«Abrogare la nostra legge? Avrebbe valore solo dal 2024, i direttori Asl che hanno sforato i tetti di spesa nel 2023 sono già decaduti».
Dopo l’attacco sferrato da buona parte della maggioranza regionale, che nelle scorse ore ha depositato una proposta di legge per cancellare quella di Azione sul contenimento della spesa farmaceutica, Fabiano Amati, commissario regionale di Azione e presidente della Commissione Bilancio, rilancia: Ci facciano una proposta migliore e la sosterremo».
Consigliere Amati, quindi la vostra legge sarà abrogata?
Questo non lo so, vorrei solo sapere dai colleghi proponenti qual è a loro avviso la soluzione migliore perché non credo che abbiano come obiettivo consentire gli sperperi nella spesa farmaceutica. Se il loro piano è migliore del nostro lo approveremo con loro».
Ci sono stati contatti con chi l’ha firmata?
«No. Le avvisaglie che a molti non piaceva però c’erano state. Certo, nessuno dice che le nostre cose siano le uniche possibili. Voglio capire qual è il loro piano perché non posso pensare che ci sia solo un’intenzione di sanatoria».
Che sanatoria sarebbe?
Gli effetti decadenziali si sono già verificati per il 2023. Quindi se la spesa è stata oltre i tetti i direttori delle Asl sonogià decaduti. La legge varrà per il 2024 perché non può avere va lore retroattivo».
Di fatto non sono mai decaduti però.
No, ma decadranno quando verrà accertato formalmente lo sforamento, con efficacia riferita al 2023»
L’ex assessore alla Sanità PierLuigi Lopalco dice che non si puó utilizzare la scimitarra per fare ordine nel settore.
Se dobbiamo parlare di scimitarra vorrei far notare che non è la legge a utilizzarla ma la delibera della Giunta a cui la legge rimanda. Una delibera in tutto e per tutto analoga a quelle predisposte dallo stesso Lopalco quando era assessore. Il metodo è sempre uguale. Quindi se lui ritiene che la delibera attuale sia fatta con la scimitarra lo stesso si può dire per le precedenti. Io penso invece che quelle delibere fossero giuste perché applicavano parametri rigorosi tenendo presenti fabbisogni, produttività e risparmio, escludendo dai tetti i farmaci oncologici che hanno un budget a parte.
Come spiega allora questa presa di posizione da parte dei consiglieri, anche del Pd ?
«Vedremo quando presenteranno il piano per il 2024 quali sono gli elementi di critica alle delibere di Emiliano» .
Come Azione vi sentite politicamente rifiutati?
No, ci sentiamo politicamente ammirati. Se tutti si occupano delle nostre cose e vogliono contribuire a migliorarle non abbiamo che da ringraziare.
Michele Emiliano ha accolto molte delle vostre condizioni a patto di tenervi in maggioranza e farvi votare contro la sfiducia, Crede che ora sia in imbarazzo rispetto a quelle promesse?
Emiliano in Consiglio è stato chiarissimo rispetto alle nostre richieste e se I colleghi presenteranno un piano più efficace saremo noi stessi a chiedergli di disattendere gli impegni presi con Azione.
Esiste questa possibilità?
Secondo me no, perché le delibere di Lopalco e Palese sono nelle leggi. Dentro c’è già tutto: sforiamo i tetti perché le singole Asl non mantengono un atteggiamento rigoroso dal punto di vista organizzativo sulla spesa propria come invece fanno su quella convenzionata. Si duri con gli altrieflaccidi con se stessi.
Perché accade e perché gli stessi medici difendono lo status quo?
lo mi sono stupito dei sindacati dei medici che invece di di re “siamo stati virtuosi” con la spesa convenzionata, quella del le farmacie, e invitare gli altri a imitarli, si mettono a difendere le inefficienze altrui. Una sorta di sindrome di Stoccolma, ma siccome non sono medico lascio a loro la diagnosi».
Se la legge sarà abrogata usci rete dalla maggioranza?
«No, usciremmo dai conti. Ma Emiliano secondo noi man terrà l’impegno preso».
Medierete sui distinguo tra i vari casi, salvando chi ha sfo rato “senza colpa” ?
«Se Emiliano ritiene che il sistema dello sforamento debba essere assoggettato al requisito psicologico della colpa potrà in serirlo nella sua delibera a cui la nostra legge fa riferimento. Ma temo che non potrà farlo per ché nessun dirigente firmerebbe la regolarità di un sistema di gradazione non previsto dalle leggi statali, pena la Corte dei conti».
Le rimproverano di voler fare l’assessore ombra. Cosa risponde?
«Non faccio nulla in ombra, anzi, spesso mi criticano per ché sono troppo alla luce del sole. Il mio partito è d’accordo sul la responsabilità della commissione che presiedo, che ha il compito di tenere d’occhio il valore sacrale delle tasse pagate dai cittadini e quando si fa que sto non si può restare in ombra. Bisogna spiccare, a costo di qualche inimicizia».