Più Europa: un dovere per il futuro / intervento di oggi su Nuovo Quotidiano di Puglia 

Nuovo Quotidiano di Puglia di lunedì 16 marzo 2020

Più Europa: un dovere per il futuro

di Amati Fabiano

 

Se tanto mi dà tanto, la giusta indignazione contro le sprovvedute parole di Christine Lagarde significa che abbiamo bisogno dell’Europa. Di più Europa di quanta non ce ne sia. Della cassa dell’Europa. Se l’Europa non ci servisse, o se il Coronavirus fosse arrivato per sentenziare la fine della presunta “dittatura europea”, nessuno avrebbe fatto caso alla gaffe del capo della Banca centrale. Si è visto mai qualcuno che si lamenta per non aver avuto una cosa che non vuole? Persino il Presidente Mattarella, uomo di pensieri equilibrati, e perciò misurato per gesti e parole, è sbottato: contro un’Europa che non può negare i benefici della sua grandezza a sostegno degli stati di cui si compone.

 

Più Europa significa assumere iniziative energiche e risolute, fare cioè “tutto il possibile”. Whatever it takes. Significa raccogliere le risorse necessarie a fronteggiare il disastro, accettando d’indebitare i cittadini europei. E già, perché spesso evitiamo di farci caso, eppure i debiti decisi dai governi non vanno sulla testa dei marziani, ma dei cittadini. Proporzionalmente, certo, con un auspicabile senso di giustizia sociale, ovvio, ma sempre sulla testa dei cittadini. Se non ci si accontenta di “mosse e mossisti”, allora, odi propaganda euro-matrigna, indebitarsi è l’unica alternativa alla regola del pareggio di bilancio, per fare nuove spese senza nuove tasse. A qualcuno che spende corrisponde sempre qualche altro che paga. Il patto di bilancio tra gli Stati europei non è come si vuole far credere un lucchetto chiuso su un forziere dove sono contenute risorse versate da non si sa chi, e che burocrati insensibili non vogliono sganciare affamando il popolo. Il patto di bilancio è una regola di convivenza valida anche nelle nostre famiglie, che si può derogare (indebitandosi) per resistere ai momenti più bui, tipo una pandemia, e non come alternativa alla produzione e al lavoro, oppure per finanziare una fabbrica di diritti senza doveri. Oggi siamo proprio a quel momento.

È il momento del debito e della deroga al patto di bilancio. E il momento di sostenere l’economia in disastro con maggiore spesa, però finanziata non da nuove tasse ma da indebitamento garantito dall’Europa Quando lo shock economico da Coronavirus è-assieme -di offerta (per i paesi più forti) e pure di domanda (peri paesi con un’economia più debole, come l’Italia), resistere per sopravvivere ha il significato di una scommessa sul futuro equivalente a un dovere. Un debito, appunto, che non a caso viene dal participio passato latino di debere, cioè un dovere. Il giudizio di Europa matrigna è allora un clamoroso difetto di percezione, cavalcato da politicanti che non avranno la possibilità di entrare per virtù nei libri di storia. Spesso, infatti, ci ritroviamo a raccontare un’Europa traditrice del suo ideale per via di troppo rigore o forza, quando in realtà la fonte del suo discredito è l’estrema debolezza. Una debolezza irrisolvibile sino a quando non le saranno concesse le prime caratteristiche di un’organizzazione politica autorevole e quindi in grado di farsi “materna”: le politiche comuni di bilancio, con annessa tassazione, e di difesa.

È questa Europa minorata di poteri che rende tutto più difficile, a maggior ragione nei momenti complicati, lasciando immeritato spazio a fatui e dannosissimi sentimenti nazionalisti. Più Europa che faccia tutto il possibile: è questa oggi la regola di buon senso accettata da tutti. Sia ricordato, però, che alla fine del dramma che stiamo vivendo, perché noi cela faremo e pure molto presto, l’Europa debole che in questa occasione non avremmo voluto vedere nemmeno per un istante non potrà essere combattuta screditando il suo ideale, ma chiedendo i maggiori poteri che le mancano. Un’Europa forte significa avere per davvero una cassa-forte. Una prodigiosa capacità di sviluppo, per i tempi normali, e d’indebitamento per i tempi speciali. In poche parole, far coincidere l’impegno a fare “tutto il possibile” con la certezza che “sarà abbastanza”. It will be enough.

Ecco l’intervento in formato PDF >>

Più Europa_Un dovere per il futuro

 

 

 

 

 

Pubblicato da

Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.