Sequenziamento esoma, Amati. “Approvate modifiche richieste. Ora avanti con la ricerca per la salute dei pazienti”

 

“Con le modifiche alla legge sull’istituzione del servizio di genomica approvate martedì speriamo di poter ottenere il ritiro del ricorso alla Corte costituzionale e archiviare una situazione di stallo. Il protocollo operativo della Asl c’è già, serve solo acquistare le attrezzature e dare il via a questa grande e bella rivoluzione in campo sanitario: ossia, la possibilità, dall’1 per cento del Dna, di diagnosticare l’85 per cento delle malattie”.

Lo dichiara il consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, Fabiano Amati.

“Il sequenziamento della regione codificante individuale è un parolone per dire che, con l’analisi dell’1 per cento del Dna, si possono diagnosticare l’85 per cento delle malattie rare. E questo significa, in un campo della ricerca e della medicina delicatissimo, poter intervenire tempestivamente. Ed è stata la drammatica realtà di tanti piccoli nostri figli pugliesi a sbatterci in faccia quanto sia indispensabile la diagnosi precoce, almeno per una buona qualità della vita. La Regione Puglia votò l’istituzione del servizio di genomica il 6 agosto scorso, e in venti giorni la Asl di Bari approvò il protocollo operativo, anche ai fini di un efficiente coordinamento tra le strutture sanitarie territoriale (alcune vere e proprie eccellenze nel mondo della medicina) e il laboratorio di genomica del “Di Venere” di Bari, diretto dal dott. Mattia Gentile e eletto a centro di riferimento regionale. La notizia dell’impugnazione davanti alla Consulta sulla base di una ipotizzata inesistenza del servizio nei Lea ha preoccupato moltissimo le centinaia di famiglie che avevano intravisto una speranza in questa scelta politica della Regione Puglia. Proprio per questa ragione ho voluto risparmiare a tutti la perdita di tempo (che non ci possiamo permettere) di un braccio di ferro tra poteri e competenze dello Stato. Ho quindi presentato un emendamento con le modifiche espressamente richieste ai fini del ritiro dell’impugnazione. E il Consiglio le ha votate all’unanimità. Adesso si proceda celeri perché i numeri sono una realtà fatta di persone che soffrono: su 27mila bambini nati all’anno in Puglia (dati Istat 2019) 300 vengono concepiti con anomalie del corredo cromosomico compatibili con la vita, come la sindrome di Down; 600 nascono con malformazione di diversa rilevanza prognostica; 600 bambini all’anno nascono con malattie monogeniche, quali la fibrosi cistica e la distrofia muscolare; 1200 vengono concepiti con disturbi del neurosviluppo e compromissione dello sviluppo intellettivo (ritardo mentale da lieve a grave) o disturbi cognitivi, dell’apprendimento e del comportamento (tipo lo spettro autistico) o ancora colpiti da epilessia”

Sma e terapia genica, Amati: “Disumano usare questo argomento per politica. Scienza giuridica lo consente.”

“Che tristezza. È disumano utilizzare una vicenda dolorosa e scaraventarla nel dibattito politico per giustificare dissidi, incomprensioni o dimissioni. L’obbligo di somministrare la terapia genica ai bimbi affetti da Sma è dettato dalla scienza giuridica, ossia dalla normativa. La legge dice che per la somministrazione del farmaco serve la prescrizione di uno specialista neuropsichiatra e non di un igienista impegnato nei talk show; prescrizione che nel caso del piccolo Paolo è arrivata. Su questo caso Emiliano e io pratichiamo dunque la scienza giuridica e non il politichese travestito con infondati tecnicismi”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Se l’assessore Lopalco vuole dimettersi per problemi con Emiliano o altre legittime questioni lo faccia pure. Ma è pregato di non argomentare con pensieri antigiuridici.
E allora andiamo alla scienza e al suo diritto.
Paolo è un bimbo affetto da Sma tipo 1, con peso corporeo inferiore a 12,5 kg (precisamente 8,1 Kg). Sino a qualche mese fa la sua condizione di tracheostomizzato gli impediva di ottenere la somministrazione della terapia genica, diversamente da quanto prevede la normativa di altri Paesi e di altri enti regolatori: per esempio Stati Uniti ed Ema.
Su sollecitazione del Presidente Emiliano, l’ente regolatore italiano, Aifa, ha precisato che è possibile la somministrazione del farmaco a bimbi nella condizione di Paolo, alla ovvia condizione che vi sia una prescrizione specialistica. E ciò anche in considerazione del fatto che l’ente regolatorio europeo, l’Ema, non ha mai posto preclusioni alla somministrazione della terapia per bimbi tracheostomizzati.
In virtù di tanto, un centro specialistico italiano di grande rilievo scientifico ha richiesto di mettere a disposizione il farmaco alla Regione Puglia e alla Asl di riferimento, considerato che il piccolo è peraltro risultato negativo alla presenza di anticorpi avversi al virus vettore, cioè a quel comunissimo virus del raffreddore che grazie alla scienza si fa vettore per portare al sistema neuromuscolare del paziente quell’importantissima informazione genetica che serve a non far spegnere più i motoneuroni.
Di fronte dunque a una prescrizione specialistica accordata con le norme italiane, la Regione avrebbe forse dovuto rifiutarsi? Ma per piacere. Qual è il padre o l’amministratore pubblico che può disattendere per via di una sua opinione, una prescrizione medica?
Adempiere a una prescrizione medica è gesto politico o semplicemente l’adempimento a una condotta amministrativa doverosa? Le risposte a queste domande sono ovviamente obbligate.
Inoltre leggo che l’efficacia del farmaco sarebbe riconosciuta nelle fasi precoci. E anche su questo avverto più d’una imprecisione tecnica e una eclatante provocazione nei confronti di un Consiglio regionale che su mia iniziativa, e non su suggerimento dell’assessore, ha approvato all’unanimità una legge per rendere obbligatorio in Puglia lo screening Sma su ogni neonato, proprio perché consapevole che la diagnosi precoce è la chiave di volta per contenere molte delle malattie rare.
Ma andiamo alle imprecisioni e diciamolo come lo dice la scienza: il farmaco ha maggiore efficacia nelle fasi precoci ed è addirittura potentissimo, quanto ad effetti utili, in fase presintomatica. Prima somministri e prima fermi o rallenti lo spegnimento dei motoneuroni, perché il farmaco non è in grado di riaccenderli. Ma questo che c’entra con il caso del piccolo Paolo? Sappiamo tutti che se Paolo avesse potuto ricevere in anticipo la terapia avrebbe avuto più chance, ma in virtù di questo ritardo dovremmo forse impedire la somministrazione del farmaco nonostante ci sia una prescrizione specialistica e lo consenta la normativa?
Questa è la storia in breve dei bimbi tragicamente malati di Sma, e prego tutti di non lanciare questo argomento nel tritacarne della politica: è ingiusto e disumano”.

Vaccinazioni, Amati: “Quasi 4mila dosi di vaccino in meno in 24 ore. Ieri 300 nuovi casi. Prestiamo attenzione”

 

“Siamo solo a metà della settimana e il report sulle vaccinazioni registra il segno meno. E mica di poco. Meno 3.954 rispetto al giorno prima. Solo ieri ci sono stati 293 nuovi contagi in un giorno in Puglia. Gli esperti prevedono il picco per Natale. E ancora non sappiamo se terremo aperti gli hub il prossimo weekend. Attenzione, così rischiamo di tornare indietro”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:15 del 11 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 10 novembre, sono state somministrate 11.244 dosi. Meno 3.954 dosi rispetto al 9 novembre, meno 2.357 dosi rispetto al 8 novembre e più 11.103 dosi rispetto al 7 novembre.
Le 11.244 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 323 addizionali, 6.715 richiami, 1.249 prime dosi, 2.849 seconde dosi e 108 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 16.066, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 139.575.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 105.664, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 200.142.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 121.730 su un totale di 461.447, pari al 26,38 per cento. Ne restano da vaccinare 339.717.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al quattordicesimo posto assieme a Calabria, Lombardia e Liguria con lo 0,41 per cento. Nel dettaglio: decima nella fascia d’età 12-19, tredicesima nella fascia 20-29, undicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, nona nella fascia 50-59, quindicesima in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al quindicesimo posto con il 2,69 per cento. Nel dettaglio: sesta nella fascia d’età 12-19, quarta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, settima nella fascia 50-59, undicesima in quella 60-69 anni, sedicesima nella fascia 70-79 anni, quattordicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,83 per cento, anche la seconda l’80,74 per cento.
Sono invece 493.950 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 693.764 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,1 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 151 su 2745 posti letto disponibili”.

Per ulteriori informazioni consultare il portale https://fabianoamati.it/covidreport/home

Vaccinazioni, Amati: “Troppi giovani non ancora vaccinati.”

“Ci sono troppi giovani, dai 12 ai 29 anni, non ancora vaccinati e troppi adulti ultra 60enni che non hanno ricevuto la dose di richiamo (booster). La combinazione dei due fattori diventa molto rischiosa. Serve coinvolgere i medici di medicina generale anche nell’attività di informazione e persuasione”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:11 del 10 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 9 novembre, sono state somministrate 14.084 dosi. Più 679 dosi rispetto al giorno 8 novembre, più 13.943 dosi rispetto al 7 novembre e più 11.798 dosi rispetto al 6 novembre.
Le 14.084 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 294 addizionali, 7.988 richiami, 1.493 prime dosi, 4.152 seconde dosi e 157 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 15.722, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 139.919.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 98.040, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 207.766.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 113.762 su un totale di 461.447, pari al 24,65 per cento.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al dodicesimo posto con lo 0,4 per cento. Nel dettaglio: ottava per la fascia 12-19 anni, dodicesima per la fascia 20-29 anni, undicesima per la fascia 30-39 anni, undicesima per la fascia 40-49 anni, nona per la fascia 50-59 anni, quindicesima per la fascia 60-69 anni, quindicesima per la fascia 70-79 anni, quattordicesima per la fascia 80-89 anni e diciannovesima per la fascia 90 anni in su.
Per numero totale di somministrazioni rispetto alle fasce d’età La Puglia, paragonata alle altre regioni, è: settima per la fascia 12-19 anni, sesta per la fascia 20-29 anni, quarta per la fascia 30-39 anni, quinta per la fascia 40-49 anni, settima per la fascia 50-59 anni, dodicesima per la fascia 60-69 anni, quindicesima per la fascia 70-79 anni, quattordicesima per la fascia 80-89 anni, diciottesima per la fascia 90 anni in su.
La percentuale della popolazione pugliese che ha ricevuto almeno una dose è del 78.34 per cento, mentre il 72.8 per cento ha ricevuto anche la seconda. La percentuale dei Pugliesi vaccinabili che hanno ricevuto almeno una dose è del 86.78 %, mentre il 80.65 % ha ricevuto anche la seconda dose.
Abbiamo in giacenza 706.742 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 19 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 152 su 2722 posti letto disponibili.

Per ulteriori informazioni consultare il portale: https://fabianoamati.it/covidreport/home

Sma, Amati: “Per Paolo c’è medico prescrittore ma Asl ritarda autorizzazione per acquisto farmaco”

“Per il piccolo Paolo c’è finalmente uno specialista qualificato che ha deciso di somministrare la terapia genica; il ricovero è previsto per il prossimo 20 novembre. Peccato che dalla Asl non si hanno ancora notizie sull’autorizzazione all’acquisto del farmaco. Ho sollecitato tutti affinché entro stasera o al massimo domani si abbiano risposte”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“In questi mesi abbiamo visto di tutto: all’inizio l’impedimento della delibera Aifa, poi l’impossibilità di autorizzare il viaggio all’estero e infine l’ennesimo ostacolo legato alla mancanza di una prescrizione da parte di uno specialista italiano. Ora che c’è la prescrizione dello specialista, la richiesta di acquisto del farmaco alla Asl competente e finanche la data del ricovero di Paolo, ossia il 20 novembre, cosa si aspetta ad autorizzare la somministrazione?
In un caso simile a questo, quello di Federico, il bimbo di Taranto, la Asl di riferimento autorizzò l’acquisto del farmaco nel giro di poche ore.
È veramente spiacevole dover tallonare in questo modo la burocrazia sanitaria per fare ciò che in realtà avremmo dovuto fare già da mesi. Ma di questo avremo modo di parlare ancora”.

Archivio Gazzetta, Amati: “Approvato il contributo per la conservazione dell’archivio. Sia buon auspicio”

Archivio Gazzetta, Amati: “Approvato il contributo per la conservazione dell’archivio. Sia buon auspicio”

“Approvato all’unanimità il contributo economico di 250mila euro da parte della Regione Puglia per la conservazione dell’Archivio storico de La Gazzetta del Mezzogiorno. Una proposta di legge, di cui sono primo firmatario, che intende contribuire a preservare il prestigio e il patrimonio documentale, fotograficio e telematico di una testata giornalistica che è stata per decenni sinonimo di professionalità e qualità dell’informazione e che soprattutto ha rappresentato l’identità di un territorio raccontando e interpretando i fatti”.

Lo dichiara Fabiano Amati, consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Regione Puglia, commentando l’approvazione della legge che riconosce il contributo di 250mila euro all’editore de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, per fruizione e conservazione dell’Archivio storico.

“Devo innanzitutto dire che la proposta di legge mi fu suggerita dal precedente direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Giuseppe De Tomaso ed è sottoscritta da tanti colleghi Consiglieri. Assieme a De Tomaso ringrazio anche gli editori della Gazzetta e in particolare gli ultimi due, Ladisa e Miccolis, che – sia pur nella concorrenziale e complessa dinamica dell’assegnazione – hanno comunque manifestato amore nei confronti della testata e quindi della storia di Puglia.
Sono note a tutti le vicissitudini che hanno caratterizzato gli ultimi mesi per i giornalisti e tutti i dipendenti della testata.
Proprio per tutelare il materiale storico della Gazzetta, la Soprintendenza archivista e bibliografica della Puglia ha definito l’archivio di <<interesse storico per la complessità del compendio archivistico e della sua lunga storia, sicché l’oggetto della tutela riguarda tutti quei beni tra loro collegati in modo funzionale che sono espressione di un vincolo di destinazione unitario in quanto testimonianza della vita e dell’operato del giornale>>. Oggi più che mai auspico che il giornale possa al più presto tornare in edicola – conclude Amati – augurando all’editore, ai giornalisti e ai dipendenti tutto il bene che meritano e che sapranno meritarsi”.

Vaccinazioni, Amati: “Senza indugio con la terza dose. Si proceda anche in Puglia come indicato dal Commissario Figliuolo”

Vaccinazioni, Amati: “Senza indugio con la terza dose. Si proceda anche in Puglia come indicato dal Commissario Figliuolo”

“Il tasso di positività, sul piano nazionale, sale tra domenica e lunedì dal 1,3 per cento al 1,7 per cento. Non possiamo perdere tempo. In Puglia si è registrata un’accelerata nelle vaccinazioni nel primo giorno della settimana, con più di dodicimila vaccinazioni, ma ma non possiamo permetterci un’altra frenata fra cinque giorni. Il dato di domenica scorsa è assurdo: 139 vaccini in tutta la Puglia. Così ci schiantiamo contro il virus”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:11 del 9 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 8 novembre, sono state somministrate 12.816 dosi. Più 12.675 dosi rispetto al 7 novembre, più 10645 dosi rispetto al 6 novembre e più 1.503 dosi rispetto al 5 novembre.
Le 12.816 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 328 addizionali, 6.964 richiami, 1.228 prime dosi, 4.150 seconde dosi e 146 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 15.363, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 140.278.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 89.128, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 216.678.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 104.491 su un totale di 461.447, pari al 22,64 per cento. Ne restano da vaccinare 356.956.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al tredicesimo posto con lo 0,39 per cento. Nel dettaglio: nona nella fascia d’età 12-19, dodicesima nella fascia 20-29, undicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, nona nella fascia 50-59, quattordicesima in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, quindicesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al sedicesimo posto con il 2,27 per cento. Nel dettaglio: nona nella fascia d’età 12-19, sesta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, settima nella fascia 50-59, dodicesima in quella 60-69 anni, diciannovesima nella fascia 70-79 anni, quattordicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,72 per cento, anche la seconda l’80,52 per cento.
Sono invece 497.908 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 721.189 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,1 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 151 su 2745 posti letto disponibili”.

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Piano Casa, Amati: “Evviva. Approvata proroga a tutto il 2022 di un grande strumento di eco-edilizia”

 

“Evviva. Approvata all’unanimità la proroga del Piano casa a tutto il 2022.
Con questa legge si potranno ancora realizzare gli interventi di eco-edilizia.
Si tratta, infatti, di uno strumento che evita il consumo di suolo, perché agisce sugli immobili esistenti, e favorisce l’utilizzo di materiali per il risparmio energetico.
A ciò si aggiunga che si tratta di un provvedimento di legalità, perché riduce la discrezionalità dei politici e dei tecnici, quindi il rischio di corruzione, e di grande potenza economica, perché aiuta a mettere a tavola migliaia e migliaia di piatti”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, proponente e da sempre primo firmatario del Piano Casa e delle successive proroghe.

“Siamo di fronte a un’attività legislativa che serve alla stragrande maggioranza dei cittadini nei diversi settori, creando un indotto economico da fare spavento.
In poche parole: quello che dovrebbe essere sempre il compito della politica. In questo caso addirittura all’unanimità.
Abbiamo voluto, con la scelta delle tempistiche, dare certezze in via diretta ai proprietari di immobili, imprenditori, tecnici, operai, artigiani, e in via indiretta a tutta la struttura produttiva pugliese, perché l’edilizia è uno dei settori a più alta densità di posti di lavoro.
Sottolineo che, nonostante le polemiche, il Piano Casa è prorogato ogni anno in virtù della piena vigenza della normativa statale la quale, nell’articolo 11 del decreto legge 112 del 2008, ha abilitato le Regioni a introdurre questo speciale strumento normativo quale misura straordinaria a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio e residenziale. E su questo punto mi paiono incontestabili i risultati: il Piano Casa, strumento di eco-edilizia e produzione, ha creato un circuito virtuoso per cui i proprietari di immobili abbandonati hanno potuto recuperarli, le imprese e i professionisti hanno creato progetti e occasioni di lavoro, i commercianti dell’indotto edilizia hanno venduto materiale, elettricisti, falegnami, idraulici e operai in generale hanno lavorato e soprattutto le comunità locali hanno visto rinascere un pezzetto del loro territorio. Tutto questo senza consumo di suolo. E non si può non rilevare che il legislatore nazionale non ha mai abrogato la norma da cui tutto è iniziato e sulla base della quale procediamo con le proroghe. Precisato questo, sottolineo ancora una volta che sono il primo a ritenere indispensabile che si proceda alla strutturazione di una norma regionale che dia stabilità alle prescrizioni del Piano Casa (pur nel rispetto delle competenze in termini di pianificazione dei Comuni) e maggiori certezze a chi lavora e opera in questo settore produttivo. Il Governo regionale ha già annunciato che ci sta lavorando. Laddove questa norma – che tutti ci auguriamo approdi all’esame dell’Aula quanto prima – sarà approvata, la proroga votata oggi cesserà immediatamente i suoi effetti. Ma fino ad allora era necessario proseguire sulla strada dei benefici ottenuti per l’intero territorio e al contempo dare certezze legislative a chi investe tempo, professionalità e risorse economiche”.

Produzione, Amati: “Sentimento anti-industriale rischia di travolgere lavoratori e pil”

“C’è un ingiustificato sentimento anti-industrialista, che rischia di travolgere lavoratori e ricchezza regionale. Basti pensare che abbiamo, tanto per cominciare, 100 aziende con oltre 20 milioni di fatturato ciascuno, che avrebbero bisogno di attenzione e sostegno continuo. Per sollecitare il Governo regionale, abbiamo deciso di attivare un ciclo di audizioni con le imprese pugliesi, supportati dall’Università di Bari e dai sindacati di categoria”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, al termine dell’audizione dei rappresentanti sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e dei rappresentanti del CESIM-Università di Bari.

“Sulla base di una richiesta specifica dei sindacati di categoria di Brindisi e grazie al supporto tecnico e conoscitivo dell’Università di Bari convocheremo nelle prossime settimane singole commissioni per singole questioni industriali, così da fornire elementi utili a sostegno del sistema produttivo industriale.
Tra le questioni aperte per le quali è urgente un approfondimento abbiamo registrato: Acciaierie Italia e il suo indotto, Sanofi, Enel Gas, Jindal Films, Dema, il Leonardo di Grottaglie, il progetto del Polo dell’idrogeno, Edison, A2A , Chemgas, le Zes.
Gli stessi sindacati, parlando però solo di Brindisi, hanno sottolineato la bontà e l’utilità dell’utilizzo dei fondi europei nel favorire scelte industriali che hanno confermato la stessa Brindisi quale luogo destinato ad importanti impianti produttivi, pur in un processo di innovazione, e con il mantenimento e il consolidamento dei livelli occupazionali.
Per quel che riguarda Taranto, invece, è emersa la grave difficoltà dell’indotto di Acciaierie Italia che ha accumulato crediti fino a 62 milioni di euro.
In questa situazione delicata si registra invece il paradosso per cui alcune aziende sono pronte ad investire risorse private ma ancora una volta si scontrano con lungaggini e problemi autorizzativi da parte della pubblica amministrazione. La soluzione suggerita dal prof. Pirro dell’Università di Bari è la strutturazione di un gruppo di lavoro che focalizzi le criticità, apra un confronto con le grandi industria e proponga soluzioni, nella logica di mercato naturalmente, supportate dall’autorevolezza dell’Ente Regione.
La Commissione che presiedo è dunque pronta a occuparsi delle questioni emerse oggi e di tutte le altre che eventualmente dovessero essere segnalate nelle prossime settimane”.

Vaccinazioni, Amati: “Non si possono fare in un giorno solo 139 vaccini”

“Nella giornata di ieri abbiamo vaccinato solo 139 persone. È un dato inaccettabile che non può passare inosservato. Ricordo ancora una volta che in questa fase parliamo di soggetti fragili e operatori sanitari costantemente a contatto con i pazienti. Non possiamo restare fermi al 20 per cento e virgola per tre giorni, e per la pandemia la domenica non dovrebbe essere un giorno di festa”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:14 del 8 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 7 novembre, sono state somministrate 139 dosi. Meno 1720 dosi rispetto al 6 novembre, meno 10902 dosi rispetto al 5 novembre e meno 12801 dosi rispetto al 4 novembre.
Le 139 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 22 addizionali, 76 richiami, 20 prime dosi, 19 seconde dosi e 2 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 15024, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 140.617.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 81.520, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 224.286.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 96.544 su un totale di 461.447, pari al 20,92 per cento. Ne restano da vaccinare 364.903.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al tredicesimo posto anche oggi insieme alla Liguria con lo 0,38 per cento. Nel dettaglio: nona nella fascia d’età 12-19, tredicesima nella fascia 20-29, undicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, nona nella fascia 50-59, quattordicesima in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, quattordicesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al sedicesima posto insieme al Friuli Venezia Giulia con il 2,08 per cento. Nel dettaglio: decima nella fascia d’età 12-19, settima nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, ottava nella fascia 50-59, dodicesima in quella 60-69 anni, ventesima nella fascia 70-79 anni, quattordicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,68 per cento, anche la seconda l’80,39 per cento.
Sono invece 499.559 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 735.208 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,1 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 146 su 2745 posti letto disponibili”.

Per ulteriori informazioni consultare il portale https://fabianoamati.it/covidreport/home