Dati vaccinazioni, Amati: “Domenica 18 aprile somministrate 19.356 dosi, 15.962 dosi in meno rispetto a sabato, 13.297 in meno rispetto a venerdì e 11.432 in meno rispetto a giovedì. Disponibili 88.686 dosi”

“Ieri, domenica 18, sono state somministrate 15.962 dosi in più rispetto al giorno precedente, sabato 17 aprile, cioè 19.356 contro 35.318. Complessivamente, su 1.071.275 dosi consegnate ne risultano somministrate 982.589, il 91,7 %, con una disponibilità residua di 88.686 dosi. Penso che il calo sia effetto della giornata festiva, che comunque non può essere una giustificazione soprattutto a fronte di una disponibilità di vaccini superiore a 80mila. Stiamo a vedere”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 06:05 di oggi, lunedì 19 aprile.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 69.644. Restano dunque disponibili 7.656 dosi. Ciò vuol dire che domenica 18 sono state somministrate 433 dosi, quindi 1.593 dosi in meno rispetto a sabato 17 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 719.275 dosi consegnate, ne risultano somministrate 681.509. Restano dunque disponibili 37.766 dosi. Ciò vuol dire che domenica 18 sono state somministrate 9.356 dosi, quindi 11.987 dosi in meno rispetto a sabato 17 aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 274.700 dosi consegnate, ne risultano somministrate 231.436. Restano, dunque, disponibili 43.264 dosi. Ciò vuol dire che domenica 18 sono state somministrate 9.567 dosi, quindi 2.382 in meno rispetto a sabato 17 aprile.

Con riferimento al dato di sabato 17 aprile, consolidato alle ore 06:05 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 35.318 dosi, 2.665 in più rispetto al giorno precedente, venerdì 16 aprile, e 15.962 dosi in più rispetto a domenica 18.

Con riferimento al dato di venerdì 16 aprile, consolidato alle ore 06:05 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 32.653 dosi, 1.865 in più rispetto al giorno precedente, giovedì 15 aprile, e 13.297 dosi in meno rispetto a domenica 18.

Con riferimento al dato di giovedì 15 aprile, consolidato alle ore 06:05 di oggi, domenica 18 aprile, sono state dunque somministrate 30.788 dosi, 379 in più rispetto al giorno precedente, mercoledì 14 aprile, e 11.432 dosi in più rispetto a domenica 18.

Per quanto riguarda la classificazione delle Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: terza per dosi somministrate, 982.589 su 1.071.275 pari al 91,7%, undicesima per la fascia +90 pari al 80,1%; decima per la fascia 80-89 pari al 81,3%; diciassettesima per la fascia 70-79 pari al 33,0%”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 220.819 dosi. Mercoledì 14 aprile somministrate 544 dosi in più rispetto a martedì e 558 in meno rispetto a lunedì. Speriamo in Protezione civile”.

“Ieri, Mercoledì 14, sono state somministrate 544 dosi in più rispetto al giorno precedente, martedì 13 aprile, cioè 26.491 contro 25.947. Complessivamente, su 1.074.875 dosi consegnate, comprese le 104.130 consegnate ieri, ne risultano somministrate 854.056, con una disponibilità residua di 220.819 dosi. Purtroppo si registra un dato di somministrazione più o meno costante, senza il salto in alto che serve. Ora speriamo nella nuova organizzazione, sottratta all’assessorato alla Salute e affidata alla Protezione civile”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 06:23 di oggi.

“Nel dettaglio.
Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 61.229. Restano dunque disponibili 16.071 dosi. Ciò vuol dire che Mercoledì 14 sono state somministrate 1893 dosi, quindi 1226 dosi in meno rispetto a Martedì 13 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 719.275 dosi consegnate, ne risultano somministrate 610099. Restano dunque disponibili 109176 dosi. Ciò vuol dire che Mercoledì 14 sono state somministrate 10182 dosi, quindi 1701 dosi in meno rispetto a Martedì 13 Aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 182658. Restano, dunque, disponibili 95642 dosi. Ciò vuol dire che Mercoledì 14 sono state somministrate 13776 dosi, quindi 13176 in più rispetto a Martedì 13 aprile.

Con riferimento al dato di Martedì 13 aprile, consolidato alle ore 06:23 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 25.947 dosi, 1.102 in meno rispetto al giorno precedente, lunedì 12 aprile, e 544 dosi in meno rispetto a Mercoledì 14.

Con riferimento al dato di lunedì 12 aprile, consolidato alle ore 06:23 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 27.049 dosi, 12.643 in più rispetto al giorno precedente, domenica 11 aprile, e 558 dosi in più rispetto a Mercoledì 14.

Con riferimento al dato di domenica 11 aprile, consolidato alle ore 06:23 di oggi, mercoledì 14 aprile, sono state dunque somministrate 14.406 dosi, 13.056 in meno rispetto al giorno precedente, sabato 10 aprile, e 12.085 dosi in meno rispetto a Mercoledì 14.

Per quanto riguarda le somministrazioni per fascia d’età ecco la classificazione della Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: 13esima per la fascia +90; 11esima per fascia 80/89; 18esima per la fascia 70-79”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 176.482 dosi. Lunedì 12 aprile somministrate 10.246 dosi in più rispetto a domenica, 1.956 in meno rispetto a sabato e 5.272 in più rispetto a venerdì”.

Dati vaccinazioni, Amati: “Disponibili 176.482 dosi. Lunedì 12 aprile somministrate 10.246 dosi in più rispetto a domenica, 1.956 in meno rispetto a sabato e 5.272 in più rispetto a venerdì”.

“Ieri, lunedì 12 aprile, sono state somministrate 10.246 dosi in più rispetto al giorno precedente, domenica 11 aprile, cioè 24.291 contro 14.045. Complessivamente, su 970.745 dosi consegnate ne risultano somministrate 794.263, con una disponibilità residua di 176.482 dosi. Si cresce rispetto a domenica e venerdì, ma non rispetto a sabato”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 5.46 di oggi.

“Nel dettaglio. Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 54.258. Restano dunque disponibili 23.042 dosi. Ciò vuol dire che lunedì 12 aprile sono state somministrate 1.262 dosi, quindi 1.222 dosi in meno rispetto a domenica 11 aprile.

Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 583.842. Restano dunque disponibili 31.303 dosi. Ciò vuol dire che lunedì 12 aprile sono state somministrate 12.601 dosi, quindi 2.878 dosi in più rispetto a domenica 11 aprile.

Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 156.173. Restano, dunque, disponibili 122.127 dosi. Ciò vuol dire che lunedì 12 aprile sono state somministrate 10.408 dosi, quindi 8.540 in più rispetto a domenica 11 aprile.

Con riferimento al dato di domenica 11 aprile, consolidato alle ore 5.46 di oggi, martedì 13 aprile, sono state dunque somministrate 14.045 dosi, 12.202 in meno rispetto al giorno precedente, sabato 10 aprile, e 10.246 dosi in meno rispetto a lunedì 12.

Con riferimento al dato di sabato 10 aprile, consolidato alle ore 5.46 di oggi, martedì 13 aprile, sono state dunque somministrate 26.247 dosi, 7.228 in più rispetto al giorno precedente, venerdì 9 aprile, e 1.956 dosi in più rispetto a lunedì 12.

Con riferimento al dato di venerdì 9 aprile, consolidato alle ore 5.46 di oggi, martedì 13 aprile, sono state dunque somministrate 19.019 dosi, 1.169 in più rispetto al giorno precedente, giovedì 8 aprile, e 5.272 dosi in meno rispetto a lunedì 12.

Per quanto riguarda le somministrazioni per fascia d’età ecco la classificazione della Puglia rispetto alle altre regioni e province autonome: 18esima per la fascia +90; 13esima per fascia 80/89; 21esima per la fascia 70-79”.

Vaccinazioni, Amati: “Le dosi sono poche? È vero, ma non può essere una scusa per lasciarle in frigorifero”

“È certamente vero che le dosi di vaccino sono pochissime, ma questo non può essere una scusa per lasciarle nel frigorifero. Ed è proprio considerando l’esiguità della dotazione disponibile che mi aspetto la somministrazione totale nel giro di qualche ora. Altrimenti vorrà dire che c’è bisogno di modificare al più presto l’organizzazione, con lavoro h 24 e grandi centri di vaccinazione”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

“Se per esempio – prosegue il consigliere regionale – arrivano 7 mila dosi e non si riesce a somministrarle in un solo giorno, nonostante si dica che non serva vaccinare h 24 e che non risulti indispensabile l’apertura di grandi centri vaccinali, vuol dire che siamo di fronte a un gravissimo problema, considerato che lo standard vaccinale per raggiungere l’immunità di popolazione entro un anno è di 20 mila vaccinazioni al giorno; tenendo ovviamente presente il tipo di vaccino a oggi disponibile e le eventuali dosi di sicurezza da conservare”.

“È questa una considerazione fondata sul buon senso e sui numeri, i cui effetti – sottolinea – vanno verificati e risolti immediatamente, perché non oso immaginare cosa potrà accadere non appena si passerà dalla vaccinazione per gli operatori sanitari alla campagna vaccinale generale in favore della popolazione. Ho sentito autorevolmente dire, nei giorni scorsi, che ci si è posti l’obiettivo ottimale a regime di 20 mila dosi a settimana: mi pare più un refuso di stampa che un’opinione competente, perché a dargli credito significherebbe raggiungere l’immunità di popolazione in oltre 5 anni. E poiché l’immunità di popolazione è un fatto di salute congiunto alla necessità di mettersi alle spalle le misure di sicurezza sociali e sanitarie, con gravi riflessi sull’economia, è naturale che bisogna fare in fretta per evitare che se non si muoia di Covid si possa morire di fame”.

“Ho l’impressione, invece, che ci sia bisogno – conclude Amati – di correggere il modulo organizzativo, passando a grandi centri vaccinali, dotati di almeno 80 cubicoli e attivi h 24. Mi rendo conto di essere ripetitivo, ma lo faccio perché l’andamento delle vaccinazioni non consegna una buona prognosi sulle aspettative di Protezione civile che ci siamo dati, rendendomi ovviamente disponibile a fornire alla mia amministrazione non solo parole o consigli ma ogni forma di collaborazione anche meramente manuale”.

Vaccinazioni, Amati: “Ripeto. Grandi centri vaccinali h24 con modalità ammazza burocrate, per 20.000 vaccinazioni al giorno, pena il fallimento”

“Lo ripeto anche a costo di sembrare noioso. Non riusciremo a mantenere il programma di vaccinazione e raggiungere quindi l’immunità di popolazione, se entro pochi giorni non saranno allestiti grandi centri vaccinali aperti 24 ore su 24, in grado di somministrare quasi 20.000 dosi al giorno. È questa un’operazione fattibile ma complessa, non governabile da burocrati seduti alla scrivania e collegati in remoto ma da leader coraggiosi, carismatici e motivatori, impegnati sul campo con la tuta da lavoro”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“Se cominciassimo a guardare la questione delle vaccinazioni attraverso i numeri ci sarebbe da spaventarsi, perché i numeri non si fanno massaggiare dalle parole. Per mantenere il programma di vaccinazione di massa in un anno e considerando il tipo di vaccino ad oggi disponibile, bisognerebbe effettuare circa 6.200 vaccinazioni in provincia di Bari, 3.900 in provincia di Lecce, 3.000 in provincia di Foggia, 2800 in provincia di Taranto, 2.000 nelle provincie di Brindisi e BAT. Il tutto per un totale, circa, di circa 20.000 vaccinazioni al giorno, cioè circa 7.200.000 vaccinazioni in un anno, escludendo gli infrasedicenni.
In questo contesto, l’aspetto logistico è dunque decisivo per raggiungere l’immunità di popolazione nel minor tempo possibile e quindi ridurre al più presto l’ospedalizzazione e le misure di contenimento. Servono dunque grandi strutture, dotate di almeno 50 cubicoli, per fare economia di personale e tempo, poiché la vaccinazione anti-Covid e i suoi imponenti numeri richiedono un veloce ingresso e uscita, ampi spazi di parcheggio esterno e attesa interna (ogni persona vaccinata deve restare in osservazione per almeno 15 minuti) e l’ottimizzazione delle unità di personale e in particolare anestesisti e rianimatori, considerato che gli eventi gravi di reazioni avverse sono rarissimi.
E senza dimenticare, ovviamente, che le grandi strutture vaccinali servono pure a evitare che tutta l’attività di prevenzione e vaccinazione ordinaria sia travolta dal Covid, regalandoci alla fine una completa débâcle su tutti i fronti”.

Vaccinazioni Covid, Amati: “L’immenso impegno vaccinale nel poco tempo a disposizione richiede grandi strutture in attività h24”

“L’impegno vaccinale di massa contro il Covid congiunto al breve tempo entro cui realizzarlo e alla scarsità del personale sanitario a disposizione, dice che c’è bisogno di poche e grandi strutture dedicate, con accesso e uscita a ritmo sostenuto, con ampi spazi d’attesa e in attività 24 ore su 24.

Pensare di utilizzare gli ospedali o i PTA, come tanti piccoli centri di vaccinazione cittadina, significherebbe fallire l’obiettivo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“È stato calcolato che per vaccinare cinquanta persone al giorno c’è bisogno di un cubicolo (cameretta), dotato del personale necessario, compresi i rianimatori.
Salvo evoluzioni del tipo di vaccino disponibile e attenendosi alla necessità di effettuare – esclusi gli infrasedicenni – almeno 7.200.000 vaccinazioni in un anno (prima dose e richiamo), ne deriva che per raggiungere l’obiettivo servano quasi quattrocento cubicoli al lavoro ininterrottamente.
Operazione cioè impossibile da realizzarsi con organizzazione frammentata e diffusa, magari utilizzando strutture ospedaliere o centri vaccinali territoriali, per le seguenti ragioni: l’impossibilità di garantire quasi 400 équipe complete; la difficoltà logistica di assicurare i distanziamenti di sicurezza; l’impossibilità di mantenere alti tassi giornalieri di ingressi e di uscite.
Per questo motivo c’è la necessità di allestire grandi strutture in aree prossime alla rete stradale di grande percorrenza, con ampi parcheggi, e perciò in grado di contenere un alto numero di cubicoli così da ottimizzare i tempi, le unità di personale disponibile e la loro turnazione”.