Serbatoio GNL, Amati: “Edison in fuga da Brindisi per eccesso di polemica? Confido in una notizia priva di fondamento”

Dichiarazione del presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati. 

“Corre voce che Edison stia decidendo di fuggire da Brindisi per eccesso di polemica, scegliendo altri luoghi meno chiacchieroni. Poiché il fronte contrario all’investimento è molto rumoroso ma privo di fondamenti tecnici, se non un anti-ambientalismo nemmeno troppo celato, ho motivo di ritenere che la notizie sia priva di fondamento, soprattutto ove si consideri che i pareri tecnici sull’investimento, sinora raccolti, sono tutti favorevoli.
A meno che l’eccesso di polemica non sia una scusa dell’azienda promotrice per raccogliere prospettive più appetibili: ma in tal caso ne farebbe le spese l’antica e riconosciuta serietà di Edison.
Ovviamente farò in modo che la Regione Puglia eserciti tutta la sua autorevolezza per incoraggiare l’investimento”.

Serbatoio GNL Brindisi, Amati: “Ipotesi Capobianco non è alternativa ma foglio di via a Edison”

Sulla questione della localizzazione del serbatoio Edison leggo che viene proposta la soluzione alternativa di Capobianco. E allora mi chiedo: vi pare plausibile che Brindisi rinunci alla Zona franca doganale o che Edison possa attendere almeno cinque anni per la realizzazione di banchine, colmata, e dragaggi, opere allo stato prive dei finanziamenti pubblici stimati per almeno 100 milioni di euro? 

Peraltro, l’ipotesi Capobianco si scontrerebbe con la proposta del sindaco di spostare in quei luoghi la Marina. E chi glielo dice ora che è una pessima idea? È evidente a tutti che chi sostiene l’ipotesi Capobianco quale alternativa sta suggerendo, non si sa quanto consapevolmente, un’opzione dall’esito impossibile e un foglio di via a Edison. Ma quando la finiremo di giocare alla politica?”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio a Programmazione Fabiano Amati.
“Il ‘ben-altro-luoghismo’ si è immortalato dunque nell’offrire una soluzione localizzativa diversa per il serbatoio Edison, dimenticando però di avanzarla con le caratteristiche della plausibilità. Un dettaglio non da poco.
Se dunque si analizzassero i fatti e i luoghi, piuttosto che incentrare le osservazioni sulle persone che esprimono idee, forse non ci si ritroverebbe in un vicolo cieco.
I fatti, quindi. Capobianco si compone a grandi linee di due parti. L’una, cioè quella colmata da British gas, è destinata alla Zona franca doganale, così come da decisione adottata dall’Agenzia delle dogane. Qualora la proposta si riferisse dunque a questa parte, bisognerebbe rinunciare alla Zona franca. E non mi sembra una buona idea quella di rinunciare a un grande investimento per accogliere un investimento più piccolo.
La seconda parte di Capobianco, invece, ha bisogno di essere infrastrutturata (banchine e colmata), operazione che allo stato non ha nemmeno la progettazione e che per essere realizzata ha bisogno di 100 milioni d’investimenti pubblici. In altre parole, se ci fossero i soldi e tutto dovesse andare per il meglio, servirebbero almeno cinque anni di tempo per rendere disponibile l’area a ciò aggiungendo, ovviamente, i tempi di realizzazione del serbatoio di gas naturale liquefatto. Un ottimo motivo per convincere Edison ad andare altrove.
In realtà Capobianco non è una soluzione alternativa plausibile ma un rifugio dialettico, per dare a vedere di possedere una soluzione alternativa e non farsi affibbiare il giudizio di ‘non-si-puotisti’, che mi pare invece possa essere confermato, a meno che non passi l’idea, Dio non voglia, che in tanti parlano senza un minimo di approfondimento di merito”.

Serbatoio GNL Edison, Amati: “Chi deve vada avanti rapidamente, sordi alle polemiche e insensibili alle chiacchiere”

“Il serbatoio costiero di gas naturale liquefatto proposto da Edison è un ottimo programma industriale e ambientalista. Ora le autorità competenti e l’impresa facciano in fretta, sordi agli spiriti polemici e insensibili alle chiacchiere, concludendo rapidamente il procedimento nella localizzazione concordata con gli operatori portuali”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nell’amministrazione pubblica non si sta come giurati in una giuria, pronti a dare i voti su ciò che è buono o cattivo. Un amministratore pubblico ha il compito di scegliere e rendere possibili le cose ritenute utili.
Abbiamo di fronte un programma di maggiore utilizzo del Porto di Brindisi attraverso un’attività industriale rispettosa dell’ambiente. Punto e basta. Chi vuole aiutare è il benvenuto e chi vuole sabotare è pregato di togliere il disturbo.
Brindisi non può più sopportare una classe dirigente parolaia, dedita a espedienti dialettici e impegnata a trasformare le soluzioni in problemi. Brindisi ha bisogno di fatti concreti per tornare a sorridere e dimostrarsi all’altezza della sua grande storia”.

Serbatoio gas a Brindisi, Amati: “Dall’Autorità portuale buone notizie: c’è una nuova localizzazione condivisa”

“C’è una nuova localizzazione per realizzare il serbatoio di GLN nel porto di Brindisi: è a Costa morena est, lasciando però spazio di banchinaggio per le altre operazioni portuali di interesse dello scalo marittimo. È quanto mi ha comunicato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Ugo Patroni Griffi in risposta alla mia lettera di richiesta di aggiornamenti in merito al procedimento per la realizzazione del progetto Edison”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati dopo aver ricevuto ulteriori aggiornamenti dal Presidente di Adsp Ugo Patroni Griffi in merito allo stato del programma per la realizzazione di un serbatoio costiero di gas naturale liquefatto nell’area portuale di Brindisi.

“Si va dunque avanti con una soluzione localizzativa coerente con le richieste degli operatori portuali, giustamente interessati a far convivere tutte le attività.
La soluzione è dunque quella di lasciare almeno 300-320 mt di banchina utile per le altre operazioni portuali di interesse dello scalo marittimo brindisino, arretrando più verso la radice della banchina il posto di ormeggio delle navi gasiere destinate al futuro deposito.
Al momento ​la società sta predisponendo la documentazione tecnica e progettuale che terrà conto di questa ipotesi e che sarà presentata nella prossima Conferenza dei servizi che il MISE (titolare del procedimento) dovrebbe convocare entro gennaio. Inoltre il Presidente mi ha comunicato che recentemente è stato anche approvato il NOF (Nulla osta di Fattibilità) sulla valutazione di sicurezza del deposito di GNL, così come previsto per legge.
Infine – conclude Amati – va detto che il sistema portuale potrà usufruire anche dei fondi previsti con il Recovery fund: saranno infatti messe a disposizione risorse sia per la realizzazione di impianti a LNG, sia per la conversione del naviglio commerciale e delle capitanerie di porto. Ringrazio il Presidente dell’Autorità per le puntuali informazioni e mi auguro che il suo impegno, insieme a quello degli operatori portuali e della società interessata, sia presto ripagato con l’avvio del progetto a vantaggio del porto e dell’intera città di Brindisi”.
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Ecco il testo integrale della risposta del Presidente Ugo Patroni Griffi:

Egregio Consigliere,
nel ringraziaLa per la costante attenzione che Ella riserva a questa Autorità di Sistema ed in particolare al porto di Brindisi, colgo l’occasione del Suo ultimo intervento sulle testate giornalistiche locali e relativo alla localizzazione dell’impianto che la Edison S.p.a. intende realizzare nel porto di Brindisi per aggiornarLa sullo stato della questione.
Risulta informalmente a questa Autorità che, per quanto concerne la valutazione di sicurezza del deposito di GNL, inteso nel suo complesso cioè di deposito e posto di ormeggio delle navi, sia stato recentemente approvato il NOF (Nulla osta di Fattibilità), ai sensi delle previsioni di cui al D. Lgs. n. 15 del 2015 (cd. Seveso III). Questa Autorità di Sistema, come certamente Le risulterà, non ha preso parte alle valutazioni all’uopo effettuate dal Comitato Tecnico Regionale, insediato presso il Comando Interregionale dei Vigili del Fuoco, poiché non è componente del predetto Organismo.
Ciò premesso e venendo al nocciolo della Sua richiesta di informazioni, come d’altronde Le è noto per averne preso direttamente parte, a seguito della conferenza pubblica indetta da questa Autorità lo scorso 8 ottobre 2020, da parte soprattutto dell’utenza portuale, vennero sollevate alcune eccezioni in ordine al posto di ormeggio delle navi, con particolare riferimento agli spazi di banchina che la società richiede per l’operatività del deposito e dell’accosto delle navi.
Prendendo atto di quanto sopra, questa Autorità si è resa parte diligente nell’interessare sia la società richiedente che gli operatori portuali nonché i servizi tecnico nautici e soprattutto la locale Autorità marittima, al fine di verificare la possibilità di ridurre “l’impatto dell’iniziativa” sulla complessiva disponibilità degli spazi di banchina della zona di Costa Morena Est.
In tal senso, è stata quindi ipotizzata una soluzione che, arretrando più verso la radice della banchina il posto di ormeggio delle navi gasiere destinate al futuro deposito, consentirebbe di lasciare almeno 300-320 mt di banchina utile per le altre operazioni portuali di interesse dello scalo marittimo brindisino.
La società, pertanto, a quanto assicurato sia pure per le vie brevi, sta predisponendo la documentazione tecnica e progettuale che terrà conto della suddetta ipotesi di lavoro e che, pertanto, sarà plausibilmente presentata alla prossima Conferenza dei servizi che il MISE, titolare del procedimento, dovrebbe convocare entro il corrente mese.

Serbatoio gas Brindisi, Amati: “È stata avanzata la nuova ipotesi localizzativa? L’ho chiesto al presidente dell’Autorità”

“Ho scritto al presidente dell’Autorità portuale Ugo Patroni Griffi per conoscere la nuova proposta di localizzazione del serbatoio Edison di gas naturale liquefatto, considerato che a metà novembre mi era stata assicurata la presentazione entro fine anno di una nuova ipotesi rispetto all’ormeggio ipotizzato”.

Lo comunica il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Dopo le numerose obiezioni sulla localizzazione del serbatoio di gas nel porto di Brindisi, a metà novembre avevo richiesto al presidente dell’Autorità portuale di conoscere l’ipotesi localizzativa definitiva. Qualche giorno dopo ricevevo la seguente risposta: ‘Riteniamo che, ragionevolmente, entro la fine del corrente anno saranno sottoposte all’Autorità le possibili alternative rispetto all’ormeggio ipotizzato, in tempo perché le stesse possano essere presentate in sede di conferenza dei servizi presso il MISE che, in base a pregresse comunicazioni, ha reso noto che riprenderà i lavori a gennaio 2021.
Poiché il termine di fine anno è stato superato e allo stato non sono a conoscenza di nuove ipotesi localizzative, ritengo opportuno sollecitare una risposta per non perdere l’ennesima occasione di un programma d’investimento per Brindisi e il suo porto”.

Serbatoio gas a Brindisi, Amati: “Autorità ha risposto. Buone notizie: procedimento va avanti, entro fine anno decisione su localizzazione ”

“Il Presidente del’Autorità di Sistema Portuale mi ha risposto con una buona notizia. Il procedimento di realizzazione del serbatoio di GLN nel porto di Brindisi sta andando avanti e l’Autorità ha rappresentato a Edison le eccezioni sollevate da alcuni Operatori portuali e dalla Civica amministrazione in ordine alla localizzazione, invitandola – ove possibile – a prevedere entro fine anno una diversa posizione di ormeggio rispetto a quella ipotizzata”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati dopo aver ricevuto una risposta dal Presidente di Adsp Ugo Patroni Griffi in merito allo stato del programma per la realizzazione di un serbatoio costiero di gas naturale liquefatto nell’area portuale di Brindisi.

“Il Presidente mi ha garantito la sua piena collaborazione affinché non si perda questa opportunità che rappresenterebbe un servizio strategico per lo sviluppo dei traffici del porto di Brindisi. Qualora Edison dovesse presentare una diversa posizione di ormeggio, la stessa sarà sottoposta preventivamente alla Capitaneria di porto e al Capo della Corporazione dei piloti per verificarne la fattibilità tecnico-nautica della manovra della nave. Una ipotesi che dovrebbe arrivare entro fine anno, in tempo per la conferenza dei servizi presso il MISE che, in base alle pregresse comunicazioni, ha reso noto che riprenderà i lavori a gennaio 2021”.

Il testo integrale della risposta dell’ADSP:

Egregio Consigliere.
al fine di evitare e scongiurare apodittiche argomentazioni in ordine ad un ipotizzato impatto negativo dell’investimento sugli attuali traffici, abbiamo rappresentato ad Edison le – seppur tardive potendo e dovendo le stesse essere formulate nell’ambito del processo concertativo che ha portato alla adozione del PEAP – eccezioni sollevate da alcuni Operatori portuali e dalla Civica amministrazione, invitandola – ove possibile e coerentemente con quanto previsto dagli strumenti di programmazione della scrivente Adsp – a prevedere una diversa posizione di ormeggio rispetto a quella ipotizzata.
Attendiamo, dunque, da Edison un riscontro. Ove dovesse essere proposta una diversa posizione di ormeggio la stessa sarà sottoposta preventivamente alla Capitaneria di porto e al Capo della Corporazione dei piloti per verificarne la fattibilità tecnico-nautica della manovra della nave.
L’Autorità che ho l’onore di presiedere ha assicurato la propria completa collaborazione, non avendo preclusioni di sorta rispetto ad una diversa localizzazione dell’impianto, anche ai fini di un possibile PPP che consenta di non perdere un investimento (e soprattutto) un servizio che riteniamo strategico per lo sviluppo dei traffici del porto di Brindisi.
Riteniamo che, ragionevolmente, entro la fine del corrente anno saranno sottoposte all’Autorità le possibili alternative rispetto l’ormeggio ipotizzato, in tempo perché le stesse possano essere presentate in sede di conferenza dei servizi presso il MISE che, in base a pregresse comunicazioni, ha reso noto che riprenderà i lavori a gennaio 2021.
Dovrebbe, poi, essere in dirittura d’arrivo il procedimento presso il Comitato tecnico regionale (CTR) della Direzione generale dei Vigili del Fuoco ai fini del rilascio del Nulla Osta di fattibilità ( NOF) previsto dalla normativa Seveso (D.Lgsl. n. 105/20015).
Con il rilascio del NOF da parte del massimo organismo collegiale tecnico che ha competenza in materia di processi industriali con prodotti pericolosi in ordine alla protezione della sicurezza e dell’ambiente, si disporrà di tutti gli elementi tecnici per apprezzare le reali possibili interferenze dell’impianto con gli attuali traffici portuali.

Il più cordiale saluto

Ugo Patroni Griffi
Presidente Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Meridionale

Serbatoio gas Edison a Brindisi, Amati: “Tutto tace. Stiamo perdendo anche questo investimento? Ho scritto ad Autorità portuale”

“Tutto tace sul serbatoio costiero di gas naturale liquefatto proposto da Edison nell’area portuale di Brindisi. Eppure circa due mesi fa in molti si erano scatenati a proporre soluzioni e localizzazioni come se piovesse. E poiché la vita amministrativa non si compone di interviste e comunicati ma di atti e fatti, ho chiesto notizie con una lettera al Presidente dell’Autorità di sistema portuale Ugo Patroni Griffi”.

Lo comunica il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al programma di realizzazione di un serbatoio costiero di gas naturale liquefatto, proposto dalla Edison nell’area portuale di Brindisi.

“Ricordo perfettamente il dibattito di circa due mesi fa: l’investimento gradito all’unanimità, anche perché si tratta di programmi energetici green, ma con riserve sulla localizzazione.
Fu in quel momento che chiesi al Comune di farsi interprete nel giro di un mese, tempo superato abbondantemente, di una riunione con operatori portuali, sindacati, associazioni e chiunque lo volesse, per indicare una soluzione alternativa tecnicamente plausibile. Dopo alcune sfuriate sulla tempistica sin troppo stretta, come se il mondo aspettasse noi e i nostri tempi biblici, e un dibattito mediatico di notevole rilevanza, mi sarei aspettato l’indicazione della soluzione alternativa plausibile. E invece, nulla. Sulla vicenda è calato il silenzio, che potrebbe significare due cose: il programma sta procedendo così com’è presentato, oppure che tutto sia irrimediabilmente fermo, come al solito, e che la storia del progresso ambientalmente compatibile stia scansando Brindisi per ammarare su altri porti.
E poiché se mi occupo di una cosa mollo solo se norme, tecnica e ragione mi inducono a desistere, ho scritto al Presidente dell’Autorità portuale per capire a che punto siamo”.

LNG Edison, Amati: “Meno polemiche e avanti con la proposta alternativa, se c’è. Chiudiamo fabbrica dell’inconcludenza”

Chi è contrario al deposito costiero di GLN lo dica. Non c’è nulla di male nell’avere un’opinione contraria nell’uso di fonti energetiche pulite. L’unica cosa che non va bene per Brindisi è tenere ancora aperta la fabbrica dell’inconcludenza, sfornando comunicati polemici sulle persone piuttosto che sulle idee, sui tempi brevi per una decisione o su siti alternativi senza indicare quali”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al programma di costruzione di un deposito costiero di gas naturale liquefatto, proposto da Edison e localizzato nel porto di Brindisi.

“Sono giorni che si gira attorno alla questione e mi viene il dubbio che le parole servano solo per farsi vedere o per produrre spostamenti senza movimenti. Edison ha proposto un programma di costruzione di un deposito costiero di gas e tutti ci siamo detti d’accordo sull’utilità dell’iniziativa. All’unanimità. Resta in piedi un’unica questione relativa al sito di localizzazione dell’opera, che secondo alcuni politici e operatori portuali andrebbe variata.
In una città normale la richiesta di variazione del sito è da prendere in seria considerazione alla condizione che si avanzi un’alternativa plausibile, possibilmente unica e non a ventaglio, e che lo si faccia in tempi brevi, perché per ogni cosa il tempo è un bene prezioso che nessun uomo può permettersi di sprecare nella vita in generale, nella politica e nell’impresa in particolare.
Cosa c’è di strano in questa richiesta? Che senso ha contestare la richiesta di tempi brevi nell’offrire un’alternativa? Tergiversare, rinviare, nicchiare o menare il can per l’aia, non sono procedure amministrative previste da qualche legge dello Stato ma diversivi politici per sabotare le iniziative senza però darlo a vedere.
E poiché credo che il livello dell’inconcludenza non abbia raggiunto uno stato di grave cronicità, ho motivo di ritenere che nelle prossime settimane chi ha obiettato sulla localizzazione avanzerà una proposta localizzativa alternativa, così da poter passare in fretta ad altri programmi importanti in attesa di decisione”.

Gas liquido Edison a Brindisi, Amati: “Niente scuse, entro un mese alternativa localizzazione. Non facciamoci inquinare dall’arretratezza”

“Se la diversa localizzazione del progetto Edison non è una scusa, penso che un mese sia sufficiente per indicare un’alternativa tecnicamente plausibile. Su questo punto si metta dunque a lavoro il Comune, consultando gli operatori portuali, e ci faccia sapere. Non consentirò che Brindisi continui a farsi inquinare dall’arretratezza, rinunciando a tecnologie produttive pulite”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, con riferimento al progetto Edison di deposito costiero di gas naturale liquefatto (LNG).

“Sono certo che questa volta non sarà così, ma ciò che è successo in passato serve a stare in guardia. Chissà quante volte, infatti, abbiamo sentito che il problema non era il progetto ma la localizzazione, nascondendo in realtà una notevole contrarietà a programmi di sviluppo, anche se con oggetto verde e di economia circolare.

L’elenco dei “no” a gasdotti, impianti di trattamento rifiuti, depuratori ecc., formulati sempre sulla base di una localizzazione che chissà perché non è mai quella giusta, impone attenzione proprio nella fase di avvio del procedimento, così da evitare che i nodi vengano al pettine quando è troppo tardi.

So benissimo che i fronti problematici rispetto alle nuove opere sono di natura diversa. Ci sono infatti le fonti critiche utili a migliorare le iniziative, sempre ben accette, e quelle che per motivi di lotta politica pensano al mondo come un luogo ove imporre le proprie visioni o modelli di sviluppo, utilizzano il dibattito sulle opere per prendere visibilità politica.

Ebbene, sul progetto Edison facciamo in modo che prevalgono le critiche utili a migliorare i programmi industriali, perché alle critiche con la pretesa di modellare lo sviluppo per imporre visioni abbiamo già dato abbastanza in termini di perdita di occasioni”