Dormitorio Brindisi e Covid, Amati: “Contento per avvio tamponi. Obiettivo indagine su tutti gli ospiti”

“Sono soddisfatto per l’impegno della Asl nell’attività di indagine sanitaria sugli ospiti del dormitorio, dopo l’attività di sanificazione e pulizia effettuata nei giorni scorsi dal Comune. Conto sul fatto che tutti gli ospiti preferiscano collaborare con l’Autorità sanitaria, perché la vita nei dormitori, in strutture per lungodegenti e nelle Rsa obbligano al monitoraggio per evitare la formazione di focolai”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando l’avvio odierno delle attività di screening nel dormitorio di Brindisi.

“Mi congratulo con il Comune di Brindisi per aver accolto – pur con qualche normale tono polemico – la richiesta di occuparsi di questo problema e con la Asl per aver voluto dedicare una importante attenzione a un luogo di vita comune molto esposto alla diffusione del contagio da Covid.
Spero di non dover mai più riprendere l’argomento e che, con il ritorno alla vita ordinaria, il dormitorio non venga più ridotto nelle condizioni igienico-sanitarie in cui si presentava prima degli interventi effettuati negli ultimi giorni”.

Cisternino, Amati: “Accreditato Ospedale di comunità. Storia di una struttura moderna sottratta all’abbandono”

“L’Ospedale di comunità di Cisternino è stato accreditato. Un procedimento impegnativo per un programma che ha saputo trasformare la disgrazia della pandemia nella grazia di una struttura moderna, sottratta all’abbandono e in grado di accogliere i prossimi ampliamenti già finanziati e in corso di progettazione. Grazie a tutti e pure agli scettici, che ora non so cosa saranno in grado d’inventarsi”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, dando notizia dell’adozione avvenuta oggi della determina di accreditamento dell’Ospedale di comunità di Cisternino.

“Ci sono storie che pur con la più fervida fantasia non si riuscirebbe a prevedere. È il caso dell’OdC di Cisternino nella nuova sede di via Magellano. Tutto cominciò nell’aprile scorso, quando nel tempo record di dodici giorni si riuscì ad attivare un centro Covid post acuti. Un programma con uno svolgersi virtuoso, dalla disperazione per la decisione di destinare la vecchia struttura a Covid post acuti alla proposta di soluzione alternativa recuperando un immobile completo ma inutilizzato. E poi la fine della prima fase della pandemia e la realizzazione degli ulteriori lavori di adeguamento, con bagni in ogni camera e impianto dei gas medicali e il fine lavori nel settembre scorso.
Oggi è terminata la fase burocratica, cioè quella dell’accreditamento
A questo punto c’è solo da utilizzarla secondo le esigenze clinico-assistenziali, prestando attenzione al programma di ampliamento già avviato.
Ringrazio per il lavoro svolto il sindaco di Cisternino Luca Convertini e l’intera giunta municipale, il Direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone e tutti i dirigenti tecnici e amministrativi, il direttore dei lavori Renato Ammirabile, le imprese e gli operai che in ogni fase hanno prestato la loro attività professionale, il
consigliere comunale
Giampiero Bennardi e l’assessore comunale Martino Montanaro.
Tutte queste persone hanno seguito in tutte le fasi il programma, facendo in modo che l’atto di oggi potesse essere preparato e adottato; e di quest’ultima fase ringrazio i dirigenti regionali Giovanni Campobasso e Mauro Nicastro”.

Serbatoio gas a Brindisi, Amati: “Autorità ha risposto. Buone notizie: procedimento va avanti, entro fine anno decisione su localizzazione ”

“Il Presidente del’Autorità di Sistema Portuale mi ha risposto con una buona notizia. Il procedimento di realizzazione del serbatoio di GLN nel porto di Brindisi sta andando avanti e l’Autorità ha rappresentato a Edison le eccezioni sollevate da alcuni Operatori portuali e dalla Civica amministrazione in ordine alla localizzazione, invitandola – ove possibile – a prevedere entro fine anno una diversa posizione di ormeggio rispetto a quella ipotizzata”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati dopo aver ricevuto una risposta dal Presidente di Adsp Ugo Patroni Griffi in merito allo stato del programma per la realizzazione di un serbatoio costiero di gas naturale liquefatto nell’area portuale di Brindisi.

“Il Presidente mi ha garantito la sua piena collaborazione affinché non si perda questa opportunità che rappresenterebbe un servizio strategico per lo sviluppo dei traffici del porto di Brindisi. Qualora Edison dovesse presentare una diversa posizione di ormeggio, la stessa sarà sottoposta preventivamente alla Capitaneria di porto e al Capo della Corporazione dei piloti per verificarne la fattibilità tecnico-nautica della manovra della nave. Una ipotesi che dovrebbe arrivare entro fine anno, in tempo per la conferenza dei servizi presso il MISE che, in base alle pregresse comunicazioni, ha reso noto che riprenderà i lavori a gennaio 2021”.

Il testo integrale della risposta dell’ADSP:

Egregio Consigliere.
al fine di evitare e scongiurare apodittiche argomentazioni in ordine ad un ipotizzato impatto negativo dell’investimento sugli attuali traffici, abbiamo rappresentato ad Edison le – seppur tardive potendo e dovendo le stesse essere formulate nell’ambito del processo concertativo che ha portato alla adozione del PEAP – eccezioni sollevate da alcuni Operatori portuali e dalla Civica amministrazione, invitandola – ove possibile e coerentemente con quanto previsto dagli strumenti di programmazione della scrivente Adsp – a prevedere una diversa posizione di ormeggio rispetto a quella ipotizzata.
Attendiamo, dunque, da Edison un riscontro. Ove dovesse essere proposta una diversa posizione di ormeggio la stessa sarà sottoposta preventivamente alla Capitaneria di porto e al Capo della Corporazione dei piloti per verificarne la fattibilità tecnico-nautica della manovra della nave.
L’Autorità che ho l’onore di presiedere ha assicurato la propria completa collaborazione, non avendo preclusioni di sorta rispetto ad una diversa localizzazione dell’impianto, anche ai fini di un possibile PPP che consenta di non perdere un investimento (e soprattutto) un servizio che riteniamo strategico per lo sviluppo dei traffici del porto di Brindisi.
Riteniamo che, ragionevolmente, entro la fine del corrente anno saranno sottoposte all’Autorità le possibili alternative rispetto l’ormeggio ipotizzato, in tempo perché le stesse possano essere presentate in sede di conferenza dei servizi presso il MISE che, in base a pregresse comunicazioni, ha reso noto che riprenderà i lavori a gennaio 2021.
Dovrebbe, poi, essere in dirittura d’arrivo il procedimento presso il Comitato tecnico regionale (CTR) della Direzione generale dei Vigili del Fuoco ai fini del rilascio del Nulla Osta di fattibilità ( NOF) previsto dalla normativa Seveso (D.Lgsl. n. 105/20015).
Con il rilascio del NOF da parte del massimo organismo collegiale tecnico che ha competenza in materia di processi industriali con prodotti pericolosi in ordine alla protezione della sicurezza e dell’ambiente, si disporrà di tutti gli elementi tecnici per apprezzare le reali possibili interferenze dell’impianto con gli attuali traffici portuali.

Il più cordiale saluto

Ugo Patroni Griffi
Presidente Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Meridionale

Serbatoio gas Edison a Brindisi, Amati: “Tutto tace. Stiamo perdendo anche questo investimento? Ho scritto ad Autorità portuale”

“Tutto tace sul serbatoio costiero di gas naturale liquefatto proposto da Edison nell’area portuale di Brindisi. Eppure circa due mesi fa in molti si erano scatenati a proporre soluzioni e localizzazioni come se piovesse. E poiché la vita amministrativa non si compone di interviste e comunicati ma di atti e fatti, ho chiesto notizie con una lettera al Presidente dell’Autorità di sistema portuale Ugo Patroni Griffi”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al programma di realizzazione di un serbatoio costiero di gas naturale liquefatto, proposto dalla Edison nell’area portuale di Brindisi.

“Ricordo perfettamente il dibattito di circa due mesi fa: l’investimento gradito all’unanimità, anche perché si tratta di programmi energetici green, ma con riserve sulla localizzazione.
Fu in quel momento che chiesi al Comune di farsi interprete nel giro di un mese, tempo superato abbondantemente, di una riunione con operatori portuali, sindacati, associazioni e chiunque lo volesse, per indicare una soluzione alternativa tecnicamente plausibile. Dopo alcune sfuriate sulla tempistica sin troppo stretta, come se il mondo aspettasse noi e i nostri tempi biblici, e un dibattito mediatico di notevole rilevanza, mi sarei aspettato l’indicazione della soluzione alternativa plausibile. E invece, nulla. Sulla vicenda è calato il silenzio, che potrebbe significare due cose: il programma sta procedendo così com’è presentato, oppure che tutto sia irrimediabilmente fermo, come al solito, e che la storia del progresso ambientalmente compatibile stia scansando Brindisi per ammarare su altri porti.
E poiché se mi occupo di una cosa mollo solo se norme, tecnica e ragione mi inducono a desistere, ho scritto al Presidente dell’Autorità portuale per capire a che punto siamo”.

Ex Ilva e depuratori, Amati: “Governo cede a vecchia pretesa dei Riva e rinuncia all’acqua potabile del Sinni. Danno per TA, BR e LE”

“Lascia sconcertati la resa del sottosegretario Turco a realizzare il vecchio progetto di ultraffinamento dei reflui dei depuratori Gennarini-Bellavista, da destinare agli scopi industriali dell’ex Ilva, per risparmiare almeno 250 litri al secondo di acque del Sinni da invasare nella diga Pappadai, così da migliorare la dotazione idro-potabile delle province di Taranto, Brindisi e Lecce. Non sarebbe il caso che i sindaci di questi comuni e i presidenti delle tre province si occupassero del problema?”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando l’esito della riunione del CIS Taranto svoltasi ieri e presieduta dal sottosegretario Mario Turco.
“Combatto sin dal 2009 questa battaglia di tutela ambientale, riuso ed economia circolare, e non cesserò di combatterla sino a quando non sarà vinta.
Eppure si tratta di un programma relativamente semplice e tecnicamente più che plausibile. Attualmente l’ex Ilva utilizza per scopi industriali almeno 250 litri al secondo di acqua prelevata dallo schema idraulico del Sinni, versando all’EIPLI i costi industriali dell’acqua e alla Regione Basilicata – spero – gli oneri della componente ambientale.
Al fine di migliorare l’erogazione idro-potabile e irrigua per le provincie di Taranto, Brindisi e Lecce, si pensò d’invasare nella diga Pappadia, allo stato inutilizzata, i 250 litri al secondo dell’acqua utilizzata dall’ex Ilva e rendere contemporaneamente disponibili, da parte di AQP e per scopi industriali, i reflui affinati o ultra-affinati dei depuratori Gennarini-Bellavista. Il tutto con un contributo che l’ex Ilva dovrebbe pagare al gestore del servizio idrico integrato (AQP), decisamente inferiore a quanto oggi paga per l’acqua del Sinni. Un programma, insomma, di alta tecnica ambientale, accordato con le migliori regole di economia circolare e vantaggioso per l’impresa.
E invece, no. Ci ha lasciato di stucco la dichiarazione del sottosegretario Turco, secondo cui si abbandona il progetto perché la sua realizzazione avrebbe bisogno di dieci anni.
Dieci anni? In tempi in cui il ponte Morandi si costruisce in una manciata di mesi, il nuovo ospedale di Taranto in poco più di un anno, l’adeguamento dell’ospedale di comunità di Cisternino in dodici giorni e l’allestimento di un centro manutenzione Anas in Covid drive-in in poco più di tre giorni, possiamo sentire che per l’adeguamento di due depuratori c’è bisogno di dieci anni? A meno che questa non sia una scusa e i soldi del programma servono per fare altre opere e darla così vinta alle vecchie pretese dei Riva, resuscitate nei piani del governo nazionale e di ArcelorMittal”.

Tap-Snam, Amati: “In settimana il gas nei tubi e qui nemmeno una riunione per le compensazioni”

“In settimana il gas comincerà a passare nei tubi e qui non si riesce nemmeno a convocare una riunione per chiedere le compensazioni promesse. Io non mollo la presa, anche perché non voglio essere iscritto nell’albo dei colpevoli. I sindaci devono riunirsi e chiedere compensazioni significative e quelli brindisini devono chiedere l’istituzione del Centro di ricerca e sviluppo su decarbonizzazione e sostenibilità ambientale presso la Cittadella della ricerca”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabiano Amati.

“Le cose importanti – prosegue – non possono avere la durata di qualche comunicato stampa pieno di ardore o giacere nella speranza che qualcun altro bussi alle nostre porte portandoci in dono ciò che non siamo capaci di rivendicare. Il gasdotto sta per entrare in funzione e la Puglia, il Salento e la Provincia di Brindisi rischiano di perdere gli investimenti promessi. È importante perciò che ci si attivi senza giocare alla furbizia di affidarsi al governo nazionale nella speranza che arrivino gli investimenti per poi continuare a maledire l’opera e i governi che la sostennero. Cioè il modo migliore per non avere nulla”.
“Si cominci allora – suggerisce Amati – a convocare una riunione di sindaci, e per la mia provincia invito ancora una volta il Presidente della Provincia, per decidere assieme quale progetto d’investimento sostenere, sapendo sin d’ora che debba trattarsi di opere notevoli e in grado di moltiplicare gli effetti benefici di tipo economico e ambientale.
Non è difficile prevedere che gli investimenti di compensazione non potranno mai consistere in una lunga lista di marciapiedi, panchine o luminanti, per cui risulta alquanto curiosa l’opinione di chi sostiene interventi puntuali in favore dei territori su cui insiste l’opera. In ogni caso, è giunta l’ora – conclude – che si cominci a concretizzare qualcosa, per evitare che una iniziativa utile possa morire ed essere seppellita sotto una coltre di parole piene di rimpianti, dando la colpa agli altri e non a se stessi. Come quasi sempre”.

Covid drive-in Fasano-Anas, Amati: “Allestito a tempo di record, aperta oggi la struttura più grande di Puglia, con potenziale interprovinciale e h24”

“Con il Covid drive-in allestito nel Centro manutenzione Anas di Fasano, la Asl di Brindisi si dota, in rapporto alla popolazione, della più grande rete di monitoraggio della Regione. Ma c’è anche che oggi è partito il più grande sito Covid drive-in della regione e con un potenziale di utilizzo interprovinciale e h24. Grazie ad Anas e al suo Responsabile territoriale Vincenzo Marzi, alla Asl Brindisi e al suo Direttore generale Giuseppe Pasqualone, e al Comune di Fasano e al Sindaco Francesco Zaccaria”.
Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.
“Nell’ambito di un importantissimo programma promosso dalla Regione Puglia, a tempo di record e in una alleanza inedita Anas-Asl, ci arricchiamo da oggi di un ulteriore punto di monitoraggio per contribuire a vincere sul dramma che stiamo vivendo.
È stato meraviglioso vedere il personale Anas e le sue appaltatrici, a lavoro anche nei giorni festivi e in gara per offrire la prestazione più virtuosa. È stato altrettanto entusiasmante vedere il continuo aprirsi a un carico di lavoro sempre più grande dei tecnici e del personale Asl e del Comune di Fasano.
Ma siccome questi grandi gesti hanno un volto, la mia gratitudine va a tutti gli infermieri addetti ai Covid drive-in, soldati in grado di trasformare la paura in coraggio e in questa occasione rappresentati da Massimo Dell’Aquila Claudia Colì, e a tutte queste persone: Per l’Asl Brindisi Andrea Gigliobianco, Direttore sanitario, Stefano Termite, Direttore del Dipartimento di prevenzione, Giuseppe Perrone, Renato Ammirabile e Damiano Oggiano, tecnici;Per Anas Vincenzo Marzi, Responsabile della Struttura territoriale Puglia, Roberto Sciancalepore, Dirigente tecnico manutenzione, Luigi Mazzone, Responsabile Centro manutenzione, Vitino Divenere, Responsabile nucleo, Francesco Zaccaria, Salvatore Sasso e Luciano Falletta, Caoi cantonieri, Alessandro Rizzi e Nicola Morea, impianti tecnologici. E grazie anche alla generosità del dipendente Anas in pensione Francesco Cofano.

Per l’affidante Anas la Ditta Proto Giuseppe e il figlio Cosimo Proto, con il suo tecnico Riccardo Re e i collaboratori Salvatore Sasso, Antonio Recchia, Costanzo D’angeli, Mimmo Corradi, Andrea  Masiello, Paolo Fanelli, Toni Summa, Antonio Denitto, Mimmo D’Angeli, Cosimo D’Aprile.
Per l’affidante Anas la Ditta Elettrotecnica Vi.Gi di Rinaldi Vito e i collaboratori, Giuseppe Lattarulo, Leonardo Mincuzzi, Salvatore Mincussi, Gianfranco Donghia e Gianluca Cazzolla.
Per il Comune di Fasano il corpo di Polizia locale e Leonardo Angelini.
Per l’affidante Comune di Fasano la Gial plast e il direttore Vincenzo Bianchini.
Per l’affidante Asl la Ditta L’idraulica di Walter Galizia e il suo collaboratore Leo Di Bari.
Per la Sanitaservice Giovanni Di Tano.
Per l’affidante Asl la Ditta Digipoint Grafica Segnaletica con il suo Domenico Schiavone.
Per Acquedotto pugliese Emilio Tarquinio, Responsabile MAT TA-BR, Claudio Gatto, responsabile Brindisi, e Saverio Suma”.
ALCUNE FOTO DELLA CERIMONIA

Ospedale Melli di San Pietro, Amati: “Parte la riconversione: comune autorizza Asl per riabilitazione intensiva”

“Finalmente si parte con un primo passo concreto nel processo di riconversione dell’ospedale Ninetto Melli di San Pietro Vernotico. Il Sindaco ha infatti autorizzato la Asl a avviare i primi 10 posti di riabilitazione intensiva”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Dopo anni in cui il crono-programma della riconversione era continuamente aggiornato, mi pare di poter dire che la collaborazione tra Asl Brindisi e Comune di San Pietro Vernotico sta cominciando a portare i primi tutti.
Dopo aver promosso e partecipato a un incontro risolutorio tra le due amministrazioni pubbliche, si cominciano a vedere i primi passi concreti; e di ciò ringrazio il Sindaco Pasquale Rizzo e il Direttore generale Giuseppe Pasqualone.
A San Pietro Vernotico può partire dunque una Residenza socio assistenziale (RSA) intensiva R1 con 10 posti letto che a pieno regime diventeranno 20: un servizio in grado di curare pazienti con alti livelli di complessità ed instabilità clinica.
È chiaro che il traguardo sarà la riconversione totale dell’ex ospedale Melli in PTA, per i cui lavori è in fase di aggiudicazione la gara d’appalto. E su questo non farò mancare ovviamente la mia continua attenzione, così come da anni faccio per la maggior parte delle strutture sanitarie della nostra provincia”.

Covid drive-in, Amati: “In tempi record adeguato il Centro Anas per la seconda postazione di Fasano. Una soluzione anche per i tamponi rapidi e per Monopoli?”

“È stato adeguato in tempi record il Centro manutenzione Anas di Fasano, dove domani sarà installato il secondo Covid drive-in. Gli uomini di Anas hanno terminato le attività lavorando di sabato e domenica. Domani sarà installata la struttura e tra pochissimi giorni si potrebbe avviare l’attività, magari ampliata ai tamponi rapidi e al sevizio anche della Asl Bari e in particolare Monopoli”. Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati, commentando i lavori di Anas del Centro manutenzione di Fasano.

“Ciò che consiglio agli altri, comincio innanzitutto io a farlo: occuparmi di ospedali e tamponi”, prosegue. “Per questo sto insistendo affinchè questa postazione nel Centro manutenzione Anas di Fasano possa diventare un Covid drive-in interprovinciale, funzionante h 24, in quanto ha le condizioni strutturali che permettono di farlo: a cominciare dalla grandezza dell’area per accogliere senza problemi le auto che raggiungono il piazzale, fino alla posizione, dato che si trova nel raccordo tra due strade principali, la statale 16 Adriatica e la 379. E per questo potrebbe servire anche l’utenza di Monopoli – aggiunge – per colmare l’assenza di una struttura simile in città. Sarebbe ancor più auspicabile – conclude Amati – che si riesca a utilizzare questa postazione anche per effettuare tamponi rapidi, senza lunghe trafile e con esiti in meno tempo. Staremo a vedere”.

Covid, Amati: “Anas mette a disposizione area per secondo drive-in di Fasano. Potrebbe funzionare h24 e servire Monopoli”

“Sarà allestito nel piazzale del Centro di manutenzione Anas di Fasano il secondo Covid drive-in di Fasano. Per le sue caratteristiche ampie e il collegamento alla principale rete stradale, potrebbe essere adibito a centro interprovinciale e funzionare h24”.

Lo comunica il consigliere regionale Fabiano Amati.
“Ringrazio innanzitutto Anas S.p.A. e il suo personale per aver prontamente aderito alla richiesta di collaborazione rivolta mettendo a disposizione l’ampio Centro di manutenzione di Fasano per l’installazione del secondo Covid drive-in del territorio.
La nuova struttura per effettuare i tamponi sarà installata lunedì, mentre nelle prossime ore si svolgeranno tutte le attività di adattamento e messa in sicurezza dell’area.
Il Centro manutenzione Anas di Fasano sorge nel punto di raccordo tra le strade 16 e 379, accessibile dalla complanare ovest, è in grado di garantire le operazioni in piena sicurezza. Infine, ben si presta per caratteristiche geografiche a una attività h24 al servizio dei cittadini della provincia di Brindisi e Bari, a cominciare dalla vicina Monopoli, così da concorrere a migliorare il quoziente regionale nel rapporto contagi/tamponi, che è – come è noto – uno dei parametri con cui si misura l’indice di rischio”.