Vaccinazioni, Amati: “Ripeto. Grandi centri vaccinali h24 con modalità ammazza burocrate, per 20.000 vaccinazioni al giorno, pena il fallimento”

“Lo ripeto anche a costo di sembrare noioso. Non riusciremo a mantenere il programma di vaccinazione e raggiungere quindi l’immunità di popolazione, se entro pochi giorni non saranno allestiti grandi centri vaccinali aperti 24 ore su 24, in grado di somministrare quasi 20.000 dosi al giorno. È questa un’operazione fattibile ma complessa, non governabile da burocrati seduti alla scrivania e collegati in remoto ma da leader coraggiosi, carismatici e motivatori, impegnati sul campo con la tuta da lavoro”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“Se cominciassimo a guardare la questione delle vaccinazioni attraverso i numeri ci sarebbe da spaventarsi, perché i numeri non si fanno massaggiare dalle parole. Per mantenere il programma di vaccinazione di massa in un anno e considerando il tipo di vaccino ad oggi disponibile, bisognerebbe effettuare circa 6.200 vaccinazioni in provincia di Bari, 3.900 in provincia di Lecce, 3.000 in provincia di Foggia, 2800 in provincia di Taranto, 2.000 nelle provincie di Brindisi e BAT. Il tutto per un totale, circa, di circa 20.000 vaccinazioni al giorno, cioè circa 7.200.000 vaccinazioni in un anno, escludendo gli infrasedicenni.
In questo contesto, l’aspetto logistico è dunque decisivo per raggiungere l’immunità di popolazione nel minor tempo possibile e quindi ridurre al più presto l’ospedalizzazione e le misure di contenimento. Servono dunque grandi strutture, dotate di almeno 50 cubicoli, per fare economia di personale e tempo, poiché la vaccinazione anti-Covid e i suoi imponenti numeri richiedono un veloce ingresso e uscita, ampi spazi di parcheggio esterno e attesa interna (ogni persona vaccinata deve restare in osservazione per almeno 15 minuti) e l’ottimizzazione delle unità di personale e in particolare anestesisti e rianimatori, considerato che gli eventi gravi di reazioni avverse sono rarissimi.
E senza dimenticare, ovviamente, che le grandi strutture vaccinali servono pure a evitare che tutta l’attività di prevenzione e vaccinazione ordinaria sia travolta dal Covid, regalandoci alla fine una completa débâcle su tutti i fronti”.

Vaccinazioni Covid, Amati: “L’immenso impegno vaccinale nel poco tempo a disposizione richiede grandi strutture in attività h24”

“L’impegno vaccinale di massa contro il Covid congiunto al breve tempo entro cui realizzarlo e alla scarsità del personale sanitario a disposizione, dice che c’è bisogno di poche e grandi strutture dedicate, con accesso e uscita a ritmo sostenuto, con ampi spazi d’attesa e in attività 24 ore su 24.

Pensare di utilizzare gli ospedali o i PTA, come tanti piccoli centri di vaccinazione cittadina, significherebbe fallire l’obiettivo”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“È stato calcolato che per vaccinare cinquanta persone al giorno c’è bisogno di un cubicolo (cameretta), dotato del personale necessario, compresi i rianimatori.
Salvo evoluzioni del tipo di vaccino disponibile e attenendosi alla necessità di effettuare – esclusi gli infrasedicenni – almeno 7.200.000 vaccinazioni in un anno (prima dose e richiamo), ne deriva che per raggiungere l’obiettivo servano quasi quattrocento cubicoli al lavoro ininterrottamente.
Operazione cioè impossibile da realizzarsi con organizzazione frammentata e diffusa, magari utilizzando strutture ospedaliere o centri vaccinali territoriali, per le seguenti ragioni: l’impossibilità di garantire quasi 400 équipe complete; la difficoltà logistica di assicurare i distanziamenti di sicurezza; l’impossibilità di mantenere alti tassi giornalieri di ingressi e di uscite.
Per questo motivo c’è la necessità di allestire grandi strutture in aree prossime alla rete stradale di grande percorrenza, con ampi parcheggi, e perciò in grado di contenere un alto numero di cubicoli così da ottimizzare i tempi, le unità di personale disponibile e la loro turnazione”.