«Un taglio feroce alle lungaggini solo così non moriremo di fame»
Il pd Amati ha lanciato da settimane una crociata per procedure più rapide. «Con i tempi della Ue chissà quando vedremo i 450 milioni per le imprese»
di Strippoli Francesco
«Bisogna sfregiare la burocrazia se non si vuole morire di fame». Fabiano Amati (Pd), presidente della commissione Bilancio in Regione, dice di voler incarnare il ruolo del «suggeritore». Significa che, in tempi di necessaria coesione politica, preferisce dare consigli senza polemizzare con alcuno.
Veniamo al punto. Cosa c’è che non funziona?
«Siamo gravati dalla burocrazia, autentico carnefice delle persone. Sembra che ogni “procedimento” non sia un’attività per procedere, come dice la parola, ma per rallentare. Sa come si chiama»?
Dica lei.
«È la legge di Parkinson: più tempo hai, più tempo spenderai. La burocrazia ha la tendenza ad allargare, a prendere tempo. L’ha teorizzato il capo della burocrazia inglese, Parkinson, a metà del Novecento. E il nostro dramma. Non sembri una cosa lontana. Vale pure per i 450 milioni, di risorse Ue e fondi Fsc, che la Regione ha stanziato per contrastare la crisi».
Cosa teme?
«Diceva Parkinson: ciò che può fare un burocrate lo fanno in dieci. Sono passaggi di carte. Ergo, ciò che si può avere in un mese, arriverà tra dieci. E il vero dramma della Ue: è diventata la somma della burocrazia di tutti gli Stati membri. Si veda il recente parere espresso dalla Corte dei conti europea sulla decisione della Commissione di spendere contro la crisi tutti i fondi strutturali e per investimento (quindi anche quelli destinati al Sud)».
Che dice il parere?
«Innanzi tutto la Commissione dice che si possono spendere al 100% i fondi di cui ho detto, senza le condizioni ordinariamente obbligatorie: cofinanziamento nazionale e destinazione di quote prefissate a ricerca e clima. Inoltre si possono trasferire i fondi da un programma all’altro e da una Regione all’altra».
Lo richiede l’emergenza.
«Senza dubbio: Bruxelles capisce che la crisi è gravissima e agisce di conseguenza. La Corte dei conti no, dice che così si indebolisce la rendicontazione (il controllo sulla spesa) e che i soldi vengono impiegati per materia che non mira alla sua funzione originaria, che è il riequilibrio tra Regioni dell’Europa. E come se ignorasse la gravità della crisi».
Incide sui 450 milioni?
«In modo spaventoso. Immagini cosa vorrà dire per i burocrati italiani e brussellesi che devono firmare le carte. Si faranno paralizzare da quel parere».
Come si risolve la questione?
«Ci vuole una fortissima volontà politica: regionale, nazionale, europea. Invece che discutere Mes sì/Mes no Eurobond si/Recovery fund no (tanto ogni euro arriva dai contribuenti lo stesso) occorre sfregiare la burocrazia».
In concreto?
«Si dovrebbe dire agli Stati: siate tranquilli e spendete, perché oggi l’unica vera necessità è spendere. Altrimenti moriremo per fame o affogati tra le carte».
I balneari si lamentano per i 24 adempimenti cui sono sottoposti per alzare gli ombrelloni.
«Conosco la vicenda. In quel caso è stato imposto un aggravamento delle procedure sanitarie, ovvio in questo periodo. Ma proprio per questo andava alleggerito il carico su altro genere di adempimenti, quelli demaniali. Per esempio, il meccanismo di smontare in inverno ciò che è in piedi per l’estate. Il dibattito è noto. Ecco: in questo caso, avrei alleggerito il carico ordinario degli adempimenti per dare più spazio agli obblighi sanitari».
Emiliano, alle sue rimostranze, dice che la Puglia è burocrazia zero. Caso mai è il codice degli appalti il vero problema e non dipende dalla Regione.
«Il peso burocratico non è nel codice degli appalti ma nelle lungaggini dei procedimenti amministrativi. La Regione può fare molto, altro che. Quattro anni fa proposi una legge per creare un organismo per accelerare la spesa dei fondi Ue. Era definito Pav, nel testo, Puglia azioni veloci. Serviva a mettere sotto una unica responsabilità la spesa. Non tanto Emiliano, ma la burocrazia regionale ha ostacolato la proposta. Che infatti è finita nel nulla. In commissione, un giorno, abbiamo ascoltato tutti i responsabili della spesa Ue in Regione. Ci sono sei centri di responsabilità».
E allora? Che vuol dire?
«È la legge di Parkinson. Più tempo hai, più tempo vuoi».
La vicenda • Secondo i dati diffusi dalla Cgia di Mestre le imprese pugliesi sono soffocate dalla burocrazia che «pesa» 2,5 miliardi di euro. Gli imprenditori pugliesi sono pronti a rimettersi in gioco per avviare la ripresa economica ma chiedono meno vincoli e prescrizioni legate alla burocrazia
Lo sfregio • Altro che dibattito sul Mes e gli eurobond, che poi paghiamo lo stesso: occorre uno sfregio alle procedure: Bari, Roma e Bruxelles si muovano
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Intervista_Corriere 26 Aprile 2020

