Piano rifiuti, Amati: “Discariche sono regalo inquinante dei no agli impianti di recupero energetico e dell’ideologia decrescitista”

“Le discariche sono il regalo di Natale inquinante per anni persi sugli impianti di recupero energetico con o senza camino e concessi all’ideologia decrescitista fatta da totem, tabù, antiscienza e antitecnologia. Ho votato a favore del Piano perché non c’è alternativa immediata alle discariche, che sono migliaia di volte più inquinanti di un impianto di recupero energetico, per cui preferiamo il paradosso che i nostri bimbi vivano tra le discariche e non nella pulizia e nell’ambiente salubre come i bimbi di Copenaghen, Oslo, Emilia Romagna. Ma perché i nostri bimbi hanno un minore diritto alla vita salubre rispetto agli altri bimbi europei?”

Lo ha detto il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, intervenendo nel dibattito sul Piano dei rifiuti.

“Il giusto movimento di protesta contro le discariche diventa giustificazione per le stesse discariche se non accompagnato dall’indicazione alternativa degli impianti di recupero energetico, compresi quelli nuovi di ossi-combustione senza camino.
In Puglia sono stimate a regime 200mila tonnellate di indifferenziata dopo il trattamento meccanico biologico, depurato da residui biologici, che hanno come destinazione un’alternativa secca: discarica oppure impianti di recupero energetico.
Se solo prendiamo ad esempio alcuni impianti italiani che trattano sino a circa 700mila tonnellate annue, e penso a quello di Acerra, ci accorgiamo come in Puglia si potrebbe chiudere il ciclo dei rifiuti con un unico impianto pubblico. E sottolineo pubblico.
Invece siamo capaci di dire ‘no’ alle discariche inquinanti, giustamente, e allo stesso tempo alla sua unica alternativa non inquinante, cioè gli impianti di recupero energetico. Col risultato che come il Dott. Balanzone, la maschera bolognese, sguazziamo in un’impostura che si autolegittima. Siamo cioè senza un programma plausibile.
Ho deciso di votare a favore perché allo stato non abbiamo impianti alternativi alle discariche e spero che il Governo regionale si adoperi affinché nel giro di due anni anche in Puglia possa esserci un impianto di recupero energetico, magari con la tecnologia più moderna senza camino, così da chiudere definitivamente le terribili e inquinanti discariche.
A ciò si aggiunga che l’ostinata contrarietà all’unica alternativa agli impianti di recupero energetico aiuta a sostenere l’invio di una parte di indifferenziata da vaglio biologico a impianti di valorizzazione energetica, con camino, di proprietà privata. Cioè, quello che accade regolarmente.
Paradosso di paradosso, dunque, che pur mettendo in scena un’ideologia decrescitista e benecomunista, orientata al ‘no’ agli impianti di recupero energetico, diventa il cuore del business di privati che in regime di monopolio offrono la valorizzazione energetica con camino. Siamo cioè di fronte a un privato che, senza sua colpa ma con gaudio, si prende i benefici dell’utile d’impresa in regime di monopolio indotto dalla mancata programmazione di tecnologie da costruire e gestire con mano pubblica, senza avere il problema di dover accordare il prezzo con la più normale concorrenza.
Il problema delle discariche ci viene regalato dunque da profeti disarmati di profezie, che vorrebbero convincerci che l’ambientalismo e la tecnologia non sono un valore neutro ma solo uno strumento per sostenere improbabili ideologie politiche inquinanti.
Spero dunque che nei prossimi due anni si riesca a costruire un impianto pubblico di recupero energetico per metterci alle spalle la stagione terribile delle discariche”.

Vaccinazioni, Amati: “Polso fermo del Governo su obbligo forze dell’ordine e scuola. Bene, basta antiscienza”

“Ottima la notizia della circolare sull’obbligo vaccinale anche alle forze dell’ordine. Il segnale è chiaro: giusto approfondire e informarsi ma l’antiscienza di professione non è più tollerabile, soprattutto per chi lavora col pubblico. Non solo multe per chi si presenta senza vaccinazione ma anche il ritiro di arma e tessera di riconoscimento che vale pure per tutto il personale, pure gli assenti. Stessa direzione si sta prendendo per il personale scolastico. I contagi tra gli studenti aumentano e dobbiamo non solo scongiurare la Dad ma permettere ai nostri ragazzi, pur con le cautele, di vivere normalmente. Hanno già sacrificato troppo a questa pandemia”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 11.14 del 14 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 13 dicembre, sono state somministrate 38.209 dosi. Più 22.932 dosi rispetto al 12 dicembre, più 2.554 dosi rispetto all’11 dicembre e meno 11.606 dosi rispetto al 10 dicembre.
Le 38.209 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 34.985 richiami, 1.824 prime dosi, 1.376 seconde dosi e 24 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 869.166, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.035.122, pari al 29.93 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quinto posto con il 22,13 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88 per cento, anche la seconda l’81,99 per cento.
Sono invece 452.528 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 284.403 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,9 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 19 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 127 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “La variante ‘Omicron’ approda anche in Puglia. Due sono i casi accertati. Ieri, domenica, appena 13.872 dosi.”

“Nella nostra regione abbiamo due casi di variante Omicron, si tratta di due donne provenienti da un viaggio all’estero, entrambe sono in isolamento ma stanno bene. In prossimità delle feste natalizie si teme l’ennesima ondata e dobbiamo evitarla a tutti i costi. La vaccinazione è l’unica via di uscita. Ieri, domenica, sono state somministrate appena 13.872 dosi e, come ho detto più volte, bisogna vaccinare di più nel fine settimana.”

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6.19 del 13 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 12 dicembre, sono state somministrate 13.872 dosi. Le 13.872 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 13.008 richiami, 601 prime dosi, 250 seconde dosi e 13 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 828.228, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.276.980, pari al 26,67 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 21,09 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,95 per cento, anche la seconda l’81,94 per cento.
Sono invece 454.549 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 328.386 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,52 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 17 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 129 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Picco di contagi previsto sempre più vicino. La Puglia tiene e conferma oltre 40mila dosi al giorno”

“Il picco di contagi che gli esperti avevano previsto per Natale si avvicina. E infatti l’Italia ieri ha superato i 20mila. Ben sette regioni rischiano di tornare in zona gialla a causa della situazione ospedaliera. In Puglia al momento è sotto controllo, con i posti in terapia intensiva occupati che variano tra i 18 e 21 posti letto. Intanto, ancora ieri, oltre 41mila dosi di vaccino somministrate in tutta la regione. Ottimo”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6.15 dell’11 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 10 dicembre, sono state somministrate 41.481 dosi. Meno 7.285 dosi rispetto al 9 dicembre, più 36.455 dosi rispetto all’8 dicembre e meno 2.588 dosi rispetto al 7 dicembre.
Le 41.481 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 37.918 richiami, 1.883 prime dosi, 1.642 seconde dosi e 38 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 771.870, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.333.338, pari al 24,86 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 19,66 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,88 per cento, anche la seconda l’81,91 per cento.
Sono invece 457.007 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 388.479 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,73 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 18 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 129 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Ieri superate le 40mila dosi giornaliere. Ottimo. E intanto la Puglia sale al sesto posto”

“La Puglia è al sesto posto nella classifica nazionale delle vaccinazioni. Solo 20 giorni fa la postazione numero 17 sembrava insormontabile per la nostra regione. Ieri abbiamo superato le 40mila dosi giornaliere. Il primo posto è più vicino”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6.18 del 10 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 9 dicembre, sono state somministrate 40.853 dosi. Più 35.926 dosi rispetto all’8 dicembre, meno 2.080 dosi rispetto al 7 dicembre e meno 3.281 dosi rispetto al 6 dicembre.
Le 40.853 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 36.681 richiami, 2.098 prime dosi, 2.045 seconde dosi e 29 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 723.372, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.381.836, pari al 23,3 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 18,42 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,81 per cento, anche la seconda l’81,84 per cento.
Sono invece 459.491 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 389.271 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,73 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 18 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 136 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Contagi aumentano, nessun allarme ospedaliero grazie ai vaccini. Immacolata con poche dosi”

“Il bollettino di ieri parlava di 468 nuovi contagi in 24 ore. Sono numeri che ci riportano a maggio. Grazie al vaccino la situazione delle terapie intensive non preoccupa al momento, ma dobbiamo accelerare sulla terza dose e recuperare i numeri del festivo dell’Immacolata. Poco più di tremila sono pochi”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 9.14 del 9 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 8 dicembre, sono state somministrate 3.783 dosi. Meno 36.335 dosi rispetto al 7 dicembre, meno 39.580 dosi rispetto al 6 dicembre e meno 7.394 dosi rispetto al 5 dicembre.
Le 3.783 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 3.461 richiami, 257 prime dosi, 62 seconde dosi e 3 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 679.492, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.425.716, pari al 21,88 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sesto posto con il 17,3 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,73 per cento, anche la seconda l’81,77 per cento.
Sono invece 462.181 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 438.041 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,73 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 18 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 141 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Fasano è di fatto hub regionale. Ecco i numeri. Perché non lo istituzionalizziamo come tale?”

“Il Centro vaccinale di Fasano è diventato di fatto un hub vaccinale regionale perché somministra dosi a cittadini di tutte le Asl pugliesi e in particolare di Bari. Solo di terze dosi, infatti, 1.423 sono state somministrate, con mera richiesta, a cittadini di Asl diverse da quella di Brindisi e addirittura provenienti da fuori regione. Per dare maggiore efficienza al sistema ed evitare il sovranismo vaccinale sarebbe opportuno istituzionalizzare la funzione regionale del Centro di Fasano, organizzando turni di lavoro h24 a carico di tutte le Asl territorialmente più prossime”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia Fabiano Amati.

“Innanzitutto ringrazio la Asl e il Dipartimento di prevenzione di Brindisi, nonché il personale sanitario e di Protezione civile impegnato, per il grande sforzo di organizzazione ed efficienza assicurata nel Centro di Fasano-Conforama.
E tutto questo non è fondato su intenti di cortesia territoriale ma sui numeri. Solo relativamente alla somministrazione in corso della terza dose, che ha preso il via il 5 ottobre, degli 8.164 vaccini somministrati sinora 6.741 sono stati somministrati a cittadini della provincia di Brindisi e 1.231 a cittadini territorialmente appartenenti alla Asl di Bari. E ancora: 85 a quella di Taranto, addirittura 72 fuori regione, 27 Lecce, 7 Bat, 1 Foggia. Ancora più significativi i dati, ovviamente più completi, sulla prima e seconda dose. L’hub vaccinale di Fasano ha somministrato 39.088 prime dosi. Di queste, 36.358 a persone della Asl di Brindisi, 1.424 della Asl di Bari, 739 fuori regione, 365 appartenenti alla Asl di Taranto, 149 a Lecce, 42 Bat, 11 Foggia. Trend confermato anche per la seconda dose: su 36.193 vaccinazioni, 33.547 sono state somministrate a persone della Asl di Brindisi, 1.399 Asl Bari, 758 fuori regione, 343 Taranto, 99 Lecce, 34 Bat, 13 Foggia. Sono numeri che confermano l’efficienza e la professionalità dell’intera organizzazione dell’hub Fasano-Conforama, nonché l’adeguatezza per poter essere utilizzato per più ambiziosi traguardi regionali”.

Amati: “Giornalisti condannati per aver smentito no-vax. Fecero bene. Solidarietà”

“Accade purtroppo in Italia. Condannati due giornalisti per aver smentito un’associazione no-vax che in Consiglio regionale era venuta a sostenere la mortalità causata dal vaccino anti-morbillo. Nella convinzione che le sentenze dei giudici sono attività umane che si possono criticare al pari di ogni attività umana, esprimo la mia solidarietà a Massimiliano Scagliarini e Giuseppe De Tomaso, perché fecero bene a esporre con quel senso critico la notizia, difendendo da diffamazione la fama della scienza.
Condannare un giornalista per aver riportato una dichiarazione sottoponendola a critica significa negare la funzione del giornalismo e retrocederlo alla categoria di mestiere copia-incolla. Magari tutti gli articoli giornalistici si adoperassero a interpretare la realtà, cioè l’unico modo per far esistere i fatti.
Se può servire, ribadisco che è una sciocchezza, ai sensi della prova scientifica, porre in nesso causale la morte di un uomo con i vaccini, così come è diffamatoria nei confronti della scienza una sentenza che condanni chi lo afferma.
E lo dico, ridico e ribadisco, per difendere il giornalismo e soprattutto il grande valore di trattamento sanitario collettivo della vaccinazione, ai sensi degli articoli 2 e 32 della Costituzione, che è il testo normativo che dovrebbe orientare in termini fondamentali la condotta civile, politica, giurisdizionale e giornalistica”.

Vaccinazioni, Amati: “Puglia, dal 17esimo posto, si attesta da giorni all’ottavo. Ottimo ma dobbiamo salire al primo”

“Da diversi giorni, nella comparazione con le altre Regioni, la Puglia si attesta all’ottavo posto per le vaccinazioni. C’è da lavorare ancora molto ma rilevo il buon risultato e la rincorsa presa in questa seconda fase: fino a un paio di settimane fa eravamo al 17esimo posto. Adesso dobbiamo ambire ai primissimi posti e non perché si tratti di una gara, ma perché abbiamo il potenziale per farlo e in discussione c’è un trattamento sanitario a valore collettivo. Intanto ancora ieri abbiamo superato le 36mila dosi somministrate”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:35 del 7 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 6 dicembre, sono state somministrate 36.934 dosi. Più 25.969 dosi rispetto al 5 dicembre, più 3.289 dosi rispetto al 4 dicembre e meno 8.390 dosi rispetto al 3 dicembre.
Le 36.934 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 33.178 richiami, 2.299 prime dosi, 1.426 seconde dosi e 32 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 630.029, su un totale complessivo di 3.105.208. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 2.475.179, pari al 20,29 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia all’ottavo posto con il 16,04 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,65 per cento, anche la seconda l’81,71 per cento.
Sono invece 465.109 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 492.084 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,73 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 18 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 137 su 2745 posti letto disponibili”.

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Screening e genetica, Amati: “Lotta a tumore del seno è la prima politica di genere a carattere popolare. La legge nel dettaglio”

“La lotta al tumore del seno è la più imponente politica di genere a carattere popolare, perché riguarda il pericolo di malattia per una donna su otto, cioè tutte, assicurando pari dignità e uguaglianza nel CdA della vita. Per questo abbiamo pensato di allargare lo screening alle quarantenni invitandole tutte, pena la decadenza del Direttore generale della Asl, e di ammettere le donne malate e i famigliari ai test genetici per verificare la causa ereditaria della malattia e quindi potenziare la sorveglianza clinica e strumentale”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando la proposta di legge presentata ieri “Misure per il potenziamento dello screening di popolazione sul tumore mammario e istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni geniche germinali”.

“La proposta di legge contiene 15 articoli suddivisi in due capi: l’uno contenente misure finalizzate ad allargare le fasce d’età della popolazione femminile da invitare allo screening e l’altro contenente misure finalizzate a introdurre i test genetici per verificare la causa eredo-familiare dei tumori nelle pazienti malate e nei loro familiari.
L’articolo 1 della proposta di legge dichiara le finalità della legge.
L’articolo 2 allarga alla fascia d’età 45-49 lo screening periodico, aggiungendolo alla fascia d’età 50-74 attualmente presa in considerazione, e demanda poi ai medici di medicina generale la prima valutazione del rischio delle proprie assistite che rientrano nella fascia d’età 40-44 e l’eventuale rinvio al Centro senologico di riferimento per la valutazione d’ammissione allo screening periodico. La periodicità dello screening viene confermata in due anni per la fascia d’età 50-74 e in un anno per la fascia d’età 45-49 e 40-44.
L‘articolo 2, inoltre, introduce la disposizione che dopo l’esecuzione del test spetta al Centro senologico attribuire la prenotazione a data fissa per l’appuntamento successivo.
L’articolo 3 obbliga la ASL di riferimento a inviare gli inviti a data fissa al 100 per cento delle persone nella fascia d’età interessata, a differenza di quel che accade attualmente con una percentuale media di invio inviti del 60 per cento, in violazione degli obiettivi aziendali; ovviamente è possibile rinunciare al test oppure chiedere il rinvio per documentati motivi familiari o di salute. La mancata rinuncia, ovvero l’ingiustificata presentazione all’appuntamento, comporta l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista per le mancate disdette, con la facoltà dell’interessata di chiedere l’annullamento della sanzione in caso di effettuazione del test.
L’articolo 4 introduce la sanzione per il mancato rispetto dell’obiettivo che le aziende stesse si danno, cioè l’invio del 100 per cento degli inviti, consistente nella decadenza per dettato di legge del Direttore generale.
L’articolo 5 introduce il programma di Consulenza genetica oncologica, affidata alle Breast Units, allo scopo di diagnosticare le diverse fasce di rischio dei pazienti malati o loro familiari e il conseguente ed eventuale accesso ai test genici BRCA1 e BRCA2, così da stabilire la sussistenza di un rischio eredo-familiare e quindi attivare programmi più dettagliati di sorveglianza clinica-strumentale.
L’articolo 6 definisce la platea delle persone che hanno diritto alla consulenza genetica oncologica.
L’articolo 7 definisce le modalità d’accesso al test genetico.
L’articolo 8 detta norme generali di esecuzione del test genetico al fine di uniformare le condotte di base e rendere così omogenea l’attività delle diverse Breast Units e dei relativi laboratori di riferimento.
L’articolo 9, sempre allo scopo di rendere omogenee le forme di esecuzione delle attività, detta norme di base per la refertazione dei test genetici.
L’articolo 10 definisce la conclusione del programma di Consulenza genetico-oncologica.
L’articolo 11 disciplina le modalità di base per l’esecuzione del programma di sorveglianza clinico-strumentale nei casi di accertata mutazione genetica, con distinzione per fasce d’età.
Gli articoli 12 e 13 disciplinano le modalità transitorie di esecuzione della legge, per allineare il vecchio procedimento con il nuovo.
L’articolo 14 istituisce il codice d’esenzione D99 per l’esecuzione del test nelle persone sane ma a rischio familiare.
L’articolo 15 attribuisce alla Giunta regionale la facoltà d’introdurre nuovi e più efficaci criteri di esecuzione sia del programma di screening che del programma di consulenza genetica oncologica”.