Ex Ilva, Amati: “O AM mette i soldi oppure poteri di gestione allo Stato. Questa è la linea della Puglia, decisa con emendamento a mozione”


“Sulla vertenza ex Ilva non possiamo accettare ricatti, perché se sono solo i cittadini a mettere i soldi per assicurare la produzione è opportuno che sia lo Stato a gestire la fabbrica e non il socio privato ArcelorMittal. E se, invece, il socio privato volesse continuare a comandare, si convinca a versare in proporzione con la quota sociale detenuta, le stesse somme che chiede allo Stato. È questo il senso della mia proposta di modifica alla mozione, approvata dal Consiglio regionale e resa quindi posizione ufficiale della Regione Puglia.”

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati.

“Che AM Italia stia usando la vicenda dolorosa di 145 aziende dell’indotto, già uccise dall’attuale gestione dello stabilimento, è un fatto. Un fatto in grado di suscitare una nostra reazione decisa e senza incertezze.
Per questo ho presentato un emendamento, il cui testo è il seguente: s’impegna il Presidente Emiliano a richiedere al Governo nazionale di “subordinare la concessione di ogni contributo pubblico a titolo di ricapitalizzazione, o per qualsiasi altro titolo finalizzato ad assicurare le necessità produttive dello stabilimento, al versamento da parte del socio privato di una somma corrispondente e proporzionata alla percentuale di capitale detenuto, o in alternativa ad assumere ogni iniziativa normativa, amministrativa o societaria per attribuire al socio pubblico i poteri di gestione dello stabilimento, nelle more della definizione di un nuovo assetto fondato sulla partecipazione maggioritaria o totalitaria di altri soci privati.”

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Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.