CUP regionale, Amati: “Esiste già ma non funziona per nascondere le inefficienze. Ma le ASL usano la scusa di dover progettare ciò che già c’è”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Il CUP regionale, ossia una federazione di dieci CUP aziendali, esiste già e funzionerebbe se le ASL tenessero le agende aperte, sia del pubblico che del privato convenzionato, e istituissero le agende dedicate per malati oncologici, cronici e rari. E tutto questo non c’è, nonostante una delibera della Giunta regionale del 2019 ne prevedeva la piena funzionalità entro fine 2021, perché le ASL nascondono in questo modo le difficoltà, per disorganizzazione, nell’erogare le prestazioni.
Tutto ciò si deduce interpretando le informazioni tecniche fornite dall’ARESS, da Innova Puglia e dai gestori dei singoli CUP aziendali, Exprivia, GPI e Engineering ingegneria informatica.
Ma a questo punto è emersa una novità strabiliante. A seguito delle audizioni avviate dalla Commissione, i DG si sono riuniti il 21 maggio scorso (un giorno dopo la prima riunione della Commissione) per prendere atto di questa mancanza e incaricare il responsabile dell’area tecnica del Policlinico di Bari per la predisposizione di un progetto in grado, nel giro di 180 giorni, di far partire il CUP federato: insomma, si progetta ciò che è già stato progettato ed è pienamente funzionante. Un’iniziativa per prendere e perdere tempo, con una tempistica di 6 mesi, utili – in buona sostanza – ad attendere il nuovo sistema informatico in via di appalto, senza muovere un dito.
E mentre tutto ciò accade, frutto di illogica e irrazionale gestione della pubblica amministrazione, i cittadini subiscono, grazie all’occultamento dei dati e quindi all’emersione di profili di disorganizzazione da correggere, la mancata erogazione delle prestazioni sanitarie nei tempi massimi previsti.
Nella riunione di lunedì prossimo verificheremo il tipo di progettazione assegnata al progettista del Policlinico di Bari, per far partire il CUP federato, quello che dovrebbe essere già in funzione – su ordine della Giunta regionale – da fine dicembre 2021.”

San Raffaele Ceglie Messapica, Amati: “Ho chiesto ispezione a ASL, NIRS e Assessorato, per valutare commissariamento e immediata internalizzazione”

“Ho chiesto oggi alla ASL BR, al Nucleo ispettivo regionale (NIRS) e all’assessorato regionale alla Salute, un’ispezione presso il presidio di riabilitazione San Raffaele di Ceglie Messapica, per valutare eventuali irregolarità in grado di giustificare il commissariamento, anche per assicurare il regolare e immediato processo d’internalizzazione deciso dal Consiglio regionale. Il tutto partendo dalle lettere di cessazione del rapporto di lavoro, notificate con motivazione giuridicamente abnorme oltre che illegittima.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Con missiva inviata in data odierna al Direttore generale e al Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Brindisi, nonché al Nucleo ispettivo regionale (NIRS), ho chiesto l’ispezione per verificare il personale impiegato e la congruità di tutti i rapporti di lavoro e il relativo rispetto delle regole di accreditamento e/o convenzionamento, avendo anche a riferimento quanto dichiarato nel corso degli anni e posto a fondamento delle periodiche liquidazioni tariffarie (in particolare, risultano diversi contratti a P.IVA, probabilmente vietati dalle regole di accreditamento e perciò non considerabili ai fini del rispetto degli standard richiesti e delle spese riconoscibili); il livello e la qualità del servizio garantito rispetto ai codici presi in carico, anche tenendo conto di recenti dimissioni di personale sanitario; il titolo contrattuale attraverso cui è attualmente garantito il servizio e la sua legittimità; le attività di controllo esercitate negli anni dalla ASL Brindisi sulla struttura e sui servizi erogati; qualsiasi fatto o atto, anche su richiesta dei dirigenti regionali in indirizzo, in grado di consentire il più accurato svolgimento dell’attività ispettiva, anche per meglio realizzare la finalità d’internalizzazione prevista dalla promulganda legge regionale; ogni altro atto o fatto che dovesse essere ritenuto necessario, anche a richiesta dei dirigenti regionali e nell’ambito della loro attività di controllo.
Ho inoltre chiesto di valutare ogni ipotesi di commissariamento, per meglio consentire il passaggio delle funzioni in capo alla ASL Brindisi.”

Presidio di riabilitazione di Ceglie Messapica, Amati: “Richiesta urgente attività di verifica e ispettiva”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Con missiva inviata in data odierna al Direttore generale della e al Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Brindisi, – in virtù della cessazione del rapporto di lavoro, con motivazione giuridicamente abnorme, e considerata la necessità di garantire la migliore e tempestiva esecuzione della legge regionale (in via di promulgazione) d’internalizzazione del servizio di riabilitazione del presidio di Ceglie Messapica (attualmente gestito dalla Fondazione San Raffaele, – ho chiesto l’avvio immediato di ogni e più utile attività ispettiva, ad ognuno per quanto di competenza, finalizzata a verificare:
a) il personale impiegato e la congruità di tutti i rapporti di lavoro e il relativo rispetto delle regole di accreditamento e/o convenzionamento, avendo anche a riferimento quanto dichiarato nel corso degli anni e posto a fondamento delle periodiche liquidazioni tariffarie (in particolare, risultano diversi contratti a P.IVA, probabilmente vietati dalle regole di accreditamento e perciò non considerabili ai fini del rispetto degli standard richiesti e delle spese riconoscibili);
b) il livello e la qualità del servizio garantito rispetto ai codici presi in carico, anche tenendo conto di recenti dimissioni di personale sanitario;
c) il titolo contrattuale attraverso cui è attualmente garantito il servizio e la sua legittimità;
d) le attività di controllo esercitate negli anni dalla ASL Brindisi sulla struttura e sui servizi erogati;
e) qualsiasi fatto o atto, anche su richiesta dei dirigenti regionali in indirizzo, in grado di consentire il più accurato svolgimento dell’attività ispettiva, anche per meglio realizzare la finalità d’internalizzazione prevista dalla promulganda legge regionale.

Alla luce di quanto esposto ho pertanto richiesto di valutare ogni ipotesi di commissariamento, per meglio consentire il passaggio delle funzioni in capo alla ASL Brindisi, e di essere informato sulle attività compiute.”

San Raffaele Ceglie, Amati: “Licenziato il personale per ritorsione e intimidazione alla Regione. Informerò Procura e Prefettura. Intervenga Dipartimento prevenzione ASL e NIRS”

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“La Fondazione San Raffaele del senatore Antonio Angelucci sta licenziando il personale del centro di riabilitazione intensiva di Ceglie Messapica, con la motivazione espressa di ritorsione contro la Regione Puglia per la legge d’internalizzazione del servizio.
Una vicenda incredibile, considerato che il personale in servizio dovrebbe transitare nella ASL BR e che con i licenziamenti s’intende sottrargli il titolo per il transito.
A questo punto informerò la Procura della Repubblica di Brindisi, affinché possa verificare la sussistenza di reati sia sui licenziamenti che sull’intero rapporto contrattuale, la Prefettura di Brindisi, per quanto di competenza, e la ASL di Brindisi, in particolare il Dipartimento di prevenzione, per verificare le modalità di erogazione del servizio.
Nel frattempo chiederò l’intervento del Nucleo ispettivo della Regione, della sezione competente per la promozione di ogni iniziativa di verifica, oltre che della task force lavoro.
Non ho mai visto una iniziativa così vergognosamente contraria all’interesse pubblico, usando il servizio di riabilitazione intensiva e la sofferenza delle persone. Sarò il testimone dell’accusa in ogni dove, per mettere in evidenza quanto necessaria sia stata la nostra iniziativa d’internalizzazione, per combattere disservizi e carenze assistenziali, testimoniate di recente dalle dimissioni di uno dei migliori medici di riabilitazione intensiva, che da tanti anni serviva la causa con grande dedizione, professionalità e umanità, venuta meno per non dover fare compromessi con la sua coscienza di medico.”

Papilloma e bronchiolite, Amati, Lopalco e 5 Consiglieri: “È legge una strategia d’urto per debellare Papilloma con vaccino e bronchiolite con monoclonali. Siamo i primi in Italia”

“È legge una strategia d’urto per conseguire la più ampia vaccinazione contro il Papilloma virus umano e la somministrazione in fase neonatale di anticorpi monoclonali.
Una strategia d’urto mai utilizzata in Italia, poiché subordina a un colloquio informativo finalizzato alla vaccinazione anti-HPV l’iscrizione a scuola dei ragazzi da 11 a 25 anni, in buona sostanza l’introduzione del concetto di dissenso informato, e autorizza la somministrazione degli anticorpi monoclonali contro la bronchiolite a tutti i neonati.”

Lo dichiarano Fabiano Amati e Pierluigi Lopalco, promotori della pdl, e i sottoscrittori Sergio Clemente, Sebastiano Leo, Ruggero Mennea, Saverio Tammacco e Mauro Vizzino.

“La legge approvata riguarda misure per conseguire l’aumento della copertura della vaccinazione anti Papilloma virus umano (HPV) e la prevenzione delle infezioni da Virus respiratorio sinciziale nel neonato (VRS – bronchiolite).
Nello specifico.
Vaccinazione anti-HPV.
Si tratta di una strategia per rendere la rete informativa a maglie strettissime, così da ridurre i non vaccinati alla sola percentuale di ragazzi e famiglie che scelgono il rifiuto in piena consapevolezza.
Per rendere dunque capillare il dovere d’informazione a carico delle autorità sanitarie e scolastiche sull’utilità della vaccinazione anti Papilloma virus umano, così da debellare le infezioni e prevenire le relative conseguenze cancerose, nell’esclusivo interesse dei giovani pugliesi a una vita di relazione quanto più libera e affidabile, si stabilisce che l’iscrizione ai percorsi d’istruzione previsti nella fascia d’età 11-25 anni, compreso quello universitario, è subordinata alla presentazione di documentazione, già in possesso degli interessati, in grado di certificare l’avvenuta vaccinazione anti-HPV (quindi nessun aggravio per le strutture di certificazione), ovvero un certificato rilasciato dai centri vaccinali delle ASL di riferimento, attestante – a scelta degli interessati – la somministrazione, l’avvio del programma di somministrazione oppure il rifiuto alla somministrazione del vaccino. Non è dunque previsto un obbligo vaccinale, ovviamente, ma il dissenso informato, ossia l’attestazione di una scelta, finalizzata solo ed esclusivamente al diritto dei ragazzi di essere informati. Quale ulteriore prova, che si tratti del diritto dei ragazzi (e famiglie) a essere informati, vi è la previsione di un’attestazione – alternativa alle prime tre ipotesi (somministrazione/avvio programma di somministrazione/rifiuto della somministrazione) – limitata al mero riferimento sull’avvenuto espletamento del colloquio informativo sui benefici della vaccinazione, senza dunque dover costringere gli interessati a prendere implicitamente posizione.
I dati raccolti nell’applicazione della disposizione, come riferita, rientreranno nella gamma dei dati sensibili in materia di salute e perciò dovranno essere protetti con le garanzie e le tutele previste dalla legge.
Prevenzione delle malattie da VRS – bronchiolite.
Si tratta di una legge per rendere disponibile un’efficace strategia di prevenzione delle malattie causate dal Virus respiratorio sinciziale (VRS) nei bambini, attraverso la somministrazione degli anticorpi monoclonali umani approvati dalle autorità regolatorie.
La somministrazione sarà effettuata: in ambito ospedaliero, prima delle dimissioni dal reparto di maternità, per tutti i bambini nati nel periodo epidemico ottobre-marzo; a cura dei servizi territoriali, possibilmente nel mese di ottobre e comunque prima della conclusione del periodo epidemico, per i bambini nati nel periodo aprile-settembre.
Le modalità di somministrazione, i dosaggi e la periodicità, saranno quelli stabiliti dai documenti approvati dalle autorità di regolazione e dalle linee guida più aggiornate.
La strategia preventiva andrà integrata e resa complementare ad altre modalità di prevenzione primaria qualora si rendessero disponibili.”

SLA, 6 Consiglieri: “È legge. Nuove cure, test genetici e registro malattie. E la lotta continua”

“È legge la proposta di somministrazione di nuove cure per combattere la SLA di origine genetica, per istituire l’obbligo al test genetico, così da precisare sempre meglio la diagnosi, e per istituire il registro delle malattie neurodegenerative, così da governare meglio l’epidemiologia e favorire le attività di ricerca.
Anche per questa proposta di legge ringraziamo Mattia Gentile, per la costante consulenza scientifica e genetica, e Giancarlo Logroscino per la consulenza neurologica.”

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Clemente, Sebastiano Leo, Ruggiero Mennea, Saverio Tammacco, Mauro Vizzino.

“La legge riguarda la Sclerosi laterale amiotrofica – SLA e in particolare i test genetici, al fine di meglio precisare la diagnosi di malattia e conseguire maggiore efficacia terapeutica (accogliendo le novità farmacologiche più avanzate già a disposizione e quelle – speriamo – di prossima disponibilità) per i casi con causa genetica, e ridurre la spesa per mobilità passiva anche per gli esami diagnostici (attualmente e inspiegabilmente rivolta presso strutture extraregionali). In questo senso, la legge prevede d’istituire l’obbligo della prescrizione di test genetici, salvo espressa rinuncia della persona interessata, o di chi ne abbia la facoltà legale, per individuare eventuali mutazioni dei geni SOD1, FUS, C9ORF e TDP43, ovvero di ulteriori geni individuati nel corso degli anni successivi e sulla base di nuove e ulteriori innovazioni scientifiche e tecnologiche.
Il Laboratorio di Medicina genomica competente sarà quello dell’ospedale “Di Venere” di Bari-Carbonara, in coerenza con la deliberazione della Giunta regionale 22 ottobre 2012, n. 1912.
La legge provvede a istituire, inoltre, la Consulenza genetica SLA (CGSLA), al fine di diagnosticare con maggiore precocità e tempestività le forme genetiche di Sclerosi laterale amiotrofica.
La CGSLA sarà assicurata a tutte le persone affette e a quelle con rischio di predisposizione accertata su base familiare, allo scopo di programmare eventuali iniziative di sorveglianza diagnostica, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali.
I requisiti d’accesso e le modalità di erogazione della CGSLA, comprese la presa in carico, le misure di sorveglianza diagnostica e relativa periodicità, tra esse le verifiche sulla maggiore concentrazione di subunità di neurofilamenti nel liquor o nel sistema circolatorio, ovvero altre e ulteriori analisi su biomarcatori comunque denominati, saranno stabiliti con delibera del Direttore generale dell’Agenzia regionale per la Salute e il Sociale della Puglia – AReSS, sentiti gli specialisti dei Centri di riferimento per la SLA individuati dalla Regione nella rete per le malattie rare, qualificati nell’assicurare il percorso di presa in carico dei pazienti e la prescrizione dei relativi test genetici. In particolare, tra tali Centri sarà individuato dalla stessa AReSS il Centro con funzione di coordinamento, per esperienze e maggiore casistica trattata, delle attività e i relativi protocolli e per assumere il ruolo di referente nell’istituzione e nella gestione del Registro regionale delle malattie neurodegenerative (non solo SLA), da istituirsi con l’approvazione della stessa proposta di legge. La CGSLA, l’eventuale test genetico e la sorveglianza diagnostica, saranno ovviamente gratuiti.
Come già accennato, la legge provvede a istituire il Registro regionale malattie neurodegenerative (Registro), utilissimo per meglio gestire l’epidemiologia e le attività di ricerca. Il Registro raccoglierà i dati anagrafici, genetici e clinici, compresi i percorsi diagnostici e terapeutici, dei pazienti affetti da malattie neurodegenerative, per finalità epidemiologiche e di ricerca, così da ottenere una più adeguata conoscenze delle diverse malattie e contribuire ad accelerare lo sviluppo di terapie e trattamenti innovativi.
Il Registro sarà compilato, gestito e aggiornato, nell’osservanza di tutte le leggi statali in materia di protezione dei dati sensibili, dall’Agenzia regionale per la Salute e il Sociale della Puglia – AReSS.
In termini transitori, la legge prescrive il test genetico a tutti i pazienti con diagnosi già acclarata alla data dell’entrata in vigore della legge e per i quali non è stata disposta l’indagine genetica.
Ringraziamo tutti i colleghi Consiglieri regionale per l’approvazione unanime.”

Cup unico regionale, Amati: “Sistema informativo idoneo da anni. Non parte a causa delle inadempienze delle ASL, per nascondere le terribili inefficienze. E cittadini soffrono”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Come si sospettava, i sistemi informativi attuali delle ASL, degli incaricati di pubblico servizio e per agende dedicate, sono in grado di supportare da anni il CUP unico regionale, una sorta di federazione di CUP, attraverso un modulo chiamato ‘orchestratore’. È quanto riferito con chiarezza e nettezza dai tecnici auditi oggi in Commissione e in particolare di quelli di Exprivia, gestori di 7 CUP su 10.
Il motivo della mancata partenza, nonostante le promesse sempre rimandate, è riferibile alla scarsa organizzazione delle singole ASL nel fornire le agende, che dovrebbero essere fornite con proiezione nel tempo senza limiti e senza la pratica illegale delle agende chiuse. E quando diciamo agende ci si riferisce anche a quelle dedicate per oncologici, cronici e malati rari, e a quella degli incaricati di pubblico servizio (privato convenzionato), poiché nessuna prestazione riconosciuta deve sfuggire al monitoraggio di efficienza, di appropriatezza e di legalità, garantiti dal sistema unificato.
È chiaro che, senza le informazioni sulle prestazioni erogabili da parte delle ASL, in tutti i tipi di regime, il pur efficiente sistema informativo non è in grado di proteggere le prenotazioni dei cittadini, nei limiti massimi dei tempi d’attesa, generando l’impossibilità di conoscere e quindi di correggere le falle del sistema, facilmente traducibile nel dolore delle persone.
Il motivo di tale inadempimento delle ASL non è difficile da capire, risiede nel tenere nascosto il grado notevole d’inefficienza, terribile se solo si pensi alle molteplici possibilità che si avrebbero, se attivato, nel cogliere parte dei problemi, così da disporre le più opportune soluzioni.
Per questo faremo di tutto per esigere l’attivazione immediata del CUP unico, costringendo le ASL a collaborare. E per far questo non c’è bisogno di attendere l’espletamento della nuova gara per 6,7 milioni di euro, da aggiudicarsi non prima di 6-7 mesi, poiché l’oggetto dell’acquisto del nuovo software non è rivolto a rendere possibile il CUP unico regionale che, come detto, è già oggi possibile, ma sull’acquisto di sistemi innovativi, di maggiori performance e con utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Per questo lunedì prossimo sentiremo Innova Puglia, gestore del modulo ‘orchestratore’, così da provare ad avviare da subito il CUP unico regionale. Chiameremo, inoltre, il DG dell’ARESS, oggi assente perché disabilitato dalle sue funzioni, come rilevato da una lettera di giustificazione inviata alla Commissione, da una disposizione del Direttore del Dipartimento Salute. A questo proposito, il Direttore del dipartimento ha riferito che quella disposizione non conteneva disabilitazioni, ma rappresentava un invito a coinvolgere tutte le ASL pugliesi e non solo la ASL di Bari come, a dire di Montanaro, era accaduto.
In ogni caso si spera che tali dispute possano essere al più presto risolte, così da occuparsi del punto centrale della problematica: l’istituzione al più presto, anche nelle more della gara per le più avanzate tecnologiche, del CUP unico regionale.”

Neuropsichiatria infantile Monopoli, Amati: “Salta l’avvio dei lavori del 27 maggio. Si aggiungono altri due mesi di ritardo. Era tutto prevedibile”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Per la nuova sede della Neuropsichiatria infantile di Monopoli è saltato il deposito del progetto esecutivo entro il 18 aprile scorso, quindi anche la validazione entro il 18 maggio e l’avvio dei lavori entro il 27 maggio. Un cronoprogramma comunicato nella riunione del 18 marzo della Commissione e oggi smentito dall’intervento del RUP della ASL Bari.
Lunedì prossimo cercheremo di capire nel dettaglio le ragioni di questo nuovo e ulteriore ritardo, allo stato riferibile alla richiesta dell’impresa aggiudicataria dei lavori di ottenere più tempo per la redazione del progetto esecutivo, a causa di ulteriori adempimenti di antisismica prescritti dalla Città metropolitana di Bari. Per questo la Commissione sarà riconvocata sull’argomento per lunedì prossimo, invitando anche la Città metropolitana di Bari.
Ecco la storia del complesso procedimento. In data 28 luglio 2020 fu sottoscritto un protocollo tra Regione Puglia, Comune di Monopoli e ASL di Bari, per realizzare al più presto il nuovo centro di Neuropsichiatria infantile, all’interno di un immobile di proprietà comunale sito in via Gobetti.
Se si esclude qualche rara comunicazione stampa, non accade nulla sino al 18 luglio 2022, quando sull’argomento è convocata una riunione della I Commissione. In quella sede si apprende dell’esistenza di uno studio di fattibilità, con l’impegno ASL di approvare il progetto definitivo entro il 18 agosto successivo.
In data 29 novembre 2022 si apprendeva che il progetto definitivo era stato approvato il giorno prima (28 novembre 2022), con tre mesi di ritardo.
In data 12 dicembre 2022, la ASL comunicava l’approvazione del bando di gara per la stessa giornata, con l’impegno ad aggiudicare i lavori entro febbraio.
In data 6 marzo 2023, la ASL comunicava l’apertura delle buste avvenuta il 15 febbraio precedente, l’ammissione di 7 imprese e l’impegno ad aggiudicare e sottoscrivere il contratto entro il 2 maggio, ossia con ulteriori tre mesi di ritardo, per un totale di sei mesi a cui aggiungere i due anni dalla sottoscrizione del protocollo. Totale ritardo: 2 anni e 6 mesi.
In data 16 maggio 2023, la ASL comunicava la sottoscrizione del contratto entro il 2 giugno, cioè con un ulteriore mese di ritardo. Totale: 2 anni e 7 mesi.
In data 11 settembre 2023, la ASL di Bari comunicava non solo di non aver sottoscritto il contratto entro il 2 giugno, ma di non aver nemmeno aggiudicato, poiché priva di disponibilità sulla dotazione finanziaria necessaria e in attesa dell’impegno regionale a far valere il finanziamento sul FESR. Totale ritardo: due anni e 9 mesi.
In data 25 settembre 2023, la ASL comunicava l’aggiudicazione e rinviava a data successiva per la comunicazione del nuovo cronoprogramma.
In data 15 gennaio 2024, la ASL comunicava la sottoscrizione del contratto il 3 gennaio 2024, ossia con un ritardo di sette mesi dalla precedente indicazione di giugno 2023, con impegno al deposito del progetto esecutivo entro il 17 febbraio 2024, successiva validazione entro il 31 marzo 2024 e consegna cantiere i primi giorni di aprile 2024. Totale ritardo: 3 anni e 4 mesi.
In data 11 marzo 2024, la ASL comunicava la mancata consegna da parte del Comune di Monopoli dell’immobile e quindi l’impossibilità a completare la redazione del progetto esecutivo e quindi la sua validazione e l’avvio dei lavori.
Il resto è storia recente, la riunione del 18 marzo 2024, con l’impegno ad avviare i lavori entro il 27 maggio. Totale ritardo: 3 anni e 8 mesi.
A questo ritardo si aggiunge oggi quello di ulteriori due mesi per l’inizio dei lavori, sperando di non doverne aggiungere altri, considerato che poi servirà completarli, arredare la struttura e avviare l’attività.”

Nuovo ospedale Maglie-Melpignano, Amati: “DG LE ancora assente e insensibile a richiami del Dipartimento. Incarico legale strano a avvocato bolognese esperto di diritto marittimo”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sui lavori di costruzione del nuovo ospedale Maglie-Melpignano il DG della ASL di Lecce, a differenza degli altri DG interessati da problemi simili (monoblocco Policlinico di Foggia e nuovo ospedale di Andria), si rifiuta da settimane di far conoscere lo stato della progettazione, con note meramente dilatorie. È tutto ciò persiste, nonostante i richiami dello stesso direttore del Dipartimento salute, in particolare sul dovere di riferire in Commissione.
In ogni caso si spera di conoscere qualche dettaglio in più nella riunione di lunedì prossimo. Nel frattempo si registra la notizia di una nuova spesa, bisognevole di più di un chiarimento: un incarico legale per chiarire una cosa ampiamente chiara, ossia la possibilità di applicare l’istituto della revisione progettuale sulla base delle modifiche al Codice degli appalti. Sul punto desta curiosità, tuttavia, l’attribuzione di un incarico legale esterno a professionista bolognese, il cui incarico non risulta ad oggi (salvo errori) da alcuna delibera pubblicata sul sito della ASL. A parte la questione, quindi, dell’incarico legale esterno a professionista di un foro extra regionale, desta qualche perplessità di coerenza l’oggetto dell’incarico con le maggiori esperienze professionali segnalate sul sito del professionista officiato, a partire da quella in diritto marittimo. Alla condizione che sia considerata una battuta, pare di capire che la scelta sia stata dettata dal fatto che siamo in alto mare.”

Via la nostra legge sulle ASL? Pronti a valutare l’alternativa.

«Abrogare la nostra legge? Avrebbe valore solo dal 2024, i direttori Asl che hanno sforato i tetti di spesa nel 2023 sono già decaduti».

Dopo l’attacco sferrato da buona parte della maggioranza regionale, che nelle scorse ore ha depositato una proposta di legge per cancellare quella di Azione sul contenimento della spesa farmaceutica, Fabiano Amati, commissario regionale di Azione e presidente della Commissione Bilancio, rilancia: Ci facciano una proposta migliore e la sosterremo».

Consigliere Amati, quindi la vostra legge sarà abrogata?

Questo non lo so, vorrei solo sapere dai colleghi proponenti qual è a loro avviso la soluzione migliore perché non credo che abbiano come obiettivo consentire gli sperperi nella spesa farmaceutica. Se il loro piano è migliore del nostro lo approveremo con loro».

Ci sono stati contatti con chi l’ha firmata?

«No. Le avvisaglie che a molti non piaceva però c’erano state. Certo, nessuno dice che le nostre cose siano le uniche possibili. Voglio capire qual è il loro piano perché non posso pensare che ci sia solo un’intenzione di sanatoria».

Che sanatoria sarebbe?

Gli effetti decadenziali si sono già verificati per il 2023. Quindi se la spesa è stata oltre i tetti i direttori delle Asl sonogià decaduti. La legge varrà per il 2024 perché non può avere va lore retroattivo».

Di fatto non sono mai decaduti però.

No, ma decadranno quando verrà accertato formalmente lo sforamento, con efficacia riferita al 2023»

L’ex assessore alla Sanità PierLuigi Lopalco dice che non si puó utilizzare la scimitarra per fare ordine nel settore.

Se dobbiamo parlare di scimitarra vorrei far notare che non è la legge a utilizzarla ma la delibera della Giunta a cui la legge rimanda. Una delibera in tutto e per tutto analoga a quelle predisposte dallo stesso Lopalco quando era assessore. Il metodo è sempre uguale. Quindi se lui ritiene che la delibera attuale sia fatta con la scimitarra lo stesso si può dire per le precedenti. Io penso invece che quelle delibere fossero giuste perché applicavano parametri rigorosi tenendo presenti fabbisogni, produttività e risparmio, escludendo dai tetti i farmaci oncologici che hanno un budget a parte.

Come spiega allora questa presa di posizione da parte dei consiglieri, anche del Pd ?

«Vedremo quando presenteranno il piano per il 2024 quali sono gli elementi di critica alle delibere di Emiliano» .

Come Azione vi sentite politicamente rifiutati?

No, ci sentiamo politicamente ammirati. Se tutti si occupano delle nostre cose e vogliono contribuire a migliorarle non abbiamo che da ringraziare.

Michele Emiliano ha accolto molte delle vostre condizioni a patto di tenervi in maggioranza e farvi votare contro la sfiducia, Crede che ora sia in imbarazzo rispetto a quelle promesse?

Emiliano in Consiglio è stato chiarissimo rispetto alle nostre richieste e se I colleghi presenteranno un piano più efficace saremo noi stessi a chiedergli di disattendere gli impegni presi con Azione.

Esiste questa possibilità?

Secondo me no, perché le delibere di Lopalco e Palese sono nelle leggi. Dentro c’è già tutto: sforiamo i tetti perché le singole Asl non mantengono un atteggiamento rigoroso dal punto di vista organizzativo sulla spesa propria come invece fanno su quella convenzionata. Si duri con gli altrieflaccidi con se stessi.

Perché accade e perché gli stessi medici difendono lo status quo?

lo mi sono stupito dei sindacati dei medici che invece di di re “siamo stati virtuosi” con la spesa convenzionata, quella del le farmacie, e invitare gli altri a imitarli, si mettono a difendere le inefficienze altrui. Una sorta di sindrome di Stoccolma, ma siccome non sono medico lascio a loro la diagnosi».

Se la legge sarà abrogata usci rete dalla maggioranza?

«No, usciremmo dai conti. Ma Emiliano secondo noi man terrà l’impegno preso».

Medierete sui distinguo tra i vari casi, salvando chi ha sfo rato “senza colpa” ?

«Se Emiliano ritiene che il sistema dello sforamento debba essere assoggettato al requisito psicologico della colpa potrà in serirlo nella sua delibera a cui la nostra legge fa riferimento. Ma temo che non potrà farlo per ché nessun dirigente firmerebbe la regolarità di un sistema di gradazione non previsto dalle leggi statali, pena la Corte dei conti».

Le rimproverano di voler fare l’assessore ombra. Cosa risponde?

«Non faccio nulla in ombra, anzi, spesso mi criticano per ché sono troppo alla luce del sole. Il mio partito è d’accordo sul la responsabilità della commissione che presiedo, che ha il compito di tenere d’occhio il valore sacrale delle tasse pagate dai cittadini e quando si fa que sto non si può restare in ombra. Bisogna spiccare, a costo di qualche inimicizia».