Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Ho visto il NeMO di Milano. Eccellente. Perché non da noi? Vorrei tornarci con Emiliano”

“Ho visitato oggi il Centro malattie neuromuscolari di Milano – NeMO. Un centro all’avanguardia, in grado di assistere con completezza i malati di SLA, SMA e distrofie. Obiettivamente, un’eccellenza. Vado però via con l’amaro in bocca, pensando alla domanda: e perché non si fa da noi? Cosa abbiamo in meno? Possiamo dilungarci solo perché non tornano i conti sulla localizzazione? Vorrei proprio tornarci, magari con Emiliano, per cogliere assieme l’esigenza di correre nella realizzazione di questo progetto. Dobbiamo avere la consapevolezza che l’assistenza sanitaria non è un sistema di potere, un luogo dove il malato è la fune che gli operatori sanitari o i burocrati si tirano ora di qua e ora di là.
Abbiamo due possibili localizzazioni, il Policlinico di Bari e il nuovo ospedale Monopoli-Fasano; per il primo non si conoscono – nonostante numerosi solleciti – l’immobile disponibile e i costi di adattamento; per il secondo, invece, si conosce la soluzione tecnica per allocare l’immobile e la stima dei costi (10.610.000 euro). In entrambi i casi, le risorse sono ampiamente disponibili nella programmazione propria dei FESR o della delibera CIPE 51 del 2019, oppure in decine di altre soluzioni dal bilancio autonomo, poiché gli investimenti – com’è noto – non possono essere messi a carico del fondo sanitario regionale.
Entrambe le soluzioni risultano baricentriche e accostate, come prevedono le linee guida, a strutture ospedaliere dotate di rianimazione, radiologia interventistica, endoscopia, pneumologia, neurologia e attività a consulenza di otorinolaringoiatria e gastroenterologia.
Dobbiamo scegliere in fretta, e su questo spero che la Commissione del prossimo 9 ottobre possa registrare la definitiva scelta realistica della Giunta regionale, così da evitare la mobilità passiva dalla nostra regione ai centri di Milano e di Napoli, dando magari supporto anche ai pazienti molisani, lucani e calabresi.
Sono certo che ce la faremo superando come al solito mille inciampi, perché la causa ha gambe così lunghe da superarli tutti.
Ringrazio per l’accoglienza e le preziose informazioni, il Presidente dei Centri NeMO Alberto Fontana, il direttore tecnico AISLA Stefania Bastianello, la responsabile comunicazione istituzionale NeMO Stefania Pozzi e il consigliere nazionale di AISLA Orietta De Pascali.”

Ex Ilva, Azione Puglia e Liguria: “Fabbriche si salvano se si capisce subito chi mette soldi e quindi gestisce. Altrimenti è finita”

Dichiarazione dei Consiglieri regionali di Azione della Puglia e Liguria Fabiano Amati, Sergio Clemente, Ruggiero Mennea e Pippo Rossetti, del Consigliere comunale di Genova Cristina Lodi e del segretario regionale della Liguria Roberto Donno.

“Le fabbriche si salvano, e con loro la prospettiva produttiva e competitiva del Paese, se si capisce subito chi mette i soldi e quindi gestisce. In poche parole, se si torna all’accordo blindato stabilito da Carlo Calenda. Non si può pensare che lo Stato metta i soldi e Mittal gestisca quei soldi non per rilanciare la produzione ma per pagare i debiti. Non era questo l’accordo iniziale, contemplando nelle cause del successivo disastro anche la decisione di eliminare la protezione legale, fatta passare in malafede come scriminante quando in realtà si trattava di puntualizzare quanto nell’ordinamento è già previsto sul profilo della colpevolezza.
Lasciare tutto com’è, senza sciogliere gli equivoci sui finanziamenti e sulla gestione, magari versando altri 680 milioni prelevati dalle tasche dei cittadini per pagare i debiti ancora una volta accumulati, significa accertare la morte dell’ex ILVA, lasciando sul terreno – in particolare a Taranto – una bomba ecologica difficile da spegnere.
Passare la nottata non è una politica, meno che mai una politica industriale.
Siamo solidali con le iniziative di attenzione al problema portate avanti da Fim, Fiom e Uilm, e siamo solidali con tutti i lavoratori in stato di agitazione.”

Aerei, Azione: “Ripristinata la normalità, speriamo che ITA abbia rotte da aggiungere per ottenere incentivi. AdP solleciti”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati e dei Consiglieri regionali Sergio Clemente, Ruggiero Mennea, capogruppo.

“Ora che è stata ripristinata la normalità, grazie soprattutto all’impegno dei parlamentari di maggioranza, speriamo che ITA abbia rotte da aggiungere per ottenere gli incentivi pubblici consentiti dalle leggi.
In questo senso invitiamo Aeroporti di Puglia a tallonare la compagnia, affinché ITA non rimanga indietro rispetto ad altri vettori e possa avere l’opportunità d’incrementare le rotte.”

Cancro al colon, Amati: “Meloni blocca progetto di ricerca per nuovo test di diagnosi precoce di UniSalento e Di Venere. Ho chiesto a Fitto di favorire un riesame”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ma le cose che succedono! Il Governo Meloni, su suggerimento dei burocrati ministeriali, ha impugnato la nostra legge per mettere a punto un metodo nuovo per scoprire in tempo il tumore al colon. Ma ci rendiamo conto?! Ho scritto al ministro Fitto per chiedergli di favorire un riesame della decisione, così da eliminare ogni incertezza e consentire all’Università del Salento e all’ospedale Di Venere di partire e mettere a punto il nuovo test.
Se l’intuizione dei ricercatori dovesse essere confermata, potremmo essere in grado di sostituire la ricerca del sangue occulto nelle feci – SOF – con un semplice prelievo di sangue, estendendo quindi a tutta la popolazione iniziative di profilassi con minori costi e impegno organizzativo. Ed è utile sottolineare quante vite umane si potrebbero salvare con questa metodologia.
Mi spiace solo constatare che, nonostante i rilievi siano discutibilissimi, la Presidente Capone abbia assicurato l’impegno a caricare la spesa sul bilancio autonomo piuttosto che sul fondo sanitario, e ciò in virtù della solita questione della Puglia in regime di affiancamento ministeriale sulla spesa sanitaria. Un principio, questo, che se applicato in maniera inutilmente rigida, come in questo caso, porta alla paradossale conseguenza di bloccare l’innovazione in campo sanitario: e ciò è quanto di più incostituzionale ci sia, come peraltro già detto dalla Corte Costituzionale decidendo in favore della Puglia il ricorso sul metodo innovativo del sequenziamento dell’esoma, ossia quell’esame in grado di diagnosticare dall’1% del DNA l’85 per cento delle malattie. E scusate se è poco.”

GNL BR e crociere, Amati: “Autorità mi ha risposto. Armatori interessati. Chi dice NO è contro ambiente e turismo, a favore di un programma di miseria”

“Il presidente dell’Autorità portuale mi ha risposto sulla questione del serbatoio GNL di Brindisi e della sua funzionalità all’incremento del traffico crociere. Lo ringrazio e a questo punto si può dire che l’infrastruttura energetica, in quella posizione, è funzionale anche allo sviluppo turistico di Brindisi e chi dice NO è contro l’ambiente e il turismo. Insomma, chi dice NO è a favore di un programma di povertà, di cui non si sente il bisogno.”

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

Ecco la risposta del Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale:

“Egregio Consigliere,

in merito al Suo intervento “Con deposito Gnl, porto Brindisi strategico per le navi da crociera” Le preciso quanto segue.
Il progetto di Edison già prevede che almeno il 30% del gas stoccato sia destinato alla alimentazione delle navi.
La disponibilità di Gnl ha, pertanto, suscitato l’interesse di un armatore che ci ha chiesto una lettera di intenti per partecipare al bando di cui al DM 191/2022 per l’acquisto di una unità navale da adibire alla attività di bunkeraggio di Gnl da localizzare nel porto di Brindisi.
Oggi la maggior parte della flotta alimentata a Gnl è rappresentata dalle navi da crociera di ultima generazione.
Nella promozione del porto di Brindisi abbiamo rappresentato, come noto alla Regione Puglia, alle compagnie la possibilità di dislocare a Brindisi le loro ammiraglie alimentate a Gnl, ricevendo positivo riscontro da una delle più importanti compagnie, che già peraltro sta sperimentando positivamente l’utilizzo dell Gnl non fossile (e-gnl derivato dall’idrogeno) per alimentare una delle proprie navi.
Infatti il Gnl fossile è destinato nel tempo brevissimo ad essere sostituito dal bio-gnl (in questo senso del resto vanno lette le prescrizioni della Regione Puglia) o dall’e-gnl. La produzione di quest’ultimi carburanti è del resto collegata alla economia circolare e/o alle filiere produttive dell’idrogeno, ed è strategica allo sviluppo delle hydrogen valleys (la Puglia avendo molta disponibilità di FER, destinata ad incrementarsi per via dei parchi eolici offshore, è una delle regioni in cui più favorevolmente possono svilupparsi le filiere relative agli e-fuels). Resto a Sua disposizione per ogni eventuale chiarimento od integrazione.
Ugo Patroni Griffi”

Xylella, la “visione” c’è tra la scienza e il mercato

Nel grande impegno per rigenerare i terreni pugliesi colpiti dalla Xylella, occorre sempre tenere presente che l’agricoltura è un settore produttivo e non un quadro di pittura. E se pure si volesse trasformare l’imprenditore agricolo in custode di una pinacoteca, le tasse dei cittadini sarebbero insufficienti a pagare gli stipendi.
Per questo, ogni idea di rigenerazione produttiva e ricostruzione paesaggistica deve essere accordata con la prova scientifica (anche l’economia è una scienza) e le leggi di mercato. Se non si sceglie questo metodo realista, alla tragedia della Xylella si sommerà quella dell’ulteriore abbandono dei campi, lasciandoci in dote idee impossibili e paesaggio lunare.
Prima lo capiamo meglio è. Prima ci affidiamo agli scienziati dell’agricoltura, vilipesi in passato anche al costo di qualche processo penale, e prima potremo dire di aver fatto qualcosa di buono.
Tutto questo significa che sulla base del principio di biodiversità, vanno favoriti innesti sugli ulivi (per le zone non ancora distrutte e come tentativo di resistenza), impianti di cultivar diverse in base alla prova scientifica agronomica e alle leggi del mercato (non si può imporre la coltivazione di un prodotto privo di convenienza) e infrastrutture ad alta innovazione tecnologica per coltivazione fuori suolo (per esempio le serre, come già avviene nella Piana degli ulivi monumentali).
Questa combinazione di scelte, in grado di pesare solo all’inizio e in modo limitato sulle tasse dei cittadini, porterà alla costituzione di un nuovo paesaggio, dopo la distruzione inferta dalla Xylella, anche a causa – ahinoi! – di cecità ideologica, resasi purtroppo funzionale alla distruzione del vecchio paesaggio che si vorrebbe ripetere. Ossia, del paesaggio perduto, del quale qualcuno si sente orfano e vorrebbe riportarlo in vita, ripetendo il miracolo di Lazzaro.
Non c’è dunque bisogno di avere una visione o cercarla: la visione che si dovrebbe avere o si dovrebbe cercare è sotto il naso ed è, ancora una volta e per l’ennesima volta, una decisione politica accordata con la prova scientifica e il mercato.
In tanti, certamente immersi nella retrotopia, nell’idea effimera di un passato più rassicurante, cercano i sentimenti perduti nella speranza, vana, di tenere accese antiche emozioni. Ma questo non è possibile. Non è possibile rivedere come la prima volta la città, “nella sua folle promessa di tutto il mistero e di tutta la bellezza del mondo”, come ci fu raccontato da Scott Fitzgerald nel Grande Gatsby.
Il vecchio paesaggio agrario fu plasmato da esclusive esigenze produttive, accogliendo prodotti “inventati” in oriente e dispensati al mondo. È così come per la parola, non c’è quasi nulla che non fu pensato e scritto in greco, così per l’agricoltura non c’è quasi nulla che non fu inizialmente piantato tra le acque del Nilo, del Tigri e dell’Eufrate. E oggi, noi, abbiamo dato il passaporto di autoctono a quasi tutto ciò che in passato fu indiscutibilmente alloctono.
Se considerassimo la nostra “semenza”, mai termine fu più appropriato, ci sentiremmo costretti a seguire “virtute e canoscenza”. E pure questo ci fu raccontato dal Poeta per evitare di finire all’Inferno.
Abbiamo avuto un paesaggio. Non siamo riusciti a conservarlo, pure sospinti da ideologia e credulità. E ora che ci resta da fare? Il solito. Costruire il nostro paesaggio, utilizzando la prova scientifica, l’innovazione e il mercato, così da avere anche noi qualcosa di utile e bello da consegnare a chi verrà: la tradizione. La tradizione dei nostri tempi e del nostro vivere.
E poi verrà ancora un nuovo patogeno, perché i patogeni vengono sempre e costellano la storia dell’umanità, e proverà a distruggere la nostra tradizione. E speriamo che nella Piazza Sant’Oronzo di Lecce non si ritrovino attori e cantanti a dire di NO all’eradicazione, relegando invece gli agronomi a Hollywood o a Sanremo.


Fabiano Amati

Articolo pubblicato su Quotidiano di Puglia, edizione del 27/09/2023

Centro malattie neuromuscolari, Amati: “Nulla di fatto sulla sede. Chiedo aiuto alle associazioni per battere la burocrazia sanitaria”

“Ancora nessuna notizia sulla individuazione della sede per la realizzazione di un Centro regionale per malattie neuromuscolari. L’assessore Palese si era impegnato a comunicare oggi la decisione della Giunta e invece un nuovo nulla di fatto, nell’attesa di un qualche cenno da parte del Policlinico, gravemente inadempiente nonostante diversi solleciti, per valutare e comparare la sua proposta con quella già dichiarata congrua dall’ARESS sul nuovo ospedale Monopoli-Fasano. A questo punto chiedo l’aiuto a voce alta delle associazioni dei malati per battere la burocrazia sanitaria, capace di tenere in ostaggio anche la decisione politica. E che questo stia accadendo è rivelato da un inciso pronunciato dall’assessore, relativo a una supposta ed esclusiva compatibilità del Policlinico con le necessità multidisciplinari di un Centro per malattie neuromuscolari: informazione infondata, così come riferito dal DG ARESS Giovanni Gorgoni durante i lavori dell’11 settembre scorso. Aggiornati i lavori a lunedì 9 ottobre.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La differenza tra i politici della Giunta regionale e del Consiglio regionale con le burocrazie sanitarie consiste nel fatto che a noi interessa solo la realizzazione del Centro malattie neuromuscolari e non la sua allocazione e chi si vedrà aumentare il proprio potere nella gestione di questo importante servizio: per noi va bene sia il Policlinico di Bari che il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, purché si faccia in fretta e si definiscano la struttura, le risorse necessarie e il cronoprogramma. L’importanza assistenziale di un Centro regionale per malattie neuromuscolari ha bisogno di poche parole descrittive.
Si tratta di strutture incardinate in presidi ospedalieri, da localizzare in posizione baricentrica (in questo senso il Policlinico e il nuovo ospedale Monopoli-Fasano si equivalgono), dotati di esperienze multidisciplinari con disponibilità delle unità operative di rianimazione, radiologia interventistica, endoscopia, pneumologia, neurologia e attività a consulenza di otorinolaringoiatria e gastroenterologia: queste attività e consulenze sono presenti e necessarie sia negli ospedali di II livello come il Policlinico di Bari, che negli ospedali di I livello come il nuovo ospedale Monopoli-Fasano.
Gli spazi a disposizione di un Centro per malattie neuromuscolari non possono essere inferiori a 2.000 metri quadrati e devono essere in grado di offrire 12 stanze singole di ricovero; in questo senso è stata presentata una proposta adeguata e specifica per la soluzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, mentre si continua a non conoscere alcuna soluzione altrettanto immediata e specifica per la soluzione del Policlinico.
Lo staff medico deve essere composto di un direttore e nove medici, di cui 3 neurologi, 3 pneumologi, 3 fisiatri e 1 neuropsichiatra infantile. L’intero organico del centro deve inoltre prevedere ulteriori 29 unità di personale sanitario e non sanitario.
Il Centro deve essere collegato con continuità al mondo della ricerca e della didattica, considerata l’ampiezza delle prospettive di studio, nuove cure e tecnologie. Per quest’ultimo motivo entrambe le soluzioni hanno la possibilità di fare riferimento, per vicinanza chilometrica, alla Facoltà di Medicina dell’Università di Bari, mentre solo la soluzione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano assicura equidistanza con più Facoltà di Medicina e in particolare di quella di Bari, come detto, di quella di Taranto e di quella di Lecce. Anzi, il mancato incardinamento del Centro in una specifica Azienda universitaria, rende più accessibile – ovviamente – l’attività di didattica e ricerca di tutte le Aziende universitarie pugliesi.”

Aeroporto Brindisi, Amati: “Investimenti per 61 milioni e se ITA vuole può accedere a contributi per ampliare le rotte, secondo le leggi europee e statali”

“L’audizione di oggi in Commissione dell’assessore Maurodinoia e dei manager di Aeroporti Puglia ha ripulito il dibattito sullo scalo di Brindisi da imprecisioni e illusioni.
Il traffico è in costante crescita, con 2.438 voli nel 2022 e con un 6% in più stimato nel 2023; si prevedono investimenti per complessivi 61 milioni di euro, in ciò contemplando la nuova aerostazione e parcheggi multipiano; la compagnia ITA, come tutte le altre, può – se vuole – accedere oggi stesso agli incentivi per incrementare le rotte, purché non siano sovvenzioni vietate dalla legge.
Tutto qui. Ogni altra deduzione, o idea, appartiene alla decisione imprenditoriale delle compagnie e di ITA, ricordando che il trasporto aereo è un’attività completamente a mercato e perciò non prevede che si possano tassare i cittadini per sovvenzionare rotte in perdita o rotte già esistenti pur se stagionali.
Io sono ovviamente a favore di rotte e fasce orarie ampliate, mi associo a tutte le richieste razionali, confido nel lavoro dei parlamentari nazionali e segnalo – soprattutto – la necessità di ampliare la domanda di trasporto aereo con politiche di sviluppo, tra queste contemplando, per esempio, il SÌ agli insediamenti turistici alberghieri e al serbatoio GNL per consentire la partenza (o l’approdo) da Brindisi – detto sempre per esempio – della World Europe di MSC da 6.700 passeggeri, alimentata completamente a gas. E ho detto tutto.
Ringrazio per la collaborazione e le informazioni l’assessore Anita Maurodinoia, i manager AdP Antonio Vasile, Marco Catamerò, Patrizio Summa e Donato Dauria, e i dirigenti regionali Vito Antonacci e Irene Di Tria.”

DH oncoematologia BR, Amati: “Nuovi ritardi. Purtroppo. Ora fiato sul collo anche su progettisti. Non possiamo vedere malati così maltrattati”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“A luglio ci avevano assicurato l’avvio dei lavori per DH oncoematologia di Brindisi per inizio ottobre, in attesa di un adeguamento progettuale richiesto ai progettisti, ma non realizzato – a dire della Asl – nel rispetto delle indicazioni ricevute. Ciò vuol dire che stiamo sommando ritardi a ritardi, nonostante un grande lavoro per reperire le risorse necessarie, e che, se tutto va bene, il bando lavori non sarà pubblicato prima di dicembre. Purtroppo. Da questo momento, perciò, sulla vicenda ci sarà il nostro fiato sul collo anche dei progettisti. Non possiamo più vedere centinaia di malati costretti a ricevere trattamenti sanitari così importanti in una condizione strutturale così pessima, da rivelarsi funzionale all’idea del maltrattamento.
Lunedì prossimo sentiremo in Commissione i progettisti, così da tarare in termini puntuali e rapidi il nuovo cronoprogramma. Ringrazio il nuovo DG della Asl per avere assicurato la sua collaborazione e la vigilanza su una tempistica quanto più accorciata possibile.”

Serbatoio GNL BR, Amati: “Avevo perso ogni speranza, ma c’è ancora un sindacato interessato all’ambiente e al lavoro, piuttosto che alla carriera politica. Dialogo”

Dichiarazione del Consigliere regionale e commissario di Azione Puglia Fabiano Amati.

“Grazie a Filctem-CGIL, Femca-CISL e UIL-Tec per le parole chiare sul serbatoio GNL di Brindisi, molto accordate con le esigenze di sicurezza ambientale, contro ogni opinione inquinante e no-a-tutto, e con la promozione del lavoro.
Avevo perso ogni speranza, ma è bello vedere un sindacato ancora impegnato sulle iniziative più aderenti al suo compito, piuttosto che usato per favorire la eventuale carriera politica dei suoi dirigenti pro-tempore.
Tutti i cittadini, compresi i sindacalisti, hanno ovviamente diritto di fare politica e di organizzarsi in vista di possibili cariche elettive; ma per far questo non mi pare opportuno contribuire a distruggere la credibilità del sindacato italiano sventolando le bandiere dei sindacati e veicolando opinioni contrarie ai fatti, alla tecnica e alle necessità di un mondo del lavoro sempre più in asfissia e alla ricerca di soluzioni legate ai più innovativi rimedi ambientali.
Grazie dunque a Antonio Frattini, Marcello De Marco e Carlo Perrucci, con i quali mi piacerebbe avviare un dialogo continuo sugli argomenti della sicurezza ambientale e del lavoro, per fare in modo che Brindisi cominci a pronunciare parole chiare e moderne.”