Brindisi, Amati: “Quinta idea. Alberghi alta gamma per prosperità, modificando DPP di Rossi e dei suoi compagni candidati con Fusco”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“Se pensi a redistribuire la ricchezza la devi produrre; e se vuoi produrla devi anche istigare la spesa dei più ricchi, così da aumentare le possibilità di lavoro. Ecco perché nel settore turistico, da intendere come imponente processo industriale, Brindisi deve favorire l’insediamento di strutture alberghiere di alta gamma, perché consentono di tutelare l’incanto paesaggistico, di ottenere una maggiore produttività del posto letto e di accordarsi con le politiche attuate nel nord della provincia. Per fare ciò bisogna modificare l’impostazione decrescitista del DPP al nuovo PUG, fondata sulle più avanzate idee parolaie da turismo contemplativo, così come approvato da Rossi e dai suoi alleati oggi candidati con Fusco.
Apprezzo dunque l’impegno assunto da Pino Marchionna sul nuovo approccio alla strumentazione urbanistica, anche nella speranza di vedere approvata dal Consiglio regionale la mia proposta di legge per semplificare il procedimento di approvazione dei Piani urbanistici generali dei comuni.”

Brindisi, Amati: “Quarta idea. Se si accoglie lo si fa con civiltà. No al dormitorio di Rossi e dei suoi compagni candidati con Fusco”

“Se sei nella Brindisi dell’accoglienza e decidi di accogliere, lo devi fare garantendo umanità, civiltà e rispetto delle regole, e non come espediente per un comizio, una foto d’occasione e poi chiudere gli occhi. Per questo sono certo che Pino Marchionna non chiuderà gli occhi sulle condizioni incivili e disumane in cui sono costretti a vivere gli immigrati nel dormitorio di via provinciale San Vito, come invece hanno fatto Rossi e i suoi compagni candidati con Fusco. Chiedo dunque a Marchionna di garantire le condizioni di umanità, d’igiene e il rispetto delle regole, come segno di buona amministrazione, educazione e cuore.”

Lo dichiara il Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“È stata offuscata anche l’immagine della Brindisi accogliente e del grande cuore dei suoi cittadini.
Sono due anni che mi occupo di questo problema. Giunsi addirittura a scrivere al Prefetto, scoprendo pure la condizione di difficoltà che il disinteresse comunale scaricava sulla Asl e sulle forze dell’ordine.
La situazione del dormitorio era ed è vergognosa, salvo qualche provvedimento tampone, condito dalle solite parole di buone intenzioni, per contrastare periodico clamore.
È una situazione vergognosa anzitutto sul piano della dignità umana e delle più basilari condizioni di vita e della decantata accoglienza dei migranti.
Cosa avrebbero detto e fatto Rossi e i sui compagni candidati con Fusco se tale situazione fosse verificata in alloggi di servizio gestiti da privati? Sarebbero ovviamente insorti con ordinanze, presidi, sit-in ecc., perché per loro il bene lo si fa solo se incombe sulla responsabilità degli altri e non sul proprio lavoro e le proprie pene.
È una situazione vergognosa anche sul piano del decoro di quell’area della città, dell’immagine del nostro capoluogo di provincia, di tutti i cittadini che legittimamente sono preoccupati da tutto questo.
Questa condizione non si può più tollerare. Il dormitorio deve esistere come luogo di accoglienza e solidarietà, nessuno lo discute almeno sino a quando non si trovano soluzioni migliori, ma all’unica condizione che siano garantite le condizioni minime della civiltà.
Sono certo che Pino Marchionna, il già sindaco simbolo della Brindisi che accoglie, terrà conto di tutto questo.”

Brindisi, Amati: “Terza idea. Il Di Summa operativo al 100% per alleggerire Perrino e curare 80% malattie. Di questo Marchionna si occuperà ogni giorno, diversamente da Rossi e dai suoi compagni oggi con Fusco”

Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati.

“L’assistenza sanitaria non è competenza del Comune ma è il primo interesse di un sindaco, quale autorità sanitaria. E per questo sono certo che Pino Marchionna dedicherà almeno un’ora al giorno su questo argomento, e in particolare sui lavori di ristrutturazione del Di Summa, per affidargli la vocazione di Presidio territoriale di assistenza e Ospedale di comunità.
Ho portato avanti questa idea per anni; con l’approvazione regionale e la prima dotazione finanziaria con fondi PNRR pari a euro 6.135.150, dobbiamo pretendere che i lavori comincino al più tardi a settembre prossimo. Naturalmente dobbiamo assumere ogni iniziativa per aggiungere altri 25milioni circa per la ristrutturazione totale.
Il finanziamento attuale riguarda la Casa e l’Ospedale di comunità nel padiglione D e la Centrale operativa territoriale nel padiglione A. Nel programma di riconversione totale del Di Summa, anch’essa autorizzata dalla Regione, c’è l’istituzione di un centro provinciale di assistenza territoriale, in grado di legarsi con la restante rete territoriale, dando quindi risposta alla maggior parte della domanda di salute. Con la ovvia conseguenza, e qui c’è il punto nodale della questione, di limitare all’assistenza per malattie tempo-dipendenti e di alta-media complessità gli ospedali di I e II livello (Perrino di Brindisi, Camberlingo di Francavilla e il nuovo di Monopoli e Fasano) e l’ospedale di base di Ostuni, mettendo fine ad attese e disservizi incivili nei tempi della robotica e dell’intelligenza artificiale.
Può non occuparsi di questo il sindaco di Brindisi? Domanda retorica e risposta scontata. E però di questo non si è mai occupato Rossi né i suoi compagni d’avventura oggi candidati con Fusco.”

PNRR Sanità, Amati: “Palese non ha riferito il livello di avanzamento attività. Per i prossimi giorni è stato promesso il primo rapporto”



“Nella riunione odierna della Commissione l’assessore Palese non è stato in grado di riferire sull’andamento e avanzamento delle attività sui singoli progetti contenuti nel PNRR Sanità. Ci è stato assicurato che nelle prossime ore sarà predisposto e consegnato un rapporto dettagliato per singoli progetti, così come individuati nella delibera di Giunta regionale del maggio 2022, ma soprattutto in coerenza con quanto stabilito – in materia di monitoraggio per assicurare la sorveglianza, valutazione, gestione finanziaria, verifica e audit – dal Contratto istituzionale di sviluppo. La conoscenza dell’andamento delle attività e quindi un puntuale foglio di lavoro aggiornato, con l’utilizzo degli opendata, aiutano a rendere più efficiente la pubblica amministrazione e a evitare, come talvolta accade, la perdita d’importanti finanziamenti per decorrenza del termine di realizzazione.”

Nuovi ospedali, Amati: “Peggio di come credevo. Maglie-Melpignano in stallo, Taranto verso sospensione e Monopoli-Fasano restano problemi”

“Peggio di come credevo. La progettazione definitiva per il nuovo ospedale Maglie-Melpignano è in stallo, a causa di interferenze, difficili da risolvere, tra il nuovo progetto della strada statale 275 e la viabilità d’accesso alla struttura sanitaria. I lavori per il nuovo ospedale di Taranto, invece, saranno parzialmente sospesi già dal mese prossimo, per la mancata aggiudicazione definitiva delle gare per le attrezzature. I lavori per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, infine, continuano a conservare pesanti ritardi da insufficiente utilizzo di mano d’opera, per cui sarà impossibile, continuando così, realizzare il 14 % della produzione sino al 24 luglio prossimo.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Nel dettaglio, la situazione si presenta così.

Ospedale Maglie-Melpignano. La progettazione definitiva non può essere completata, e per ora non si può azzardare nessuna previsione sui tempi, poiché persistono problemi nell’individuazione della viabilità d’accesso al nuovo ospedale. Infatti, dopo aver risolto nelle settimane scorse, grazie alla deroga concessa da Anas, il problema delle interferenze della viabilità esistente con l’area individuata per il nuovo ospedale, oggi è emersa l’impossibilità di prevedere le diverse e più sicure vie interne di accesso all’ospedale, in particolare quelle al pronto soccorso, a causa di sovrapposizione di difficile risoluzione con il tracciato di progetto, già approvato e aggiudicato, della strada statale 275. Allo stato, se non si troverà una soluzione, l’unico modo di risolvere la distinzione consisterebbe nella modifica del tracciato della 275; una cosa obiettivamente difficilissima. Per questo motivo ho sospeso le attività periodiche di monitoraggio, chiedendo all’assessore di organizzare con urgenza un incontro con tutti i tecnici, per valutare il da farsi, poiché la gravità del problema non può essere affrontato con l’attività di monitoraggio della spesa.

Ospedale di Taranto. La produzione è ferma all’83,5%. In mancanza della sottoscrizione dell’accordo con il ministero sui 105milioni per arredi e attrezzature, la Asl non ha proceduto ad aggiudicare le relative gare. Tutto ciò comporterà, già dal prossimo mese, la sospensione dei lavori in alcune zone del cantiere, determinando l’impossibilità di aggiornare il cronoprogramma con la data di conclusione dei lavori, sino a qualche mese fa fissata per il 31.7.2023.

Ospedale Monopoli-Fasano. Pur confermando la data del 24 luglio 2023 per la conclusione dei lavori relativi alla struttura oggetto della commessa, la direzione lavori ha confermato la cronica insufficienza di mano d’opera. Il tempo trascorso è pari al 95%, per una produzione attestata all’86%. Manca ancora, dunque, il 14% della produzione.
Secondo il cronoprogramma dell’impresa, alla data del 31 maggio 2023 residuerà una produzione pari a 9milioni di euro, per una percentuale del 12%. Ciò vuol dire che dal 1° giugno 2023 al 24 luglio 2023 si dovrebbe raggiungere un livello di produzione – il 12%, appunto – impossibile da mantenere con le forze lavoro in media utilizzate sinora e in particolare negli ultimi mesi. Si tenga inoltre conto che, per regola di cantiere mai scritta ma sempre avverata, i momenti finali delle lavorazioni sono sempre quelli che determinano allungamenti dei tempi, perché attinenti a dettagli e imprevisti.”

Brindisi, Amati: “Tra le prime cose di Marchionna ci sia delibera su Piano casa. Ambiente, legalità, piatti a tavola e introiti per investimenti”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Tra le prime cose dell’amministrazione Marchionna propongo l’adozione della delibera per eseguire la legge eco-casa, ossia la nuova versione del Piano casa.
Un programma edilizio, molto ostacolato dall’amministrazione Rossi e dai suoi compagni oggi coalizzati con Fusco, per realizzare sugli edifici esistenti ampliamenti del 20% o demolizioni e ricostruzioni con premio volumetrico del 35%.
Un’idea, dunque, fortemente ambientalista, perché incide sul patrimonio edilizio esistente senza consumare nuovo suolo, assicurando il risparmio energetico; accordata con la legalità, perché consente a tutti di accedere con permesso di costruire diretto, quindi senza discrezionalità o necessità di scappellarsi al potente di turno; funzionale alla prosperità e ai piatti a tavola, perché operante in favore di un settore ad altissima densità di posti di lavoro; utile alle casse comunali per oneri di urbanizzazione (c.d. Bucalossi) e monetizzazione degli standard, risorse utili per realizzare investimenti per la città, più che necessari in una condizione molto dissestata della finanza comunale.
Insomma, una delibera e una decisione per una pluralità di effetti benefici.”

Sanità, Amati: “Oggi molto meglio a Fasano. Subito trasferimento al PTA per migliore funzionalità. Ora Ostuni e Cisternino”

Dichiarazione del Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Oggi va molto meglio all’anagrafe della Asl di Fasano: minore fila e gestione di tutte le richieste. Ho avuto modo di osservarlo nella visita di stamattina, accompagnato dalla Consigliera comunale Gina Albanese.
Devo innanzitutto ringraziare per il lavoro e la disponibilità la dirigente del distretto Giulia Calabrese, il DG Asl Giovanni Gorgoni e il personale addetto al servizio per la pronta disponibilità nel risolvere tutti i problemi segnalati.
Per metterci alla spalle definitivamente la brutta pagina delle file incivili che si creano, c’è però bisogno di trasferire il servizio, nel giro di pochi giorni, presso il PTA di Fasano, nei nuovi spazi già pronti e in fase di allestimento. Il trasferimento produrrebbe maggior decoro, ordine e soprattutto la possibilità di offrire un servizio di accoglienza e orientamento, considerato che per stima sommaria almeno il 50% delle prestazioni (scelta, cambio medico e rinnovo esenzione) potrebbero essere svolte online, oppure automaticamente, attraverso il medico di medicina generale o presso i CAF gratuitamente.
Il trasferimento produrrebbe, inoltre, una più equilibrata gestione del personale, senza sottoporli a carichi di lavoro eccessivi o disfunzionali, tenendo sempre presente – tuttavia – la scarsità delle risorse umane.
Fino al trasferimento del servizio presso il PTA, ovviamente, assicurerò la mia presenza all’inizio di ogni giornata prevista per le attività di sportello al pubblico.
La mia attività di monitoraggio si sposterà nelle prossime ore anche agli uffici anagrafe di Ostuni e Cisternino, ove vengono segnalati i medesimi disservizi.”

UTIN Perrino, Amati: “Rischio chiusura per rifiuto di strategie energiche, allungando agonia con soluzioni obbligate e incredibili”

“La sopravvivenza della terapia intensiva neonatale del Perrino è legata a due strategie obbligate, utili ad allungare l’agonia, ma pure incredibili: l’acquisto di prestazioni dal Policlinico e la sospensione dei ricoveri per i casi più gravi. Siamo arrivati a questo punto per carenza dei medici, certamente, ma anche per clamorose disattenzioni gestionali del passato e per la mancata organizzazione del personale sul livello regionale. E nessuno alla Regione ha la voglia di mettere riparo, perché la sanità è purtroppo intesa come un ingranaggio di potere da oliare e non come un rimedio alla malattia da preservare. Vi racconto i fatti e le soluzioni che non si vogliono attuare.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“In queste ore il reparto funziona perché il Commissario della Asl ha deciso, giustamente, di sottoscrivere una convenzione onerosa con il Policlinico di Bari, per ottenere in cambio prestazioni aggiuntive.
In pratica, una risposta d’emergenza per contrastare l’organizzazione del personale nella sanità regionale attraverso otto feudi, ossia le aziende sanitarie, così da innescare un giro di giostra di denaro pubblico, da un’azienda sanitaria all’altra, per remunerare il personale di un unico committente: il sistema sanitario regionale.
Questo rimedio, in ogni caso, non potrà durare a lungo, e perciò mi sembra ragionevole l’idea di limitare i ricoveri ai bambini con più di 34 settimane e con peso maggiore a 2 kg, così da poter utilizzare in prestito anche personale delle pediatrie, ossia con minore esperienza di terapia intensiva, così da garantire i turni notturni e le reperibilità.
Ma se queste sono le toppe, manca da capire come si è prodotto il buco, così da cambiarsi definitivamente l’abito. Premessa la carenza di neonatologi, su cui non si può dire molto se non auspicare mutamenti nei percorsi universitari, l’UTIN di Brindisi dovrebbe avere sulla carta un organico composto da un direttore e 12 medici. In realtà ce ne sono solo 5, oltre al direttore, insufficienti a garantire turni e reperibilità.
Siamo arrivati a questo punto perché in passato sono stati concessi diversi nulla osta alla mobilità infraregionale, ossia da una Asl all’altra, e per il solito sistema dei concorsi aziendali piuttosto che i concorsi unici regionali, così da consentire un aggiramento delle eventuali mobilità negate. Per esempio: chi è in servizio nella Asl Brindisi e volesse il trasferimento alla Asl di Bari, in caso di mancato nulla osta alla mobilità, attende (o spinge) un concorso del Policlinico a cui partecipare e, in caso di vittoria (certa), decide di dimettersi dalla Asl di Brindisi e prendere servizio alla Asl di Bari. Un percorso certamente tortuoso ma con esiti assicurati, sottraendo tuttavia ai malati della Asl di Brindisi l’assistenza e magari ritornando, qualche tempo dopo, a svolgere il servizio nella stessa Asl di Brindisi per coprire il buco e però in forza di una convenzione onerosa a titolo di prestazioni aggiuntive.
In questo consiste il grande problema strutturale in grado di generare seri problemi, in particolare alla Asl di Brindisi.
Nessuno si accorge di un paradosso: l’organizzazione sanitaria disegnata su base regionale e il reclutamento del personale su base provinciale, come se le Asl fossero feudi, quindi abilitate ad accaparrarsi personale anche in danno delle altre Asl, senza che nessuno possa mai emettere un ordine di servizio per garantire la piena funzionalità dei reparti e quindi l’assistenza.
È l’ora, dunque, d’istituire l’azienda unica regionale, almeno per la gestione del personale, l’acquisto di beni e la realizzazione dei lavori; sarebbe questo un provvedimento strutturale in grado d’impedire ciò che sta accadendo al Perrino e che di questo passo potrà accadere ovunque.
Lo faranno? Dubito ma lo auspico.”

Sanità, Amati: “File incivili all’anagrafe Asl di Fasano per cambio medico e ticket patologie. Da giovedì mio banchetto”

“File incivili dall’alba, come ogni martedì e giovedì, accoglienza in locali angusti e alle ore 12 tutti a casa, per molti con nulla di fatto. Succede a Fasano. E non per acquistare un biglietto di un concerto, ma per ottenere o rinnovare l’esenzione ticket per patologia oppure per cambiare medico curante o pediatra. Una situazione insostenibile, certamente in virtù dello scarso personale, ma innanzitutto per gravi carenze organizzative e informative su tutti i sistemi alternativi alla coda allo sportello. Se non avrò urgenti rassicurazioni, da giovedì mattina installerò un banchetto, affinché possa aiutare tutte le persone in difficoltà, personalmente o con l’aiuto dei miei collaboratori.”

Lo dichiara il Presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La visita che ho svolto stamattina, accompagnato dalla Consigliera comunale Gina Albanese, mi ha messo di fronte a un clamoroso problema, pare comune a tutte le Asl pugliesi: un sistema anagrafico con gran mole di lavoro, gravi problemi organizzativi e scarsità di addetti.
In ogni caso, prima di occuparsi del problema di scarsità del personale, bisognerebbe risolvere tutti i problemi organizzativi di base.
Infatti: mentre sulla carta è previsto un sistema di accesso ai servizi attraverso i mezzi informatici, le comunicazioni di posta elettronica, le convenzioni con i CAF e il protagonismo dei medici di medicina generale, nella realtà si stenta ad avviare il tutto per difficoltà comprensibili solo con una visita agli sportelli, tra i cittadini e abbandonando le scrivanie.
A parte il problema delle persone con difficoltà ad approcciarsi ai sistemi informatici, che dovrebbero essere gli unici (sempre meno) a frequentare gli sportelli, non c’è alcuna informazione sull’utilizzo della posta elettronica per il cambio medico e comunque la pratica viene esitata dopo diversi giorni; il ricorso ai CAF, con convenzione a costo zero spesso solo sulla carta, non può sostituire la domanda di adempimento alla Asl, favorendo – in tutti i casi – le più celeri modalità informatiche; gli adempimenti posti in capo ai medici di medicina generale non possono essere ribaltati sullo sportello Asl, magari per i ricorrenti e mancati aggiornamenti del sistema informativo ‘Edotto’.
Ecco quali sono, in estrema sintesi e per fatti sintomatici, i problemi organizzativi, in grado di esporre al disagio centinaia di persone toccate dalla malattia oppure non in condizione di perdere due e tre giornate di lavoro.
In tempi in cui la firma di noi cittadini può avvenire addirittura soffiando nel vento, grazie alle notevoli possibilità tecnologiche, non possiamo osservare l’inciviltà delle file del dolore e della burocrazia, con a giustificazione l’utilizzo dell’argomento di briscola – quello che vale sempre – della carenza di personale. Problema reale, certamente, ma da risolvere solo dopo aver affrontato e risolto i gravi problemi organizzativi.
Se entro domani sera non riceverò notizie o rassicurazioni, installerò un banchetto dinanzi alla Asl per contribuire alla migliore gestione del problema e per sensibilizzare tutti sui doveri degli amministratori pubblici.”

Brindisi, Amati: “Marchionna accetti contributi Snam per luci e strade nelle contrade, rifiutati da Rossi e dai suoi compagni oggi con Fusco”

“Accettare il contributo Snam per luci e strade nelle contrade e dialogare per compensazioni con tutte le imprese con investimenti energetici puliti e salubri. È una delle prime cose che abbiamo chiesto e ottenuto da Pino Marchionna qualora fosse eletto sindaco.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“L’attenzione alle persone, soprattutto quelle che hanno più problemi e se la passano peggio, è la nostra priorità. In questo senso i cittadini che abitano le contrade, migliaia, sono tra questi: vivono senza luci e strade, nonostante un Piano di recupero approvato dal Comune e dalla Regione. Negli anni scorsi ci siamo impegnati con determinazione per portare acqua e fogna, riuscendoci solo in parte, e provando a favorire il dialogo con Snam – società di Stato impegnata nella realizzazione di infrastrutture energetiche – per ottenere contributi di solidarietà sociale finalizzati alla realizzazione di opere d’urbanizzazione, in particolare luci e strade.
Il sindaco Rossi e la maggior parte dei sostenitori del candidato Fusco, tuttavia, non hanno mai voluto accettare il contributo reso disponibile da Snam in numerose riunioni della Commissione regionale Bilancio, adducendo un mucchio di scuse per travestire un’ideologia, ossia quella del no-a-tutto. Un atteggiamento incomprensibile, forse dettato dall’incapacità d’immedesimarsi, dall’alto della loro condizione di benessere, nei problemi delle persone normali e bisognose. Ora abbiamo la possibilità di cambiare, di eleggere come sindaco Marchionna, così da concretizzare il dialogo con Snam, con Tap, con Enel e con tutte le imprese operanti a Brindisi, per pretendere misure di compensazione territoriale da concentrazione di nuove infrastrutture energetiche compatibili con l’ambiente e la salute. E tutto questo per risarcirci, con investimenti puliti e salubri, da un passato in cui a Brindisi arrivavano solo produzioni inquinanti e nocive, lasciando ai no-a-tutto le politiche decrescitiste e quindi inquinanti e insalubri.”