Centro di Riabilitazione di Ceglie, Amati: “La Sanità pubblica vince al TAR. Fine delle impugnazioni strumentali”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati

“Con sentenza pubblicata oggi, il TAR di Lecce ha messo la parola fine al contenzioso sollevato dalla Fondazione San Raffaele contro la Regione Puglia e la ASL di Brindisi per l’attuazione della Legge regionale di riappropriazione della gestione pubblica. Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, confermando la piena legittimità dell’azione pubblica e sancendo l’inconsistenza giuridica e la natura esclusivamente strumentale delle impugnazioni proposte dalla Fondazione.

Avevamo detto, sin dall’inizio, che il passaggio alla gestione pubblica del Centro di Riabilitazione di Ceglie era una scelta non solo giusta, ma necessaria, per assicurare la continuità assistenziale, la qualità delle cure e il rispetto dei diritti di pazienti e operatori. E oggi la giustizia amministrativa ci dà ragione, certificando che, chi ha cercato di ostacolare questa scelta, lo ha fatto senza alcun fondamento concreto, né giuridico, né sanitario.

La sentenza del TAR è chiara: la Fondazione ha cessato ogni attività, ha licenziato il personale, ha rinunciato a gestire il Centro, e non ha nemmeno chiesto un risarcimento. In poche parole, tutto il clamore giuridico e mediatico era costruito su basi inconsistenti. Una strategia dilatoria e autoreferenziale, finalizzata solo a rallentare una decisione pubblica che ha sempre avuto come unico obiettivo il bene collettivo.

Ora si guarda avanti. Il Centro è pienamente operativo, sotto la gestione pubblica della ASL di Brindisi, e stiamo lavorando per trasformarlo in presidio di eccellenza per la riabilitazione in Puglia. Questa è la vittoria dello Stato, della sanità pubblica, dei cittadini e di chi ha voluto questa legge, l’ha difesa in ogni sede e l’ha attuata con convinzione.
Ringrazio il Coordinatore dell’Avvocatura regionale Rossana Lanza e gli avvocati di causa Paolo Scagliola, della Regione, e Michele Dionigi, della ASL Brindisi.

Approfitto per ringraziare ancora una volta i dirigenti regionali Vito Montanaro, Mauro Nicastro, Antonella Caroli e Vito Carbone e i funzionari Emanuele Carbonara e Daniela Pizzuto, che hanno seguito con serietà e rigore ogni fase del procedimento. Senza il loro lavoro silenzioso, preciso e costante non avremmo mai raggiunto questo risultato”.

Amati: “Forse un ricatto e azioni discutibili della Fondazione San Raffaele anche a Campi Salentina. Stesso copione di Ceglie, ma la Regione e la ASL stanno attuando la decisone del Consiglio”

Comunicato stampa del consigliere e assessore regionale al Bilancio, Fabiano Amati.

“A Campi Salentina si sta ripetendo quanto già accaduto a Ceglie Messapica, sempre per mano del gruppo Fondazione San Raffaele e attraverso la sua collegata e controllata SGAS
È tutto sintetizzato in una foto che documenta la protesta in corso dei dipendenti, lo scatto davanti alla struttura salentina con uno striscione che dice: “Vergogna! Dipendenti senza stipendio”. Un copione già visto.
Ecco i fatti: nella RSA di Campi Salentina, struttura di proprietà della ASL di Lecce, la SGAS vorrebbe continuare a operare nonostante la gara di gestione sia scaduta da tempo.
Il Consiglio regionale ha deciso di internalizzare il servizio e la ASL di Lecce sta attuando questa decisione. Nel frattempo, cosa fa la SGAS del gruppo Fondazione San Raffaele? Smette di pagare gli stipendi ai dipendenti. Un gesto che ha forse il sapore di una ritorsione, su cui ognuno può trarre le proprie conclusioni.
Ma non basta. Ai parenti dei pazienti è stato chiesto d’integrare la retta, sostenendo che ciò sia necessario per colmare presunte inadempienze della Regione. Falso.
E ancora: la SGAS o la capogruppo Fondazione sta svolgendo riunioni con i i familiari dei pazienti, proponendo d’incaricare avvocati “di sua fiducia” per intentare azioni legali contro la Regione, con l’obiettivo di ottenere l’integrazione della retta. Di questo esistono atti documentali in mio possesso e che mostrerò al Giudice qualora volessero querelarmi per diffamazione, come fatto in passato per il caso di Ceglie Messapica.
Cosa fare? La risposta è semplice: ripetere il metodo Ceglie. Faremo tutto ciò che è necessario per ristabilire a questa incresciosa e ulteriore situazione. Diciamolo chiaramente, esattamente come hanno fatto i dipendenti con il loro striscione: “Vergogna. Dipendenti senza stipendio”.”