Bollette gas e Tap, Amati: “Forse la Puglia sta cambiando volto e dichiara virtuose le infrastrutture energetiche, voltando le spalle alle cultura del NO”

“Sulla riduzione delle bollette del gas dobbiamo fare tutto il possibile, sfidando il mondo e valorizzando la virtù delle infrastrutture energetiche, a cominciare da Tap.
Nell’esame delle proposte di legge avvenuto oggi, sembra che la Puglia stia finalmente riconoscendo l’utilità e la virtù delle infrastrutture energetiche, a partire da Tap, voltando le spalle alla cultura del NO e con la volontà di raccogliere investimenti e compensazioni, senza più dichiararle sterco del diavolo, per metterle a disposizione dei cittadini pugliesi attraverso gli sconti in bolletta. Ora però dobbiamo fare in fretta”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando la riunione delle Commissioni congiunte I e IV sulle proposte di legge relative al gas e agli sconti in bolletta.

“Abbiamo tre proposte di legge, diverse e tutte condivisibili.
La nostra prevede uno sconto nella fattura del gas delle famiglie pugliesi, attraverso la compensazione territoriale disposta a carico di Tap, nella misura del 3 per cento sul gas transitato nell’infrastruttura energetica.
La proposta di legge dei colleghi della Lega delega la Giunta regionale a negoziare gli investimenti già in discussione sul gasdotto Tap, purtroppo sempre rifiutati, per transitarli sugli sconti in bolletta.
Il disegno di legge della Giunta regionale, invece, prevede la negoziazione su tutti gli interventi per infrastrutture energetiche.
In ogni caso, tutte le proposte di legge dichiarano finalmente un comune sentire sui gasdotti, dando ragione a chi sin dalla prima ora lottava in solitudine per cogliere ogni opportunità e assicurare – quindi – la prosperità, la sicurezza ambientale e pure la pace”.

Dragaggio porto Ostuni, Amati: “C’è un clamoroso ritardo da colmare. Io ci sono a dare una mano”

 

“Sul progetto di dragaggio del porto di Ostuni-Villanova, ammesso a finanziamento per euro 1.746.000, si registra un clamoroso ritardo nel procedimento, mettendo a rischio l’intero finanziamento. Le opere dovrebbero infatti terminare entro il 31 dicembre 2023.
Alla fine della riunione c’è stata una presa d’atto del ritardo da parte della Commissione straordinaria, con l’impegno a recuperare il tempo perduto. Il mio impegno e della Commissione sarà diretto a dare più di una mano nel raggiungimento dell’obiettivo, alla ovvia condizione di ottenere la collaborazione promessa dal Comune di Ostuni.
Restiamo in attesa, inoltre, di un progetto e stima dei costi per la messa in sicurezza del porto, sicché con il dragaggio possa assumere una veste degna della sua missione. Su tutto abbiamo aggiornato i lavori al primo lunedì del prossimo dicembre”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“L’ammissione a finanziamento fu determinata il 26 gennaio 2021, con la sottoscrizione in data 17 marzo 2021 del disciplinare e relativo cronoprogramma.
I tempi erano stati così scanditi: progettazione entro il 31.12.2021; procedure affidamento lavori entro il 31.3.2022; sottoscrizione del contratto entro il 30.9.2022; avvio delle attività entro il 31.12.2022; completamento dell’attività e operatività dell’intervento entro il 31.12.2023.
Sino alla data del gennaio 2022, così come riferito dal Prefetto Tiziana Costantino della Commissione straordinaria, nessuna attività era stata compiuta, tant’è che in data 30.3.2022 era richiesto e ottenuto dal Comune di Ostuni l’aggiornamento del cronoprogramma, così scandito: progettazione entro il 31.07.2022; procedure affidamento lavori entro il 30.11.2022; sottoscrizione del contratto entro il 28.2.2023; avvio delle attività entro il 31.03.2023; completamento dell’attività entro il 3.11.2023; operatività dell’intervento entro il 31.12.2023.
Purtroppo anche il primo termine, così come prorogato, non è stato rispettato, determinando uno slittamento non ancora formalizzato. Nonostante ciò, la Commissione straordinaria si è impegnata al rispetto del termine finale del 31.12.2023.
A questo punto ritengo di verificare passo dopo passo le attività, tant’è che già per il prossimo 5 dicembre sarà riconvocata la Commissione per ogni più opportuna verifica. Allo stato delle cose non possiamo permetterci di perdere un finanziamento importantissimo per Ostuni e la sua portualità.
Ringrazio la Lega navale di Ostuni, in persona del suo presidente Stefano Latini, e il Consorzio operatori portuali di Villanova, in persona del suo presidente Antonello Solito, per il costante monitoraggio offertoci”.

Colmata Capo Bianco BR, Amati: “L’unica fabbrica h24 è quella delle parole, del sabotaggio e dell’inquinamento. Non siamo a carnevale”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“A Brindisi la fabbrica delle parole è in servizio h24, per produrre sabotaggio e quindi povertà e inquinamento. Oggi tocca alla colmata di Capobianco, che alcuni vorrebbero utilizzare per spostare il Comando della Marina militare, senza che la stessa Marina lo voglia e non badando al fatto che è in corso la progettazione per opere, già finanziate, di potenziamento dell’attuale sito.
Inoltre: mettendosi sul paramano i distintivi da grande ammiraglio, come se fossimo a carnevale, decidono di prendere il posto della Zes e soprattutto degli spazi destinati all’assemblaggio delle torri eoliche dei grandi progetti di eolico offshore, revocando nei fatti la possibilità concreta di raggiungere gli obiettivi ambientali e con essi la prosperità e la pace; in altre parole, facendosi ancora una volta complici dell’inquinamento e della povertà.
Mi duole dover sempre intervenire per indicare i fondamentali dell’amministrazione pubblica, anche con il rischio di rendermi antipatico. Ma devo farlo, perché l’attività pubblica non è un pranzo di gala, ove se tutto va male si torna a casa con la pancia piena e un po’ brilli. Se nell’amministrazione pubblica si commettono errori si torna a casa lasciando le persone con la pancia vuota e l’ambiente in uno stato d’inquinamento da cui dovremmo tirarci fuori al più presto”.

Intervista a Fabiano Amati – Amati attacca Lacarra «A lui il seggio sicuro, Torsi penalizzata» – «Torsi in parlamento? Giusto candidarla, ma al posto di Lacarra»

Gustissimo candidare Luisa Torsi, infatti l’avrei vista bene al posto di Lacarra». Il consigliere regionale del Pd Fabiano amati non le manda a dire e punta il dito contro il segretario regionale Marco Lacarra, definito «un servo volontario». «Lacarra – continua Amati – è un esecutore di ordini altrui che si arrampica sugli specchi».

Il pd Fabiano amati ha definito «invotabili» le liste del Pd e le considera causa della sconfitta. 

 

II segretario Lacarra sostiene che il suo malumore dipende dal fatto di essere stato escluso dalla candidatura nel collegio di Bari. 

«E vero. Ci siamo adirati in tanti, non solo io. Non abbiamo mai capito perché ai raccomandati come Lacarra sia stato assicurato il posto nelle liste bloccate e ad altri si voleva riservare solo collegi uninominali perdenti. So capire quando si tratta di una presa in giro. Lacarra eviti di misurare l’intelligenza altrui con la propria». 

 

Non era giusto candidare a Bari la professoressa Torsi? 

«Giustissimo. Infatti l’avrei vista bene al posto di Lacarra, anche perché culturalmente molto più dotata di lui. E soprattutto perché il posto di Lacarra era sicuro per andare in parlamento. Dunque se è vero che il segretario e i suoi amici tenevano agli scienziati sarebbe stato utile candidare la Torsi al suo posto». 

 

Con Torsi, è stato detto, si voleva far spazio alla società civile. 

«Come no? Evocano la società civile, la cultura, gli scienziati: ma solo per coprire la loro bulimia di sedie. Sa quali sono i posti che volevano dare alla società civile e anche a noi? Quelli perdenti. Si tratta solo di una messa in scena, una perdente messa in scena. Lacarra dimostra così la sua insufficienza, ma non è colpa sua». 

 

Di chi sarebbe?

«Lacarra è, diciamo così, un servo volontario. Parlo poco di lui perché il mio dibattito è con il suo “dante causa”, ossia Emiliano. Lacarra è un esecutore di ordini altrui che si aggrappa sugli specchi con giustificazioni assurde. Lo abbiamo sentito accusare la base dell’insuccesso del Pd. Secondo lui i militanti della base non riescono a conquistare i voti delle loro famiglie. La base… quelli che fanno trovare i tavoli e le sedie nei circoli. La verità è che la base non ha il coraggio di andare in famiglia a chiedere voti per tipi come Lacarra». 

 

Il segretario aveva chiarito Parliamo del Pd Decaro lo vorrebbe smantellare. Lei? 

«Osservo in questo momento una corsa a dare addosso al Pd nazionale. La colpa di tutto è di Letta. E in Puglia, secondo loro, va tutto bene. Non si interrogano se qui ci sia stato qualche problema che abbia concorso al pessimo risultato nazionale. Come strumento di distrazione di massa, poi indicano i problemi nazionali (che non mancano) e lanciano Decaro alla segreteria nazionale». 

 

Non va bene?

 «Non vedo la genuinità dell’operazione: non so quanto siano sinceri. Per di più leggono di Decaro solo gli a momenti che a loro fanno comodo e non anche le critiche che il sindaco rivolge al sistema di potere di Emiliano. Certo, Antonio lo fa con il suo temperamento, ma lo fa. Ed è la ragione che giustifica tutto il mio sostegno a Decaro. Un sostegno, si badi, che è alternativo al loro abbraccio mortale». 

 

Sta dicendo che abbracciano Decaro per affossarlo? 

«È il morto che vuole afferrare il vivo, il vecchio che mangia il nuovo. II sistema di potere pugliese che vuole acciuffare Decaro e tante altre persone che rappresentano ancora una speranza». 

 

La speranza sarebbe un nuovo Pd. Lei come lo vorrebbe?

 «C’è bisogno di un “gazebo”, una chiamata collettiva, per stabilire una scissione. È così: per riportare il Pd ad una dimensione di partito popolare di massa non bisogna rincorrere l’unità, occorre eleggere un segretario e votare un programma che serve a scindersi». 

 

Chi si deve scindere? 

«Si deve separare il riformismo realista, decisionista, dell’Europa, della Nato, dalla sinistra “alta società”. Quella parte  che si occupa in modo infantile e minoritario di verde (ma non di ambiente), di paesologia, di diritti e di vernissage. Non ho nulla contro le persone della sinistra “alta società”. Ma la politica è fatta di soluzioni prese con decisione. A che serve mettere assieme cose diverse se poi perdi? Ecco perché occorre un gazebo liberatorio per dividersi». 

 

Sembra la discussione sulle due forze che tirano ll Pd: da destra Calenda e da sinistra i 5Stelle. Lei è più sensibile a Calenda? 

«Se proprio dobbiamo dare un nome alle mie passioni, darei quello del riformismo di Sturzo, di De Gasperi, di Francesco De Sanctis oppure di Ignazio Silone, emblema del realismo di sinistra. Altro che Calenda, scusi. Le cito piuttosto una frase di De Sanctis che mi è molto cara: “Mi interessano le lacrime delle cose e non le vostre lacrime”. Ecco di che cosa si deve occupare un partito popolare di massa: delle persone».

Arpal, Amati: “Martedì in Consiglio si voti decadenza DG. Ogni scusa sarebbe complicità”

 

Dichiarazione del Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Martedì prossimo in Consiglio regionale c’è all’ordine del giorno la proposta di legge per la decadenza del DG Arpal. A questo punto, considerate le numerose coincidenze tra assunzioni e legami politici e di parentela, sarebbe opportuno votare la legge con dichiarata convinzione, a cominciare dal Presidente Emiliano, perché non farlo significherebbe rendersi complici. Complici di un sistema su cui mi sembra opportuno vederci chiaro, così da riportare a normalità e tranquillità l’Arpal. Un’agenzia che non può nemmeno tollerare il sospetto di essere stata trasformata in una sezione di partito”.

È un manicomio… e non lo dico per polemica ma per far comprendere in che mani siano l’amministrazione pubblica, la politica e pure il PD.

Nel primo post c’è una candidata di Napoli, Valeria Valente, che dice grazie in anticipo alla sua città (Napoli) e alla sua gente (napoletani) per il sostegno e l’affetto. Dimentica di dire però che era anche candidata in Puglia. Risultato? Bocciata a Napoli ed eletta in Puglia.

Nel secondo post, invece, c’è il consigliere politico di Emiliano, Giovanni Procacci, che si lamenta del fatto che in Puglia è stata eletta una campana (ossia la Valente), tacendo però sul fatto che le liste sono state determinate da Emiliano e i suoi accoliti, cioè la persona a cui lui dà consigli. È un annuncio di rottura o ipocrisia? A voi la risposta.

Nella terza immagine, invece, c’è il segretario regionale del PD Puglia, che addebita alla base, ossia ai circoli, la sconfitta elettorale, perché molti della base – sempre a dire del nostro – sarebbero incapaci di raccogliere anche i voti della propria famiglia. Sì, avete capito bene, loro fanno le liste e si mettono nei posti sicuri e poi l’insuccesso elettorale è colpa della base.

In tutta questa incedibile narrazione c’è il motivo di una sconfitta. Infatti, visto questo quadro desolante di bugie e idiozia, mi volete dire in virtù di cosa le famiglie italiane e quelle della base dovrebbero votare certi tipi?
La base, dunque, non è incapace di raccogliere i voti delle proprie famiglie per loro, è che si vergognano finanche di chiederlo il voto. Credetemi!

PUG più veloci, Amati: “Eliminiamo le fasi inutili. Pdl per mettersi alle spalle PRG e PF, ed entrare nel futuro”

 

“In pochi anni tutti i comuni dovrebbero avere un moderno Piano urbanistico generale, superando i vecchi Piani di fabbricazione e Piani regolatori generali.
Per farlo c’è bisogno di semplificare la procedura per l’approvazione dei PUG, eliminando fasi del procedimento utili solo al conto corrente dei progettisti e alle manie dei burocrati.
Per questo motivo abbiamo depositato oggi una proposta di legge, con la quale si elimina la più clamorosa fase perditempo, ossia quella del Documento programmatico preliminare, in grado di risparmiare almeno tre anni sul procedimento. E tre anni nei procedimenti amministrativi sono un’eternità. Insomma, metterci alle spalle PF e PRG, per entrare nel futuro”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, promotore e primo firmatario della proposta di legge di modifiche alla legge regionale 20/2001. La proposta è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Filippo Caracciolo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea e Antonio Tutolo.

“Sono ancora troppi i comuni pugliesi non ancora dotati di Piano urbanistico generale (PUG) ai sensi della legge regionale 27 luglio 2001, n. 20. Infatti, dopo 21 anni dalla entrata in vigore della legge per modernizzare il governo e l’uso del territorio, ci ritroviamo ancora a osservare la gestione diffusa dell’edilizia attraverso il vecchio “Piano di fabbricazione” (PF), con concezione risalente al 1942, o l’altrettanto vecchio “Piano regolatore generale” con concezione più moderna risalente al 1980. A ciò si aggiunga che tali strumenti non si presentano generalmente adeguati al Piano paesaggistico territoriale tematico (PPTR).
Questo stato di arretratezza non può essere più giustificato, per cui risultano necessari adeguamenti normativi appropriati per favorire l’adozione rapida dei PUG in tutti i comuni ancora sprovvisti.
Il raggiungimento di tale obiettivo è legato a una pluralità di rimedi, ovviamente e come sempre. Tra questi risulta utile la semplificazione della procedura di adozione del PUG, che attualmente sconta una fase di partenza diventata ormai inutile e farraginosa, quella del Documento programmatico preliminare (DPP), perché funzionale – soprattutto dopo l’approvazione del DRAG – a procedimentalizzare con notevole complessità e articolazione (risolvendosi in una duplicazione del successivo procedimento di adozione del PUG) una fase che in origine doveva essere di mero indirizzo politico, per natura caratterizzata da forme libere e con modalità di più ampia partecipazione dei cittadini, così come stabilito dai governi cittadini e sotto la loro responsabilità politica, ossia un bene della democrazia liberale che non può essere affermato per legge (come negli Stati etici) ma solo verificato attraverso il responso elettorale.
In virtù di tanto abbiamo proposto, dunque, l’abrogazione della fase di approvazione del DPP e in conseguenza la riduzione del periodo temporale di validità delle norme di salvaguardia, e tutto al fine di istigare le più opportune accelerazioni, così da dotare i comuni pugliesi di strumenti moderni di gestione e uso del territorio”.

Piano casa, Amati: “Continua il tour per illustrare legge sul nuovo Piano casa. Oggi a Locorotondo. Le cose concrete rendono credibili i politici”

 

Comunicato del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Sul Piano casa continua il tour per illustrare la nuova legge. Oggi sarò a Locorotondo, a partire dalla ore 18, presso Villa Mitolo, sala Don Lino Palmisano.
L’incontro è organizzato dall’assessore all’urbanistica Rosaria Piccoli e prevede gli interventi del Sindaco Antonio Bufano, del responsabile comunale urbanistica Domenico Palmisano e il componente dell’Ordine Ingegneri di Bari Domenico Perrini.
L’appuntamento di oggi segue quelli già svolti a Cisternino, Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, Alberobello, Gioia del Colle, Manduria e Melendugno. Nei prossimi giorni sono previsti altri appuntamenti.
L’esperienza del tour è ancora una volta utile ai cittadini, perché fa sentire la vicinanza dei politici alle questioni concrete di tutti i giorni e così li rende credibili. Insomma, il solito modo per onorare il mandato e magari – oggi ci vuole – farsi scegliere e vincere le elezioni”.

Neuropsichiatra infantile Monopoli, Amati: “Progetto definitivo non ancora approvato e gara lavori non ancora pubblicata. Vogliamo sbrigarci?”

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Settembre sta finendo e il progetto definitivo della neuropsichiatria infantile di Monopoli non è stato ancora approvato e quindi si allungano pure i tempi per la gara dei lavori. Ma vogliamo sbrigarci e rispettare i cronoprogrammi?
Eppure, nelle riunioni delle commissioni di luglio e in quella di lunedì scorso, l’impegno assunto dalla Asl Bari era stato quello di definire il progetto e pubblicare la gara entro settembre.
Mi spiace tanto osservare i tempi lunghi su una questione così importante, i cui effetti d’assistenza ricadono su un vasto territorio interprovinciale.
Certo, apprezzo la decisione della Asl di anticipare dal proprio bilancio le risorse necessarie, pari a 2,5 milioni, per poi recuperarle dai fondi europei della nuova programmazione. Ma assieme a questo apprezzamento non posso evitare di stigmatizzare le lentezze esecutive, peraltro accumulate nel periodo precedente all’attività di monitoraggio della I Commissione.
Spero nella più ampia presa di coscienza da parte di chi spetta, così da colmare con soddisfazione anche questa carenza di servizio”.

Lotta al cancro, Amati: “Europa amplia classi età per screening. In Puglia è già legge, purtroppo disattesa: se continua così a dicembre i DG andranno a casa e continueremo a perdere vite umane”

“La Commissione europea ha presentato la nuova raccomandazione per la lotta al cancro, estendendo le classi d’età per lo screening al seno, al colon e al collo dell’utero.
In Puglia l’estensione delle classi d’età, per i primi due tumori, purtroppo in parte disattesa. Se dovesse continuare così, ovviamente, a dicembre decadranno tutti i DG delle Asl per mancata esecuzione dei nuovi programmi, così come espressamente prevedono le leggi regionali approvate nei mesi scorsi, e purtroppo continueremo a perdere vite umane”.

Dichiarazione del Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Le leggi pugliesi prevedono lo screening addirittura per classi d’età più ampie rispetto a quanto oggi chiede l’Europa.
Infatti: per il tumore al senso l’Europa richiede l’estensione delle classi d’età da 50-69 a 45-74; in Puglia è già previsto da 45 a 74 anni, con ammissione della classe 40-44 alla verifica sulla familiarità. Per il tumore al colon, invece, l’Europa richiede l’estensione delle classi d’età da 50-69 a 50-74; in Puglia è già previsto da 45 a 74 anni.
Le leggi pugliesi prevedono già da subito l’estensione degli screening al 100 per cento della popolazione target, mentre l’Europa richiede di raggiungere l’obiettivo del 90 per cento entro il 2025. Anche su questo, dunque, la legislazione pugliese è all’avanguardia.
Ma c’è un problema. Mentre il Consiglio regionale si dimostra all’avanguardia, anche rispetto alle più ampie decisioni europee, l’apparato politico-amministrativo che dovrebbe eseguire le leggi si dimostra lento ed estremamente disponibile a ingigantire le difficoltà per raggiungere gli obiettivi. Allo stato, infatti, non sono ancora entrati in funzione gli strumenti informatici per la prenotazione automatica degli screening nei tempi previsti, gli inviti al 100 per cento della popolazione target e la sorveglianza clinico-strumentale gratuita per i soggetti con mutazione genetica.
Insomma, facciamo pena anche su questioni dove dovremmo essere avanguardia e ciò per un’inerzia clamorosa nel posizionarsi dalla parte del dolore umano, sovrastati da un interesse superiore per gli ingranaggi di potere e di organizzazione che purtroppo caratterizzano l’amministrazione pubblica della sanità.
Mi consola per ora il fatto che le leggi pugliesi sugli screening, qualora i risultati previsti non saranno raggiunti, prevedono tra qualche mese la decadenza automatica dei direttori generali; un deterrente all’inerzia che forse in molti non hanno colto sino in fondo, per cui mi permetto di ricordarlo anche per rimanere con i piedi per terra, vicino alle persone che soffrono e accordati con l’Europa”.