Serve fiducia nei vaccini e nella scienza soltanto così la nostra civiltà progredisce / su Gazzetta del Mezzogiorno di oggi

 

Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 1 giugno 2020, pagina 4

«Serve fiducia nei vaccini e nella scienza soltanto così la nostra civiltà progredisce»

di m.s.

BARI. Mettere in fila le idee per provare a spiegare, ancora una volta, che i vaccini salvano vite e non sono una congiura delle multinazionali. Chi tre anni fa era in Consiglio regionale – quando in Puglia una maggioranza politica trasversale provò a introdurre l’obbligo vaccinale per i minorenni, mentre il governatore Michele Emiliano strizzava l’occhio ai no-vax – ha vissuto quel conflitto sulla propria pelle: la proposta di legge pugliese fu accantonata quando a introdurre l’obbligo ci pensò il ministro Lorenzin, eppure qualcuno (i grillini) portò sedicenti esperti a dirci che mangiare noci è meglio che vaccinarsi.

Per non dimenticare, dunque, il consigliere regionale Fabiano Amati (con Maria Giovanna Cappelli, Elena Cattaneo, Michele Conversano, Cinzia Germinario, Andrea Grignolio, Nicola Laforgia e Francesca Zampano) ha scritto «Vaccini e minori tra dinsinformazione e falsi miti (Codice edizioni, 8 euro, prefazione di Mario Loizzo). «Non bisogna avere paura dei vaccini – dice Amati – e bisogna avere fiducia nella scienza. Ed è sbagliato dire “dimostrami che i vaccini non fanno male”, perché non si può pensare che il mondo giri intorno a continui complotti». Certo, il contesto mondiale della pandemia spingerà, inevitabilmente, verso la vaccinazione di massa.

«Dal punto di vista culturale – analizza Amati – abbiamo avuto ragione, al prezzo però di una mega-pandemia. Se noi avessimo oggi il vaccino per il covid, ci sarebbe una fila lunghissima ogni giorno: poi magari tra una settimana qualcuno comincerà a eccepire, visto che già si comincia a dire che il coronavirus non esiste e che le malattie sono una congiura di politica e industria». Il libro ripercorre anche la storia delle vaccinazioni. «Le persone si sono dilaniate intorno all’obbligo sin dai dai tempi di Jenner e dai primi sieri contro il vaiolo. Ma il libro nasce proprio dall’esperienza fatta in Consiglio: quando proponemmo una legge per l’obbligo e ogni martedì si scatenava la protesta dei movimenti no-vax. In quella occasione ci fu un seminario con Elena Cattaneo, Michele Conversano, Cinzia Germinario e Michele Laforgia proprio per discutere dell’argomento e far capire come l’obbligo fosse una necessità per ottenere una copertura vaccinale di almeno il 95%». La Puglia, va detto, su questo tema è all’avanguardia anche grazie a Dipartimenti di prevenzione (in particolare quello di Taranto, guidato da Michele Conversano) che lavorano con le famiglie per sensibilizzarle all’importanza delle vaccinazioni.

«Siamo una delle pochissime Regioni ad aver introdotto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari», ricorda Amati. Anche se c’è da chiedersi se questo traguardo – un traguardo di civiltà, perché protegge sia il personale che i pazienti – sarebbe stato raggiunto se non si fosse scatenata la bufera dell’epidemia. «Non lo so – risponde Amati -, so soltanto che a volte la realtà ci si presenta dinanzi e ci aiuta a fare dei passi avanti: penso alla peste di Milano, oppure al colera che in Puglia ha portato la fognatura. Queste tragedie deflagrano eppure aiutano gli uomini a migliorare. Forse la pandemia da coronavirus ci ha resi ancora più attenti rispetto a questi argomenti, l’importante è non perdere la memo- ria. Ed è per questo che servono i libri».

 

Pubblicato da

Fabiano Amati

Nato a Fasano, in provincia di Brindisi, il 18 ottobre 1969. Laureato in giurisprudenza presso l’Università di Bari, svolge la professione di Avvocato. Già Assessore Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della regione Puglia e Consigliere regionale per tre legislature.