A Fasano il comizio di chiusura della campagna elettorale di Fabiano Amati

AGENDA ELETTORALE |Domani sera a Fasano il comizio di chiusura della campagna elettorale di Fabiano Amati

Domani sera (venerdì 18 settembre), alle ore 21.00 ai Portici delle Teresiane (Piazza Mercato Nuovo), il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio e candidato alle Elezioni Regionali Puglia 2020, terrà il suo comizio di chiusura della campagna elettorale.

Sarà un’occasione per raccontare fatti, idee e progetti che potranno trovare compimento nei prossimi anni di impegno al Consiglio Regionale della Puglia. Amati converserà con la gente, presenterà i temi centrali della sua candidatura e traccerà un bilancio di questa esperienza che lo ha portato a incontrare le persone nelle piazze, nei circoli, nei locali, nelle aziende e nei luoghi di aggregazione di tutti i comuni della Provincia.
Prima di lui interverranno il Sindaco Francesco Zaccaria, il segretario del Partito Democratico di Fasano, Fabio Sibilio, e il segretario provinciale dei Giovani Democratici, Andrea Di Bari.
L’appuntamento è aperto alla cittadinanza.

Perché Emiliano dovrebbe perdere – Le cose facili le sanno fare tutti, ma sono quelle difficili che cambiano il mondo / intervista su “Il Foglio”

Foglio di sabato 11 gennaio 2020, pagina 3

Fabiano Amati (Pd) ci spiega perché è bene che Emiliano perda


di David Allegranti 

“Lo so che la nomenklatura del Pd gioca a favore di Michele Emiliano e so che bisogna stare attenti perché anche l’arbitro sta dalla sua parte. So anche che aver esercitato il potere per cinque anni ti dà un vantaggio in più. Ma non potevo tacere. Anche perché le cose facili le sanno fare tutti, ma sono quelle difficili che cambiano il mondo”.

Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, è in campo per le primarie pugliesi che si terranno domenica 12 gennaio per scegliere il candidato governatore della Puglia.

“Assieme a un gruppetto di altri consiglieri regionali abbiamo proposto per cinque anni soluzioni alternative ai problemi più importanti, ma nella maggior parte dei casi abbiamo subito solo sabotaggi e i problemi sono rimasti in piedi”.

Quali? La Xyella: problema notevole, che non si risolve inseguendo creduloni e sciamani oppure le opinioni di attori e cantanti al posto di fitopatologi e agronomi. E quante pene hanno passato il Prof. Giovanni Martelli, appena deceduto, e i suoi allievi, Messi addirittura sotto processo. Il risultato è che oggi la Xylella ha raggiunto la provincia di Bari. Il tutto per ‘merito’ dell’assoluta indecisione dell’amministrazione regionale nell’attuare gli interventi delle stesse istituzioni scientifiche della Regione, a partire dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale. Abbiamo sempre chiesto di ascoltare la scienza, preferendo gli scienziati agli sciamani. Ma così non è stato fatto”.

Poi, dice Amati al Foglio, “c’è la questione dei rifiuti. In Puglia non abbiamo impianti e l’alternativa sono la monnezza per strada oppure i camion che vanno in giro per l’Europa per trovare impianti di trattamento. Un Comune si era proposto di ospitare un impianto di compostaggio, Emiliano aveva accolto con favore l’impegno, poi per un assessore della sua giunta si è messo contro quel Comune e il governatore ha dato ragione al suo assessore. Emiliano è tornato sui suoi passi spiegando che purtroppo è in campagna elettorale e che bisogna assecondare l’opinione di quell’assessore. Il risultato è che non abbiamo impianti per trattare i rifiuti”.

Altro problema, le liste d’attesa. “Abbiamo proposto una norma per la sospensione automatica delle attività a pagamento qualora i tempi d’attesa tra intramoenia e attività pubblica fossero notevolmente diversi (un anno e mezzo per il pubblico contro qualche giorno per l’attività a pagamento). Quella proposta di legge è stata sabotata per contrarietà di un gruppetto di medici. Siccome i medici votano, ci è stato detto, non bisogna contrariarli. Il risultato è che le persone rimangono in fila al Cup con il carico di ansie e dolori “.

E che dire del caso ex Ilva. “Emiliano ha tenuto tutte le parti in commedia: fabbrica chiusa, fabbrica aperta. Oggi dice che il governo ha finalmente ascoltato la sua opinione. Ma qual è la sua opinione? Dov’è la sua ragione? In un confronto televisivo gliel’ho chiesto. Lui ha detto che il governo si è impegnato a decarbonizzare la fabbrica. Ma questo è l’impegno politico di quasi tutti i governi del mondo da diversi anni. E proprio per assecondare il processo di decarbonizzazione e transizione energetica vengono favorite le infrastrutture tipo il Tap. Lui invece no, ha provato a ostacolare la costruzione del gasdotto”.

Amati ne ha anche per il Pd: “In privato se parli con qualche esponente nazionale, ti dice che Emiliano non va bene. Anche perché in diverse circostanze ha attaccato duramente e con parole ingiuste e infondate i governi Renzi e Gentiloni, così come i gruppi parlamentari. Prendiamo sempre il caso Ilva. E’ stato il governo Gentiloni ad aggiudicare la gestione dell’ex Ilva ad ArcelorMittal, quindi quando Emiliano critica quella decisione di fatto sta attaccando Paolo Gentiloni. Nessuno nel Pd sembra tenere conto di un fatto, e cioè che forze come Italia Viva e Azione, così come movimenti politici più regionali, non sosterranno Emiliano. E l’aria in Puglia è amara per il centrosinistra. Il Pd dovrebbe intervenire: una forza politica come la nostra non può avallare il situazionismo di Emiliano, cioè quel meccanismo che non si fonda sulla coppia problema – soluzione, cioè sugli enigmi della vita di ogni giorno. Lui parte dal problema e lo snocciola mettendo assieme tutti gli argomenti possibili e immaginabili, magari senza connessione tra loro, per giungere non alla soluzione ma a ottenere ragione, quella cioè che lui si è dato in partenza. Lui fabbrica la sua ragione con il metodo che alcune procure usano per fabbricare reati, l’inquisitio generalis. Come nel delizioso racconto La Panne di Friedrich Dürrenmatt. I vecchi giuristi dicono che a furia di insistere prima o poi un reato si trova, Emiliano pensa che a furia di mettere assieme fiumi di parole alla fine ce ne sarà una tra le tante che si potrà isolare per potergli far dire di aver avuto ragione”.

Qui l’intervista in PDF:

Intervista_Il Foglio