Cancro al colon, Amati: “Meloni blocca progetto di ricerca per nuovo test di diagnosi precoce di UniSalento e Di Venere. Ho chiesto a Fitto di favorire un riesame”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ma le cose che succedono! Il Governo Meloni, su suggerimento dei burocrati ministeriali, ha impugnato la nostra legge per mettere a punto un metodo nuovo per scoprire in tempo il tumore al colon. Ma ci rendiamo conto?! Ho scritto al ministro Fitto per chiedergli di favorire un riesame della decisione, così da eliminare ogni incertezza e consentire all’Università del Salento e all’ospedale Di Venere di partire e mettere a punto il nuovo test.
Se l’intuizione dei ricercatori dovesse essere confermata, potremmo essere in grado di sostituire la ricerca del sangue occulto nelle feci – SOF – con un semplice prelievo di sangue, estendendo quindi a tutta la popolazione iniziative di profilassi con minori costi e impegno organizzativo. Ed è utile sottolineare quante vite umane si potrebbero salvare con questa metodologia.
Mi spiace solo constatare che, nonostante i rilievi siano discutibilissimi, la Presidente Capone abbia assicurato l’impegno a caricare la spesa sul bilancio autonomo piuttosto che sul fondo sanitario, e ciò in virtù della solita questione della Puglia in regime di affiancamento ministeriale sulla spesa sanitaria. Un principio, questo, che se applicato in maniera inutilmente rigida, come in questo caso, porta alla paradossale conseguenza di bloccare l’innovazione in campo sanitario: e ciò è quanto di più incostituzionale ci sia, come peraltro già detto dalla Corte Costituzionale decidendo in favore della Puglia il ricorso sul metodo innovativo del sequenziamento dell’esoma, ossia quell’esame in grado di diagnosticare dall’1% del DNA l’85 per cento delle malattie. E scusate se è poco.”

GNL BR e crociere, Amati: “Autorità mi ha risposto. Armatori interessati. Chi dice NO è contro ambiente e turismo, a favore di un programma di miseria”

“Il presidente dell’Autorità portuale mi ha risposto sulla questione del serbatoio GNL di Brindisi e della sua funzionalità all’incremento del traffico crociere. Lo ringrazio e a questo punto si può dire che l’infrastruttura energetica, in quella posizione, è funzionale anche allo sviluppo turistico di Brindisi e chi dice NO è contro l’ambiente e il turismo. Insomma, chi dice NO è a favore di un programma di povertà, di cui non si sente il bisogno.”

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

Ecco la risposta del Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale:

“Egregio Consigliere,

in merito al Suo intervento “Con deposito Gnl, porto Brindisi strategico per le navi da crociera” Le preciso quanto segue.
Il progetto di Edison già prevede che almeno il 30% del gas stoccato sia destinato alla alimentazione delle navi.
La disponibilità di Gnl ha, pertanto, suscitato l’interesse di un armatore che ci ha chiesto una lettera di intenti per partecipare al bando di cui al DM 191/2022 per l’acquisto di una unità navale da adibire alla attività di bunkeraggio di Gnl da localizzare nel porto di Brindisi.
Oggi la maggior parte della flotta alimentata a Gnl è rappresentata dalle navi da crociera di ultima generazione.
Nella promozione del porto di Brindisi abbiamo rappresentato, come noto alla Regione Puglia, alle compagnie la possibilità di dislocare a Brindisi le loro ammiraglie alimentate a Gnl, ricevendo positivo riscontro da una delle più importanti compagnie, che già peraltro sta sperimentando positivamente l’utilizzo dell Gnl non fossile (e-gnl derivato dall’idrogeno) per alimentare una delle proprie navi.
Infatti il Gnl fossile è destinato nel tempo brevissimo ad essere sostituito dal bio-gnl (in questo senso del resto vanno lette le prescrizioni della Regione Puglia) o dall’e-gnl. La produzione di quest’ultimi carburanti è del resto collegata alla economia circolare e/o alle filiere produttive dell’idrogeno, ed è strategica allo sviluppo delle hydrogen valleys (la Puglia avendo molta disponibilità di FER, destinata ad incrementarsi per via dei parchi eolici offshore, è una delle regioni in cui più favorevolmente possono svilupparsi le filiere relative agli e-fuels). Resto a Sua disposizione per ogni eventuale chiarimento od integrazione.
Ugo Patroni Griffi”

Xylella, la “visione” c’è tra la scienza e il mercato

Nel grande impegno per rigenerare i terreni pugliesi colpiti dalla Xylella, occorre sempre tenere presente che l’agricoltura è un settore produttivo e non un quadro di pittura. E se pure si volesse trasformare l’imprenditore agricolo in custode di una pinacoteca, le tasse dei cittadini sarebbero insufficienti a pagare gli stipendi.
Per questo, ogni idea di rigenerazione produttiva e ricostruzione paesaggistica deve essere accordata con la prova scientifica (anche l’economia è una scienza) e le leggi di mercato. Se non si sceglie questo metodo realista, alla tragedia della Xylella si sommerà quella dell’ulteriore abbandono dei campi, lasciandoci in dote idee impossibili e paesaggio lunare.
Prima lo capiamo meglio è. Prima ci affidiamo agli scienziati dell’agricoltura, vilipesi in passato anche al costo di qualche processo penale, e prima potremo dire di aver fatto qualcosa di buono.
Tutto questo significa che sulla base del principio di biodiversità, vanno favoriti innesti sugli ulivi (per le zone non ancora distrutte e come tentativo di resistenza), impianti di cultivar diverse in base alla prova scientifica agronomica e alle leggi del mercato (non si può imporre la coltivazione di un prodotto privo di convenienza) e infrastrutture ad alta innovazione tecnologica per coltivazione fuori suolo (per esempio le serre, come già avviene nella Piana degli ulivi monumentali).
Questa combinazione di scelte, in grado di pesare solo all’inizio e in modo limitato sulle tasse dei cittadini, porterà alla costituzione di un nuovo paesaggio, dopo la distruzione inferta dalla Xylella, anche a causa – ahinoi! – di cecità ideologica, resasi purtroppo funzionale alla distruzione del vecchio paesaggio che si vorrebbe ripetere. Ossia, del paesaggio perduto, del quale qualcuno si sente orfano e vorrebbe riportarlo in vita, ripetendo il miracolo di Lazzaro.
Non c’è dunque bisogno di avere una visione o cercarla: la visione che si dovrebbe avere o si dovrebbe cercare è sotto il naso ed è, ancora una volta e per l’ennesima volta, una decisione politica accordata con la prova scientifica e il mercato.
In tanti, certamente immersi nella retrotopia, nell’idea effimera di un passato più rassicurante, cercano i sentimenti perduti nella speranza, vana, di tenere accese antiche emozioni. Ma questo non è possibile. Non è possibile rivedere come la prima volta la città, “nella sua folle promessa di tutto il mistero e di tutta la bellezza del mondo”, come ci fu raccontato da Scott Fitzgerald nel Grande Gatsby.
Il vecchio paesaggio agrario fu plasmato da esclusive esigenze produttive, accogliendo prodotti “inventati” in oriente e dispensati al mondo. È così come per la parola, non c’è quasi nulla che non fu pensato e scritto in greco, così per l’agricoltura non c’è quasi nulla che non fu inizialmente piantato tra le acque del Nilo, del Tigri e dell’Eufrate. E oggi, noi, abbiamo dato il passaporto di autoctono a quasi tutto ciò che in passato fu indiscutibilmente alloctono.
Se considerassimo la nostra “semenza”, mai termine fu più appropriato, ci sentiremmo costretti a seguire “virtute e canoscenza”. E pure questo ci fu raccontato dal Poeta per evitare di finire all’Inferno.
Abbiamo avuto un paesaggio. Non siamo riusciti a conservarlo, pure sospinti da ideologia e credulità. E ora che ci resta da fare? Il solito. Costruire il nostro paesaggio, utilizzando la prova scientifica, l’innovazione e il mercato, così da avere anche noi qualcosa di utile e bello da consegnare a chi verrà: la tradizione. La tradizione dei nostri tempi e del nostro vivere.
E poi verrà ancora un nuovo patogeno, perché i patogeni vengono sempre e costellano la storia dell’umanità, e proverà a distruggere la nostra tradizione. E speriamo che nella Piazza Sant’Oronzo di Lecce non si ritrovino attori e cantanti a dire di NO all’eradicazione, relegando invece gli agronomi a Hollywood o a Sanremo.


Fabiano Amati

Articolo pubblicato su Quotidiano di Puglia, edizione del 27/09/2023

GNL e crociere, Amati: “Chiedo a presidente Autorità portuale di proporre Brindisi a MSC per approdo di navi a gas World Europe e Euribia”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Il deposito di GNL a Brindisi, consentirà di disporre di gas anche sintetico, così da rendere possibile l’approdo di navi a gas, in particolare Euribia e World Europe di MSC, con una capacità passeggeri – rispettivamente – di 6.327 e 6.762. Se andasse così, in buona sostanza, sarebbe una grande rivoluzione nel traffico passeggeri di Brindisi, con notevoli ripercussioni positive sul lavoro, la ricchezza e – soprattutto – la sicurezza ambientale.
Per questo motivo ho chiesto, al Presidente dell’Autorità portuale Ugo Patroni Griffi, di fare il possibile per proporre a MSC il porto di Brindisi con il suo imminente potenziamento di servizi, sostenuto con convinzione dalla Regione con un atto d’intesa.
La MSC Crociere, una delle principali compagnie di crociere al mondo, ha varato da poco le sue più innovative imbarcazioni, alimentate con GNL anche sintetico, quale combustibile principale, segnando un importante passo avanti verso la riduzione delle emissioni inquinanti e l’efficienza energetica delle navi da crociera.
In concomitanza con questa eccezionale novità, si conferma l’opportunità strategica di realizzare un deposito costiero di GNL a Brindisi.
Questo deposito potrebbe trasformare Brindisi in un porto di partenza o di approdo strategico, sostenendo una politica di sviluppo e rinnovamento per la città, il suo porto e promuovendo un turismo che si integra perfettamente con la bellezza naturale della città.”

 

Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Nulla di fatto sulla sede. Chiedo aiuto alle associazioni per battere la burocrazia sanitaria”

“Ancora nessuna notizia sulla individuazione della sede per la realizzazione di un Centro regionale per malattie neuromuscolari. L’assessore Palese si era impegnato a comunicare oggi la decisione della Giunta e invece un nuovo nulla di fatto, nell’attesa di un qualche cenno da parte del Policlinico, gravemente inadempiente nonostante diversi solleciti, per valutare e comparare la sua proposta con quella già dichiarata congrua dall’ARESS sul nuovo ospedale Monopoli-Fasano. A questo punto chiedo l’aiuto a voce alta delle associazioni dei malati per battere la burocrazia sanitaria, capace di tenere in ostaggio anche la decisione politica. E che questo stia accadendo è rivelato da un inciso pronunciato dall’assessore, relativo a una supposta ed esclusiva compatibilità del Policlinico con le necessità multidisciplinari di un Centro per malattie neuromuscolari: informazione infondata, così come riferito dal DG ARESS Giovanni Gorgoni durante i lavori dell’11 settembre scorso. Aggiornati i lavori a lunedì 9 ottobre.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La differenza tra i politici della Giunta regionale e del Consiglio regionale con le burocrazie sanitarie consiste nel fatto che a noi interessa solo la realizzazione del Centro malattie neuromuscolari e non la sua allocazione e chi si vedrà aumentare il proprio potere nella gestione di questo importante servizio: per noi va bene sia il Policlinico di Bari che il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, purché si faccia in fretta e si definiscano la struttura, le risorse necessarie e il cronoprogramma. L’importanza assistenziale di un Centro regionale per malattie neuromuscolari ha bisogno di poche parole descrittive.
Si tratta di strutture incardinate in presidi ospedalieri, da localizzare in posizione baricentrica (in questo senso il Policlinico e il nuovo ospedale Monopoli-Fasano si equivalgono), dotati di esperienze multidisciplinari con disponibilità delle unità operative di rianimazione, radiologia interventistica, endoscopia, pneumologia, neurologia e attività a consulenza di otorinolaringoiatria e gastroenterologia: queste attività e consulenze sono presenti e necessarie sia negli ospedali di II livello come il Policlinico di Bari, che negli ospedali di I livello come il nuovo ospedale Monopoli-Fasano.
Gli spazi a disposizione di un Centro per malattie neuromuscolari non possono essere inferiori a 2.000 metri quadrati e devono essere in grado di offrire 12 stanze singole di ricovero; in questo senso è stata presentata una proposta adeguata e specifica per la soluzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, mentre si continua a non conoscere alcuna soluzione altrettanto immediata e specifica per la soluzione del Policlinico.
Lo staff medico deve essere composto di un direttore e nove medici, di cui 3 neurologi, 3 pneumologi, 3 fisiatri e 1 neuropsichiatra infantile. L’intero organico del centro deve inoltre prevedere ulteriori 29 unità di personale sanitario e non sanitario.
Il Centro deve essere collegato con continuità al mondo della ricerca e della didattica, considerata l’ampiezza delle prospettive di studio, nuove cure e tecnologie. Per quest’ultimo motivo entrambe le soluzioni hanno la possibilità di fare riferimento, per vicinanza chilometrica, alla Facoltà di Medicina dell’Università di Bari, mentre solo la soluzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano assicura equidistanza con più Facoltà di Medicina e in particolare di quella di Bari, come detto, di quella di Taranto e di quella di Lecce. Anzi, il mancato incardinamento del Centro in una specifica Azienda universitaria, rende più accessibile – ovviamente – l’attività di didattica e ricerca di tutte le Aziende universitarie pugliesi.”

Aeroporto Brindisi, Amati: “Investimenti per 61 milioni e se ITA vuole può accedere a contributi per ampliare le rotte, secondo le leggi europee e statali”

“L’audizione di oggi in Commissione dell’assessore Maurodinoia e dei manager di Aeroporti Puglia ha ripulito il dibattito sullo scalo di Brindisi da imprecisioni e illusioni.
Il traffico è in costante crescita, con 2.438 voli nel 2022 e con un 6% in più stimato nel 2023; si prevedono investimenti per complessivi 61 milioni di euro, in ciò contemplando la nuova aerostazione e parcheggi multipiano; la compagnia ITA, come tutte le altre, può – se vuole – accedere oggi stesso agli incentivi per incrementare le rotte, purché non siano sovvenzioni vietate dalla legge.
Tutto qui. Ogni altra deduzione, o idea, appartiene alla decisione imprenditoriale delle compagnie e di ITA, ricordando che il trasporto aereo è un’attività completamente a mercato e perciò non prevede che si possano tassare i cittadini per sovvenzionare rotte in perdita o rotte già esistenti pur se stagionali.
Io sono ovviamente a favore di rotte e fasce orarie ampliate, mi associo a tutte le richieste razionali, confido nel lavoro dei parlamentari nazionali e segnalo – soprattutto – la necessità di ampliare la domanda di trasporto aereo con politiche di sviluppo, tra queste contemplando, per esempio, il SÌ agli insediamenti turistici alberghieri e al serbatoio GNL per consentire la partenza (o l’approdo) da Brindisi – detto sempre per esempio – della World Europe di MSC da 6.700 passeggeri, alimentata completamente a gas. E ho detto tutto.
Ringrazio per la collaborazione e le informazioni l’assessore Anita Maurodinoia, i manager AdP Antonio Vasile, Marco Catamerò, Patrizio Summa e Donato Dauria, e i dirigenti regionali Vito Antonacci e Irene Di Tria.”

DH oncoematologia BR, Amati: “Nuovi ritardi. Purtroppo. Ora fiato sul collo anche su progettisti. Non possiamo vedere malati così maltrattati”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“A luglio ci avevano assicurato l’avvio dei lavori per DH oncoematologia di Brindisi per inizio ottobre, in attesa di un adeguamento progettuale richiesto ai progettisti, ma non realizzato – a dire della Asl – nel rispetto delle indicazioni ricevute. Ciò vuol dire che stiamo sommando ritardi a ritardi, nonostante un grande lavoro per reperire le risorse necessarie, e che, se tutto va bene, il bando lavori non sarà pubblicato prima di dicembre. Purtroppo. Da questo momento, perciò, sulla vicenda ci sarà il nostro fiato sul collo anche dei progettisti. Non possiamo più vedere centinaia di malati costretti a ricevere trattamenti sanitari così importanti in una condizione strutturale così pessima, da rivelarsi funzionale all’idea del maltrattamento.
Lunedì prossimo sentiremo in Commissione i progettisti, così da tarare in termini puntuali e rapidi il nuovo cronoprogramma. Ringrazio il nuovo DG della Asl per avere assicurato la sua collaborazione e la vigilanza su una tempistica quanto più accorciata possibile.”

AQP, Azione: “Concessione sta scadendo. Subito in aula nostra pdl per ingresso dei comuni e affidamento in house sino al 2046”

“La concessione ad Acquedotto pugliese sta per scadere. Il termine è, infatti, quello del 31 dicembre 2025, ossia domani per i tempi della pubblica amministrazione.
Per questo bisogna portare subito in aula la nostra proposta di legge, affinché si possano coinvolgere i comuni nel capitale di AQP, attraverso la cessione gratuita di un’azione per ogni comune, così da costituire un Comitato composto dalla Regione e dai comuni per il controllo analogo e affidare il servizio sino al 2046. È una soluzione economica, rispettosa della normativa e comoda, per preservare la gestione pubblica in una regione priva di acqua, in cui l’eventuale gestione privata, assegnata attraverso una gara, non sarebbe nemmeno immaginabile.
In questo senso e per raggiungere questi obiettivi dobbiamo far presto.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale acqua Nicola Di Donna.

“La nostra proposta di legge prevede l’affidamento del servizio idrico integrato, dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2046, ad Acquedotto pugliese S.p.A., società pubblica detenuta al 100% dalla Regione Puglia.
Com’è noto, infatti, la data di scadenza della concessione del servizio (con legge statale) ad AQP è prevista per il 31 dicembre 2025, determinando l’avvio di una gara per il nuovo affidamento e disperdendo – così facendo – il valore pubblico della secolare gestione di AQP.
È chiaro che la soluzione ottimale sarebbe quella di eliminare la data di scadenza dell’attuale concessione, ma tale prospettazione potrebbe pure trovare punti di vista contrari e perciò conviene premunirsi per tempo, organizzando un sistema gestionale fondato sull’affidamento in house providing e nel solco dell’attuale normativa statale.
L’insistenza sulla necessità di procedere con affidamento diretto ad AQP non risiede in un atto di “disobbedienza” alla normativa europea sulla gestione dei servizi pubblici, ma è l’esito di un processo di approfondimento fondato sulle peculiarità idro-geo-morfologiche della Puglia, che non giustificano scelte gestorie di tipo ordinario, pena insormontabili difficoltà nella gestione. E su questo basti pensare al problema del necessario trasferimento dell’acqua dalle regioni limitrofe – in particolare Campania e Basilicata -, per cogliere il complesso groviglio di potestà pubbliche che devono essere necessariamente poste in armonia, per cui una gestione del servizio non affidata a un gestore interamente pubblico, come AQP, potrebbe comportare molteplici problemi interdittivi e quindi una peggiore qualità del servizio.
In questo senso si muove la nostra proposta di legge, con il necessario coinvolgimento dei comuni pugliesi per assicurare il realizzarsi dell’impostazione legislativa vigente in materia di affidamento in house providing, ovvero attraverso l’esercizio del “controllo analogo” a quello che esercita sui propri servizi, da parte del committente sul soggetto affidatario, e la necessità che il soggetto affidatario realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente committente che la controlla. Solo al ricorrere di tali condizioni è prevista la possibilità di procedere all’affidamento del servizio senza gara.
Ricapitolando e seguendo l’impostazione dell’articolato depositato, emerge il seguente schema legislativo.
La proposta di legge provvede a istituire (articolo 1 della proposta) il Comitato per il controllo di Acquedotto Pugliese S.p.A. (AQP) – in seguito Comitato – dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2046, al fine di assicurare la natura pubblica e la gestione unitaria del servizio idrico integrato, nonché per meglio corrispondere alle particolari condizioni geomorfologiche connotate dalla scarsità in territorio regionale di acqua e dalla conseguente necessità di preservare un sistema interregionale di captazione, adduzione e distribuzione, con modalità idrauliche interconnesse, unicursuali, legate al sistema della depurazione dei reflui e del riuso a mezzo di procedure di affinamento o potabilizzazione.
Il Comitato sarà costituito dalla Regione Puglia e da tutti i comuni pugliesi, allo scopo di esercitare in forma congiunta le funzioni del controllo analogo su AQP, quale affidatario della gestione del servizio idrico integrato della Puglia, ai sensi dell’art 16 del Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), e (articolo 2 della proposta) sulla base di un atto di Convenzione e disciplina del servizio, predisposto dalla Giunta regionale e approvato dal Consiglio regionale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente, ai sensi dell’articolo 30 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali). L’atto di Convenzione avrà natura obbligatoria, ai sensi dell’art. 30, comma 3, del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e dovrà essere sottoscritto dalla Regione e dai comuni pugliesi entro 30 giorni dall’approvazione del Consiglio regionale.
A questo punto s’inserisce la necessità dell’ingresso dei comuni nel capitale azionario di AQP, tenendo conto che il capitale sociale è formato da 8.020.460 azioni, ognuna delle quali ha un valore nominale di euro 5,16 e il possesso è al 100% della Regione Puglia.
Per realizzare quanto detto, la Regione Puglia trasferirà (articolo 3 della proposta) a titolo gratuito ad ogni singolo comune pugliese (anche se nel corso dell’attività di esame della proposta si potrebbe valutare – considerata l’esiguità del costo – anche il trasferimento a titolo oneroso, qualora in tale soluzione si ravvisasse una maggiore congruità con le norme di finanza pubblica o con quelle di gestione dei beni immobili e mobili degli enti pubblici) un’azione della Acquedotto pugliese S.p.A., al valore nominale di euro 5,16 ed entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di Convenzione.
La proposta di legge contiene norme organizzative relative al comitato, prevedendo che il Comitato (articolo 4 della proposta) debba essere un organo collegiale composto dal Presidente della Giunta regionale o suo delegato, che lo convocherà e presiederà, e da sei sindaci eletti dall’Assemblea dei sindaci. L’Assemblea dei sindaci sarà convocata dal Presidente della Giunta regionale, eleggerà i sei componenti, con votazioni separate e a maggioranza dei partecipanti alla votazione, nel rispetto dei seguenti criteri di rappresentatività: un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 5.001 a 15.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 15.001 a 30.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 30.001 a 50.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione da 50.001 a 100.000 abitanti; un componente in rappresentanza dei sindaci di comuni con popolazione con oltre 100.000 abitanti. Seguono, sempre nell’articolo 4, norme di dettaglio sul funzionamento dei Comitato.
Circa le funzioni del Comitato (articolo 5 della proposta) sono previste quelle classiche d’indirizzo e controllo e quelle più specifiche in materia di designazione o revoca dell’Amministratore unico e del Direttore Generale; approvazione e modica dello Statuto, ovvero di ogni atto riservato ai soci; approvazione dell’atto di organizzazione; approvazione della proposta di piano strategico e industriale; approvazione del bilancio; aumenti o riduzioni del capitale; costituzione o partecipazione a società; partecipazione a gare per l’affidamento del servizio al di fuori dell’ambito Puglia o ad altre attività diverse dal servizio idrico integrato.
Ma la proposta di legge non è, né vuol essere, solo decisione politica, norme e cavilli. Bisogna ammetterlo, concludendo la relazione illustrativa.
La proposta di legge ha molto di storia della Puglia trasformata nell’epopea dell’Acquedotto, quella che solleva i pugliesi dalla sete, dalla malattia e dalla morte con un inaudito, “sanguinante” e straordinario atto ingegneristico: “deviare” la foce del fiume Sele dal Tirreno all’Adriatico. E tutto ciò per dire ancora una volta, come Matteo Renato Imbriani, “Vengo dalla Puglia assetata d’acqua e di giustizia”.

 

Serbatoio GNL BR, Amati: “Avevo perso ogni speranza, ma c’è ancora un sindacato interessato all’ambiente e al lavoro, piuttosto che alla carriera politica. Dialogo”

Dichiarazione del Consigliere regionale e commissario di Azione Puglia Fabiano Amati.

“Grazie a Filctem-CGIL, Femca-CISL e UIL-Tec per le parole chiare sul serbatoio GNL di Brindisi, molto accordate con le esigenze di sicurezza ambientale, contro ogni opinione inquinante e no-a-tutto, e con la promozione del lavoro.
Avevo perso ogni speranza, ma è bello vedere un sindacato ancora impegnato sulle iniziative più aderenti al suo compito, piuttosto che usato per favorire la eventuale carriera politica dei suoi dirigenti pro-tempore.
Tutti i cittadini, compresi i sindacalisti, hanno ovviamente diritto di fare politica e di organizzarsi in vista di possibili cariche elettive; ma per far questo non mi pare opportuno contribuire a distruggere la credibilità del sindacato italiano sventolando le bandiere dei sindacati e veicolando opinioni contrarie ai fatti, alla tecnica e alle necessità di un mondo del lavoro sempre più in asfissia e alla ricerca di soluzioni legate ai più innovativi rimedi ambientali.
Grazie dunque a Antonio Frattini, Marcello De Marco e Carlo Perrucci, con i quali mi piacerebbe avviare un dialogo continuo sugli argomenti della sicurezza ambientale e del lavoro, per fare in modo che Brindisi cominci a pronunciare parole chiare e moderne.”

Pronti a sostenere Laforgia. Ma accetti di correre alle primarie

Il coordinatore di Azione, Fabiano Amati, prova a rompere il circolo vizioso nel quale il centrosinistra si trova avviluppato da settimane. Azione non ha un candida-to ma ha individuato il metodo: interpellare gli elettori. Al contrario ci sono partiti che respingono le primarie – la sinistra, i Verdi, Giusta Causa – perché non le considerano uno strumento trasparente per selezionare le candidature. Queste forze politiche temono il condizionamento del voto da parte di chi gestisce il potere.

“Questa critica somiglia ad una scusa, dietro alla quale sembra nascondersi la volontà di scegliere il candidato sulla base di un accordo di caminetto, non considerando la volontà popolare. Anche nelle elezioni generali chi detiene il potere può indirizzare il consenso su di sé e condizionarlo. Ma non per questo siamo costretti ad abolire la democrazia. Piuttosto certi rischi devono indurci a potenziare i sistemi di controllo”.

Come si potenziano i controlli alle primarie?

“Il più grande potere di controllo è la contendibilità della carica per la quale si corre. Se i candidati sono diversi e tutti sono seriamente intenzionati a vincere, già questo riduce le possibili zone di opacità: perché tutti vogliono vincere, tutti aprono gli occhi, tutti sono attenti affinché non si consumino truffe o trucchi. Quindi proprio in virtù delle preoccupazioni segnalate, verrebbe da dire: candidatevi”.

Spieghi meglio, dove vuole arrivare?

“Più candidati ci sono più aumenta la contendibilità del posto che si vuole ricoprire. E con la contendibilità cresce la limpidezza. Inoltre con l’aumento dei candidati e della prevedibile partecipazione al voto, si riduce sempre più l’incidenza di un possibile voto condizionato. Chi critica le primarie e resta fuori dalla contesa, avanza una critica a se stesso. In sintesi direi così: chi dice no ha paura del popolo. Sembra strano per partiti che di continuo evocano il protagonismo del popolo”.

Azione al momento non ha un candidato. Chi sosterrebbe in caso di primarie?

“lo credo che si arriverà alle primarie: anche perché coloro che fin qui si sono mostrati di- sponibili alla candidatura sono persone degne, con ampio diritto di chiedere che il popolo venga interpellato”

Torniamo alle scelte di Azione.

“Valuteremo se presentare un nostro candidato. Oppure se sostenere qualcuno tra quelli che sono disponibili alle primarie. O anche qualcuno, penso all’avvocato Michele Laforgia, che non ha ancora dato disponibilità alle primarie”.

Azione potrebbe dunque sostenere una candidatura si sinistra come quella del pre- sidente di Giusta Causa?

“Dovremmo valutare, ma è una possibilità. Tuttavia, lo sottolineo, lo faremmo solo se Laforgia si candidasse alle primarie. Solo chi accetta le primarie come metodo può ambire ad avere l’appoggio di Azione”.

Non c’è solo la sinistra. I 5 Stelle minacciano di sfilarsi dalla coalizione nel caso si decidessero le primarie. Cosa pensa?

“I 5 Stelle dovrebbero dire chi è per loro il candidato migliore. E così, magari per incantesimo, se tutti fossero d’accordo, sarebbe designato dalla coalizione: in questo modo non ci sarebbe bisogno di primarie. Ma loro non dicono chi è il candidato che preferiscono e poi si oppongono alle primarie, cioè hanno paura del giudizio popolare. Suggerisco loro di cambiare opinione”.

Non si può restare contrari alle primarie?

“Per me politica significa rendersi disponibile ad accettare una sfida. Essere disponibili a cogliere una vittoria e rischiare di incorrere in una sconfitta. In politica, a maggior ragione in democrazia, occorre mettere in competizione le idee: per provare a vincere ma rischiando di perdere. Altrimenti a chi chiediamo se le nostre idee hanno il sostegno popolare? Allo specchio? Lo specchio dirà sempre di sì”