AMATI BOCCIA MARCHIONNA E BARBANENTE SU URBANISTICA E PIANIFICAZIONE ENERGETICA

La politica del fare, che lavora sulle soluzioni ai problemi dei cittadini attraverso il metodo e lo studio.

Era la visione che un anno e mezzo fa aveva portato Fabiano Amati, neo-assessore regionale al Bilancio, a stringere un patto con il centrodestra per il governo di Brindisi.

Una visione di sviluppo che Amati pare non rivedere nell’azione dell’amministrazione Marchionna. A partire da come è stata concepita la bozza di delibera (approderà in consiglio comunale il 26 novembre) che individua le aree sulle quali attuare quanto previsto dalla legge regionale 36/2023 sugli interventi di ristrutturazione edilizia.
Bozza dalla quale vengono escluse le contrade soggette a varianti di recupero.

«Qui risponde il brindisino che è in me, cosciente dei dettagli in cui spesso si nasconde il diavolo. La legge regionale-argomenta Amati prevede la variante semplificata al Prg solo su immobili esistenti legittimi o legittimati, perché le Regioni non possono prevedere sanatorie su addizioni compiute senza titolo, anche se rientranti nelle percentuali dell’incremento volumetrico massimo e consentito.

E su questo siamo d’accordo. È una scelta politica che non condivido, invece, quella di escludere dai benefici d’incremento volumetrico gli immobili legittimi o legittimati, ossia quegli edifici che risultano esistenti come da Piano di recupero approvato e quindi privi di qualsiasi ampliamento non autorizzato.

Se la risposta – prosegue Amati – è che si vuole raggiungere il bene attraverso percorsi di ulteriore riqualificazione, avverto il rischio che nell’attesa del bene, si possa perdere il meglio;

la vita delle persone è breve e irripetibile. E non c’è nessun motivo per vietare incrementi volumetrici su immobili esistenti, che non consumano suolo e anzi portano in dote piatti a tavola per chi lavora, maggiori comodità per chi abita e ulteriori soldi per il Comune». Tra le priorità dell’agenda di Marchionna rientravano l’adeguamento del Piano regolatore generale al Piano paesaggistico territoriale regionale e la redazione del nuovo Pug. Anche su questo fronte, a Palazzo di città si procede a rilento.

«Se il sindaco Marchionna rincara Amati – non riesce a realizzare, come pare, i programmi proposti alla città per via di intralci politici nella sua maggioranza, lo dica apertamente e apra un dialogo con le forze politiche dell’opposizione, visto che è pure più di sinistra di me, per una collaborazione utile su cose concrete. E su questo potrebbe anche avvalersi del supporto dell’assessore Daniela Maglie, per bravura, temperamento e storia culturale molto idonea a navigare il mare del riformismo.

A Brindisi c’è bisogno di cose da fare e di una ricomposizione di forze riformiste. Se si scegliesse di fare così, io potrei essere collaborativo non solo istituzionalmente, come è nel mio dovere di assessore regionale, ma anche politicamente».

Negli anni, in materia di Urbanistica Amati ha svolto un ruolo di prim’ordine, anche in qualità di primo firmatario di diversi provvedimenti regionali, quale la proposta di legge che semplifica la procedura di approvazione del Pug (superando la fase del Dpp).
Sulla redazione del Pug, il Comune di Brindisi ha avviato una collaborazione con il Politecnico di Bari e in particolare con la professoressa Angela Barbanente, che nei giorni scorsi, relativamente alla individuazione delle aree per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, ha dichiarato che non vorrebbe che Brindisi “venga sfruttata dalla decarbonizzazione dopo aver pagato il prezzo della carbonizzazione”.

Posizione dalla quale Amati diverge. «Dopo aver pagato il prezzo della carbonizzazione, ci sono persone che vorrebbero far perdere alla città il risarcimento della decarbonizzazione.

Questo per ideologia anti-industriale, anti-capitalista, anti-mercato e anti-ambientalista. Le fonti rinnovabili sono straordinarie misure di produzione energetica pulita. Perché a Brindisi si voglia far pagare ancora una volta il prezzo dell’arretratezza è una cosa che francamente non riesco a capire», conclude.

Pubblicato da

Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.