Vaccini, la proposta di legge nel prossimo Consiglio regionale

La proposta di legge sull’obbligo vaccinale andrà direttamente all’esame dell’aula nella prossima seduta che si terrà martedì 16 maggio. Lo hanno richiesto oggi tutti i consiglieri regionali proponenti.

La proposta di legge fu presentata il 24 novembre 2016 dai consiglieri regionali Fabiano Amati e Sabino Zinni

Nelle settimane successive e sino ad oggi, hanno aggiunto la loro sottoscrizione i consiglieri Ernesto Abaterusso, Sergio Blasi, Domenico Damascelli, Andrea Caroppo, Francesca Franzoso, Nino Marmo, Michele Mazzarano, Donato Pentassuglia, Ruggiero Mennea, Marco Lacarra, Paolo Campo e Napoleone Cera.

Sino ad oggi sono state svolte numerose audizioni con personalità del mondo scientifico e associativo.

La proposta di legge valorizza le vaccinazioni come fondamentale intervento di sanità pubblica e rappresentano un presidio preventivo per la salute dei minori. 

Il “sistema” delle vaccinazioni ha consentito negli ultimi decenni una rilevante diminuzione del numero di patologie gravi, della mortalità dei minori vaccinati e delle forme di disabilità infantile.

Nel valorizzare tali “pratiche” frutto di evidenze scientifiche, sottoposte reiteratamente al processo di conferma per falsificazione, il progetto legislativo mira a rendere cogente ciò che dalla normativa vigente è previsto come obbligatorio.

Risulta incomprensibile, infatti, osservare la vigenza di disposizioni legislative obbligatorie, non fronteggiate – quanto ad esecuzione – da un apparato normativo in grado di favorire la loro esecuzione, in una regione – peraltro – in cui il numero dei vaccinati risulta inferiore alla soglia di sicurezza.

Sulla base di questi motivi, la proposta di legge introduce un sistema di controllo sull’obbligo vaccinale utilizzando il criterio dell’accesso ai luoghi di educazione e ricreazione in cui la quasi totalità dei minori sono introdotti, per pervenire così al superiore interesse generale alla tutela della salute del minore e delle persone che con lui entrano in contatto.

L’esigenza di tale proposta adempie dunque ai criteri generali appena riferiti (la tutela della salute spicca con evidenza), che nel corso degli anni sono stati purtroppo posti spesso in discussione – con esiti indesiderati – utilizzando opinioni prive di evidenza scientifica, purtroppo calibrate sul principio della libertà di cura, che divengono prove (scientifiche) per il sol fatto di essere ripetute. Nella scienza non è l’opinione che deve essere ripetuta per assurgere a prova, ma l’esperimento.

Per raccogliere tale finalità si propone (art. 1) il divieto di accesso alle strutture che offrono servizi educativi, pubblici e privati, per i minori che non hanno adempiuto agli obblighi vaccinali previsti dalla legislazione statale vigente, con gli ovvi casi di esenzione (art. 2) per accertati pericoli concreti per la salute dei minori, ponendo a carico (art. 3) dei responsabili delle strutture l’obbligo di informazione dell’inadempimento vaccinale all’autorità sanitaria locale per l’assunzione dei provvedimenti conseguenti.

È demandato ad un atto amministrativo della Giunta regionale, ovviamente, l’adozione della disciplina di dettaglio con il coevo obbligo di promuovere politiche di sensibilizzazione alle vaccinazioni obbligatorie e a quelle raccomandate (art. 4).

L’art. 5 provvede a disporre una disciplina sanzionatoria a carico dei responsabili delle strutture educative, che avendo accertato il mancato adempimento agli obblighi vaccinali si astengano dal disporre il divieto d’accesso del minore alle strutture e/o la mancata comunicazione alle autorità deputate ad emanare, o richiedere, gli atti che l’ordinamento appresta per superare tali inadempimenti.

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.