Vaccinazioni, Amati: “Contagi raddoppiati. Consentire prenotazione a tutti per terza dose, basta parole e circolari”

“Senza programmazione la campagna vaccinale per la terza dose non decollerà mai. Bisogna innanzitutto fare in modo che il sito internet accolga tutte le prenotazioni, fissando in automatico la prima data utile di somministrazione, cioè quella immediatamente successiva alla scadenza dei sei mesi dalla seconda dose. Non possiamo combattere la straordinaria velocità del virus andando in groppa a un asinello tecnologico. Poiché la terza dose è strettamente legata alla tempistica delle precedenti somministrazioni, non ha alcun senso consentire le prenotazioni per fasce d’età e aprire o chiudere i centri vaccinali senza conoscere il carico di lavoro delle prossime settimane. La diffusione del virus si combatte soprattutto adeguando i sistemi organizzativi e limitando al massimo le circolari e la parole. Ieri il tasso di positività in Puglia ha raggiunto l’1,71 per cento e i contagi sono raddoppiati in 24 ore: da 161 a 379. E noi registriamo meno 4mila vaccinazioni”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:18 del 18 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 17 novembre, sono state somministrate 10.997 dosi. Meno 4.207 dosi rispetto al 16 novembre, meno 1.613 dosi rispetto al 15 novembre e più 10.947 dosi rispetto al 14 novembre.
Le 10.997 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 485 addizionali, 6.860 richiami, 1.049 prime dosi, 2.546 seconde dosi e 57 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 18.955, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 136.686.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 147.096, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 158.710.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 166.051 su un totale di 461.447, pari al 35,98 per cento. Ne restano da vaccinare 295.396.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al diciassettesimo posto con lo 0,48 per cento. Nel dettaglio: undicesima nella fascia d’età 12-19, diciassettesima nella fascia 20-29, tredicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, undicesima nella fascia 50-59, diciassettesima in quella 60-69 anni, diciassettesima nella fascia 70-79 anni, diciassettesima nella fascia 80-89 anni, diciassettesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al quattordicesimo posto con il 3,75 per cento. Nel dettaglio: quinta nella fascia d’età 12-19, quinta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, sesta nella fascia 50-59, nona in quella 60-69 anni, quattordicesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,08 per cento, anche la seconda l’81,29 per cento.
Sono invece 485.400 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 622.631 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,14 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 160 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Vaccinato il 34 per cento del target terza dose. Anche epidemiologi dicono di aprire hub nel we. Può bastare per darmi ascolto?”

“In circa tre settimane la percentuale di vaccinazioni prevista in questa fase è passata in Puglia dal 20 al 34 per cento del target. È poco. Anche gli epidemiologi stanno chiedendo di aprire gli hub nei weekend. Può bastare per darmi ascolto? Nella classifica nazionale della così detta terza dose siamo agli ultimi posti. E ci sono ancora quasi 500mila pugliesi che non hanno ricevuto nemmeno una dose”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:14 del 17 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 16 novembre, sono state somministrate 13.346 dosi. Più 860 dosi rispetto al 15 novembre, più 13.296 dosi rispetto al 14 novembre e più 11.223 dosi rispetto al 13 novembre.
Le 13.346 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 511 addizionali, 7.569 richiami, 1.216 prime dosi, 3.980 seconde dosi e 70 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 18.367, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 137.274.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 138.885, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 166.921.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 157.252 su un totale di 461.447, pari al 34,08 per cento. Ne restano da vaccinare 304.195.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al diciassettesimo posto con lo 0,47 per cento. Nel dettaglio: dodicesima nella fascia d’età 12-19, diciassettesima nella fascia 20-29, dodicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, undicesima nella fascia 50-59, diciassettesima in quella 60-69 anni, diciassettesima nella fascia 70-79 anni, diciassettesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al quattordicesimo posto con il 3,54 per cento. Nel dettaglio: quinta nella fascia d’età 12-19, quinta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, sesta nella fascia 50-59, nona in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’87,03 per cento, anche la seconda l’81,2 per cento.
Sono invece 487.060 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 636.062 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,3 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 21 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 166 su 2745 posti letto disponibili”.

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Agrofotovoltaico, Amati: “No-a-tutto colpisce ancora. Ideologia economica camuffata con motivazione ambientale. Tutti in commissione.”

Agrofotovoltaico, Amati: “No-a-tutto colpisce ancora. Ideologia economica camuffata con motivazione ambientale. Tutti in commissione.”

“Ora pure l’agrofotovoltaico viene bocciato dagli uffici regionali, nonostante si tratti di un progetto promosso dall’Università di Bari. Prima no al nucleare, proponendo l’alternativa delle rinnovabili. Poi no alle rinnovabili a terra, proponendo l’alternativa a mare. E ancora no all’eolico offshore proponendo l’agrofotovoltaico. Infine no all’agrofotovoltaico senza però avanzare alternative; forse per vergogna di dover proporre il ritorno alle candele? Sentirò in Commissione la facoltà di Agraria dell’Università di Bari, protagonista del contratto di ricerca bocciato, e gli assessori all’Agricoltura e allo Sviluppo economico”.

Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“La vicenda ha dell’assurdo: Santeramo, un progetto innovativo di studio e ricerca, un progetto di agrofotovoltaico in contesti di coltivazione di mandorle, olive e nocciole. Complessivamente 23 ettari, individuati in un’area pianeggiante abbandonata, arricchita di piste ciclabili, piste pedonali e punti ristoro per la valorizzazione dell’intera area. Inoltre nella parte immediatamente visibile dalla strada e prospiciente la masseria rurale, nessun pannello fotovoltaico e una ricca piantumazione di alberi di lentisco in grado di raggiungere i tre metri di altezza. La rete di protezione del parco (è un progetto realizzato dall’Università di Agraria, quindi pensano proprio a tutto) avrebbe avuto una distanza dal terreno di 30 centimetri per consentire l’agevole passaggio della fauna selvatica. Nel dettaglio, il 66 per cento del suolo sarebbe stato utilizzato per l’agricoltura e il 34 per l’impianto fotovoltaico. L’impianto di potenza pari a 11,184 MW, avrebbe prodotto energia elettrica per 19 GWh/anno. Non solo: inserita nel progetto anche la sperimentazione del cosiddetto modulo DESSERT per il riutilizzo delle acque reflue. Insomma, sapete su cosa si è basato il parere tecnico negativo
del Comitato VIA, che a rigore avrebbe dovuto essere fondato su elementi meramente ambientali? Su fatti economici associati ai valori ambientali, cioè sulla scia del miglior ecologismo ideologico, che più o meno prende le mosse dall’editto di Chico Mendes: <<L’ambientalismo senza lotta di classe è giardinaggio>>.
Si legge nel parere infatti che verrebbero stravolti i caratteri identitari e paesaggistici <<deruralizzando, alterando e compromettendo le componenti e le relazioni funzionali, storiche, visive, culturali, simboliche ed ecologiche che caratterizzano la struttura paesaggistica della figura territoriale>> (e già sin qui ci vuole un gran fiato per leggere e capire, soprattutto in un’area abbandonata), con un progetto <<non ammissibile>> e per ragioni estranee alla tutela ambientale ma afferenti all’economia, ovvero a una specifica ideologia economica: <<di grandi dimensioni, di durata di un quarto di secolo e senza garanzia alcuna di riuscita>>.
La facoltà di Agraria dell’Università di Bari inoltre, e secondo il parere ambientale che ambientale non è, non avrebbe considerato <<la possibilità di fallimento della consociazione impianto fotovoltaico/mandorleto, (…) negando così il principio base della sperimentazione>>. È stato scritto proprio così. E ancora: <<La coltura del mandorlo può fallire anche per semplice difficoltà nell’esecuzione delle ordinarie e necessarie operazioni colturali, la cui eventualità non è minimamente presa in considerazione>>. Detto ai docenti della Facoltà di Agraria sembra proprio uno sfottò.
Non possiamo più permetterci di continuare a perdere occasioni. Per questo convocherò in Commissione tutti i protagonisti di questa vicenda, per comprendere in che modo s’intende galoppare nel mondo della transizione ecologica”.

Vaccinazioni, Amati: “Ieri quasi 12mila dosi dopo i 40 di domenica. A rischio contagio medici e infermieri”

“La clamorosa caduta di somministrazioni nei fine settimana, unita alla stentata campagna vaccinale anche per gli operatori sanitari, nemmeno 1/3, comporta un altissimo rischio contagio per medici e infermieri, considerato l’aumento del numero dei contagiati ospedalizzati. Il fatto che nei giorni feriali ci sia una media di 10mila vaccinazioni al giorno, un dato comunque sempre molto basso rispetto agli obiettivi, determina l’ingiustificabilità delle appena 40 dosi somministrate domenica. E ciò non per gusto statistico ma perché attorno a questi numeri si cela la tutela della vita umana e la speranza di non ricacciarci in un nuovo lockdown”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:12 del 16 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 15 novembre, sono state somministrate 11.652 dosi. Più 11.602 dosi rispetto al 14 novembre, più 9.551 dosi rispetto al 13 novembre e meno 676 dosi rispetto al 12 novembre.
Le 11.652 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 391 addizionali, 6.840 richiami, 1201 prime dosi, 3.127 seconde dosi e 93 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 17.758, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 137.884.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 130.527, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 175.279.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 148.285 su un totale di 461.447, pari al 32,13 per cento. Ne restano da vaccinare 313.162.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al diciassettesimo posto con lo 0,45 per cento. Nel dettaglio: dodicesima nella fascia d’età 12-19, diciassettesima nella fascia 20-29, dodicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, decima nella fascia 50-59, sedicesima in quella 60-69 anni, diciassettesima nella fascia 70-79 anni, diciassettesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al quindicesimo posto con il 3,32 per cento. Nel dettaglio: quinta nella fascia d’età 12-19, quinta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, settima nella fascia 50-59, ottava in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,98 per cento, anche la seconda l’81,07 per cento.
Sono invece 488.812 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 650.956 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,1 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 158 su 2745 posti letto disponibili”.

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Ospedale di comunità Latiano, Amati: “Si attende da mesi l’autorizzazione. Burocrati in commissione”

“A fronte di una volontà politica chiara, peraltro rilanciata con oltre 600milioni del PNRR, si ritarda il rilascio dell’autorizzazione per l’istituzione dell’Ospedale di comunità di Latiano. Eppure non c’è bisogno nemmeno di un euro per trasformare l’idea in realtà. Per accelerare il procedimento ho chiesto di audire in Commissione l’apparato burocratico dell’assessorato alla Salute e conoscere le ragioni del ritardo”.

Lo dichiara il consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio e programmazione della Puglia Fabiano Amati.

“Ho avuto la consapevolezza che anche a Latiano si potesse realizzare un ospedale di comunità lo scorso aprile. Il sindaco e il presidente del Consiglio comunale della città mi accompagnarono ad effettuare un sopralluogo in una bellissima struttura storica, completamente ristrutturata: il Pio Istituto Caterina Scazzeri. L’immobile ha tutti i requisiti strutturali e di spazi per diventare una struttura assistenziale di prossimità, necessita esclusivamente di pochi indispensabili lavori di adeguamento come l’impianto di gas medicali, per esempio. Dal Comune si sono sin da subito dichiarati disponibili a mettere a disposizione la struttura gratuitamente, struttura in grado di offrire un servizio sanitario con 14 posti letto.
La Asl fece partire la richiesta di attivazione a fine giugno e mi sarei aspettato un riscontro al più tardi nel giro di qualche settimana. E invece nulla. È tutto fermo, se non qualche lettera soprassessoria per prendere tempo.
Per questo ho chiesto l’audizione in Commissione sanità dei tecnici dell’assessorato.
L’ospedale di comunità di Latiano deve diventare anch’esso una realtà operativa.
In provincia di Brindisi, senza i fondi del PNRR che oggi si citano anche per andare a prendere un caffè, sono stati realizzati in questi anni (a partire dal 1999) gli ospedali di comunità di Cisternino, Ceglie Messapica, Fasano, Mesagne e San Pietro Vernotico. Inoltre, tra strutture di prossima attivazione e già autorizzate ci sono San Pancrazio Salentino e il Di Summa di Brindisi, per un totale di otto strutture di assistenza sanitaria di prossimità e, a regime, 125 posti letto. L’obiettivo (perseguito e in buona parte raggiunto nella Asl più piccola dell’intera Regione) è di sollevare dalle prestazioni inappropriate di tipo territoriale i tre ospedali per acuti in attività (Brindisi, Francavilla Fontana e Ostuni), che soprattutto per questo risultano affollati, e quello in costruzione di Monopoli-Fasano. Senza dimenticare il fatto che gli Ospedali di comunità brindisini sono stati adattati nei mesi scorsi e a tempi record anche per gestire i pazienti Covid post-acuti; e questo ha significato che, mentre in altre province c’è stato il bisogno d’inventarsi, con discutibili esiti, i più opportuni rimedi d’emergenza, a Brindisi c’era già tutto ciò che serviva. I finanziamenti in questi anni non sono mai mancati, sono stati l’ultimo dei problemi. Altro che Pnrr come carta di briscola! Ciò che davvero serve è la volontà di occuparsi dell’assistenza territoriale, questione caratterizzata da poco prestigio e molta dedizione nel tallonamento della macchina burocratica, come dimostra ancora una volta la vicenda di Latiano”.

Vaccinazioni, Amati: “Ieri 40 dosi di vaccino in tutta la Puglia. Stiamo scherzando?”

“Adesso sono davvero preoccupato e allibito. Oggi il fisico Battiston ha dichiarato che se si ammalasse una percentuale tra il 5 e il 10 per cento dei 7 milioni di non vaccinati il sistema sanitario italiano sarebbe in ginocchio, non reggerebbe. E in Puglia, mentre l’Olanda fa scattare il lockdown, di domenica vacciniamo solo 40 persone. Così ci schiantiamo contro il virus. Di nuovo”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:12 del 15 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 14 novembre, sono state somministrate 40 dosi. Meno 1.598 dosi rispetto al 13 novembre, meno 12.172 dosi rispetto al 12 novembre e meno 13.289 dosi rispetto al 11 novembre.
Le 40 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 26 addizionali, 12 richiami, 0 prime dosi, 2 seconde dosi e 0 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 17.325, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 138.316.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 122.924, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 182.882.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 140.249 su un totale di 461.447, pari al 30,39 per cento. Ne restano da vaccinare 321.198.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al diciassettesimo posto con lo 0,44 per cento. Nel dettaglio: dodicesima nella fascia d’età 12-19, diciassettesima nella fascia 20-29, dodicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, decima nella fascia 50-59, sedicesima in quella 60-69 anni, sedicesima nella fascia 70-79 anni, diciassettesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al sedicesimo posto con il 3,13 per cento. Nel dettaglio: quinta nella fascia d’età 12-19, quarta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, settima nella fascia 50-59, undicesima in quella 60-69 anni, diciassettesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,93 per cento, anche la seconda l’80,97 per cento.
Sono invece 490.493 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 664.101 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,1 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 158 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “L’anno scorso 30mila contagi in più al giorno. Copertura vaccinale però diminuisce e nel fine settimana crolla. Serve accelerata nuove dosi”

“Il 13 novembre di un anno fa l’Italia con 40.902 toccava il picco di contagi giornalieri. Ieri, senza lockdown, i nuovi casi sono stati 8544. E non parliamo della quantità di posti di terapia intensiva liberi. Serve vaccinarsi perché dopo sei mesi dal completamento del primo ciclo, ci dicono gli esperti, la copertura diminuisce notevolmente. Finora gli scienziati non hanno sbagliato. In Puglia dobbiamo accelerare. Abbiamo raggiunto solo il 30 per cento del target di vaccinabili: è un dato preoccupante. Dobbiamo accelerare e non possiamo sopportare i crolli del fine settimana”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:14 del 14 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 13 novembre, sono state somministrate 1.616 dosi. Meno 10.576 dosi rispetto al 12 novembre, meno 11.687 dosi rispetto al 11 novembre e meno 10.699 dosi rispetto al 10 novembre.
Le 1.616 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 137 addizionali, 919 richiami, 165 prime dosi, 382 seconde dosi e 13 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 17.272, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 138.369.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 122.748, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 183.058.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 140.020 su un totale di 461.447, pari al 30,34 per cento. Ne restano da vaccinare 321.427.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al sedicesimo posto con lo 0,44 per cento. Nel dettaglio: undicesima nella fascia d’età 12-19, sedicesima nella fascia 20-29, dodicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, decima nella fascia 50-59, sedicesima in quella 60-69 anni, sedicesima nella fascia 70-79 anni, diciassettesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al sedicesimo posto con il 3,13 per cento. Nel dettaglio: quinta nella fascia d’età 12-19, quarta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, sesta nella fascia 50-59, undicesima in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,93 per cento, anche la seconda l’80,97 per cento.
Sono invece 490.493 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 664.375 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,9 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 19 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 160 su 2745 posti letto disponibili”.

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Vaccinazioni, Amati: “Rischiamo i 15mila contagi giornalieri e a Trani pare ci sia una lista d’attesa al 2022”

 

“Ieri eravamo a solo più 15 vaccini rispetto al giorno prima ma abbiamo fatto di peggio: oggi meno 1181 rispetto a ieri. Il tasso di crescita di contagi, ci dicono i dati, è del 50 per cento in più ogni settimana. Giorgio Sestili, il fisico che ha ideato l’algoritmo per il calcolo dell’indice Rt che ci ha salvato finora dice che a questo ritmo l’Italia raggiungerà i 15mila casi giornalieri a fine mese, e per Natale potrebbero essere 30mila al giorno. Nel frattempo in Puglia scopriamo dalla stampa che a Trani c’è un mese di attesa per la prima dose e per la terza bisogna aspettare il 2022 perché i posti sono pochi. Non sottovalutiamo questi segnali”

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:12 del 13 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 12 novembre, sono state somministrate 11.375 dosi. Meno dosi rispetto al 11 novembre, meno 775 dosi rispetto al 10 novembre e meno 3980 dosi rispetto al 9 novembre.
Le 11.375 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 433 addizionali, 7.115 richiami, 1.007 prime dosi, 2.740 seconde dosi e 80 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 17.070, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 138.571.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 121.187, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 184.619.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 138.257 su un totale di 461.447, pari al 29,96 per cento. Ne restano da vaccinare 323.190.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al diciassettesimo posto con lo 0,43 per cento. Nel dettaglio: undicesima nella fascia d’età 12-19, quattordicesima nella fascia 20-29, dodicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, decima nella fascia 50-59, sedicesima in quella 60-69 anni, sedicesima nella fascia 70-79 anni, diciassettesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al tredicesimo posto con il 3,09 per cento. Nel dettaglio: quinta nella fascia d’età 12-19, quarta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, sesta nella fascia 50-59, decima in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, quindicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,92 per cento, anche la seconda l’80,95 per cento.
Sono invece 490.843 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 667.095 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,9 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 19 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 159 su 2745 posti letto disponibili”.

Per ulteriori informazioni consultare il portale https://fabianoamati.it/covidreport/home

Lopalco e strumentalizzazione Sma, Amati: “Si giustifica con dichiarazioni inappropriate e volgari. Farmaco prescritto da specialista”

Dichiarazione del consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento alle dichiarazioni dall’assessore dimissionario Lopalco che, a distanza di 24 ore, continua a lanciare nell’agone della polemica politica la tragedia di alcune famiglie pugliesi.

“A tutela di Paolo e di tutti i bimbi malati di Sma rispondo alle vergognose illazioni dell’assessore Lopalco, prive di prova scientifica, decisamente incoscienti e finalizzate a una terribile strumentalizzazione.
Mi riservo di farlo al meglio in futuro, quando lo vedrò con me seduto nei banchi del Consiglio regionale, assieme agli altri 51 politici locali e se il suo lignaggio superiore gli suggerirà di ribassarsi al basso livello dei suoi colleghi.
Per ora sottolineo la gravità delle sue dichiarazioni: accusatorie nei confronti del medico prescrittore del farmaco, che a suo dire avrebbe agito “sotto le enormi pressioni del caso” e “per l’ultima volta”, quindi in stato di soggezione psicologica e perciò senza alcuna scienza né coscienza; inappropriate nei confronti del Governo regionale di cui faceva parte, che starebbe mettendo a punto un “escamotage amministrativo” per pagare il farmaco e quindi un trucco contabile elusivo delle leggi di finanza pubblica, cioè un reato; volgari nell’accostamento della terapia genica Zolgensma al rimedio magico di Stamina e quindi con la volontà parolaia di rappresentarci come prede d’illusionismo ordito dalla casa farmaceutica Novartis e da tutti i neuropsichiatri infantili che lo stanno prescrivendo nel mondo.
E il tutto tacendo sul fatto che l’Ema e Fda, come la stessa Aifa riferisce, non hanno alcuna preclusione regolatoria sulla somministrazione a pazienti tracheostomizzati.
Fatto sta che c’è una prescrizione medica chiara – perché la Pubblica Amministrazione parla con gli atti e non con i sentito dire – cui bisogna prestare ossequio secondo le leggi italiane.
La verità è che Lopalco si è dimesso perché Emiliano non gli fa giustamente toccare palla, assegnando tutti i compiti ai dirigenti e ai funzionari, perché la scienza dell’amministrazione pubblica presuppone grandi disponibilità al lavoro e conoscenza delle norme e dell’organizzazione di strutture complesse.
Ma se egli ha qualcosa da rimproverare a Emiliano, che ha tutta la mia solidarietà e il mio sostegno, non strumentalizzi più i casi dei poveri bimbi e delle loro famiglie.
Infine: nemmeno nell’URSS di Stalin avrebbero capovolto la verità dell’audizione con i medici di Boston, che a mia domanda specifica rispondevano di aver riscontrato benefici non soggettivi e che nessuno dei cinque bimbi era deceduto. E su questo non c’è la mia parola contro quella di Lopalco ma la registrazione integrale dell’audizione che metto a disposizione di chiunque lo voglia”.

Vaccinazioni, Amati: “I contagi stanno aumentando e noi abbiamo fatto 15 vaccini in più del giorno prima. Domani è sabato. Terremo aperti gli hub?”

 

“In Puglia registriamo un aumento dei contagi del 17,8 per cento. Solo ieri, ancora, 262 nuovi contagiati. Tutti gli indicatori nazionali sono in rialzo tanto che il Commissario Figliuolo ha annunciato la riapertura di 70 hub dell’Esercito. Ci hanno salvato le vaccinazioni. Ma il fisiologico abbassamento della copertura di chi l’ha fatto per primo e delle persone fragili sta per coincidere con l’abbassamento delle temperature che notoriamente favoriscono il contagio. Non ci possiamo permettere che l’accelerata sia di soli 15 vaccini in più, soprattutto se la gran parte dei giorni registriamo segni meno. Spero che questo weekend sia di lavoro per gli hub e non di fermo”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:12 del 12 novembre 2021.

“Nella giornata di ieri, 11 novembre, sono state somministrate 11.960 dosi. Più 15 dosi rispetto al 10 novembre, meno 3.369 dosi rispetto al 9 novembre e meno 1.705 dosi rispetto al 8 novembre.
Le 11.960 dosi somministrate ieri sono così suddivise: 467 addizionali, 6.595 richiami, 1.188 prime dosi, 3.597 seconde dosi e 113 a persone con pregressa infezione.
Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 16.589, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 139.052.
Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 113.070, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 192.736.
I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 129.659 su un totale di 461.447, pari al 28,01 per cento. Ne restano da vaccinare 331.788.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al quattordicesimo posto assieme alla Lombardia con lo 0,42 per cento. Nel dettaglio: undicesima nella fascia d’età 12-19, quindicesima nella fascia 20-29, dodicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, nona nella fascia 50-59, quindicesima in quella 60-69 anni, sedicesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, dicioannovesima nella fascia dai 90 anni in su.
Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al quindicesimo posto con il 2,88 per cento. Nel dettaglio: sesta nella fascia d’età 12-19, quarta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, settima nella fascia 50-59, decima in quella 60-69 anni, sedicesima nella fascia 70-79 anni, quattordicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su.
La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,88 per cento, anche la seconda l’80,86 per cento.
Sono invece 492.313 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.
Abbiamo in giacenza 680.344 vaccini.
Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 3,9 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 19 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 155 su 2745 posti letto disponibili”.

Per ulteriori informazioni consultare il portale https://fabianoamati.it/covidreport/home