Ospedale Comunità San Pancrazio, Amati: “Lavori finiti. Subito in funzione. Ho scritto a DG”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sono terminati da un po’ i lavori di adeguamento della struttura per allocare l’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino. Ora serve solo il rapido accreditamento sanitario, ai sensi del regolamento regionale e dell’accordo Stato-regioni, per poi avviare l’attività. Spero che sia sufficiente un mese di tempo, trascorso il quale sarà mia cura esercitare tutte le attività più utili a conseguire il risultato atteso. È questione di salute e non si può tergiversare, magari facendo confusione tra le regole sul modulo minimo di 20 posti letto, previsto per accedere ai fondi del PNRR, e le regole sul modulo minimo di 15 posti letto previsto dall’accordo Stato-regioni.
L’Ospedale di Comunità di San Pancrazio salentino è stato autorizzato e adeguato in tempi molto precedenti alla stessa idea del PNRR, per cui l’unica cosa che mi attendo, assieme ai cittadini, è l’immediata funzionalità.
Per queste ragioni ho sollecitato il Direttore generale della Asl Brindisi ad assumerne tutte le iniziative più congrue e faccio dunque affidamento alle sue doti di affidabilità e senso pratico”.

Ospedale Monopoli-Fasano, Amati: “383 giorni al fine lavori. Poche maestranze. CTC concede altri 700mila euro. Si tratta di un bancomat?”

“Mancano 383 giorni al fine lavori previsto per il 25 aprile 2023, ossia circa il 51 per cento dei lavori da svolgersi nel 24 per cento del tempo residuo. Nel mese trascorso nulla è cambiato sulle maestranze impegnate, sempre la stessa media e sempre poche. E nel frattempo una nuova determina del Collegio consultivo tecnico, che sempre all’unanimità liquida circa 700mila euro all’impresa. Siamo di fronte a un bancomat? Lo verificheremo lunedì prossimo in Commissione, forse l’unico luogo in cui si pensa agli ospedali come luogo per curare le persone e perciò da realizzare al più presto”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Alla data del 31 marzo 2022, risultavano effettuate lavorazioni pari al 48,06 per cento, per un ammontare di euro 36.462.937,29. Resta dunque da realizzare il 51,4 per cento dei lavori, in un tempo residuo del 24,4 per cento. Sempre poche le maestranze impiegate: si mantengono nella media di 138,7 al giorno.
Secondo il cronoprogramma entro il 29 marzo dovevano essere completate tutte le pareti e le facciate esterne.
Ad occhio non mi sembra che ciò sia accaduto. Lo verificheremo lunedì prossimo in Commissione.
Nonostante gli impegni, atti aggiuntivi e ulteriori risorse, su cui continua ovviamente l’attività di puntuale verifica, nell’ultimo mese non si registrano significativi cambiamenti sull’andamento.
Non capisco per quale motivo ciò accade, considerato che c’è stato il tempo per adattare l’organizzazione di cantiere al nuovo cronoprogramma.
Per il mese di aprile non sono previste opere in fase di ultimazione.
Ricordo sempre ai manager Asl, alla Direzione lavori e all’impresa, che il nuovo ospedale è un presidio di salute diretto alle necessità di tutti: sentirsi interpellati dalla missione di far presto e bene, per porre fine allo scempio di privazione assistenziale di questa larga fascia territoriale della regione, mi pare che sia una cosa da non dover affermare a parole ma attraverso le opere”.

Canoni locazione, Amati: “Sprechiamo oltre 1milione per fitto di locali in Fiera che non ci servono. Subito revoca o risoluzione contratti”

 

“La Regione Puglia conduce in locazione immobili che non servono, di proprietà dell’ente Fiera del Levante, su cui stiamo realizzando lavori per 4,6 milioni finalizzati a opere che spetterebbero al proprietario e che comunque riguardano solo le facciate e non sarebbero quindi utili all’utilizzo. A ciò si aggiunga il fatto che, in base a un contratto del 2020, la Regione dovrebbe farsi carico dei servizi di manutenzione verde e vigilanza dell’intero complesso fieristico. Occorre risolvere o revocare i contratti, perché la Regione Puglia non può sprecare più di 1milione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, commentando l’esito dell’audizione odierna con il dirigente della sezione Demanio e patrimonio.

“Abbiamo innanzitutto apprezzato la serietà e la linearità della Dott.ssa Costanza Moreo, nel descrivere la situazione e difendere gli interessi pubblici.
Il quadro delle locazioni passive presenta piccole situazioni incongrue, come l’immobile in locazione di Ugento per la formazione professionale o il comodato gratuito in favore dei Carabinieri forestali senza la registrazione del contratto, e notevoli aspetti problematici: su quest’ultimi spicca la rete di rapporti negoziali con l’Ente Fiera del Levate, tra canoni di locazione, lavori a scomputo, assunzione di oneri di gestione e inutilità della locazione.
Infatti: i rapporti tra Regione Puglia ed Ente Fiera del Levante riguardano tre contratti e un addendum.
Il primo contratto del 2013 attiene a padiglioni in uso da parte della Regione, con canoni di locazione che sarebbero però da rivedere, con riferimento a un complesso di obbligazioni che pone a carico del conduttore oneri spettanti al locatore.
Il secondo contratto del 2018 attiene a padiglioni in uso della Regione, in particolare gli uffici di un assessorato, con canoni di locazione da revisionare per lo stesso motivo segnalato per i contratti del 2013.
Il terzo contratto del 2020, definito addendum, riguarda immobili che in gran parte non si comprende a cosa potrebbero servire, come peraltro confermato dal Direttore del dipartimento Cultura. A ciò si aggiunga che su quegli immobili la Regione ha assunto l’onore di realizzare lavori di ripristino delle facciate e anti-sismica per 4,6 milioni di euro, generalmente di competenza del proprietario, che quando saranno portati a termine non potranno comunque assicurare l’uso perché l’interno si presenta allo stato grezzo.
E su tutto ciò grava la circostanza che con l’addendum la Regione Puglia si è obbligata a fornire i servizi di manutenzione verde e vigilanza dell’intero quartiere fieristico, ossia non solo relativo alle pertinenze condotte in locazione, che in virtù del mancato adempimento sono state oggetto di richiesta di rimborso venale per oltre 200mila euro.
In definitiva, viene fuori un quadro di locazioni passivo per un ammontare complessivo di 1.200.000 annui, che potrebbero essere certamente rinegoziati a meno della metà, qualora si volesse rispettare il codice civile, il buon senso e le richieste di contenimento della spesa della Corte dei Conti.
Nelle prossime settimane analizzeremo il rapporto dettagliato che la sezione c’invierà, riconvocando la Commissione sull’argomento”.

Ospedale Fiera, Amati: “Scelta sbagliata. Smantellare e recuperare attrezzature e arredi. Ha ragione Decaro”

 

“L’ospedale in Fiera è stata una scelta sbagliata, peraltro foriera di sperperi e guai vari; tenerlo in funzione può solo allargare il fronte delle responsabilità e aggravare i problemi che già ci sono. Averlo usato per curare le persone è il minimo sindacale e non può essere usato come argomento a giustificazione degli errori, perché una soluzione più razionale avrebbe avuto la stessa utilità. Ora bisogna attendere le dimissioni degli ultimi pazienti e smantellare la struttura avendo cura di recuperare altrove arredi e attrezzature. E tutto questo è possibile approvando un accordo in grado di definire tempi certi, così come chiede giustamente il sindaco di Bari Antonio Decaro, possibilmente senza oneri a carico della Regione o riducendoli al minimo indispensabile”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Dopo un lungo dibattito su destinazioni alternative e non senza ipotesi fantasiose, giunge al capolinea la storia dell’ospedale in Fiera.
Era chiaro sin dall’inizio che la soluzione non avrebbe potuto avere durata, soprattutto per la mancata contiguità strutturale con un ospedale di II o I livello. E questa semplice considerazione avrebbe dovuto suggerire, in applicazione dei principi basilari delle organizzazione di Protezione Civile, una scelta di bilanciamento tra l’esigenza emergenziale e l’utile riconversione delle strutture e attrezzature alla fine dell’emergenza.
Così purtroppo non è andata e ora appare indispensabile gestire la fase del ritorno alla normalità, cercando di recuperare al massimo gli arredi, le attrezzature e i materiali.
Non credo che l’accordo puntuale tra Regione e Ente proprietario degli immobili, giustamente reclamato dal sindaco Decaro, debba essere calibrato su tutto il 2022, ben potendo contenere clausole di risoluzione ben più anticipate e quindi con minori oneri. Confido, ovviamente, che il periodo di proroga possa essere negoziato con oneri ridotti al minimo oppure senza alcun onere per la Regione, sia per motivi di principio – in fondo siamo tutti Stato – che in forza delle numerose partite di locazione, alcune di discutibile necessità, intercorrenti tra gli stessi soggetti”.

Piano casa, Amati: “Abbiamo atteso abbastanza. O Giunta presenta sua proposta o procediamo con la nostra”

 

“Abbiamo atteso abbastanza. O la Giunta regionale presenta il suo disegno di legge sul Piano casa oppure procederemo con l’esame della nostra proposta.
La decisione unanime della Commissione di  procedere con celerità all’esame e all’approvazione di una legge per rendere strutturale il vecchio Piano casa, s’indirizza a solidi principi di sicurezza ambientale, produttività e legalità”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, primo firmatario della proposta di legge Programma eco-casa di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente.

“Dobbiamo superare al più presto la fase d’incertezza derivante dall’impugnazione presentata dal Governo nazionale sulla proroga al 2022 della legge sul Piano casa. A prescindere, infatti, dall’eccellente e robusta difesa tecnica che l’Avvocatura regionale ha presentato alla Corte Costituzionale, c’è la necessità di approdare all’approvazione di una legge strutturale, in grado di mettere a tacere una volta per tutte le spinte ideologiche che attorno alla critica al Piano casa provano a raggiungere prospettive inquinanti, pauperiste e altamente discrezionali.
C’è un imponente settore produttivo ad alta densità di posti di lavoro, come l’edilizia, che ci chiede d’intervenire con urgenza e non possiamo rispondere con l’inerzia.
Per questo auspichiamo che sia presentato entro giovedì prossimo il testo annunciato dalla Giunta regionale, pronti a recepirlo e quindi a ritirare la nostra proposta.
Se ciò non dovesse accadere procederemo con la nostra proposta di programma eco-casa, perché rivolto a rigenerare il patrimonio edilizio nel rispetto del piano paesaggistico, senza consumare suolo, generando risparmio energetico, incentivando la produzione ed evitando istigazioni alla corruzione da attività amministrativa discrezionale”.

Screening SMA, Amati: “7549 bimbi e nessun positivo. Ecco cosa significa essere gli unici in Italia”

“Su 7549 test effettuati ai bimbi nati in Puglia dal 6 dicembre 2021 non ci sono positivi alla SMA. Ecco cosa significa essere gli unici in Italia con lo screening obbligatorio e con la possibilità, quindi, di somministrare tempestivamente le terapie oggi disponibili.
Non avremo più casi come quelli di Melissa, Federico, Paolo, Giovanni e Marco: cinque bimbi che con la loro sofferenza ci stanno facendo segnare la storia della lotta alla SMA in Italia.
Nelle prossime settimane con le stesse attrezzature acquisitate per lo screening SMA si potrà diagnosticare la malattia di SCID, ossia un’immunodeficienza combinata grave”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Ringrazio innanzitutto la Asl di Bari, il Laboratorio di genomica del Di Venere di Bari e i 27 punti nascita della regione.
Dopo l’approvazione della legge regionale sullo screening obbligatorio su tutti i neonati pugliesi, avvenuta nell’aprile del 2021, la Asl di Bari ha acquisito le attrezzature e messo in attività il servizio in meno di 8 mesi. Il laboratorio di genomica dell’ospedale Di Venere di Bari, diretto da Mattia Gentile, ha analizzato, dal 6 dicembre 2021 al 28 marzo 2022, 7549 campioni inviati dai 27 punti nascita pugliesi, con esito negativo.
Ecco il dettaglio: Bari A.O.U.C. Policlinico 544, Bari -Di Venere 636, Corato 263, Monopoli 169, Bari-San Paolo 120, Altamura 118, Bari-Mater Dei 535, Acquaviva 564, Brindisi 385, Francavilla Fontana 214, Barletta 173, Andria 150, Foggia 695, San Giovanni Rotondo 230, San Severo 173, Cerignola 162, Lecce 644, Tricase 355, Galatina 189, Scorrano 172, Gallipoli 113, Taranto 587, Castellaneta 147, Martina Franca 204, Bisceglie (Centro Covid) 7”.

Case di comunità, Amati: “In Provincia di Brindisi 9 Case di comunità per assistenza sanitaria. Ecco i Comuni”

“In Provincia di Brindisi ci saranno 9 Case di comunità per l’assistenza sanitari e socio-sanitaria, finanziati con i fondi del PNRR e nell’ambito del programma di 121 strutture su tutto il territorio regionale. Si tratta di Brindisi, Cisternino, Francavilla Fontana, Ostuni, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni, Torre Santa Susanna e Villa Castelli. Si continua a fare passi in avanti, ma dopo la programmazione ciò che più conta sarà attivarli al più presto. E su questo non farò mancare il supporto operativo”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La nuova organizzazione territoriale in provincia di Brindisi prevede i già esistenti e funzionali 3 presidi territoriali d’assistenza per attività medica e chirurgica (Fasano, Mesagne e San Pietro Vernotico), 3 presidi territoriali d’assistenza per attività medica (Ceglie Messapica, Cisternino e Brindisi) e 8 ospedali di comunità:  Brindisi, autorizzato e finanziato con PNRR, Cisternino, Ceglie Messapica, Fasano, Latiano, autorizzato e finanziato con PNRR, Mesagne, San Pancrazio Salentino, adeguato e di prossima attivazione, e San Pietro Vernotico.
A questa importante organizzazione territoriale si aggiungeranno, come detto, 9 case di comunità. Il tutto per completare la rete dell’assistenza territoriale e rendere più fluida l’attività degli ospedali di II livello Perrino di Brindisi, di I livello Camberlingo di Francavilla Fontana, di I livello Monopoli-Fasano (in fase di costruzione) e di base di Ostuni.
Le case di comunità sono strutture di assistenza multidisciplinare, dotati di medici specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e infermieri di comunità e ulteriori professionisti della salute. Nelle case di comunità troveranno allocazione anche un punto prelievi e apparecchiature per diagnosi polispecialistica”.

Cancro al seno, Amati: “Nuova legge presa sottogamba. Da febbraio nulla di fatto. Ma lo sanno i DG che decadono?”

“La nuova legge sul potenziamento dello screening mammario, licenziata ieri senza rilievi anche dal Consiglio dei Ministri, è stata presa sottogamba dalle Asl e dal Dipartimento Salute. Dalla data di entrata in vigore, ossia il 3 febbraio 2022, non sono state istituite le prenotazioni a data fissa, incrementati gli avvisi per lo screening, attivati i protocolli di sorveglianza per mutazioni BRCA1 e BRCA2 e introdotta l’esenzione D-99. Ma lo sanno i DG che, così facendo, la legge prevede la loro decadenza automatica? Aggiornamento tra 30 giorni, nella speranza che non ci siano più ritardi”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati, commentando l’esito della riunione odierna di verifica sull’esecuzione della legge del 3 febbraio 2022 n. 1.

“Da non crederci. Una legge che riguarda la vera parità di genere, ossia contrastare la morte di un gran numero di donne per carcinoma mammario, trattata come una qualsiasi disposizione amministrativa da applicare con l’istituzione di seriali tavoli e tavolini, spesso inconcludenti.
E pensare che c’è ancora oggi chi vorrebbe proporre la modifica di quella legge, prima ancora di applicarla, perché ritiene troppo severa la sanzione della decadenza dei direttori generali delle Asl in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi.
Veniamo al dunque. Ho sottoposto oggi dieci domande ai direttori generali delle Asl, per verificare l’adempimento alle diverse disposizioni previste dalla legge.
A tutte le domande la risposta è stata generalmente insufficiente su tutti gli adempimenti e precisamente: sulla prenotazione a data fissa degli screening successivi al primo; sulle istruzioni ai medici di medicina generale per la verifica di rischio eredo-familiari delle proprie assistite; sulle istruzioni alle Breast units relative alle gestione delle innovazioni legislative; sulla individuazione dei lavoratori di riferimento per i test genetici BRCA1 e BRCA2; sull’adozione dei protocolli operativi dei laboratori di riferimento; sulle istruzioni per l’avvio della consulenza genetica oncologica; sulle indicazioni operative ai genetisti per lo svolgimento del test BRCA1 e BRCA2; sulle indicazioni ai centri di screening mammografico e ginecologico per lo svolgimento dei programmi di sorveglianza su persone con mutazioni; sull’istituzione del codice di esenzione D-99.
Il quasi generalizzato inadempimento a tali prescrizioni legislative è addebitabile all’assessorato alla salute per l’adeguamento dei sistemi informativi e l’istituzione del codice di esenzione e alle singole Asl per le altre questioni.
La Commissione si riunirà tra 30 giorni per verificare gli impegni all’adeguamento assunti oggi, nella consapevolezza che ogni minuto perso coincide con la morte di una persona. E ciò non possiamo permettercelo di fronte a una malattia che se diagnosticata in tempo può essere battuta”.

PNRR Sanità, Amati: “Manca piccola chirurgia pubblica nei capoluoghi. Bene Ospedali Comunità e grandi macchine. Ecco i numeri”

“Nel programma sanità del PNRR manca l’individuazione di centri di piccola chirurgia pubblica nei capoluoghi di provincia, tranne Brindisi. È questa una domanda di salute territoriale importantissima che non riesce nemmeno a essere appagata dalle strutture private e che in questo modo finisce per intasare i grandi ospedali o negare l’assistenza per i cittadini più poveri e disorientati. Qui c’è uno dei nodi più grossi del disagio, dell’attesa e delle disfunzioni, che spesso viene occultato con motivazioni burocratiche dalle attenzioni del decisore politico.
Mi pare invece condivisibile la proposta sulle 121 Case della salute, sui 36 ospedali di comunità – di cui 27 esistenti da ristrutturare e 9 di nuova costituzione – e sull’acquisto di 273 grandi macchine, tra cui Tac, risonanze, acceleratori lineari, angiografi, gamma camera semplici o congiunti a Tac, mammografi, Pet-tac e ecotomografi”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“La domanda di salute territoriale rappresenta la stragrande maggioranza delle prestazioni assistenziali. La carenza di strutture a ciò dedicate è il motivo di profonda disorganizzazione e di notevoli problemi di affollamento degli ospedali. Per questo mi aspettavo l’individuazione nel programma PNRR di centri di assistenza territoriale di tipo chirurgico in tutti i capoluoghi di provincia, da aggiungere ai 27 presidi territoriali di assistenza già in funzione, e istituiti a seguito della riconversione dei vecchi ospedali di base. E invece su questo punto non ci sono previsioni innovative, tranne il caso del Di Summa di Brindisi peraltro destinato a quella vocazione prima della pandemia, caricando tutto il peso della piccola chirurgia sugli ospedali per acuti o sulle strutture private.
Sul versante, invece, dell’assistenza territoriale relativa agli ospedali di comunità per dimissioni protette e case della salute per domande di medicina generale specialistica, anche pediatrica, mi pare di poter esprimere soddisfazione, sia per l’introduzione di 9 nuovi ospedali di comunità, portando a 36 il numero complessivo, sia per la radicata presenza di 121 case della salute.
L’elenco delle case della salute sarà reso noto nei prossimi giorni e vedrà la presenza di queste strutture anche nei comuni capoluoghi. Per quanto riguarda, invece, gli Ospedali di Comunità saranno istituiti quelli di Bari, Taranto, Foggia e Andria, che andranno ad aggiungersi a cinque nuovi non ancora resi noti e a quelli di Rutigliano, Bitonto, Ruvo di Puglia, Noci, Grumo Appula, Minervino Murge, Trani, Torremaggiore, Sannicandro, Monte Sant’Angelo, Vieste, Accadia, Massafra, Grottaglie, San Pietro Vernotico, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Mesagne, Brindisi, San Pancrazio Salentino, Latiano, Campi Salentina, Nardò, Poggiardo, Maglie e Gagliano del Capo.
Per quanto riguarda, invece, le grandi macchine diagnostiche, registro la grande utilità del programma d’acquisto di 273 apparecchiature, così suddivise:
ASL BARI – Tac 11, Risonanze 2, Sistemi radiologici 8, Angiografi 2, Gamma camera 1, Gamma camera Tac 1, Ecotomografi 10;
ASL BAT – Tac 4, Risonanze 1, Sistemi radiologici 5, Angiografi 1, Mammografi 1, Ecotomografi 8;
ASL BRINDISI – Tac 5, Risonanze 2, Acceleratori lineari 1, Sistemi radiologici 4, Angiografi 2, Gamma camera 1, Gamma camera Tac 1, Pet-tac 1, Ecotomografi 4;
ASL FOGGIA – Tac 3, Risonanze 3, Sistemi radiologici 4, Angiografi 1, Mammografi 2, Ecotomografi 20;
ASL LECCE – Tac 8, Risonanze 1, Sistemi radiologici 13, Angiografi 3, Pet-tac 1, Ecotomografi 8;
ASL TARANTO – Tac 8, Risonanze 3, Sistemi radiologici 4, Angiografi 4, Ecotomografi 40;
POLICLINICO DI BARI – Tac 2, Risonanze 2, Sistemi radiologici 4, Angiografi 4, Ecotomografi 10;
POLICLINICO DI FOGGIA – Tac 4, Risonanze 1, Sistemi radiologici 4, Angiografi 3, Gamma camera 1, Mammografi 1, Gamma camera-Tac 1, Pet-tac 1, Ecotomografi 15;
IRCCS DE BELLIS – Tac 1, Sistemi radiologici 2, Angiografi 1, Pet-tac 1, Ecotomografi 4;
IRCCS GIOVANNI PAOLO II – Tac 2, Risonanze 1, Acceleratori lineari 1, Sistemi radiologici 1, Mammografi 2, Ecotomografi 2”.

Casa Paisiello, Amati: “Lavori ricominciati il 21 marzo per terminare il 30 novembre”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Osserviamo il rispetto dell’impegno assunto di riavvio dei lavori per il 21 marzo scorso. Dal nuovo cronoprogramma risulta ora che i lavori termineranno il 24 novembre 2022.
La Regione Puglia ha finanziato l’opera con 500mila euro. La legge con cui fu stanziato il finanziamento fu proposta dell’ex Consigliere regionale Francesca Franzoso e approvata dal Consiglio regionale.
Sulla base del protocollo d’intesa i lavori dovevano essere terminati il 1° aprile 2021. Verificheremo nella prima settimana di luglio l’andamento dei lavori”.