Diagnosi precoce, Amati: “Diagnosticata malattia rarissima al Di Venere. Ecco a cosa serve la mia legge su esoma”

“Cinquanta casi al mondo. La malattia si chiama encefalomiopatia mitocondriale. Ma in Puglia è stata diagnosticata a un bimbo di appena quindici giorni, grazie alla legge sul sequenziamento dell’esoma. Una delle più grandi innovazioni nel percorso diagnostico degli ultimi tempi, molto difficile da spiegare e che oggi si materializza concretamente su un bambino, offrendogli la possibilità di ricevere tempestivamente le cure adeguate.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della legge sul seguenziamento dell’esoma, attività diagnostica possibile presso il Di Venere di Bari.

“La malattia riguarda gli effetti di una mutazione genetica, consistente nella morte dei mitocondri, ossia la fabbrica delle molecole in grado di fornire alle cellule l’energia di cui hanno bisogno, con conseguente sintomatologia caratterizzata da diminuzione del tono muscolare, difficoltà nel succhiare, lesioni all’encefalo con ritardo dello sviluppo e diversi altri problemi. Aver individuato in tempo il problema ha consentito di somministrare una terapia idonea a garantire la sopravvivenza dei mitocondri e quindi tenere in funzione la fabbrica energetica delle cellule e contenere la sintomatologia invalidante.
Quando nei mesi scorsi annunciavo la novità legislativa mi capitava di dire che con l’1% del DNA avremmo diagnosticato l’85% delle malattie. Ma questa formula, pur esatta, risultava anche a me oscura.
Da questo momento, invece, tutta l’oscurità di una formula scientifica si è diradata, perché abbiamo toccato con mano cosa significa il nostro lavoro sulla vita delle persone e dei bambini.
Grazie sempre a Mattia Gentile e al suo staff per la consulenza scientifica nel predisporre le proposte di legge sulla genetica e grazie sempre a tutti i miei colleghi Consiglieri regionali che con il loro voto unanime hanno reso possibile questa straordinaria novità.
Grazie a Gabriele D’Amato, direttore della terapia intensiva neonatale dell’ospedale Di Venere per aver attivato la procedura sulla base del sospetto diagnostico, e grazie a Albina Tummolo, responsabile Malattie Metaboliche dell’Ospedale Giovanni XXIII per il lavoro di cura.”

Robotica in sanità, Amati: “Tutto confermato. Spreco immorale di soldi per fortissimo sottoutilizzo delle 6 macchine disponibili”

“Sulla chirurgia robotica è purtroppo tutto confermato. Dopo aver rincorso la ricostruzione dei dati, peraltro ancora parziale e stranamente non a disposizione della Regione, l’Agenzia regionale per la salute – AReSS ha confermato i nostri sospetti. I 6 robot a disposizione del servizio pubblico sono ampiamente sottoutilizzati e determinano uno spreco immorale di soldi. Basti pensare che con riferimento ai contratti di service, le prestazioni effettuate non sono nemmeno pari ai kit di materiale di consumo che le Asl devono comunque pagare. L’approfondimento continua e ora convocheremo in audizione tutte le Aziende che non hanno ancora risposto, non si sa per nascondere cosa, al questionario AReSS, così da poter chiedere un piano d’incremento e ottimizzazione del lavoro delle macchine. Ringrazio il DG AReSS Giovanni Gorgoni e la dirigente Elisabetta Graps, per il forte senso del dovere dimostrato in questa come in altre occasioni.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Avere un robot e utilizzarlo al massimo delle sue possibilità e con appropriatezza è una necessità di salute. Non farlo, ossia averlo a disposizione senza raccogliere tutto il suo potenziale, è un atto di disprezzo dei malati e delle tasche dei cittadini.
Era già stupefacente osservare l’esistenza di questa diffusa rete d’innovazione tecnologica, senza aver fatto un preventivo piano d’utilizzo e senza poter fornire i dati di attività.
Ora che questi dati d’attività cominciano a comporsi, e nemmeno completamente, il quadro restituito è spaventoso.
E infatti non si capisce per quale motivo le macchine utilizzate dal privato lavorano di più di quelle a disposizione delle strutture pubbliche.
I robot attualmente in esercizio in Puglia, sono da ieri 12: 3 al Miulli di Acquaviva; 2 al Policlinico di Bari, 1 alla Mater Dei di Bari; 1 agli Ospedali riuniti di Foggia; 1 alla Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo; 1 al Panico di Tricase; 1 al Bonomo di Andria; 1 al Vito Fazzi di Lecce; 1 al SS Annunziata di Taranto.
Limitandoci alla lettura dei dati relativi al 2022 e comparando i dati dei 6 robot pubblici con i 2 del Miulli – il terzo sta per entrare in attività – viene fuori il seguente scenario.
Miulli. Con 2 robot il totale degli interventi è stato di 505, di cui 144 prostatectomie senza complicanze, 79 prostatectomie con complicanze, 115 altri interventi di urologia e 167 altri interventi.
Policlinico di Bari. I dati del 2022 non sono disponibili. Nel 2021 e con 2 robot il totale degli interventi è 316, di cui 125 prostatectomie senza complicanze, 4 prostatectomie con complicanze, 135 altri interventi di urologia e 52 altri interventi.
Foggia. Con 1 robot il totale degli interventi è stato di 243, di cui 145 prostatectomie senza complicanze, 7 prostatectomie con complicanze, 84 altri interventi di urologia e 7 altri interventi.
Lecce. Con 1 robot il totale degli interventi è stato di 196, di cui 53 prostatectomie senza complicanze, 4 prostatectomie con complicanze, 46 altri interventi di urologia e 93 altri interventi.
Andria. Con 1 robot il totale degli interventi è stato di 182, di cui 47 prostatectomie senza complicanze, 48 prostatectomie con complicanze, 39 altri interventi di urologia e 48 altri interventi.
Taranto. Con 1 robot il totale degli interventi è stato di 28, di cui 6 prostatectomie senza complicanze, 17 prostatectomie con complicanze e 5 altri interventi.
Si precisa che i robot di Lecce e Taranto sono entrati in esercizio nel 2022.”

Xylella, Azione: “PdL per Commissione d’indagine per accertare responsabilità politico-amministrative. Puglia ha il diritto di sapere”



“Abbiamo depositato oggi una proposta di legge per accertare eventuali responsabilità politico-amministrative nel contenimento del batterio Xylella fastidiosa. La Puglia ha il diritto di sapere chi ha lavorato a favore, facendo di tutto per applicare le misure di contenimento, e chi ha remato contro rendendosi complice del negazionismo e quindi della strage degli ulivi.
Ringraziamo i colleghi sottoscrittori, Francesco Ventola, Paolo Pagliaro, Fabio Romito e Gianfranco De Blasi, e invitiamo tutti i colleghi ad unirsi a noi, perché la verità è ciò che più avvicina alla soluzione dei problemi e alla libertà.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge, e i Consiglieri Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Con la proposta di legge si chiede l’istituzione di una Commissione d’indagine per accertare eventuali responsabilità amministrative nell’ambito delle attività di contenimento della Xylella fastidiosa.
È questo un argomento estremamente controverso, purtroppo foriero della distruzione di molta parte del paesaggio ulivetato pugliese, che sin dal 2013 ha contrapposto i sostenitori della prova scientifica ai negazionisti, con le motivazioni più varie. Tale contrapposizione ha purtroppo prodotto gravi ritardi nell’attività di contenimento del batterio e di distruzione della popolazione dell’insetto vettore.
La conoscenza in dettaglio di quanto avvenuto e degli atti amministrativi adottati, non applicati, ovvero parzialmente eseguiti o addirittura omessi, unita a una ricostruzione storico-fattuale di eventuali interferenze sull’attività amministrativa generate dal clima di forte contrapposizione politica, risultano necessarie a mettere a punto con maggiore chiarezza il profilo delle responsabilità, per meglio governare sia le attività di contenimento in corso che le politiche di ricostruzione produttiva e paesaggistica nella parte centro-meridionale della Puglia.
A questo scopo si riferisce la proposta istitutiva della Commissione d’indagine, organizzata con norme di dettaglio chiare e per giungere nel breve volgere di 12 mesi a una prima conclusione.”

Amati: “PD Brindisi scarica Rossi per eseguire ordini di Emiliano. E ora perché non si dimettono?”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Non c’è niente di più fastidioso di avere ragione quando è troppo tardi e non si può fare più nulla.
“Il PD di Brindisi ha scaricato Rossi per eseguire gli ordini politici del non iscritto Emiliano e non per un inedito e tardivo coraggio nel contestare le sue politiche.
In queste ore si leggono dichiarazioni degne di ottimi arrampicatori di specchi, in base alle quali il motivo del dissenso sarebbe il serbatoio a GNL dell’Edison.
Ma fatemi il piacere. Come si fa a sostenere questo se la delegazione del PD nella Giunta comunale e la maggior parte dei Consiglieri comunali hanno sostenuto tutte le iniziative di contrasto al serbatoio GNL escogitate dal sindaco Rossi?
Nei prossimi giorni gli argomenti del PD Brindisi per prendere le distanze aumenteranno sempre più. State a vedere. Si sentirà dire che non condividevano l’impostazione del PUG, le politiche d’ostracismo alla riqualificazione delle contrade, il rifiuto delle compensazioni Tap e Snam, il sabotaggio delle opere programmate dall’Autorità portuale e altro ancora.
Insomma, sarà messa in scena una commedia per provare a giustificarsi.
Si argomenterà sull’allontanamento da Rossi per motivi programmatici dopo aver votato, invece, tutto di quel programma; si nasconderà la sudditanza politica nei confronti del PD regionale dopo aver fabbricato chili di comunicati e dichiarazioni a sostegno di Rossi, infarciti di così tanto zucchero che già a leggerli si correva il rischio di coma diabetico; si glisserà sull’emarginazione di numerosi iscritti e simpatizzanti, rei di aver mantenuto una condotta lineare e più consona a un partito riformista.
Ma c’è una cosa su cui non riesco a fare previsioni. In questi anni, ogniqualvolta qualcuno provava a contestare le politiche di Rossi, partivano attacchi ad hominem, insinuando complicità con non meglio specificati poteri occulti, comportamenti di dubbia moralità, con propensione ai soldi e al mercanteggiare delle funzioni pubbliche. E di tutto questo si indicava, quale diga, Riccardo Rossi e la sua esperienza. Orbene, in base a quella stessa misura di giudizio, ossia il ruolo di Rossi quale diga agli attacchi occulti e immorali alla cosa pubblica, il loro abbandono come dobbiamo interpretarlo? Come sanzione a un Rossi transitato dalla parte dello sceriffo a quella del bandito? Oppure come passaggio del PD dalla parte dei poteri forti che Rossi voleva tenere alla larga? Oppure, molto più seriamente, che in questi anni hanno detto decine di sciocchezze e lanciato decine d’allarmi solo per giustificare la comodità di qualche poltrona? Propendo per l’ultima soluzione.
Adesso c’è un’unica cosa seria che dovrebbero fare, ma temo non saranno in grado: dimettersi, consentire lo scioglimento del Consiglio comunale e fare in modo che le prossime elezioni vedano i concorrenti sulla stessa linea di partenza.”

Xylella 10 anni. Amati: “Processo storico-politico ai responsabili di questa strage”


“Credo sia arrivato il momento di aprire un processo storico-politico sulla strage degli ulivi per capire chi favori il suo dilagare, con azioni, omissioni, convenienze e paure.”

A rilanciare sulla necessità di ristabilire la verità su xylella fastidiosa, a dieci anni dalla sua comparsa ufficiale in Puglia, è il consigliere regionale, Fabiano Amati, presidente della Commissione Programmazione e Bilancio.

Presidente Amati, lei è stato trai politici che, da subito, oltre ad accendere i riflettori sull’avanzata del contagio, si è schierato dalla parte della scienza. Resta convinto della sua posizione?

“Non solo resto convinto, ma come ho detto prima, rilancio.
Credo sia arrivato il momento di aprire un processo storico-politico sulla strage degli ulivi per capire chi favori il suo dilagare, con azioni, omissioni, convenienze e paure. E secondo me, la documentazione istruttoria è nelle pagine del Quotidiano, l’unico giornale che fin dall’inizio presentava una posizione chiara in favore della prova scientifica.accettando pure di subire l’odio e il dileggio. E, soprattutto, togliendo la parola. come dovrebbero fare i guardiani della democrazia, a chi diceva cose contro la prova scientifica. E in questo senso, mi sento pure di ringraziare e ricordare Renato Moro, che invitai nel 2018 al Festival della Scienza di Fasano per coordinare un panel sulla xylella, con Martelli, Boscia e Bassi, e fu l’ultima volta che lo vidi. Quindi, bisogna aprire questo processo storicopo litico dove gli imputati sono chiari, si sa chi sono. “

Chi sono?

“Innanzitutto, il presidente Emiliano, la maggior parte dei Cinquestelle, molta sinistra radical antagonista, finti ecologisti. tate e attore, pezzi di borghesia settentrionale venuta in Puglia per insegnarci com’era la vita di una volta, e poi quelli che stettero in silenzio, molti media che si tennero un po’ di qua e un po’ di là, e una rappresentanza significativa del clero. Basti pensare alla Via Crucis che i vescovi salentini organizzarono nel 2015, la prima meditazione diceva “Estirpare gli ulivi malati, la malattia di Pilato sembra aver contagiato la mente e il cuore, ci si lava le mani con un bel non c’è nient’altro da fare”. Se avessero scelto un approccio più profetico, alla don Tonino Bello, avrebbero dovuto concludere per restirpazione come unico modo per non realizzare il Getsemani senza ulivi. E addirittura ci fu la rivista dei Paolini, “Jesus” che nel 2019 pubblicò un reportage negazionista, lo insisto sui media, perché i media che non presero posizione diretta generarono la paura negli amministratori pubblici. Infatti, all’epoca, le campagne d’odio avevano organizzato le più fantasiose teorie complottiste, tipo, per esempio, l’introduzione fraudolenta per vendere i pesticidi con l’aiuto dello lam di Valenzano. E anche su questo, penso con tenerezza a Mimmo Lacirignola che poi ci ha lasciati.

Cosa si sarebbe dovuto fare?

Ascoltare gli scienziati, a cominciare da Giovanni Martelli. e anche tutti i dieci indagati che furono messi addirittura sotto processo. E applicare il Piano di Giuseppe Silletti, anche lui indagato, un galantuomo, con forte senso dello Stato, ostacolato per mere suggestioni infondate, come quella sulla legge di Atene ove era pre vista la condanna a morte per chiunque avesse abbattuto un ulivo omettendo però di considerare che in base a quella stessa legge loro sarebbero finiti a Guantanamo perché pur di evitare l’eradicazione di un ulivo malato ne favorivano l’uccisione di milioni. “


Presidente Amati, vero è che all’esordio della xylella il govenatore della Puglia era Vendola.

“Si. Vendola, pur convinto della necessità di intervenire secondo prova scientifica, era molto spaventato dalla campagna d’odio che fu orchestrata da quell’ampio fronte negazionista, anche perché fiaccato dai fatti concomitanti di liva, che lo vedevano in condizione di indagato.
Poi arrivo Emiliano.
Emiliano è un situazionista. Quando lo fa sulle cose che più gli piacciono, posti di potere, primarie, congressi e compagnia cantando, nessun problema; ma l’ha fatto pure su xylella. Purtroppo. Non era ancora presidente e diceva che avrebbe risolto il problema in 100 giorni. Poi disse che abbattere gil ulivi era una decisione spropositata. E poi che l’inchiesta penale era una liberazione e che l’eradicazione era stata messa in dubbio da magistrati scrupolosi, prestigiosi estimati. Poi che non vi era più emergenza. Che era in arrivo una cura. Nel gennaio 2019, quando organizzai una manifestazione a Monopoli con migliaia di persone che dicevano “si lui non c’era Nell’estate 2019 accusò Roma di aver bloccato il Piano Silletti, dopo che qualche giorno prima aveva presentato a Conversano, con tantodi elogi, un libro sostanzialmente negazionista. Insomma, un delirio. purtroppo con terribili conseguenze. “

E come si comportarono, invece, i suoi colleghi del Consiglio regionale?

“Si dividevano in varie categorie: quelli che stanno sempre dalla parte del politicamente corretto e non prendono mai posizione contro la massa quando questa sta andando in direzione sbaglita: poi c’erano i salentini che, pur convinti della prova scientifica, omettevano di urlare per paura della piazza: c’erano quelli che abitavano in altre province che sentivano il problema molto lontano e poi, c’era chi, come noi, a costo di prendersi insulti anche dai Cinquestelle, all’epoca con il vento in vela. battevano i pugni”.

La storia di Melissa e i bimbi con la Sma

Come è nato l’iter. Puglia come USA e GB.

Presidente Amati, lei è stato il primo firmatario della proposta di legge sul genoma, approvata martedì scorso in Consiglio regionale, dopo una lunga battaglia e con tanto impegno. Adesso cosa succede?

«Adesso cominciamo con tremila bambini, ma il nostro obiettivo è renderlo obbligatorio per tutti i neonati, salvo rinuncia. Lo scopo di questo test è stabilire, con il prelievo di un’unica goccia di sangue, se per caso ci sia un’esposizione al rischio percirca 200 malattie».

Perché questo numero?

«Perché quelle sono le malattie per le quali si possiede una terapia, per curare o per allungare la storia naturale della malattia»

Cosa comporta saperlo in anticipo?

«Vuol dire salvare la vita o allungare la storia naturale della malattia. Questo è lo scopo di questo progetto di ricerca. Allo stato, mi risulta che stiano compiendo progetti di ricerca di questo genere soltanto a New York e in Gran Bretagna»,

Questo vuol dire che, adesso che è stata approvata la legge, in Puglia saremmo i terzi in tutto il mondo?

«Da quello che mi risulta sì, ma potrebbe anche essere che vi sia qualche altro Paese».

Materialmente da quando sarà possibile per le famiglie pugliesi accedere alla
sperimentazione?

«Appena entrerà in vigore la legge, il direttore del laboratorio di Genomica dell’ospedale Di Venere di Bari, che è il laboratorio incaricato di questo progetto, dovrà predisporre un protocollo
operativo, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore, poi si coqmincerà».

Quale sarà la durata del progetto?

«Un anno, però lo vogliamo estendere nei prossimi anni, anche dando maggiori dotazioni finanziarie. Questo è l’intendimento del Consiglio regionale».

Qual è il costo di questo primo anno di sperimentazione?

«Abbiamo stanziato un milione di euro».

L’approvazione della legge sul genoma è avvenuta lo scorso 14 marzo, nel corso di una seduta del Consiglio regionale particolarmente turbolenta dal punto di vista politico. Una seduta a tratti anche molto dura e difficile. Ritiene che essere riusciti a trovare l’intesa per dare il via libera a questo provvedimento abbia dato una sorta di valore aggiunto a quella giornata?

«Sì, perché, se non avessimo approvato quella legge, le cronache avrebbero detto di quella seduta del Consiglio regionale che avevamo discusso di un provvedimento per aumentare le poltrone dell’ufficio di Difesa civica che, secondo me, non serve a molto. Poi avrebbero detto che ci eravamo occupati della questione del segretario d’aula, il cui significato all’interno della lotta politica è noto solo al governatore Michele Emiliano, i comuni cittadini sanno che è una funzione di garanzia del Consiglio e
basta. Se non avessimo approvato quella legge, la cronaca di quella seduta sarebbe stata solo questa».


Umanamente, dopo l’approvazione, qual è il suo stato d’animo?

«La vita, per me, a proposito di queste cose è cambiata quando ho incontrato la storia di Melissa e dei bimbi malati di sma.
In quel momento sono entrato in un mondo nuovo, la geneticamedica. Ho iniziato un percorso con il dottor Gentile e con le sue competenze, siamo riusciti a mettere su lo screening obbligatorio per la sma, poi lo screening super esteso per 58 malattie, poi il sequenziamento
dell’esoma. Sono tutte iniziative legislative approvate all’unanimità dal Consiglio regionale.
Adesso si è in grado, dall’1% del dna, di individuare l’85% delle
malattie e quindi dare una diagnosi a quei casi in cui non si sa cosa fare. Vedere che, fino all’an-
no scorso, un bambino affetto da sma 1, a sei mesi, già non era più‘un bambino, non muoveva il capo, le braccia, le gambe e invece ora vedere i primi tre bimbi, sui quali è stata fatta una diagnosi
tempestiva, che non hanno alcun sintomo della malattia, ha un grande significato per me».

Quale?

«Se la mia vita politica dovesse finire qui, avrei già fatto tantissime cose. Aver concorso a salvare la vita di bambini, in una intera vita politica, basta ed è meraviglioso»

Dottor Mattia Gentile, direttore del laboratorio di Genetica medica dell’ospedale «Di Venere» di Bari, dopo l’approvazione della legge sul genoma in Consiglio regionale, quale messaggio vuole dare ai futuri genitori dei bambini pugliesi?


«Dopo l’approvazione della legge, è importante passare alla stesura di un protocollo d’intesa in
cui coinvolgere le Neonatologie, perché questo è un progetto di ricerca; l’analisi non viene fatta automaticamente, ma c’è un consenso e un’informativa che le famiglie devono necessariamente
condividere come per qualsiasi progetto di ricerca».

Qual è l’obiettivo di questo progetto?

«Metterci nelle condizioni tecniche di poter poi fare il passo successivo come sta succedendo in Inghilterra e negli Usa, perché lì, tra ottobre e dicembre, sono partiti due grossi programmi sui 200mila e 400mila neonati»,

Quali sono i punti principali di questa sperimentazione?

«Le cose da sottolineare sono diverse: in primis si tratta di un progetto di ricerca e, quindi, come detto, le famiglie devono essere direttamente coinvolte. È diverso dallo screening tradizionale dove c’è la strategia “l’optout”, ovvero deve essere la coppia a specificare che non vuole farlo. Qui, invece, c’è “l’optin” cioé bisogna specificare se si voglia farlo. La sperimentazione può consentire lo screening simultaneo di centinaia di malattie ed è importante per quelle per le quali è necessario un inquadramento diagnostico precoce; il nostro obiettivo è che, con uno screening alla nascita, si possano individuare queste malattie in tempi precocissimi. Il numero delle malattie è provvisorio, perché, nel momento in cui altre malattie sono ritenute meritevoli di attenzione precoce, saranno automaticamente incluse. Nel giro di tempi, che oggi non possiamo prevedere ma che saranno brevi, noi avremo parametri di affidabilità e di costi per cui lo screening metabolico che si fa
adesso non si farà praticamente più. Si farà uno screening genetico che con una sola indagine.”

Mobilità in sanità: “Sinistra che parla di sanità pubblica, dov’è? Perché non ci aiutano nella nostra crociata con i fatti?”


“I dati sulla mobilità confermano la bontà della nostra crociata per rilanciare e affermare la sanità pubblica. Ma la sinistra che parla di sanità pubblica perché non ci aiuta con i fatti, invece di trascorre il tempo solo su segretario d’aula, difensore civico, lotte intestine e candidati?
I dati di questi giorni sono chiarissimi. I pugliesi emigrano per un numero di prestazioni sanitarie pari a euro 230.970.285, mentre si viene in Puglia per prestazioni pari a euro 106.096.175. Il saldo tra indice di fuga e indice di attrazione è dunque negativo rilevante, pari a meno 124.874.110 euro.
Ma molto più grave è vedere che il 71,5 % dell’indice d’attrazione si dirige verso le strutture private, impoverendo e fiaccando dunque il sistema pubblico. Insomma, la sinistra di governo si dimostra complice, dati alla mano, di un processo indigesto di privatizzazione della sanità. Un atteggiamento da sinistra alta società: statalisti dove non si dovrebbe, per esempio la produzione, e liberisti in sanità dove piange il cuore solo a pensarlo.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale del settore sanità Alessandro Nestola.

“Allarmante la situazione pugliese, inserita nella categoria saldo “negativo rilevante”, la peggiore, insieme a Sicilia, Campania e Lazio.
L’11% del saldo passivo è attribuibile alla nostra regione. Sono 6 invece quelle ad alta capacità attrattiva: le prime tre – Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – si dividono circa la metà dei crediti totali con un guadagno che supera i 700 milioni di euro.
Tenendo conto della popolazione pugliese censita al 31 dicembre 2020 (3.933.777 abitanti), l’incidenza pro-capite della mobilità attiva (crediti) è di 27 euro ad abitante, la passiva invece (debito) di 59 euro: è evidente che in Puglia, regione nella quale le qualità non mancano, sia in termini di personale sanitario che di strutture, ciò che più non funziona sono i tempi di attesa che, lunghissimi, costringono i nostri cittadini a veri e propri viaggi della speranza.
I dati pubblicati da Azione Puglia nelle scorse settimane mettevano a confronto i tempi d’attesa dell’Emilia Romagna con quelli della Puglia ed erano una chiara anticipazione del report dell’osservatorio Gimbe. Ridurre i tempi d’attesa deve essere priorità massima affinché l’indice di fuga dalla Regione diminuisca drasticamente e quindi si possa dirottare i costi oggi rimborsati alle regioni del nord in stipendi migliori per il personale, nuove assunzioni e per l’ammodernamento della diagnostica.”

Qui il grafico: https://www.pugliainazione.it/mobilita-in-sanita-dati-pugliesi-allarmanti/

Cataratta, Amati: “Audizione per aprire indagine amministrativa. Stranezze, tempi d’attesa biblici, differenze tecnologiche e numeri incerti.”


“Un’audizione urgente in Commissione per aprire un’indagine amministrativa su una domanda di salute molto ampia, la cataratta, appagata con ritardo e perciò lasciando in un grave handicap soprattutto le persone meno abbienti.
Scontiamo numerose stranezze, tempi d’attesa biblici e differenze tecnologiche tra pubblico e privato. C’è dunque la necessità di superare una grave incertezza sui numeri, per poter adottare rapidamente le migliori decisioni politiche e la riduzione dei gravi disagi.”

Lo comunica il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati e il Consigliere regionale Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Ho chiesto l’audizione dell’Assessore alla
Sanità, del Direttore del dipartimento, del Dirigente della sezione Strategie e governo dell’offerta, per conoscere i dati riferiti agli anni 2021 e 2022, distinguendo tra prestazioni in regime di ricovero, ambulatoriale, istituzionale e ALPI, con relativi tempi d’attesa e per ogni ASL, e il numero di prestazioni erogate, distinguendo tra ASL, dal privato convenzionato, ovvero ogni altro dato ritenuto utile per politiche di recupero d’efficienza.
Quello delle prestazioni sanitarie e delle liste d’attesa è la nostra più grande priorità e trovo stupefacente osservare il Consiglio regionale preso in ostaggio sugli argomenti del potere e dei suoi ingranaggi, piuttosto che adoperato per affrontare con forza la mancata risposta alle questioni di salute.”

Piano casa, Azione: “Basta chiacchiere. In Aula nostra pdl, da ampliare per rispetto a Europa, e applicazione leggi per salvare vecchi permessi”



“Abbiamo esercitato oggi la facoltà di iscrivere obbligatoriamente all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale, la nostra proposta di legge sul Piano casa.
Il mondo produttivo non può tollerare il perdersi in chiacchiere, tra circolari annunciate e mai adottate, e disegni di legge sempre fermi nella fase del confronto, invocando la costruzione di tavoli e tavolini, come se la pubblica amministrazione fosse una falegnameria. Eppure sarebbe così semplice approvare piccole modifiche alla legge vigente, così come proposte da noi, e per le pratiche 2022 ribadire l’ovvietà contenuta nell’art. 21 nonies della legge 241 del 1990: i permessi di costruire rilasciati non possono essere annullati perché non sussiste alcun interesse pubblico attuale e concreto per giustificare l’annullamento. Applicare le leggi e rispettare le sentenze della Corte costituzionale è in fondo l’unico lavoro da fare.
E a questo si aggiunga la necessità di ampliare la possibilità d’intervento in tutte le zone, comprese le A e D, per realizzare attraverso gli incentivi il programma ‘casa green’ imposto dall’Europa”.

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge, e i consiglieri Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

“La recente sentenza della Corte costituzionale sul vecchio Piano casa ha risolto tutti i problemi controversi, dando dunque ragione alla Puglia, dichiarando incostituzionale solo la proroga del 2022.
Tutto ciò ha solo tre conseguenze.
Prima. I permessi di costruire rilasciati nel 2022 possono essere confermati, ai sensi dell’art. 21 nonies della Legge n. 241 del 1990, perché non vi è alcun interesse pubblico concreto e attuale al loro annullamento, considerata la prevalenza dell’interesse pubblico-privato alla riqualificazione degli immobili e dei quartieri, alla maggiore efficienza energetica delle costruzioni e al mantenimento nelle casse comunali di risorse acquisite per realizzare urbanizzazioni e standard. Se proprio una circolare regionale dovesse servire, dunque, essa non potrebbe avere conclusione diversa da quella della conferma dei permessi di costruire.
Seconda. La nuova legge Eco-casa – la n. 20 del 2022 – è pienamente vigente e anche per essa valgono i principi di diritto espressi dalla Corte costituzionale sul vecchio Piano casa, per cui bisogna solo effettuare leggere modifiche, come quelle contenute nella nostra proposta, per renderla ancor più efficace.
Terza. Con la nuova direttiva sulle case green dell’Unione europea, s’impone l’efficienza energetica di tutti gli immobili. Un grande programma che per eccessivi costi rischia di rimanere sulla carta se non si adottano sistemi di premialità volumetrica, come quelli previsti dalla legge eco-casa. Per questo e soprattutto per rispettare il programma ecologico dell’Europa, pensiamo di proporre l’allargamento dello strumento eco-casa a tutte le zone, fatta eccezione per gli immobili vincolati, consapevoli che dietro un diniego sulla nostra proposta si potrà nascondere – pure se in buona fede – la volontà chiara di continuare con emissioni inquinanti e inutili eccessi nei consumi energetici”.

Azione: “Scritto anche con ChatGPT, strumento d’intelligenza artificiale, è online primo quaderno di cultura politica”

“Non può esserci decisione politica efficace senza cultura e senza sostegno della prova scientifica. Per questo abbiamo deciso di pubblicare periodicamente i quaderni di Azione di cultura politica.
Il primo quaderno, composto da un saggio sulla necessità della cultura in politica, ha come introduzione un pezzo scritto con la ChatGPT, descritto come “prototipo di chatbot basato su intelligenza artificiale, machine learning e sviluppato da OpenAI e specializzato nella conversazione con un utente umano.”

Lo dichiarano il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, i Consiglieri Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale cultura politica Vito Spada.

“Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale di introdurre i nostri quaderni spiegandoci l’importanza della cultura e della prova scientifica nel processo di decisione politica. E l’intelligenza artificiale ci ha dato un testo, pubblicato come introduzione al quaderno, che non abbiamo inteso modificare per metterlo in discussione e così divulgare l’esistenza di una notevole innovazione e comprenderne l’uso migliore anche in politica.
Abbiamo di fronte grandi sfide e nel nostro piccolo, con i quaderni, vogliano raccoglierle, celebrando e magnificando la mente umana e tutti gli strumenti che è in grado di produrre per realizzare meglio e più in fretta le migliori condizioni di vita.
È un rilancio, ancora una volta, di una merce antica e sempre utile: la cultura. Baluardo di progresso e arma di combattimento per abbattere pregiudizi, bias e ideologie.
Ecco il link per leggere il quaderno https://www.pugliainazione.it/quaderni-di-cultura-politica/