Vaccinazioni, Amati: “Abbiamo recuperato sei postazioni nella classifica nazionale. Avanti così”

“L’obiettivo di una media giornaliera di 33mila dosi in tutta la Puglia è stato raggiunto ieri. I dati ufficiali riportano 32.328 dosi ma come accade giornalmente qualche centinaio di dosi fatto nel tardo pomeriggio del giorno precedente viene poi conteggiato in seguito. Sono soddisfatto. Abbiamo recuperato in poche ore ben sei posti nella classifica nazionale. Adesso c’è da mantenere questo trend e andare avanti con l’unica parola che conta in una pandemia, cioè la scienza”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:15 del 1 dicembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 30 novembre, sono state somministrate 32.328 dosi. Più 2.711 dosi rispetto al 29 novembre, più 26.783 dosi rispetto al 28 novembre e più 9.925 dosi rispetto al 27 novembre.
Le 32.328 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 28.868 richiami, 1.718 prime dosi, 1.699 seconde dosi e 43 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 40, somministrate sinora sono 406.635, su un totale complessivo di 1.032.770. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 626.135, pari al 39,37 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al decimo posto con il 10,36 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,36 per cento, anche la seconda l’81,49 per cento.
Sono invece 475.443 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 491.337 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,35 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 21 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 136 su 2745 posti letto disponibili”.

Per ulteriori informazioni consultare il portale https://fabianoamati.it/covidreport/home

SMA, Amati: “Lopalco omette volontariamente l’unica questione di rilievo: la prescrizione medica e il via libera Aifa”

“La vicenda del farmaco anti Sma non ruota attorno ai soldi, ossia la rimborsabilità, ma sull’unico fatto di scienza medica che Lopalco volontariamente e continuamente omette: la prescrizione della terapia da parte di un neuropsichiatra infantile di un centro italiano di eccellenza e sulla base di un atto di assenso di Aifa datato 17 settembre 2021, opportunamente richiesto dal presidente Emiliano”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La questione sulla rimborsabilità della terapia, cioè un fatto ragionieristico che prescinde dai profili clinici, riguarda una contraddizione di normativa tra enti regolatori. Mentre l’Agenzia italiana nega ai bimbi italiani tracheostomizzati la somministrazione della terapia, i bimbi di tanti altri Paesi del mondo possono invece ottenerla sulla base della normativa dell’Agenzia europea o, per citare una della più importanti, americana.
In data 17 settembre 2021, Aifa ha così risposto a una richiesta del presidente Emiliano: <<Rimane in carico all’équipe clinica multidisciplinare il compito di stabilire – nel singolo paziente e dopo un’attenta valutazione delle condizioni complessive – se sia opportuno prevedere di effettuare tale trattamento. Nel caso in cui l’équipe specialistica di un centro di riferimento italiano considerasse il paziente idoneo al trattamento, sebbene al di fuori delle condizioni previste per la rimborsabilità del Servizio sanitario italiano, non si ravvede comunque la necessità che tale trattamento venga effettuato all’estero>>. Ciò significa che Aifa rimetteva la decisione alla scienza medica e sulla base delle condizioni cliniche del singolo paziente.
Poiché nel caso di un bimbo pugliese c’è stata la prescrizione medica di un’équipe multidisciplinare di un importante centro specialistico italiano, così come richiesto da Aifa, per quale motivo la Regione Puglia dovrebbe disattendere una richiesta formulata sulla base della scienza medica? Per quale motivo la Regione Puglia dovrebbe negare ciò che in altri Paesi del mondo è consentito? Forse per le regole di rimborsabilità? Ma può quindi una regola burocratico-ragionieristica, posta a fondamento del dissenso del collega Lopalco, fermare una decisione di scienza medica qualificata, libera e responsabile?
La questione è tutta sul punto della prescrizione medica, e omettere l’argomento è profondamente crudele e depista inutilmente l’opinione pubblica e gli organi d’informazione.
Bene ha fatto dunque il presidente Emiliano a proporre la norma approvata ieri dal Consiglio e formulata sulla base della scienza medica, della scienza giuridica, della coscienza e della ragionevole speranza di poter offrire una chance ai bimbi malati di Sma”.

Vaccinazioni, Amati: “Superate le 26mila dosi. Il vaccino riduce le varianti e permette di baciarci: parola di Katalin Karikò”

“Eccoli i risultati del rafforzamento degli hub vaccinali. Ieri abbiamo superato le 26mila dosi in 24 ore, peraltro di queste ben 23.851 sono richiami, quindi rinnovi della protezione. Ancora meglio l’andamento settimanale che ha superato le 162mila dosi rispetto all’obiettivo sempre più vicino delle 231.941. Più gente si vaccina meno possibilità ci sono che il virus muti: lo ha spiegato Katalin Karikó, la madre del vaccino con l’RNA messaggero, l’istruttore delle cellule, che ci ha permesso di ridurre drasticamente i contagi e i decessi, facendoci tornare a baciarci”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:12 del 30 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 29 novembre, sono state somministrate 26.611 dosi. Più 21.857 dosi rispetto al 28 novembre, più 4.784 dosi rispetto al 27 novembre e meno 3.526 dosi rispetto al 26 novembre.
Le 26.611 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 23.851 richiami, 1.504 prime dosi, 1.202 seconde dosi e 54 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 40, somministrate sinora sono 372.164, su un totale complessivo di 1.032.770. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 660.606, pari al 36,04 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sedicesimo posto con il. 9,48 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,03 per cento, anche la seconda l’81,43 per cento.
Sono invece 477.420 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 529.925 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,14 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 137 su 2745 posti letto disponibili”.

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PNRR Sanità, Amati: “Ogni settimana aggiornamenti su stato avanzamento programma”

“Ogni settimana ci riuniremo nelle Commissioni congiunte Programmazione e Sanità per avere aggiornamenti sullo stato di avanzamento del programma Pnrr per la sanità territoriale. Allo stato tutte le Asl hanno presentato le loro proposte per allestire la rete di Ospedali di comunità e Case della salute”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Tutte le Asl hanno inviato le loro rispettive proposte per realizzare la rete di medicina territoriale con le risorse del Pnrr.
Adesso il tutto sarà valutato rapidamente affinché la proposta pugliese sia definita entro il 20 dicembre.
L’importanza del potenziamento della rete sanitaria territoriale rende eccezionale anche la fase di verifica sull’andamento del procedimento, per cui la disponibilità del direttore del Dipartimento Vito Montanaro a riferire ogni settimana alle Commissioni mi pare opportuna oltre che utile”.

Vaccinazioni, Amati: “4mila dosi domenicali significano tanto ma dobbiamo fare di più. Contagiato omicron salvato dal vaccino”

“Il virus non si prende la domenica di riposo. È indubbio che oltre 4mila dosi sono un dato in netto miglioramento rispetto alle 40 o alle 139 dosi delle domeniche precedenti ma dobbiamo migliorare. Invito tutti a leggere la storia del dipendente Eni che è il paziente zero della nuova variante Omicron. Ha ripetuto più volte che grazie al vaccino ha lievi sintomi e i suoi familiari stanno bene ma anche che il test eseguito prima del decollo dal Mozambico era risultato negativo. Una risposta chiara a chi sostiene che il test sia più efficace del vaccino nel contrasto al contagio”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:13 del 29 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 28 novembre, sono state somministrate 4.323 dosi. Meno 16.493 dosi rispetto al 27 novembre, meno 24.396 dosi rispetto al 26 novembre e meno 25.356 dosi rispetto al 25 novembre.
Le 4.323 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 4.100 richiami, 176 prime dosi, 44 seconde dosi e 3 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 40, somministrate sinora sono 344.187, su un totale complessivo di 1.032.770. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 688.583, pari al 33,33 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sedicesimo posto con l’8,76 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,25 per cento, anche la seconda l’81,39 per cento.
Sono invece 479.126 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 561.333 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,56 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 22 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 137 su 2745 posti letto disponibili”.

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Ammodernamento ospedali ex art. 20, Amati: “Manca documentazione, le Asl facciano presto. Da spendere oltre 250milioni”

“Spero che entro venerdì le Asl integrino la documentazione mancante relativa ai progetti di riammodernamento degli ospedali pugliesi. Ci sono oltre 250milioni da spendere relativi a vecchie programmazioni e non solo PNRR. E’ quindi indispensabile fare presto e inviare la richiesta al Ministero, così da ottenere l’ultimo stralcio dei finanziamenti previsti dall’articolo 20 della legge 67 del 1988 sull’ammodernamento e la riqualificazione del Servizio sanitario”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, al termine delle audizioni in Commissione congiunta Bilancio e Sanità.

“Ad esclusione degli arredi e attrezzature per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano (30milioni di euro), per la riqualificazione degli ospedali San Paolo (11milioni e 600mila euro), Di Venere (11milioni e 600mila euro) e corpo centrale e infettivi del Giovanni XXIII (33milioni 900mila euro), risultano carenti di documentazione planimetrica o di quadro economico i seguenti interventi: riqualificazione del Perrino di Brindisi per 13milioni 200mila euro; riqualificazione ospedale Francavilla Fontana per 7milioni e 200mila; riqualificazione energetica e completamento della messa a norma dei reparti di Oculistica, Dermatologia, Gastroenterologia e Patologia medica del Policlinico di Bari per un importo complessivo di 20milioni 900mila euro; riqualificazione e potenziamento dell’ospedale di Barletta per 8milioni 900mila euro; riqualificazione della struttura ospedaliera di Castellaneta per 4milioni e 600mila euro; riqualificazione della struttura ospedaliera di Cerignola per 7milioni 200mila euro; riqualificazione dell’ospedale di San Severo per 6milioni 900mila euro; riqualificazione dei plessi minori del Riuniti di Foggia e demolizione e ricostruzione di parte del monoblocco per complessivi 55milioni e 200mila euro; nuovo ospedale Nord Barese per 106milioni 900mila euro.
E’ evidente – prosegue Amati – che si tratta di risorse indispensabili per migliorare il nostro Servizio sanitario e pertanto invito le Asl a inviare quanto prima la documentazione mancante, ossia aggiornamento dei quadri economici, alcuni dei quali non coincidono, e parte degli elaborati progettuali. E’ emerso infatti che si tratta unicamente di materiale di cui le Asl sono già in possesso perché indispensabile all’approvazione dei progetti e che, non inviati sinora, risultano invece indispensabili al Dipartimento regionale Sanità per relazionarsi con il Ministero”.

Vaccinazioni, Amati: “Quasi 20mila dosi di sabato. Il nuovo corso funziona”

“Un aumento così significativo delle dosi nel weekend, quasi 20mila, è stato ottenuto attraverso la decisione di rafforzare il sistema degli hub, complessivamente sono circa un centinaio adesso, e soprattutto lasciandoli aperti nei fine settimana. Ciò vuol dire che il nuovo corso organizzativo sta producendo i suoi effetti”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:12 del 28 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 27 novembre, sono state somministrate 19.419 dosi. Meno 8.465 dosi rispetto al 26 novembre, meno 9.920 dosi rispetto al 25 novembre e meno 4.457 dosi rispetto al 24 novembre.
Le 19.419 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 18.254 richiami, 754 prime dosi, 385 seconde dosi e 17 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 40, somministrate sinora sono 337.305, su un totale complessivo di 1.032.770. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 695.465, pari al 32,66 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al quindicesimo posto con l’8,59 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,25 per cento, anche la seconda l’81,38 per cento.
Sono invece 479.378 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 568.633 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,56 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 22 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 139 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Ministero modifica sistema di fornitura dati. Perdiamo controllo su target fragili”

“Il Ministero ha eliminato dal suo sito i dati differenziati tra dose addizionale e dose booster: una scelta difficile da comprendere se si considera che le dosi addizionali sono le cosiddette dosi aggiuntive indispensabili per i soggetti con bassissime difese immunitarie, i più fragili, ossia immunodepressi, pazienti oncologici e persone che hanno subito un trapianto. Le dosi booster, com’è è noto, sono il richiamo della terza dose per chi ha completato il ciclo vaccinale tra i cinque e i sei mesi fa, e per i quali si è visto che inizia a calare la copertura di difesa dal Covid. È un vero peccato, perdiamo un dato indispensabile: solo ieri ho lanciato un appello per i più fragili perché sulla base dei dati che avevamo fino a 24 ore fa in Puglia su 155.641 fragili ne erano stati vaccinati solo 31.231. E ora la loro situazione rischia di finire nel mare magnum di tutti gli altri. Intanto, gli ultimi dati elaborati dalla Fondazione Gimbe dicono che, sul piano nazionale, i contagi giornalieri nell’ultimo mese si sono quadruplicati”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:57 del 27 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 26 novembre, sono state somministrate 25.041 dosi. Meno 3.418 dosi rispetto al 25 novembre, più 1.252 dosi rispetto al 24 novembre e più 1.567 dosi rispetto al 23 novembre.
Le 25.041 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 22.315 richiami, 1.319 prime dosi, 1.351 seconde dosi e 56 a persone con pregressa infezione.
Le dosi di richiamo (booster), inclusa la platea degli over 40, somministrate sinora sono 315.212, su un totale complessivo di 1.032.770. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 717.558, pari al 30,52 per cento del target.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per la terza dose la Puglia al sedicesimo posto con l’8,03 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,22 per cento, anche la seconda l’81,37 per cento.
Sono invece 480.274 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 592.188 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,56 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 22 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 139 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Quasi 25mila dosi in un giorno. Ottimo. Ma preoccupazione per i fragili”

“Finalmente si comincia a ragionare. Stiamo intravedendo i risultati di questo nuovo corso che ha visto il rafforzamento degli hub che saranno aperti questo weekend e i successivi. Abbiamo visto numeri intollerabili, quali 40 o 139 vaccinazioni giornaliere in tutta la Puglia, poi poco più di 10mila i picchi raggiunti per due o massimo tre giorni a settimana. Vedere che si sono sfiorate le 25mila vaccinazioni in un giorno ci fa essere leggermente ottimisti. Un appello però lo faccio per immunodepressi, trapianatati e oncologici: qui siamo troppo indietro e loro sono i più fragili”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:11 del 26 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 25 novembre, sono state somministrate 24.594 dosi. Più 1.242 dosi rispetto al 24 novembre, più 1.709 dosi rispetto al 23 novembre e più 5.329 dosi rispetto al 22 novembre.
Le 24.594 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 2.262 addizionali, 19.260 richiami, 1.500 prime dosi, 1.525 seconde dosi e 47 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 31.231, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 124.410.
Le dosi di richiamo (booster), che oggi vedono ampliata la platea anche agli over 40, somministrate sinora sono 257.195, su un totale complessivo di 877.129. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 619.934.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 288.426 su un totale di 1.032.770, pari al 27,93 per cento. Ne restano da vaccinare 744.344.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al diciassettesimo posto con lo 0,8 per cento.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al sedicesimo posto con il 6,55 per cento.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,18 per cento, anche la seconda l’81,32 per cento.
Sono invece 481.837 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 622.469 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,9 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 19 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 143 su 2745 posti letto disponibili”.

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SMA, Amati: “Lucia è sana. Partito oggi screening obbligatorio per neonati. Puglia prima regione italiana”

“Si chiama Lucia e non ha la SMA. È partito oggi in Puglia lo screening obbligatorio SMA per tutti i neonati. Siamo la prima e l’unica regione italiana ad averlo. Da questo momento ci sarà un prima e un dopo, un tornante storico, e non vedremo più i casi terribili di diagnosi tardiva e di difficoltà nell’erogare le cure più avanzate. Dedico il risultato a Melissa, grande condottiera di innovazione, e ai componenti del team di cuore Federico, Giovanni, Marco e Paolo. Piangiamo di gioia”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati, promotore della legge sullo screening obbligatorio SMA.

“Lucia è la prima bimba sottoposta oggi allo screening Sma, assieme ad altri undici bimbi. Tutti sani. In questi mesi abbiamo sentito dire tante volte che la diagnosi precoce e in fase asintomatica offre migliori possibilità di riuscita delle terapie più innovative. E chissà quante volte ci siamo mangiati le mani pensando che disponiamo di queste tecnologie da anni e però non riusciamo a introdurle, facendo pagare un prezzo altissimo ai bimbi nati con la Sma e alle loro famiglie.
Una legge breve e semplice, invece, è riuscita a realizzare in Puglia ciò che dovrebbe esserci in ogni regione italiana. Poche disposizioni, tutte autoesecutive e senza bisogno di farraginosi regolamenti attuativi, ci hanno portato nel giro di soli sei mesi ad acquistare le attrezzature, formare il personale, organizzare il servizio e partire. Solo in sei mesi: un tempo record.
E pensare che a novembre 2020, quando la piccola Melissa e la sua famiglia fecero scoppiare il caso Sma mettendolo all’attenzione di tutti, eravamo confusi, sballottolati tra le ragioni del cuore e quelle della burocrazia.
Ma poi pian piano la tragedia si trasformò in speranza e il destino mi offrì la possibilità di saperne di più e proporre con legge un esame precoce per rendere compatibile la somministrazione di terapie all’avanguardia e così contenere gli effetti tragici della malattia.
In questa fase di gestazione e approvazione della proposta di legge mi hanno accompagnato tutti i colleghi consiglieri regionali, che ringrazio di cuore, e il sostegno silenzioso di tutte le famiglie dei bimbi affetti da Sma e in particolare, oltre a quella di Melissa, quelle di Federico, Giovanni, Marco e Paolo. A loro il mio ringraziamento, nella speranza che i pugliesi non dimentichino, quando tutto sarà diventato routine, la fatica e le tensioni che questo risultato non affatto scontato ha comportato.
Nulla sarebbe stato compiuto, tuttavia, senza gli insegnamenti e la regia scientifica di Mattia Gentile, direttore del laboratorio di Genomica del Di Venere di Bari, del suo staff e dei direttori generale, amministrativo e sanitario della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, Gianluca Capochiani e Silvana Fornelli.
E infine grazie a tutte le associazioni di volontari e in particolare Famiglie SMA, che nel corso degli anni hanno più volte lanciato un grido per realizzare ciò che oggi raccontiamo, purtroppo restando inascoltati. Dire che le cose devono maturare è una frase consolatoria che deve lasciare spazio ad un’altra più concreta, e cioè quella che descrive meglio l’impegno a fare le cose con maggiore tempestività, prendendosi pure qualche rischio e riformando il sistema burocratico italiano che allunga il suo potere con la pretesa di regolare tutto, e così facendo lasciando fuori dalla porta la missione di ragionevole speranza che è un ingrediente non secondario della medicina.
Ora si continua perché altri e nuovi traguardi ci attendono, e auspico che tutte le regioni italiane realizzino quello che è stato realizzato in Puglia per la Sma”.