Vaccinazioni, Amati: “Efficacia dei vaccini confermata dati infortuni Inail e guardando i numeri della Russia”

“È assurdo che ancora qualcuno filosofeggi sulla non efficacia dei vaccini. Facciamo un paragone con la Russia, dove solo il 44 per cento della popolazione ha completato il vaccino: nelle ultime 24 ore, con meno di 28mila contagi, ci sono stati più di mille morti; in Italia, sono 137. E c’è un altro dato importante, arriva dal 22esimo report di Inail sulle infezioni professionali: nel 2020 l’incidenza media delle denunce di infortunio da Covid è stata di una denuncia ogni quattro, nei primi 11 mesi 2021 (cioè dall’avvio della campagna vaccinale) si è scesi a una su 14”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 07.35 del 21 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 20 dicembre, sono state somministrate 37.649 dosi. Più 22.689 dosi rispetto al 19 dicembre, più 859 dosi rispetto al 18 dicembre e meno 8.931 dosi rispetto al 17 dicembre.
Le 37.649 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 32.869 richiami, 3.142 prime dosi, 1.607 seconde dosi e 31 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 1.134.376, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.769.912, pari al 39,06 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quarto posto con il 28,89 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,35 per cento, anche la seconda l’82,31 per cento.
Sono invece 440.193 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 206.901 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 5,39 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 26 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 152 su 2.745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Nella fascia 20-59 anni 315mila pugliesi senza la prima dose. Convinciamoli, sono fasce più attive”

“Sono circa 315mila i pugliesi nella fascia tra i 20 e i 59 anni che non hanno fatto nemmeno una dose. Nel dettaglio: nella fascia tra i 50 e i 59 anni, sono 82mila; in quella 40-49 sono quasi 85mila; in quella 30-39, oltre 79mila; nella fascia 20-29, 68.500. Sono numeri che preoccupano molto. Abbiamo fatto sempre la scelta giusta di tutelare i più fragili, e quindi malati e anziani, e di mettere al riparo anche con l’obbligo chi lavora con il pubblico. Ma è altrettanto vero che queste fasce di popolazione sono tra le più attive sul fronte dei contatti sociali, e che non abbiano ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con le varianti in agguato e i contagi in aumento, è un fattore su cui dovremmo concentrarci”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.17 del 20 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 19 dicembre, sono state somministrate 13.768 dosi. Meno 21.447 dosi rispetto al 18 dicembre, meno 31.486 dosi rispetto al 17 dicembre e meno 34.384 dosi rispetto al 16 dicembre.
Le 13.768 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 12.222 richiami, 1.286 prime dosi, 251 seconde dosi e 9 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 1.095.917, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.808.371, pari al 37,73 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quarto posto con il 27,91 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,3 per cento, anche la seconda l’82,26 per cento.
Sono invece 441.899 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 248.764 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 5,18 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 25 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 149 su 2.745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Oltre 30mila dosi di sabato. Risultato ottimo. Ma cautela e mascherine”

“I contagi sono in aumento. È vero, lo abbiamo visto, che i vaccini ci stanno salvando dai ricoveri in terapia intensiva e dai decessi ma il Covid resta insidioso. In Puglia di nuovo 677 nuovi casi nelle ultime 24 ore e in Italia ancora oltre 28mila al giorno. Aspettiamo le decisioni della cabina di regia convocata dal presidente Draghi ma continuiamo con le regole di autoprotezione che abbiamo imparato: distanze e mascherine. L’invito è a usare il buon senso senza attendere eventuali ordinanze che arrivano a macchia di leopardo”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.38 del 19 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 18 dicembre, sono state somministrate 32.563 dosi. Meno 11.490 dosi rispetto al 17 dicembre, meno 15.101 dosi rispetto al 16 dicembre e meno 12.029 dosi rispetto al 15 dicembre.
Le 32.563 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 28.464 richiami, 3.273 prime dosi, 816 seconde dosi e 10 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 1.078.548, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.825.740, pari al 37,14 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quarto posto con il 27,47 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,28 per cento, anche la seconda l’82,25 per cento.
Sono invece 442.578 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 267.181 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 5,18 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 25 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 139 su 2.745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Alziamo livello attenzione, troppi contagi”

“Non abbassiamo la guardia: ieri in Puglia 662 nuovi positivi, ed è ormai da qualche giorno che il numero è in costante aumento. E del resto, esattamente come avevano previsto gli epidemiologi, ieri i nuovi contagi in Italia sono stati 28.632 in 24 ore: un numero impressionante”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.12 del 18 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 17 dicembre, sono state somministrate 39.431 dosi. Meno 7.555 dosi rispetto al 16 dicembre, meno 4.828 dosi rispetto al 15 dicembre e meno 7.521 dosi rispetto al 14 dicembre.
Le 39.431 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 35.547 richiami, 2.417 prime dosi, 1.445 seconde dosi e 22 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 1.043.918, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.860.370, pari al 35,94 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quarto posto con il 26,58 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,25 per cento, anche la seconda l’82,22 per cento.
Sono invece 443.906 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 304.135 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 5,39 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 26 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 142 su 2745 posti letto disponibili”.

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Screening Sma, Amati: “Ecco i risultati del test obbligatorio, 839 bimbi pugliesi non hanno la Sma. Facciano così anche le altre regioni italiane”

“839 è il numero della felicità. 839 è il numero di bimbi neonati pugliesi che tra il 7 e il 18 dicembre sono stati sottoposti allo screening obbligatorio per la diagnosi della Sma. E sono tutti negativi. E’ solo l’inizio di un capitolo di storia che ha segnato una vera e propria svolta per la Regione Puglia sul fronte della diagnosi precoce di una malattia orribile. Mi appello alle altre regioni italiane perché facciano la stessa cosa, cioè lo screening obbligatorio, perché non mi pare equo che ci siano regioni che tardino sulla diagnosi precoce creando profonde disparità di trattamento”.

Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della legge pugliese sullo screening obbligatorio Sma per tutti i neonati.

“Ho scritto quella norma avendo due obiettivi irrinunciabili: la diagnosi precoce, ovvio, con tutte le possibilità di cura e miglioramento della qualità della vita che porta con sé, ma anche con l’intento di scavalcare le staccionate di una Pubblica amministrazione che viene troppo spesso meno al suo ruolo di risolutore dei problemi dei cittadini e si attorciglia invece in un sistema burocratico farraginoso che è intollerabile quando si tratta della malattia e, ancor più, di bambini. In sei mesi dopo l’approvazione della legge abbiamo acquistato attrezzature, formato il personale, organizzato il servizio e siamo partiti. E i numeri di questa primissima fase ne descrivono l’efficienza. Arrivati quotidianamente da tutte le Asl della regione hanno svolto il test il 7 dicembre 49 bambini, il 9 dicembre 55 bimbi, il 10 dicembre 129 bimbi, l’11 dicembre 88 bambini, il 13 dicembre 70 bimbi, il 14 dicembre 151 bambini, il 15 dicembre 69 bambini, il 16 dicembre 56 bimbi, il 17 dicembre 83 bimbi, e proprio oggi 89 bambini. Per tutti il risultato è stato fortunatamente negativo. Una gioia personale per me e, ne sono certo, per i colleghi che hanno votato la mia legge. Una soddisfazione per l’équipe medica diretta dal dott. Mattia Gentile, che non dimenticherò mai di ringraziare per avermi fornito gli strumenti scientifici indispensabili per l’ottenimento di questo risultato. Ma soprattutto la felicità di 839 famiglie pugliesi che possono godersi la nascita dei loro piccoli senza la preoccupazione di quell’ombra micidiale in grado di spegnere i motoneuroni dei bambini che colpisce. E sicuramente, lo sappiamo tutti, il test non darà sempre questo esito ma abbiamo la razionale consapevolezza che la diagnosi precoce di questa malattia, pur con tutte le paure che si porta appresso, significa la possibilità di intervenire in tempo con la terapia genica, la quale se somministrata nei primissimi mesi di vita è in grado di migliorare di molto la qualità dell’esistenza dei bambini e delle loro famiglie. E nel frattempo confidiamo tutti nella ricerca scientifica che, nonostante gli attacchi ingiusti e gratuiti che spesso riceve, continua a lavorare per farci vivere meglio e per debellare malattie anche mortali. Il laboratorio di genomica del Di Venere di Bari è un’eccellenza nel panorama della sanità pugliese ed è grazie al suo staff se ciò che abbiamo previsto con legge è divenuto realtà e sarà ruotine. Ancora una volta il mio grazie va soprattutto ai piccoli guerrieri che in questi mesi con i loro sorrisi e la loro voglia di vivere ci hanno sbattuto in faccia le nostre responsabilità: Melissa, Federico, Giovanni, Marco e Paolo. Questo risultato lo dedico a loro e a tutti quei bambini per i quali siamo arrivati tardi: 839 da oggi sono salvi e lo sappiamo, ed è un numero bellissimo”.

Vaccinazioni, Amati: “Superato il milione di dosi booster. E nei giorni scorsi oltre 52mila giornaliere”

“Oltre un milione di dosi booster somministrate. Un ottimo risultato che dobbiamo anche all’organizzazione di questa terza fase della campagna vaccinale messa in campo dal Dipartimento Sanità della Regione Puglia. Non solo. Analizzando l’andamento degli ultimi giorni si vede per esempio che il 9 dicembre sono state raggiunte le 52.671 dosi somministrate, e il giorno dopo le 51.900, ben oltre le 33mila giornaliere previste dal Commissario Figliuolo. Mi pare un risultato più che meritevole di rilevo”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.14 del 17 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 16 dicembre, sono state somministrate 41.705 dosi. Meno 1.263 dosi rispetto al 15 dicembre, meno 4.570 dosi rispetto al 14 dicembre e più 2.343 dosi rispetto al 13 dicembre.
Le 41.705 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 36.680 richiami, 3.269 prime dosi, 1.730 seconde dosi e 26 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 1.000.936, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.903.352, pari al 34.46 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quarto posto con il 25,49 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,2 per cento, anche la seconda l’82,17 per cento.
Sono invece 445.715 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 350.570 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 5,60 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 27 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 126 su 2745 posti letto disponibili”.

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Termovalorizzatori, Amati: “Senza un nuovo impianto pubblico le discariche e la malattia saranno il nostro destino”

“Se non costruiremo entro tre anni un nuovo termovalorizzatore pubblico, le discariche e il rischio malattia saranno il nostro futuro. Altro che chiusura al 2025 delle discariche Martucci e Corigliano. E questa non è una profezia ma la realtà fondata sui numeri. Bisogna tutelare la salute delle persone e raccontare sempre la verità”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Chi dice giustamente NO alle discariche ma non pronuncia un secco SI a un nuovo termovalorizzatore pubblico è complice del partito delle discariche e nemico dei bambini e dei grandi.
Andiamo ai numeri per dimostrare questo dato di realtà.
In Puglia ci siamo attribuiti con il Piano dei rifiuti obiettivi ottimistici sulla raccolta differenziata. Li raggiungeremo? Chissà. Ho molti dubbi ma ci spero.
In ogni caso, nei prossimi anni è certo che continueremo a produrre rifiuti indifferenziati, sia perché non lo abbiamo previsto nemmeno tra le più rosee previsioni e sia perché il rifiuti-zero non esiste in natura.
Prendiamo allora in esame i dati dell’ultimo anno completo, il 2020, e pur sperando che le quantità possano ridursi – anche se il 2021 si sta attestando più o meno allo stesso livello di produzione – non muta il processo logico e tecnologico che porta alla necessità di costruire un nuovo termovalorizzatore in sostituzione delle discariche.
La produzione di rifiuti indifferenziati totali nel 2020 è stata di circa 900mila tonnellate. Ciò significa, detto in modo molto sommario, che abbiamo mandato a trattamento meccanico biologico 900mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, così da ottenere materiale da sopravaglio (frazione leggera costituita da sostanze organiche, carta e plastica) per una media del 70 per cento e cioè 630mila tonnellate, e da sottovaglio (frazione pesante costituita da metallo, legno, inerti, vetro, plastiche dure) per una media del 30 per cento e cioè 270mila tonnellate.
Cosa è successo dopo questo primo procedimento di selezione, che poi è la cosa che succede sempre? Il sopravaglio è stato destinato a un trattamento che produce combustibile solido secondario (CSS), nella misura media dell’80 per cento, che poi è stato bruciato in due impianti privati di valorizzazione energetica, in esercizio a Massafra e Manfredonia. Inoltre, il sopravaglio ha prodotto, dopo la trasformazione in CSS, uno scarto medio del 20 per cento, cioè 12mila tonnellate, che è finito in discarica.
Passiamo al sottovaglio: 270mila tonnellate, conseguenza del trattamento meccanico biologico, ai quali aggiungere 126mila tonnellate quale residuo del procedimento di smaltimento di sopravaglio, per un totale medio di 376mila tonnellate annue.
Cosa si è fatto e si fa di questo materiale, che il Piano prevede di ridurre nel 2022, volesse il cielo, a un totale di 200mila tonnellate? Si è smaltito in discarica perché sono due e solo due le soluzioni: o le insalubri e inquinanti discariche oppure un più salutare e ambientalmente compatibile termovalorizzatore, che per quanto mi riguarda dovrebbe essere pubblico; ce ne sono e di tecnologia diversa e pure senza camino.
Per realizzarlo, nel sito che tecnicamente dovesse risultare più idoneo, servirebbero due anni, cominciando da oggi, e l’inaugurazione coinciderebbe con il rispetto dell’obiettivo di chiudere le discariche entro il 2025.
Per questo motivo credo che la giusta protesta contro le discariche si disonorerebbe se da oggi non si facesse accompagnare dalla richiesta di costruzione di un termovalorizzatore pubblico, la metà di quello di Acerra (ha tre linee di produzione per quasi 700mila tonnellate annue) e un po’ più piccolo di quello con annessa pista da sci di Copenaghen (400mila tonnellate annue).
E mentre a Copenaghen e pure nella vicina Campania rispettano l’ambiente e la salute dei bimbi e dei grandi evitando le discariche, noi in Puglia pensiamo di tutelare la salute delle persone sopportando le inquinanti discariche e maledicendo la loro unica alternativa seria: i termovalorizzatori. Un capovolgimento della realtà che non intendo sostenere perché la coscienza non può sopportare che per motivi ideologici, cioè l’idea di portare nella modernità la perdente lotta di classe e l’ostilità all’economia sociale di mercato sotto le mentite spoglie dell’ecologismo, si consenta che le persone si possano ammalare o che possano tornare a tempi di privazione e povertà che il progresso ha via via ridotto”.

Vaccinazioni, Amati: “I dati non mentono: i vaccini ci hanno salvato dal lockdown e dal collasso sanitario”

“Se mettiamo a confronto le foto della situazione pandemica dello scorso anno e di questo 2021 ci accorgiamo, al netto di opinioni e disquisizioni, che grazie al vaccino e alla ricerca scientifica ne stiamo uscendo: nella settimana tra il 6 e il 12 dicembre l’Italia ha registrato 116mila nuovi casi, lo scorso anno, nello stesso periodo erano di meno, 114mila. Ma quest’anno i ricoveri sono 7.526 (829 in terapia intensiva) e l’anno scorso erano 30.893 (3.158 in terapia intensiva). Nella scorsa settimana i decessi in Italia sono stati 636, lo scorso anno, nello stesso arco temporale, 4.442. Serve altro? Si, continuare a tambur battente con la booster e avere cautela: ieri in Puglia si sono superati i 590 nuovi contagi, e se il vaccino ci tutela, il virus comunque è meglio tenerlo lontano”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.19 del 16 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 15 dicembre, sono state somministrate 38.107 dosi. Meno 7.029 dosi rispetto al 14 dicembre, meno 5.403 dosi rispetto al 13 dicembre e più 22.390 dosi rispetto al 12 dicembre.
Le 38.107 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 34.845 richiami, 1.719 prime dosi, 1.511 seconde dosi e 32 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 95.911, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.948.377, pari al 32,91 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quarto posto con il 24,34 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,13 per cento, anche la seconda l’82,1 per cento.
Sono invece 447.931 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 299.085 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,97 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 24 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 131 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Siamo al terzo posto nella classifica nazionale. Ottimo. E intanto la ricerca scientifica lavora per noi”

“La Puglia, fino a qualche settimana fa inchiodata al 17esimo posto, raggiunge la terza postazione per la vaccinazione della dose booster nella classifica nazionale. E c’è anche un’altra buona notizia, e arriva ovviamente dalla ricerca scientifica: la casa farmaceutica Pfizer ha concluso la sperimentazione sulla pillola anti Covid, si aspetta l’esame della Fda, Food and Drug Administration (l’Aifa statunitense, per capirci)”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 06.18 del 15 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 14 dicembre, sono state somministrate 39.369 dosi. Meno 3.007 dosi rispetto al 13 dicembre, più 23.888 dosi rispetto all’12 dicembre e più 3.005 dosi rispetto al 11 dicembre.
Le 39.369 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 35.567 richiami, 2.003 prime dosi, 1.777 seconde dosi e 22 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 18, somministrate sinora sono 911.770, su un totale complessivo di 2.904.288. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 1.992.518, pari al 31,39 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al terzo posto con il 23,22 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’88,07 per cento, anche la seconda l’82,05 per cento.
Sono invece 450.109 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 237.981 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,77 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 23 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 133 su 2745 posti letto disponibili”.

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Discariche, Amati: “Dismesse solo se da oggi si comincia a realizzare impianto di recupero energetico”

“Abbiamo un obbligo di verità che non possiamo violare. Le discariche potranno essere definitivamente dismesse non con esercitazioni dialettiche contenute tra le righe del Piano ma solo se cominciamo da oggi il procedimento di realizzazione di un impianto di recupero energetico. Tre anni passano presto e senza l’impianto le discariche non potranno mai essere dismesse, continuando a favorire l’inquinamento ambientale. Sarò ogni giorno a fianco di chi protesta, se la richiesta sarà imperniata su ciò che scienza, tecnologia e buon senso impongono. Altrimenti le discariche resteranno ben oltre il 2025 e le promesse di oggi appariranno come terribili menzogne”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Tutta la questione delle discariche ruota attorno a un quantitativo ottimisticamente stimato di 200mila tonnellate annue di rifiuti da sottovaglio, cioè quella frazione di rifiuti indifferenziati non riciclabili che resta dopo il trattamento meccanico biologico. Questa quantità di materiale può essere indirizzata o alle inquinanti discariche oppure agli impianti di recupero energetico. Non ci sono altre possibilità.
La destinazione alle discariche è allo stato l’unica possibile, purtroppo, per carenza di impianti di recupero energetico, fatto che ci obbliga all’uso vergognoso e altamente inquinante delle discariche. Ne deriva che se entro tre anni non saremo in grado di dotarci di un impianto di recupero energetico, magari attrezzato con le tecnologie più avanzate, la sopravvivenza delle inquinanti discariche è assicurata.
Per questo motivo e per non illudere le persone sulla dismissione delle discariche al 2025, ci tocca dire la verità: quell’obiettivo non sarà rispettato se non realizziamo almeno un impianto con linee di produzione per 300mila tonnellate annue.
È dunque opportuno che la protesta giusta contro le discariche sia da oggi spostata sulla richiesta incessante della realizzazione dell’impianto di recupero energetico, pena la cattiva sorte del disonore anche per valorosa protesta dei cittadini privi di intenti fondati sull’ideologia inconcludente della decrescita, che per definizione è una condizione di privazioni e infelicità.
Conosco l’antologia delle obiezioni politiche alla realizzazione degli impianti, che purtroppo trascendono l’argomento rifiuti e usano il sistema dell’eccitazione delle paure delle persone attraverso una miscela politicista fondata sulla lotta di classe, sui modelli di sviluppo, sulle critiche al capitalismo, al turboliberismo, alle lobby, alle multinazionali ecc., insomma a quel nemico invisibile che serve solo per galvanizzare consenso politico.
A me non interessa, invece, il profilo politico della questione perché penso che la politica sia il governo della realtà e non l’imposizione di elaborazioni mentali.
La realtà, quella che si supporta con la prova scientifica e con la tecnologia, dice qualcosa di molto logico e pratico: senza gli impianti di recupero energetico la sorte dei rifiuti è la discarica, e questo penalizza i bimbi pugliesi rispetto ai loro coetanei di Copenaghen, Oslo ed Emilia Romangna.
E a questo punto l’ideologo politicista del no-a-tutto, esausto di fronte alle leggi ferree della temodinamica, calerà la carta jolly: siamo contro le discariche e gli impianti di recupero energetico perché sosteniamo la differenziata spinta. Ottimo, viene da esclamare: qualora la differenziata si spingerà al 100 per cento, cioè ben oltre il possibile e ragionevole, saremo tutti felici e gli impianti resteranno spenti. C’è qualche problema nel tenere un impianto spento? Tenerlo spento non è meglio di una terribile discarica da riempirsi oggi e tenuta a produrre i suoi effetti inquinanti per anni, e finanche nei tempi in cui si dovesse realizzare l’obiettivo impossibile di una differenziata al 100 per cento?”