Consorzi di bonifica, Amati: “Se eletto, PdL per sopprimerli e vediamo se governo Meloni impugna. Chi ci sta?”

Comunicato stampa del Consigliere e Assessore regionale Fabiano Amati.

“I Consorzi di bonifica, nati nel 1933, sono diventati carrozzoni inutili e costosi, perciò devono essere soppressi. Ma visto che il Parlamento nazionale non lo fa, possiamo provare a farlo noi, mettendo alla prova il Governo nazionale su un eventuale ricorso e così aspettare una volta per tutte la relativa sentenza della Corte costituzionale, a chiarimento definitivo. E per realizzare questo obiettivo presenterò, se eletto, una proposta di legge, sperando nella sottoscrizione di tutti i colleghi. Nessuna strada alternativa è percorribile, se non mettendo a carico delle tasche dei pugliesi, magari con aumento delle tasse, il gettito del tributo 630. Il tributo 630 è infatti previsto da una legge statale e non può essere sospeso o soppresso con una legge regionale; se lo si facesse, il relativo gettito dovrebbe essere coperto con il bilancio regionale, cioè con le nostre tasse, perché – tra l’altro – alla sospensione del tributo non corrisponderebbe la sospensione dei dipendenti dei Consorzi e quindi dell’obbligo di pagargli gli stipendi.

Se si provasse a sopprimere invece i Consorzi, anacronistici carrozzoni, si eliminerebbe pure il tributo, attendendo la mossa del Governo nazionale, sicché se dovesse impugnare la legge potremmo finalmente sentire la Corte costituzionale sulla legittimità o meno di un’iniziativa legislativa regionale di soppressione dei Consorzi. Non capisco, tra l’altro, l’opinione rumorosa di chi vorrebbe sospendere il tributo, caricando sulle tasse dei pugliesi il gettito, ma mantenere in vita questi inutili carrozzoni. Inutili perché non siamo più nell’Italia del 1933, quando furono istituiti, e oggi abbiamo i seguenti dati di realtà, non revocabili con iniziative illusorie: non abbiamo più terreni da bonificare; l’acqua deve necessariamente essere gestita da un unico soggetto per i diversi usi, così come prevede la normativa europea, mantenendo sotto controllo l’efficienza dei sistemi idraulici e i consumi; le attività per contrastare il dissesto idrogeologico devono essere finanziate dalla fiscalità generale, con una struttura di missione adibita ad attuarle.

Non si possono più tollerare enti che servono solo a dare poltrone e con una missione che non esiste più. A meno che non si dica che si vogliono tenere in piedi dei poltronifici senza poi dover pagare chi si siede su quelle poltrone. Ma questa non è una soluzione possibile né razionale, poiché nessun pasto è gratis e non possiamo far pagare ai cittadini posti di potere che non servono agli agricoltori veri, ma solo a chi, nel nome dell’agricoltura, ha trovato un modo alternativo di fare politica.”

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.