Primarie: ogni problema deve avere delle soluzioni: quella è la mia linea. Invito i pugliesi a votare / articolo su Gazzetta del Mezzogiorno

Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 6 gennaio 2020, pagina 4

«Ma su Ilva, sanità e Xylella lui ha fallito serve uno nuovo per accelerare i fondi Ue»

IL CANDIDATO DI C-ENTRA IL FUTURO «Ma su Ilva, sanità e Xylella lui ha fallito serve uno nuovo per accelerare i fondi Ue» Amati lancia la sfida: se Michele candidato alle urne, vincerebbe Fitto • articolo di Michele de Feudis

 

«Invito i pugliesi a votare alle Primarie del 12 gennaio, non per partecipare al grande gioco della politica, ma perché dobbiamo spendere oltre 5 miliardi di fondi europei in 3 anni e per farlo serve una classe dirigente di rivoluzionari delle cose normali. Persone cioè che portino avanti la proposta che mi è stata boicottata dal governo Emiliano, ossia accentrare in un unico soggetto la gestione dei fondi europei, usata da tutte le regioni che se la passano meglio di noi». Così Fabiano Amati, candidato alle primarie, torna a lanciare un appello alla partecipazione ai gazebo del 12 gennaio. «Se ti riduci all’ultimo giorno nella spesa dei fondi europei – aggiunge – potrai pur dire di stare nell’obiettivo minimo, ma significa che non stai amministrando al meglio. Se poi hai da spendere oltre 5 miliardi entro 3 anni, quando in 6 anni, cioè dal 2014 ad oggi, sei riuscito a spendere appena 2 miliardi, significa che almeno per prudenza hai proprio bisogno di cambiare tutto. Perciò occorre darsi da fare e istituire un organismo strumentale in grado di accentrare tutti i procedimenti, così come è accaduto in tante regioni italiane più virtuose della Puglia».

Secondo Amati «c’è un forte desiderio di sostituire Emiliano come candidato: è un sentire presente costantemente nei circoli del Pd, dove spesso ho calmato i militanti che usavano anche parole non propriamente civili. Faccio una battaglia difficile e rischiosa ma sono convinto della mia visione. Ogni problema deve avere delle soluzioni: quella è la mia linea. Non mi piacciono i comizi e le parole sprecate per non dire nulla. Per questo mi sono candidato, dal momento che su molti problemi la soluzione, in Puglia, non si vede nemmeno da lontano». L’elenco delle doglianze è lungo, a cominciare dall’ex Uva e l’idea che la Regione entri nel capitale. «Emiliano si è vergognato nel presentare questa ipotesi e poi l’ha definita una iperbole. Dice prima una enormità e poi pensa che qualificandola come eccesso gli possa essere perdonata. Ma questo può accadere in un cabaret – attacca Amati – non in una amministrazione pubblica. Nel caso specifico: l’ordinamento non lo consente e non avremmo nemmeno i soldi per fare l’operazione».

I nuovi ospedali? «Se ne dovevano fare cinque fin dai tempi in cui ero assessore. Solo uno, si sta realizzando, secondo programma. Se divento presidente della Regione -promette colmerò questi cinque anni di ritardo». Quanto alle liste d’attesa «nessuno dei miei rivali ha assunto l’impegno di applicare la legge che prevede che se i tempi d’attesa sono più lunghi di quanto previsto e brevissimi se si va a pagamento, bisogna sospendere l’attività a pagamento. Su questo punto mi impegno a farlo senza tentennamenti». Le Liste d’attesa, insieme all’organismo unico per i fondi europei (PAV) e la lotta alla Xylella sono le priorità per Amati. Quanto alla sfida delle urne, «Emiliano è l’unico che potrebbe far vincere Fitto». Su questo dovrebbe riflettere anche «la “sinistra-champagne”. Caso rifiuti, per esempio: se non fai gli impianti di trattamento avrai la monnezza in strada. Come si fa, se sei di sinistra, a non scegliere l’ambientalismo tecnologico? Che sinistra è pensare all’ambiente, proponendo il ritorno al vaso da notte, svuotato il mattino nell’orto? Possedere un orto, del resto, presuppone che debba essere ricchi. Quindi ultra-benestanti. E non popolo».

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Articolo Amati su Primarie