Neuropsichiatria infantile Monopoli. Amati: “Contratto per lavori previsto per inizio maggio. E siamo a sei mesi di ritardo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“E per fortuna facciamo continue verifiche sui cronoprogrammi. A seguito dell’ultima riunione della Commissione la Asl di Bari si è impegnata a contrattualizzare entro il 2 maggio i lavori per la realizzazione del centro di neuropsichiatra di Monopoli. Purtroppo con un ritardo di tre mesi rispetto all’impegno assunto nella seduta della Commissione svoltasi il 12 dicembre 2022.
Questo ulteriore ritardo si aggiunge ad altro precedente, di ulteriori tre mesi, per il ritardo nella progettazione definitiva, inizialmente prevista entro agosto 2022 e poi slittata al 28 novembre 2022.
Insomma, la somma dei ritardi è oggi di sei mesi e speriamo che possa bastare così, soprattutto dopo aver disincagliato dall’oblio l’iniziativa, con la riunione della Commissione del 18 luglio 2022.
Mi rendo conto della petulanza con cui conduciamo il nostro lavoro di verifica sull’andamento della spesa e quindi sulla realizzazione delle opere, ma non possiamo fare altrimenti se l’intento è quello di restituire efficienza alla pubblica amministrazione.
Aggiornamento ora alla prima seduta di maggio della Commissione, per l’ulteriore verifica sul cronoprogramma.”

*Rifiuti, Azione: “Abbiamo capito. Si tratta di un pasticcio, speriamo in buona fede, con comuni coinvolti a loro insaputa”*



Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Abbiamo capito. La nuova società pubblica per la gestione dei rifiuti, attraverso l’ingresso dei comuni nella società ASECO, prevede il dominio assoluto di AGER, usando la titolarità dei comuni ed eludendo la legge sul divieto di partecipazione della stessa AGER nella gestione del servizio.
Su questo punto specifico spiace dover constatare continue contraddizioni nel fornire le giustificazioni, utilizzando il metodo della dissipazione di parole, ossia congiungere in un ragionamento unitario argomenti profondamente diversi.
Invece, la questione è molto semplice. Se si ritiene di dover realizzare il programma entro il 30 marzo prossimo per evitare il divieto legale di affidamento agli enti di governo dell’ambito o alle Autorità di regolazione, come si spiega poi una produzione di argomenti diretti a negare che AGER sia un ente di governo dell’ambito o un’Autorità di regolazione?
Sul piano della decisione politica, emerge l’aver disposto della volontà dei comuni a loro insaputa, cioè senza che gli stessi comuni abbiano mai espresso parere di merito, così come riferito dal presidente Anci Ettore Caroppo. Anzi, i comuni riuniti nell’Anci sono in attesa della
documentazione per esprimersi con maggiore consapevolezza.
Ma pure in questo senso, emerge tutta la contraddittorietà della vicenda, perché la Regione ritiene di dover procedere attraverso AGER e il suo DG, riducendo al rango di meri esecutori gli altri protagonisti, anche qualora i sindaci riuniti in Anci dovessero esprimere parere contrario. A domanda specifica su questo punto, infatti, l’assessore si è dilungata in una risposta, su cui ancora ora, mentre scriviamo, e dopo aver ascoltato più volte la registrazione, non siamo in grado di riferire il contenuto. Ma questo sarà certamente un nostro problema d’apprendimento.
Attendiamo ora la riconvocazione della Commissione, nella speranza di poter capire – tanto per cominciare – se i comuni sono favorevoli o contrari al programma. Un punto di partenza politicamente essenziale, a prescindere da decine di formalismi, a noi noti ma non per questo in grado di superare l’essenziale titolarità comunale del servizio e il senso di una decisione che non può essere privata di senso politico, fuori dai comuni schemi di potere oggi così tanto in voga alla Regione.”

Ginecologia Francavilla, Amati: “Resistere per qualche giorno e poi assumere subito, oppure vietare pendolarismo concorsuale”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“La piena funzionalità del reparto di Ginecologia di Francavilla Fontana serve all’intera Asl di Brindisi.
In questo senso è apprezzabile lo sforzo del primario del Perrino Massimo Stomati, di fornire personale all’unita operativa del Camberlingo per garantirne la sopravvivenza.
Come risolvere però il problema? Verrebbe da dire: se lo sbrighino Emiliano e quelli che accettano i suoi diktat tribali, perdipiú ospitando manifestazioni elettorali per promettere e magnificare il buon governo del futuro e chiudendo però gli occhi sulle inefficienze del presente.
Ma non m’appartiene questo stile. Per me, il diritto di denunciare il problema coincide con il dovere d’indicare una soluzione.
E allora: occorre resistere per qualche giorno, con la collaborazione del reparto di ginecologia del Perrino, sperando di poter reclutare il personale necessario attraverso il concorso pubblico in scadenza nei prossimi giorni.
Si spera, ovviamente, nella presentazione di candidati al concorso, così da coprire le carenze del personale.
Qualora non dovessero presentarsi candidati, ovvero in numero insufficiente a coprire le necessità, occorrerà rivedere con urgenza il sistema del tutto irrazionale con cui si gestisce il reclutamento di personale a livello di singole ASL, assistendo al fenomeno delle migrazioni da azienda sanitaria ad azienda sanitaria, come se l’assistenza ospedaliera non fosse di rango regionale, ma provinciale se non addirittura condominiale.
Infatti: la carenza di personale per la ginecologia di Francavilla Fontana – ma questo accade spesso per quasi tutte le unità operative delle aziende più piccole – è stata causata da procedure concorsuali attivate da altre aziende pugliesi, alle quali hanno partecipato medici già in servizio per la Asl di Brindisi. Per cui, l’aver superato il concorso ha determinato le dimissioni da Francavilla Fontana di alcuni medici, per poi prendere servizio presso altra azienda sanitaria pugliese.
Siamo di fronte, insomma, a pendolarismo concorsuale con conseguenze paradossali: aziende sanitarie pugliesi che sottraggono personale ad altre aziende pugliesi. Come se ogni azienda sanitaria fosse un’entità autonoma.
Bene, questo sistema è insostenibile. Il reclutamento e la gestione del personale devono essere centralizzati, garantendo la vicinanza alla propria residenza solo nel caso questo sia possibile, evitando così di lasciare a rischio chiusura unità operative importanti. I pazienti prima di tutto, si dice con tono retorico molto frequentato e poco praticato.
Si avrà il coraggio di fare questa importante riforma? Spero di sì, perché è l’ora di mettere i diktat solo per raggiungere obiettivi di efficienza e non espedienti di mero potere.”

Tumori, Azione: “Palese dove sei? Revocare subito la sospensione test genetici”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale del settore sanità Alessandro Nestola.

“Silenzio assordante della Giunta regionale sulla sospensione dei test genetici per i tumori alla mammella e al colon. Palese dove sei? Vuoi dare una risposta ai cittadini, ai pazienti e ai medici?
Revocare subito la decisione sarebbe il minimo, perché non esiste negli ordinamenti democratici la possibilità che una lettera di un dirigente possa disporre la deroga a una legge, portando peraltro in dote maggiori rischi per la salute e su un campo di battaglia dove fare o non fare equivale a vivere o morire.
C’è bisogno di noi per sottolineare questo concetto?
E non si dica, per piacere, che la decisione è conseguenza di una richiesta ministeriale, sia perché non abbiamo visto ancora alcuna nota ministeriale scritta su questo punto – anzi, ci piacerebbe fosse mostrata – e sia perché la consulenza onco-genetica, quindi i test genetici gratuiti per persone con profilo di esposizione al rischio di malattia per ereditarietà, rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Su questo punto, come su tutte le questioni riguardanti la salute, non siamo disposti a mediare e chiamiamo all’iniziativa politica tutti i partiti presenti in Consiglio regionale.”

Spese Protezione civile, Amati: “Urgenze inesistenti, spreco di denaro, usurpazione di funzioni e nessun controllo diretto e indiretto”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Grazie di cuore al dirigente della Protezione civile Nicola Lopane. Serietà, sobrietà e impegno, nel guidare i danni di un contesto amministrativamente terribile, inquinato da violazioni di legge, irritualità e stranezze. E tutto ciò a prescindere dai reati e tenuto conto che l’illegittimità amministrativa, quella di cui ci occupiamo noi per evitarla o sanzionarla, ha una sostanza ben più ampia dell’illecito penale.
Tutti i nodi stanno venendo al pettine, anche attraverso l’esame dei debiti fuori bilancio, portandoci in dote urgenze inesistenti, procedure portate per pochi euro sotto le soglie di legge e quindi probabilmente fatto apposta, ulteriori spese sul plesso dell’ospedale in Fiera e per fortuna non liquidate, usurpazioni di funzioni di Protezione civile nonostante i funzionari fossero incardinati in altri settori e pure – per non farsi mancare nulla – utilizzo inappropriato del vestiario della Protezione civile (magliette) quasi che la funzione assomigliasse a un simbolo di stato. Insomma, un luogo amministrativo dove il potere e le manie avevano preso il sopravvento, facendo sviare per senso di ebbrezza dalle più ragionevoli regole di condotta.
E in questo contesto una reiterata assenza di controlli diretti e indiretti, nonostante l’amministrazione abbia in dotazione un apparato normativo e informativo in grado di generare allarmi su situazioni molto meno complesse in termini di opacità.
Perché è accaduto tutto questo? Bella domanda. È probabile che saranno i debiti fuori bilancio lo strumento per farci ottenere una risposta.”

Amati al PD: “Schlein dice bene. Battaglie comuni su sanità. Cominciamo da test genetici, screening e liste d’attesa?”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Mi pare che Elly Schlein dica una cosa giusta, riconducendo la questione alleanze alle cose concrete da fare, a cominciare dalla sanità, tralasciando le chiacchiere e i giochi politici.
Per questo ho chiesto al segretario regionale del PD pugliese Domenico De Santis, d’incontrarci subito per mettere a punto iniziative di lavoro comune e quindi aggredire con determinazione e concretezza i più gravi problemi della sanità pugliese.
“Liste d’attesa, screening sui tumori, test genetici, nuovi ospedali e strutture territoriali, sono già di loro un grande programma politico. Abbiamo leggi da eseguire e approvare, denunce da condividere e provvedimenti amministrativi da far revocare immediatamente, come la decisone di sospendere i test genetici sui tumori al senso e al colon.
“Restiamo dunque in attesa di una risposta accordata con le giuste indicazioni della segretaria nazionale del PD, ma soprattutto in linea con le aspettative dei cittadini pugliesi”.

Tumori, Azione: “La Regione sospende test genetici violando la legge e promuovendo i tumori. Mobilitazione”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale del settore sanità Alessandro Nestola. 

“È accaduta un’assurdità: hanno sospeso i test genetici per la prevenzione dei tumori al seno e al colon. Altro che promozione della salute. Qui, in Puglia, si violano le leggi e come conseguenza si finisce per promuovere i tumori, soprattutto quelli femminili, forse per festeggiare al meglio l’imminente 8 marzo. Da questo momento comincia la nostra mobilitazione e ci appelliamo agli oncologi, senologi, genetisti, gastroenterologi , associazioni di pazienti e a chiunque senta di dare una mano.
Il tutto è stato deciso con un atto abnorme ed eversivo, ossia una letterina, dei dirigenti regionali alle ASL, con cui si sospendono due leggi regionali. Si, esatto, una letterina per sospendere due leggi regionali; più eversione di così non si può.
E non solo. Con la stessa letterina, contro i più autorevoli studi scientifici, linee guida e pure contro una recente direttiva europea, sospendono l’ampliamento delle classi d’età per lo screening, mettendo fuori gioco e avviando a maggiore rischio morte migliaia di persone.
E mentre sospendono con un atto abnorme queste pratiche salva-vita, con la stessa letterina prendono atto di un fallimento, ossia il mancato raggiungimento da parte delle Asl degli obiettivi di chiamata della popolazione agli screening. E anche in questo caso nessuna parola sulla conseguenza della decadenza dei DG, prevista dalle stesse leggi, nonostante i risultati raccontino il menefreghismo nei confronti degli obiettivi assegnati dalla Giunta regionale.
Infine: l’unica cosa che i tre scrittori della letterina dovevano fare si ostinano a non fare. Dovevano disporre la taratura del sistema informatico, affinché fosse automatico e a data fissa la prenotazione alla mammografia successiva, nel caso di screening eseguito con esito negativo. Una norma salva-attesa e salva-vita. Ma su questo nessun impegno, perché all’assessorato alla promozione della salute hanno deciso di promuovere la malattia”.

Elezioni, Amati: “Si a candidati sindaci riformisti e li invitiamo a non sottomettersi alle minacce tribali di Emiliano. Il PD dov’è?”


“Per le prossime elezioni amministrative, noi appoggeremo comunque candidati sindaci con profilo e programma riformista e li invitiamo a non sottomettersi alle minacce tribali di Emiliano, offendendo la loro stessa dignità e autorevolezza.
Ai candidati sindaci che ci dicono “mai con Azione perché così vuole Emiliano”, noi rispondiamo con il sostegno, se il programma ci piace, o con il contrasto se il programma non ci piace. Resto stupito, comunque, dal comportamento silente del PD pugliese, ancora servo – purtroppo – di diktat o fatwa di Emiliano, anche a costo di perdere in alcuni comuni le elezioni, e incapace di darsi un profilo di autonomia e di attenzione solo verso i programmi e le esigenze delle persone. Insomma, ci pare di capire che Azione fosse per Emiliano un buon partito solo quando nelle sue fila militava l’ex DG di ARPAL. E questo è tutto dire”.

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Non so come si può fare a spiegare a Emiliano che la politica non è un rito tribale. Anzi, fu proprio inventata per superare il tribalismo, così da stringere patti e coalizzarsi attraverso programmi di governo condivisi.
Emiliano sostiene invece sistemi tribali, come la simpatia o l’antipatia, ai quali un dirigente politico assennato non può accodarsi, ma deve opporgli la politica e la civiltà.
Se a noi piace un candidato e il suo programma, non è che la sua debolezza o soggezione nei confronti di un diktat, ci può far cambiare idea su quel candidato e quel programma; al limite potremmo dire che quel candidato ha qualche difetto di autorevolezza. Ma questo è più un problema suo e del suo profilo psicologico.
Se a questi diktat noi rispondessimo con atti ritorsivi, pur se comprensibili, cadremmo nello stesso tribalismo di Emiliano. In altre parole, seguiremmo Emiliano nell’arretratezza, intesa come retrocessione al primitivo stato di natura, antecedente al primo contratto-sociale. Un anti Rosseau bello e buono.
Ciò detto, la linea deve essere chiara. Noi esercitiamo giudizi e non pregiudizi, per cui gli uomini e le donne che con noi condividono una sensibilità riformista su idee da trasformare in fatti di governo, cioè quello che le persone si aspettano, non si faranno intimidire né eserciteranno la ritorsione, ma si limiteranno a prendere atto che quel candidato sindaco, incline ad accettare diktat, é solo un po’ autolesionista. Tutto qui.”

Liste attesa, Azione: “Si arricchisce il nostro sito sul monitoraggio dei tempi. Da oggi i numeri azienda per azienda, a caccia d’inefficienza”



Comunicato del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e del responsabile regionale del settore sanità Alessandro Nestola.

“Da oggi si arricchisce il portale di Azione sul monitoraggio dei tempi d’attesa in sanità.
Sarà possibile conoscere i dati azienda per azienda, non più dunque per provincia, facendo emergere in modo più chiaro tutte le eventuali inefficienze. E stiamo lavorando per aggiungere sempre nuovi e maggiori contenuti.
La battaglia per combattere le lunghe attese in sanità non può fare sconti a niente e a nessuno: troppo dolore e troppa sofferenza attendendo di essere vendicate.
Ma per far questo e non limitarsi alla chiacchiera inconcludente, c’è la prioritaria necessità di svelare e conoscere i numeri.
L’argomento delle liste d’attesa è spesso contornato di scuse, proprio perché non si conoscono i numeri e perciò tutte le giustificazioni e gli aneddoti rischiano di avere più valore dei stessi numeri e quindi dei fatti.
Infatti: molto spesso si sente dire che il problema maggiore dell’attesa in sanità è la mancanza di medici. È certamente vero, ma si omette di aggiungere che il problema oggettivo della mancanza di medici è aggravato dalle disfunzioni organizzative che ci si rifiuta di risolvere.
Perciò un portale, affinché i numeri possano generare la più appropriata vergogna e far scaturire un maggiore impegno per ridurre le disfunzioni amministrative.
Ecco il link del portale: https://www.pugliainazione.it/sanita/listaattesa/

Rifiuti, Azione: “La gestione pubblica dei rifiuti non può essere una scusa per costruire nuove forme di potere in capo ad AGER. Audizione urgentissima”


“Circola una strana ipotesi. Mentre rischiamo di essere seppelliti dai rifiuti, per l’incapacità di costruire impianti pubblici, circolano idee di riforma della governance, usando i comuni, e per affermare un interventismo diretto del governante attuale della Regione, eludendo una legge che tra qualche giorno andrà in vigore. Sarà vero? Abbiamo chiesto un’audizione urgentissima in Commissione ambiente dell’assessore regionale al ramo, del presidente Anci, dei presidente e DG di AQP, e del DG di AGER.”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei Consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Mai nulla per fare ciò che dovremmo: gli impianti pubblici. Tutto, invece, per piazzare o ampliare il potere di persone vicine, usando le istituzioni e creando ipotesi d’ingegneria societaria con la scusa della gestione pubblica.
Se si tenesse davvero alla gestione pubblica del servizio rifiuti il percorso lineare sarebbe semplice e senza bisogno di alchimie. Innanzitutto, costruire gli impianti e organizzare una società tra AQP e comuni – va bene pure l’ingresso in ASECO (società di AQP) – così da poter gestire in house il servizio.
E invece, stando alle indiscrezioni, cosa si vorrebbe fare? Per non escludere gli attuali governanti della Regione dall’intervento diretto su questo servizio – ma perché questa smania di starci dentro direttamente? -, si usano i comuni e il loro ruolo di committenti in house – ma perché mai i comuni si fanno usare? – così da introdursi attraverso l’AGER, agenzia completamente diretta dalla Regione, negli assetti societari di ASECO, ossia la società nelle intenzioni chiamata a gestire i rifiuti.
In poche parole: comuni come strumento, nella mani di AGER, evidentemente ritenuta più affidabile della stessa AQP, società pubblica interamente detenuta dalla Regione.
In poche parole: che c’entra AGER? Perché l’ossessione di tenerla dentro a tutti i costi, anche se non necessario? Perché coinvolgerla se il suo ruolo sarebbe quello di regolatore e non di gestore? Perché questa confusione di ruoli? A quale scopo?
E tutto questo in fretta e in furia, ovviamente, perché se l’iniziativa si concretizzasse oltre il 29 marzo, l’ipotesi di AGER all’interno della compagine sarebbe vietata dalla legge (D.L.vo n. 201 del 2022).
Per saperne di più abbiamo chiesto perciò un’audizione in Commissione di tutti i protagonisti, così da saperne di più”.