Comunicato del consigliere e assessore regionale Fabiano Amati
“La legge non ammette ignoranza, violazioni o elusioni. Per garantire il rilancio dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, la norma vigente – proposta dal Governo regionale e approvata dal Consiglio – prevede chiaramente il passaggio preliminare e immediato nella ASL Bari. Spetterà poi a quest’ultima presentare al Ministero la richiesta di autonomia e curare l’intero procedimento, che è complesso e non potrà concludersi prima di due anni, nel migliore dei casi, e a condizione che non risulti ostativa la situazione della Regione Puglia, sottoposta a piano operativo.
Ogni ipotesi che, con il pretesto di una falsa economicità e semplificazione procedurale, faccia credere che sia meglio la richiesta al Ministero di immediata autonomia rispetto al transito temporaneo nella ASL Bari equivale a un sabotaggio normativo e amministrativo, utile solo a conservare sistemi di potere e non certo a migliorare le cure per i bambini. E di questo è consapevole anche il personale del Giovanni XXIII, che a seguito di un referendum meramente consultivo si è espresso in favore della soluzione individuata dal Governo regionale: 57 dirigenti medici hanno optato per il Giovanni XXIII, 26 per il Policlinico e 53, ridottosi negli ultimi tempi, non hanno espresso preferenza; 345 del comparto hanno optato per il Giovanni XXIII, 9 per il Policlinico e 39 non hanno espresso preferenza.
Stiamo parlando della costruzione di un ospedale strategico per la Puglia e magari per tutto il Mezzogiorno, in una Regione prima al mondo per diagnosi precoci di malattie, ma con ritardi nella presa in carico. L’autonomia organizzativa del Giovanni XXIII è l’obiettivo a medio termine, ma deve essere raggiunta nel rispetto delle indicazioni a breve termine stabilite dalla legge. Chi propone altre idee, per prendere tempo, sperando nella fine di questa legislatura e poi nuovo giro e nuova corsa, non svolge con disciplina e onore la propria funzione.
Invito tutti a rileggere con attenzione le norme in vigore: il transito nella ASL Bari è un atto dovuto. Solo dopo potrà avviarsi il processo di autonomia.
Di questo deve essere conscio il DG della ASL di Bari, dal quale mi aspetto una risposta a stretto giro, con una delibera da adottare immediatamente.
Bisogna scegliere tra trasparenza e opacità, tra legalità e improvvisazione, tra il bene dei bambini e la tutela delle relazioni di potere. Io, e il Governo regionale che ha proposto la norma, non abbiamo dubbi da che parte stare.”