“Il sindaco Melucci tenga duro sull’accordo di programma per Taranto. Non si faccia condizionare o ricattare dall’incompetenza priva di cultura di governo e dai giochi di potere esterni ed estranei agli interessi di Taranto. Così facendo avrà il nostro sostegno.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, e la commissaria provinciale di Azione Angelita Salamina.
“L’amministrazione pubblica è un luogo dove si governano i problemi, definendo le soluzioni. In questo consiste l’attitudine al governo.
L’accordo di programma per Taranto è un punto importante su questo percorso e risulta intollerabile qualsiasi interferenza fondata sul finto merito, proponendo cioè cose impossibili a farsi, per agevolare il miglior posizionamento politico sulla scacchiera del potere, così come spesso capita di fare ai Cinquestelle e al loro testimonial in funzione anti-PD Michele Emiliano.
Bene ha fatto il sindaco Melucci a prendere tempestivamente le distanze da simili atteggiamenti inutilmente distruttivi, infischiandosene di ogni conseguenza politicista. E bene farà se eviterà di farsi trascinare in tentativi di riconciliazione portati avanti da draghi sputafuoco travestiti da pompieri.
Noi sosterremo Melucci e tutti gli amministratori pubblici impegnati su ragionevoli ipotesi di nuovo sviluppo industriale di Taranto, fondati sulla tecnologia ambientalista foriera di salute e sul lavoro.”
Autore: Fabiano Amati
Trivelle, Azione: “Se alternativa è regalo risorse a Croazia senza peraltro evitare i buchi, siamo d’accordo ma con ricche compensazioni”
“Se l’alternativa alle trivelle consiste nel lasciare campo libero e gas alla Croazia e ai paesi frontalieri, tenendoci comunque i buchi ma solo spostati un po’ più a est, noi siamo d’accordo e chiediamo sin d’ora ricche compensazioni da usare come sconto in bolletta. E tutto ciò per non ripetere la storiaccia del no-a-Tap, che dovrebbe aver impartito grandi lezioni a tutti.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Temiamo che la prossima disputa politica regionale si giocherà tra centrodestra e Cinquestelle, con quest’ultimi attestati a provocare e quindi prosciugare dai voti il PD (soprattutto quello di Bonaccini) sulla questione delle trivelle. E siamo certi di sentire l’imbarazzo degli uni e degli altri, nel dover prendere posizione al di fuori di un dato di realtà.
Il dato di realtà consiste in un fatto semplice. Nel mare Adriatico ci sono giacimenti di gas, il cui sfruttamento può essere appannaggio anche dell’Italia, se si autorizzano prospezioni e trivellazioni nell’ovvio rispetto della normativa anche paesaggistica. Se l’Italia rinuncia, i giacimenti sono così estesi che il gas lo prenderanno i paesi frontalieri, estraendo dalla loro parte di competenza territoriale: e tutto questo perché la natura non conosce i confini amministrativi degli Stati e quindi consente che il gas lo prenda chi lo cerca.
Se l’Italia continuasse a dire No, lasciando tutto il “bottino” ai paesi frontalieri, si ritroverebbe comunque con i buchi – perché anche la tutela dei beni ambientali non dovrebbe conoscere confini amministrativi – e pure senza le risorse energetiche. Un capolavoro di irrazionalità politica, con ulteriori conseguenze: indisponibilità di energia prodotta da fonte pulita di transizione ecologica, perdita di possibilità per politiche di prosperità e protagonismo sul fronte della guerra.
La ragionevolezza indurrebbe a concepire il dissenso alle trivelle, dunque, solo qualora nessun Paese decidesse di approvvigionarsi di quel gas. Altrimenti sarebbe un No alquanto insensato e pure masochista, in grado di farci perdere sia la risorsa che le eventuali misure di compensazione economiche da utilizzare per ridurre il costo delle bollette; una politica che la Puglia avrebbe dovuto tenere sin dalla vicenda Tap, senza farsi vincere dalle prediche demagogiche e indignate dei Cinquestelle, lo stesso partito che giurò per il No senza se e senza ma, trasformandolo in Sì non appena cominciarono a sentire il caldo delle poltrone di governo.”
Nuovo ospedale nord-barese, Amati: “Scaricabarile tra Regione e ASL sulla disponibilità dei soldi. E la gara non parte, purtroppo”
“Non parte la gara per la progettazione del nuovo ospedale del nord-barese per un clamoroso scaricabarile tra Regione e Asl. La Regione dice che la Asl può procedere con la gara perché i soldi ci sono e la Asl dice che non può procedere perché mancano i soldi.
E i cittadini vengono stritolati in questi ping-pong di natura così crudele vista la posta in palio: un ospedale.”
Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“In data 29 novembre 2022, la Asl BAT riferiva della necessità di poter ottenere dalla Regione almeno la quota di cofinanziamento per poter bandire la gara di progettazione del nuovo ospedale del nord-barese.
In data 5 dicembre 2022, l’assessore regionale alla sanità riferiva la disponibilità al cofinanziamento regionale e quindi la possibilità di bandire la gara.
In data 6 dicembre 2022, l’assessore regionale inviava una nota per attestare la disponibilità del cofinanziamento e quindi la possibilità di avviare la gara; circostanza confermata nella riunione del 12 dicembre 2022.
In data 16 gennaio 2023, la Commissione prendeva atto di una comunicazione della Asl BAT, con cui si lamentava il mancato cofinanziamento per poter avviare la gara, smentendo nei fatti le rassicurazioni dell’assessore; in quella stessa occasione, tuttavia, l’assessore ribadiva, a sua volta smentendo la Asl, la piena validità della nota inviata il 6 dicembre per poter bandire la gara.
Nella riunione odierna della Commissione, la Asl BAT ha ribadito il proprio punto di vista, dichiarandosi disponibile a pubblicare la gara di progettazione non appena la Regione avrà garantito, nelle forme previste dall’ordinamento, il cofinanziamento.
Insomma, un rimpallo di opinioni e contraddizioni per non muovere nulla. Ed è questo il vero peccato.
Ho perciò riconvocato la Commissione sullo stesso argomento per lunedì prossimo”.
Porto Ostuni, Amati: “La Regione eroga un contributo per progettazione opere marittime. Avanti con dragaggio”
Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“La Regione sta per erogare un contributo al Comune di Ostuni per progettare le opere marittime di messa in sicurezza. Ammonterà probabilmente a 300mila euro,
qualora dovesse essere confermata la circostanza del Comune di Ostuni come unico comune richiedente.
Con riferimento al dragaggio del porto, il Comune di Ostuni ha inoltrato alla Regione, il 12 dicembre 2022, la richiesta di autorizzazione ambientale. La Regione ha chiesto integrazioni e il Comune si è impegnato a fornirle entro il 10 febbraio.
Confidiamo di vedere avviati i lavori tra maggio e giugno prossimo, così da terminarli entro il 31 dicembre 2023, pena la revoca del finanziamento.
L’aggiornamento della Commissione per la verifica dei tempi è previsto per lunedì 12 febbraio.”
Liste attesa, Azione: “Emilia Romagna batte Puglia con le norme che il Consiglio pugliese non vuole approvare”
“Sulle liste d’attesa c’è un clamoroso problema d’organizzazione e informatizzazione, in grado di aggravare la difficoltà oggettiva della carenza di medici. Lo ripetiamo ancora: la carenza di medici c’è, ma non può essere usata per mantenere l’attuale disorganizzazione, quale fonte di potere e connivenze.
Basta vedere i dati dell’Emilia Romagna, dove sono in vigore le norme che noi proponiamo e confrontarli con quelle pugliesi: lì i tempi si rispettano al 90%, mentre in Puglia siamo al 60%. Una differenza che dietro alla neutralità dei numeri nasconde più malattie e più morte.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, e il responsabile regionale sanità Alessandro Nestola.
“Confrontando i dati tra Emilia Romagna e Puglia riferiti all’ultimo trimestre del 2022 è evidente il divario che ci separa in termini di indici di performance: con oltre 60 mila prenotazioni per prima visita in più di noi, l’Emilia ha una media di prestazioni erogate nei tempi massimi previsti dell’88%, la Puglia del 62%. Per fare un esempio, solo una visita urologica ogni due viene erogata entro i tempi stabiliti, il 60% delle visite ginecologiche, il 49% di quelle endocrinologiche, stessa percentuale per la prima visita cardiologica.
Non va meglio per la diagnostica dove, comparando i dati dai due portali regionali di monitoraggio, la Puglia ha un indice di performance del 68% rispetto al 93% dell’Emilia Romagna. Qualche esempio? In Puglia solo il 41% delle colonscopie vengono erogate entro il termine previsto, in Emilia l’81%; solo il 63% degli elettrocardiogrammi in Puglia a dispetto del 99% in Emilia.
Possiamo obbligare i pugliesi a utilizzare il sistema a pagamento per esami fondamentali per la loro salute? Oppure osservarli inermi in viaggi della speranza verso regioni meglio organizzate?
Perché, proprio prendendo come riferimento l’Emilia Romagna, è innanzitutto di organizzazione che si tratta, ma anche di scelte politiche precise: quella di sospendere l’attività libero professionale quando non si rispetta il diritto di accesso alle prestazioni nei tempi massimi previsti per l’attività istituzionale.
In Emilia Romagna è previsto ciò che noi chiediamo a gran voce con la nostra proposta di legge: “L’Azienda, in presenza di lunghi tempi di attesa, ovvero oltre gli standard previsti dalla normativa regionale vigente, ridefinisce i volumi concordati di attività libero professionale fino al ristabilimento del diritto di accesso alle prestazioni nei tempi massimi previsti per l’attività istituzionale.
Il perdurare di lunghi tempi di attesa e il mancato rispetto dei volumi e delle modalità di erogazione concordati comportano, per i dirigenti/équipe coinvolti, la sospensione dell’attività libero professionale fino al rientro dei tempi nei valori standard fissati, che costituiscono un diritto del cittadino.”
Pensate: da 10 anni già fanno questo e qui ancora si perde tempo non discutendo il problema.
Ma non solo, specificano anche che in presenza di liste d’attesa compatibili con la normativa vigente, devono essere garantiti i sistemi di monitoraggio dei volumi di attività in modo da assicurare che, complessivamente intesa, per unità operativa o specialità, l’attività istituzionale sia comunque prevalente rispetto a quella libero professionale.
Noi vogliamo dare l’elettroshock necessario a risvegliare le coscienze assopite davanti al dolore delle persone e continueremo a batterci affinché il Consiglio della Regione della Puglia preferisca l’arte del governare a quella del tirare a campare.”
Arpal, Azione: “Anche Consiglio di Stato boccia ricorso DG. E ora possiamo mettere ordine nell’Agenzia e indagare sulle coincidenze?”
“Dopo il TAR, anche il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso dell’ex DG Arpal sulla decadenza e pure con una parziale condanna alle spese per 2mila euro.
Bene, ora si può procedere nel mettere ordine nell’Agenzia, dandogli una struttura di governo all’altezza e indagando accuratamente sulle numerose coincidenze tra assunzioni e appartenenze politiche?
Ora speriamo che tutti i costituzionalisti della domenica, ossia i seguaci di questa disciplina per hobbismo, s’acquietino. Speriamo, inoltre, che anche il Presidente Emiliano si dimetta, dopo queste parentesi giudiziaria, dalla postazione di opposizione al buon governo e scelga di entrare tra le fila della maggioranza composta dalle persone di buon senso.”
Lo dichiarano i Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Ringraziamo innanzitutto l’Avvocatura regionale per la difesa accurata delle ragioni della Regione.
Il Consiglio di Stato ha motivato il rigetto dell’appello per la sussistenza di seri dubbi in ordine alla giurisdizione del giudice amministrativo nel caso di impugnativa di decadenza automatica dalla carica, implicante essenzialmente l’accertamento di un fatto estintivo dei diritti nascenti dal contratto. Ha inoltre ritenuto, con riguardo al lamentato pregiudizio grave ed irreparabile, che anche l’ipotetica proposizione dell’incidente di costituzionalità nella fase cautelare d’appello non consentirebbe all’appellante di conseguire il risultato sperato, in quanto al giudice amministrativo non è consentito disapplicare la norma di legge (regionale) nelle more del sindacato accentrato di costituzionalità.”
Acqua per ILVA, Azione: “Ogni sei mesi un’idea nuova per non occuparsene. E il Pappadai muore. Una commedia”
Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e del responsabile regionale di Azione del Dipartimento Acqua e depurazione Nicola Di Donna.
“Sulla riduzione di consumo dell’acqua per gli scopi industriali di ex ILVA, ogni sei mesi ne esce una nuova.
All’inizio era la rifunzionalizzazione dei depuratori Gennarini-Bellavista, per far produrre ad AQP acqua ultraffinata da cedere all’ex ILVA e così sostituire l’acqua del Sinni da convogliare nella diga Pappadai, mettendola finalmente in funzione per gli scopi potabili e irrigui delle province di Taranto, Brindisi e Lecce. Progetto serio, accordato con la realtà e la prova scientifica, ma mai realizzato: prima per l’ostilità dei Riva e poi per lo scarso attivismo, nonostante lo scopo del risparmio idrico fosse contenuto nell’autorizzazione ambientale.
Poi si cambiò. Arrivarono i governanti Cinquestelle e usarono l’argomento risparmio idrico per qualche conferenza stampa dalle tinte blu, annunciando finanziamenti per un dissalatore al posto del vecchio progetto di rifunzionalizzazione del Gennarini-Bellavista. E tutte le precedenti obiezioni sulla dissalazione, ossia sul grande consumo di energia e sulla notevole produzione di salamoia da smaltire, si scioglievano come neve al sole. Tutti convertiti ai dissalatori.
A questo punto s’immagina la pronta realizzazione del dissalatore. A febbraio 2001 era tutto pronto, così fu riferito in Commissione da AQP e Asset, mancava solo un piccolo dettaglio: il dissalatore doveva essere fatto con la collaborazione dell’ex ILVA, ma gli amministratori non ne sapevano nulla.
Oggi dopo due anni, non c’è traccia del dissalatore, la fabbrica utilizza l’acqua del Sinni e la diga Pappadai è inutilizzata. Una cosa tristissima anche a dirla.
Ma c’è un colpo di scena. Certo, ogni sei mesi c’è una nuova notizia per nascondere il non fatto di una vecchia notizia.
Oggi si sente dire che si faranno grandi cose – le cose nella malattia dell’annuncite sono sempre grandi – per vendicare il passato. E cosa si farà? Ma certo, nemmeno a dirlo: un dissalatore. Lo riferisce l’AD dell’ex ILVA Morselli al Ministro Urso. Ma non si tratta del vecchio dissalatore che AQP e Asset dovevano fare all’inizio del 2021, senza che l’ex ILVA ne sapesse nulla e che oggi sarebbe stato già completato. Si tratta, invece, di un dissalatore offshore, messo al largo delle coste di Taranto. E perché? Ma che domande, per ridurre l’impatto ambientale dei dissalatori. Ed ecco tornato il vecchio argomento dell’impatto ambientale dei dissalatori.
E ora? Ora passeranno chissà quanti anni ancora, per far marcire nell’oblio questa nuova idea e poi magari tornare al depuratore Gennarini-Bellavista.
Già, al punto di partenza. Come nel più inconcludente gioco dell’oca. Venghino signori, venghino. Nuovo giro nuova corsa.
E nel frattempo, l’ex ILVA continua a usare l’acqua del Sinni, la diga Pappadai non funziona e il tributo potabile e irriguo alle province di Taranto, Brindisi e Lecce, resta sempre precario. Arrivederci alla prossima conferenza stampa, lavorando a tentoni, senza avere mai un bilancio idrico aggiornato per i diversi usi e, così facendo, consentendo a ognuno di alzarsi al mattino per proporre come migliore la ricetta sognata.”
Azione: “Via alle prime due assemblee provinciali per discutere e aderire. Domani a Foggia e sabato a Bisceglie”
Comunicazione del Commissario regionale di Azione Fabiano Amati.
“Partono le prime assemblee provinciali di Azione in Puglia.
Si comincia domani, venerdì 20 gennaio, a Foggia, con appuntamento alle ore 18 presso il Palazzo Acli in via Rovelli 48.
Si prosegue sabato 21 gennaio a Bisceglie, con appuntamento alle ore 10 presso Villa Ciardi in via Sant’Andrea 206.
Le assemblee sono aperte agli iscritti e a chiunque voglia prendervi parte. Durante i lavori sarà possibile iscriversi al partito.
I lavori saranno incentrati sul documento politico “Avanti… e perciò in Azione”, con possibilità di emendamenti e approvazione finale.
La nostra attività di organizzazione e radicamento del partito si fonda sulle parole della chiarezza e della schiettezza; ad ogni problema deve conseguire sempre una soluzione chiara, anche al costo di creare dissenso. Non c’è riforma vera, infatti, che non comporti una radicale modifica di automatismi e abitudini.
Alle assemblee saranno presenti i Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.”
Autonomia, Azione: “Contrari a parole, mai con i fatti e solo per i congressi. Ma Emiliano e il PD quando passeranno nella maggioranza delle cose concrete?”
Autonomia, Azione: “Contrari a parole, mai con i fatti e solo per i congressi. Ma Emiliano e il PD quando passeranno nella maggioranza delle cose concrete?”
Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione, Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“Sulla sciagura della maggiore autonomia delle regioni del nord, Emiliano e il PD si dicono contrari solo a parole e per prendersi a sportellate nei congressi. Quando poi si tratta di affrontare l’argomento e votare un qualsiasi documento, com’è accaduto martedì in Consiglio regionale, se la danno a gambe e respingono la richiesta di esaminare una mozione promossa da noi, oppure di mettersi a scrivere una propria.
Ma Emiliano quando si deciderà a passare nella maggioranza delle cose concrete? E il PD quando la smetterà di avere soggezione nei confronti di Emiliano e dargli manforte negli atti di opposizione ai pugliesi e al programma elettorale su cui sono stati eletti?
Per molti la politica è un gran gioco di società e le posizioni da assumere non si misurano mai sui fatti concreti ma sulle bandierine di potere; una tecnica antichissima, ove gli uomini assumono il valore di segnaposto, per cui vale con chi stai e non ciò che dici e fai.
Un modello da società primitiva, fatta da rituali di affiliazione e punizione, senza concretezza, senza senno e ovviamente senza futuro.
Nel prossimo Consiglio regionale chiederemo ancora una volta di discutere e votare la mozione, convinti della necessità di contrastare il disegno autonomista ma con gesti concreti, senza sotterfugi o giochi di prestigio.
La politica è una cosa seria e i politici hanno il dovere di farla con serietà.”
Azione: “Ieri toccato punto più basso. Opposizione a Emiliano e ai suoi sensali, e maggioranza con i pugliesi”
Dichiarazione di Fabiano Amati, Commissario regionale di Azione e Consigliere della Puglia.
“Ieri abbiamo toccato il punto più basso nella storia del Consiglio regionale pugliese, assistendo al più cinico disinteresse su liste d’attesa in sanità, fine vita e contrasto all’autonomia differenziata. Tutto intollerabile e tutto attestato non solo da noi ma da tutte le cronache giornalistiche.
Per questo motivo il partito di Azione della Puglia è all’opposizione di Emiliano, dei transfughi Cinquestelle, di alcuni voltagabbana del centrodestra premiati con incarichi inesistenti e di tutti i sensali dello stesso Emiliano e dell’emilianiamo, inteso come sistema di potere senza costrutto e senza futuro.
Circa i Cinquestelle: la nostra memoria e la rete non dimenticano le giravolte della banda dei quattro, in controtendenza etica e morale con la scelta di dignità di Antonella Laricchia: elezione all’opposizione, passaggio in maggioranza per un pugno di posti e per ultimo il proposito dichiarato di asfaltare il PD con la complicità di Emiliano; un capolavoro per psichiatri in cerca di novità cliniche sulla sindrome di Stoccolma.
Da oggi il partito di Azione potenzierà ulteriormente il lavoro politico con concrete proposte di leggi; continuerà senza risparmio il lavoro di controllo e vigilanza su tutte le magagne, a cominciare da quelle più vergognose sulla costruzione dei nuovi ospedali; cercherà solidarietà con tutti i partiti e consiglieri regionali, la maggior parte, che hanno in odio il modo inconcludente di fare politica. Insomma, il partito di Azione si metterà in maggioranza con le aspettative e i sentimenti dei pugliesi.”