringrazio Calenda per il sostegno e chiedo a Zingaretti di occuparsi subito delle questioni sollevate da Italia Viva e Azione”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del prossimo 12 gennaio per la scelta del Candidato Presidente alle prossime elezioni regionali.

Ringrazio Carlo Calenda per le belle parole nei miei confronti e soprattutto per il sostegno di Azione in questa battaglia difficilissima. La stiamo conducendo contro gli annessi e connessi di cinque anni di governo, al solo scopo di far vincere idee e soluzioni diverse e così risollevare la Puglia da decine di errori sugli argomenti più importanti.

Non è una novità, tuttavia, che Azione e Calenda non sosterrebbero mai Emiliano qualora non dovessi vincere le Primarie. È stato sempre detto con la solita chiarezza e senza giri di parole. A ciò si aggiunga che anche Italia Viva sostiene più o meno le stesse cose, Teresa Bellanova lo ripete ogni giorno e con altrettanta chiarezza, per cui mi sembra che l’unica cosa inspiegabile a questo punto sia il silenzio di Zingaretti, il segretario del mio partito”.

“Inspiegabile – prosegue Amati – perché a prescindere dall’esito delle Primarie questo clima non si concilia con la vittoria finale, facendola diventare più difficile di quanto già non sia; l’aria è infatti amara, sia in generale che per gli errori di Emiliano, e la Puglia non è un comune qualsiasi in cui è in corso una lite nel condominio politico. In gioco ci sono soluzioni su problemi molto controversi che riguardano l’intero Paese, e perciò il PD nazionale deve parlare immediatamente e prima che sia troppo tardi”.

Primarie in Puglia: si vota domenica 12 gennaio per la scelta del candidato Presidente del centrosinistra

Il 12 gennaio 2020 si terranno le elezioni Primarie del centrosinistra per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia. Sarà possibile votare dalle ore 8,00 alle 20,00 nel seggio allestito nella propria città.

“Io ho candidato una lista di soluzioni ai problemi che da anni affliggono la Puglia – e non a caso il senso del mio programma è racchiuso nello slogan “Fuori il problema, dentro la soluzione” – e se sarò eletto porterò avanti le battaglie per Xylella, Liste d’attesa in sanità, Ricerca e Scienza, Ambientalismo tecnologico, Piano Casa e tanto altro ancora – dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati -. A queste Primarie in realtà abbiamo candidato una squadra, quella di C-Entra il futuro, perché un uomo da solo è in cattiva compagnia, e un elenco di soluzioni. Pertanto, “Fuori il problema, dentro la soluzione”, non è uno slogan ma un metodo per aiutare le persone nelle loro sofferenze e nelle difficoltà. Assumere la responsabilità di una decisione, argomento per argomento, è stato il nostro metodo negli ultimi cinque anni, con iniziative anche vigorose. Noi abbiamo soluzioni perché non vogliamo essere una parte del problema e per questo siamo qui, per stare dalla parte della gente di ogni comune della nostra Puglia”.  

 

Primarie, Amati: “Non partecipare aiuta Emiliano. Mi appello a Italia viva, Azione, Giusta causa e Stefàno”

“Non partecipare alle Primarie rischia di rivelarsi il miglior aiuto a Emiliano, perché sicuramente perde chi non combatte. Per questo chiedo a Italia viva, Azione, Giusta causa e Dario Stefàno di prendere parte alla competizione e metto a loro disposizione la mia candidatura per aggiungere eventuali condizioni a garanzia del migliore svolgimento”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del centrosinistra fissate per il prossimo 12 gennaio 2020.
“Mi pare che la situazione sia molto difficile per l’intera coalizione in vista delle elezioni regionali. Per questo non posso restare impassibile di fronte al disimpegno di Italia viva, Azione e Giusta causa, così come non trovo giusto liquidare con qualche battuta o insulto le critiche di Dario Stefàno – prosegue Amati -. Bisognerebbe ricordare, infatti, che la legge elettorale regionale è fortemente maggioritaria e quindi non tollera divisioni o disimpegni. Capisco benissimo le obiezioni di programma e di metodo che queste forze politiche pongono nei confronti di Emiliano; le capisco perché nella quasi totalità sono pure le mie e degli altri Consiglieri regionali di C-Entra il futuro. Ma per far vincere le nostre proposte di soluzioni ai problemi e un metodo di governo nuovo bisogna impegnarsi e coalizzarsi affinché il 12 gennaio esca un risultato diverso da quello che temono Italia Viva, Azione, Giusta causa e Stefano. Come fare? Entrando in campo e vivendo pienamente la competizione, per evitare – conclude – che il 13 gennaio possa cominciare il solito festival delle occasioni perdute”.

“Il centrosinistra scelga l’ambientalismo tecnologico” / ecco l’articolo su Gazzetta del Mezzogiorno di oggi

Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 28 dicembre 2019, articolo di De Feudis Michele

«Il centrosinistra scelga l’ambientalismo tecnologico»


 

BARI. Il modello di sviluppo per la Puglia è uno dei temi su cui il centrosinistra dovrà, con le primarie del 12 gennaio, trovare una sintesi. Contro i fanatismi ecologisti si schiera Fabiano Amati, candidato ai gazebo, esponente del Pd.

«La sfida è quella dell’ambientalismo tecnologico. Registro troppi attacchi e ostacoli ai settori con più alta densità di lavoro: edilizia, agricoltura e industria. C’è chi farnetica – attacca Amati – su modelli di sviluppo invece di utilizzare i migliori ritrovati dell’ambientalismo tecnologico. C’è un largo sentimento anti-industriale che si manifesta contro gli impianti per il trattamento di rifiuti organici o dei materiali differenziati. È un attacco contro l’ambiente e contro l’economia circolare messo in scena facendo finta di essere ambientalisti».

 

Per il consigliere regionale Pd, animatore dell’associazione «C-entra il futuro», «il rifiuto dell’ambientalismo tecnologico genera un perdita delle chance industriali. Sulla decarbonizzazione, obiettivo condivisibile, quando si passa all’idea che è un processo di transizione, peraltro molto costoso, e che ha bisogno di infrastrutture per portare il gas, si nota la contrarietà – in qualche caso anche di Emiliano – ai mezzi che portano alla decarbonizzazione, come il Tap».

«Questo tema – analizza ancora Amati – si lega anche alle questioni di Taranto: se mettiamo un serbatoio di petrolio, che comunque viene estratto, evitando il transito di 40 petroliere all’anno in un porto come Taranto, parlo del serbatoio di Tempa Ross, c’è chi si oppone. Nonostante sia un’opera autorizzata dalla giunta Vendola».

Elena Gentile, ex eurodeputato e candidata alle primarie, conserva lo scetticismo verso l’attuale Piano Casa: «A Milano – replica il politico dem – ogni cinque anni smontano e rimontano la città. Qui non riusciamo nemmeno a trasformare pacificamente una vecchia rimessa di meccanico in quattro appartamenti. E quando c’è un immobile grande i comuni non dicono cosa vorrebbero e si aspettano che la Regione, come il grande fratello, dica come si devono comportare».

«Non si sa che lo sviluppo è emancipazione dalla povertà. Chi frena lo sviluppo – conclude Amati – lo fa per consolidare nel tempo monopoli di ricchezza contro il popolo, pretendendo di farlo anche in nome del popolo. Vogliono tornare indietro nel tempo, ovvero al vaso da notte da svuotare nell’orto di casa…Se vinco io ci sarà una coalizione fondata sull’ambientalismo tecnologico e non sul ritorno al passato: nel mondo del lavoro si pratica questa filosofia mentre la politica chiacchiera su altre discipline».

 

Qui PDF dell’articolo:

Il centrosinistra scelga l’ambientalismo tecnologico.pdf

Domani a Ostuni incontro con il candidato alle Primarie 2020 Fabiano Amati. Interviene l’Europarlamentare Paolo De Castro

Domani mattina, domenica 22 dicembre, alle ore 10.30, all’Hotel Monte Sarago di Ostuni (in Corso Mazzini, 233), il Consigliere regionale Fabiano Amati presenterà la sua candidatura alle Primarie del 12 gennaio 2020 per la scelta del candidato Presidente della Regione Puglia. Sarà presente l’Europarlamentare Paolo De Castro, già Ministro dell’Agricoltura e attuale coordinatore gruppo S&D Commissione Agricoltura.
Amati racconterà il suo progetto di governo e le proposte di soluzione a problemi come Xylella, liste d’attesa, edilizia pubblica, ecc.
L’incontro è aperto alla cittadinanza.

“La vera novità sono io”: perché Emiliano e Fitto hanno già fatto vedere ciò che sanno fare / rassegna stampa

Rassegna Stampa >>

“La vera novità sono io” titola la Gazzetta del Mezzogiorno di oggi in un articolo. Sì, perché Emiliano e Fitto hanno già fatto vedere ciò che sanno fare. Solo se vinco le Primarie i pugliesi potrebbero decidere il risultato di un derby vero, quello tra una soluzione nuova e una già vista.

#Primarie2020

 

Elezioni 2020, Amati: “Emiliano e Fitto hanno già dato. Solo se vinco Primarie i pugliesi potranno scegliere uno nuovo”

“Emiliano e Fitto hanno già fatto vedere ciò che sanno fare. Solo se vinco le Primarie i pugliesi potrebbero decidere il risultato di un derby vero, quello tra una soluzione nuova e una già vista”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle primarie del centrosinistra fissate per il prossimo 12 gennaio.

“Se non dovessi vincere le Primarie del prossimo 12 gennaio i pugliesi sarebbero costretti a scegliere tra due personalità che hanno già mostrato le loro ricette per governare la regione. Abbiamo invece bisogno di far fuori i problemi che in un modo o nell’altro entrambi non hanno saputo affrontare, per far entrare soluzioni nuove e più nette sul problema delle liste d’attesa, rifiuti, Xylella, celerità della spesa, edilizia pubblica, Aqp ecc.. La Puglia è una regione così creativa e ricca di risorse che non può ritrovarsi a scegliere nel 2020 tra due persone che si disputavano la scena politica regionale sin dal quinquennio 2000-2005. Per evitare questo destino c’è un’unica soluzione. Scegliermi il 12 gennaio alle Primarie aperte a tutti, anche a quelli che dal centro-destra aspirano a scegliere per la propria regione qualcosa di nuovo”.

Oggi Fabiano Amati ospite de “Il fatto del giorno” su Teleregione

Questa sera, il Consigliere regionale Fabiano Amati, candidato alle Primarie del centrosinistra del 12 gennaio 2020 per la scelta del Presidente della Regione Puglia, sarà ospite de “Il fatto del giorno”, rubrica di approfondimento quotidiano a cura della redazione di Teleregione in onda alle 20.00 e alle 23.00 e domani (29 novembre) alle ore 15.00.

Appuntamento sul Canale 14 del digitale terrestre.