Tap, Ilva ed altro, Amati: “Il governo del cambiamento sta ragionevolmente decidendo per la continuità”

“Con Giorgetti che dice ‘si’ TAP, ‘ni’ TAV e nessun posto di lavoro perso per ILVA, e Di Maio che dice ‘si’ Gronda, il governo del cambiamento sta ragionevolmente decidendo per la più rigorosa continuità.”

FABIANO AMATI

Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale bilancio, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate oggi dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti e nei giorni scorsi dal ministro Luigi Di Maio.
“C’è da aggiungere – prosegue Amati – che con le decisioni annunciate e che presto saranno rese note – si sta solo aspettando che Rocco Casalino provi a cancellare tutti i vecchi post, tweet e video in diretta – sta pure per finire la più falsa commedia italiana: assecondare i diversi comitati italiani del ‘no’ al solo fine di derubargli voti e aspettative.
Mi spiace davvero per le persone dei comitati vari che hanno generosamente creduto negli anni scorsi al sostegno degli attuali esponenti di governo alle diverse cause e che forti di quelle illusioni hanno contestato chi non si permetteva di promettere – molto più lealmente – ciò che non avrebbe potuto mantenere.
Nei prossimi giorni e mesi – ha concluso – cadranno giustamente tutti gli altri ‘no’ sulle opere pubbliche ed emergeranno nuovi ‘no’ su altre illusioni elettorali che non potranno essere appagate, perché governare significa decidere – anche tenendo conto dei soldi a disposizione – e quindi dispiacere.”

Amati ai Cinquestelle: “Su Ilva, Tap, Xylella, vaccini e omeopatia, avvisate i militanti che era uno scherzo e che il Pd non fa così tanto schifo. Cronache da un manicomio”

“Dopo Ilva, Tap, Xylella e vaccini, l’ultimo arrivato è l’omeopatia: la normalizzazione a Cinque stelle dimostra che i proclami elettorali erano uno scherzo da illusionisti e che il PD in fondo non faceva così tanto schifo. La serietà però suggerirebbe una confessione extra lusso, ma purtroppo non arriverà mai”. Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della commissione regionale Bilancio.

“Su Ilva teorizzavano – prosegue Amati – la chiusura ed invece stanno perdendo tempo alla ricerca del modo migliore per rimangiarsi l’impegno, purtroppo al costo di diversi milioni al giorno prelevati dalle tasche degli italiani. Su Tap proclamavano il blocco ed invece stanno ancora tergiversando per non dire chiaramente che l’opera è importantissima per l’Italia e che perciò non sono ammessi passi indietro. Su Xylella – rimarca promettevano di risolvere con cartomanti e fattucchieri per evitare l’eradicazione degli alberi, ed invece stiamo attendendo un piano che con ovvia razionalità coinciderà quanto a strategia con i vecchi piani purtroppo ostacolati. Sui vaccini assicuravano l’eliminazione dell’obbligo per poter accedere a scuola, ed invece ci ritroviamo con circolari sull’autocertificazione (che in Puglia non serve grazie ai sistemi informatici), con l’obbligo flessibile (parente della libertà chiusa a chiave) e con Di Maio che annuncia, per fortuna, la piena vigenza del decreto Lorenzin per il prossimo anno scolastico”.

“Sull’omeopatia, da ultimo, avevano – sottolinea – una buona opinione al pari del metodo Di Bella, Stamina e, forse, anche dei fiori di Bach e del pappagallo sulla spalla. E, invece, ci ritroviamo con Grillo che chiede ai farmacisti di non vendere i prodotti omeopatici e la maggioranza parlamentare Lega-5 stelle che rinvia con il mille proroghe l’obbligo di autorizzazione per la vendita. Se questo non è un manicomio – conclude il consigliere Amati – cos’è?”.

Vaccini. Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia: “Agli aguzzini del popolo, ai parolai e ai chiacchieroni noi rispondiamo raccogliendo con convinzione l’appello dei medici”

“Così come ci chiedono con serietà e responsabilità gli igienisti, i pediatri e i medici di medicina generale, noi faremo tutto ciò che è possibile per contrastare lo slittamento dell’obbligo vaccinale, per difendere la legge regionale sulla vaccinazione degli operatori sanitari e per migliorare sempre più l’anagrafe vaccinale informatica pugliese che è in grado di stroncare tutte le autocertificazioni fasulle”.
F4D94DDA-3298-4DE9-94CD-09070608BB44Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando il documento congiunto dei presidenti e dei segretari delle sezioni regionali della Società italiana di igiene e medicina preventiva (Siti), della Società italiana di pediatria (Sip), della Federazione italiana dei pediatri (Fimp) e della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg).
“La politica che c’entra con il popolo e non con i suoi aguzzini, o con i soliti parolai e chiacchieroni, non può – proseguono i quattro consiglieri regionali della Puglia – che raccogliere gli appelli e i suggerimenti di chi ha studiato a lungo per poter meglio consigliare ciò che fa bene o ciò che fa male. Noi faremo tutto ciò che è possibile per mantenere in crescita il trend positivo delle vaccinazioni in Puglia, sempre in sintonia con gli igienisti, pediatri, medici di medicina generale, dipartimenti di prevenzione e osservatorio epidemiologico regionale”.
“Il nostro lavoro sarà inoltre diretto – concludono – a fornire tutti i mezzi utili per potenziare l’attuale sistema informatico pugliese sulle vaccinazioni (Giava), in grado di controllare all’istante, tra le tante caratteristiche, tutte le autocertificazioni, rendendo così vana ogni tentazione di aggiramento delle norme”.

Batterio pugliese come la peste milanese (ma gli oscurantisti dettano la linea)

xylella

 

Da  Gazzetta del Mezzogiorno del 4 agosto 2018

La commedia dell’uomo posto di fronte alla tragedia a cui non vuol credere è già andata in scena. Tante volte. La Xylella in Puglia fa ricordare una di queste, la peste del 600 raccontata da Manzoni nei Promessi sposi. Peste milanese e Xylella pugliese. Due malattie diverse per due epoche differenti e con niente in comune, se non un dettaglio più importante delle stesse malattie: la cecità nel riconoscerle.

Tutto uguale. Leggere i capitoli XXXI e XXXII del grande romanzo italiano o digitare su Google le parole chiave del bersela o del darla a bere, dà gli stessi risultati. O quasi; sì, quasi. Perché mentre per la peste una lettera pastorale del cardinale Federico prescrisse ai parroci d’ammonire il popolo sul rispetto delle misure di contenimento («consegnar le robe infette o sospette»), per la xylella i suoi fratelli odierni nell’episcopato si sono fermati in meditazione ad una stazione di una recente via crucis di Pasqua per dire che estirpare gli ulivi malati somigliava alla notissima soluzione di Pilato. Si provi a sostituire nell’intero racconto la parola ‘peste’ con ‘xylella’ e tutto funzionerà perfettamente, compreso il realizzarsi del sogno d’amore tra Renzo e Lucia. Quando Manzoni rievoca la diagnosi di peste fatta dal protofisico Lodovico Settala, sembra di sentire il patologo vegetale Giovanni Martelli alle prese con la xylella. Entrambi meno che ottuagenari, perciò con una reputazione di vita oltre che di scienza, capaci di attrarre i più scatenati e funesti pregiudizi di chi corre «più facilmente da’ giudizi alle dimostrazioni e ai fatti». Cioè di coloro che procedono contromano.

Pro patriae hostibus. Tutti nemici della patria. Settala e suo figlio Senatore, come Martelli e i suoi allievi universitari. E non solo; i ricercatori del CNR, i funzionari dell’osservatorio fitosanitario regionale, dello IAM, del Basile Caramia o di qualche politico disposto a non nascondere il buon senso «per paura del senso comune»; tutti impossibilitati ad attraversare le piazze «senza essere assaliti da parolacce, quando non erano sassi». La peste? La xylella? Ma che dite? Questo fu – ed è – l’urlo della folla. Fosse stato così «tutti sarebbero morti» o tutti sarebbero secchi. Era la rarità dei casi che allontanava «il sospetto della verità e confermava sempre più il pubblico in quella stupida e micidiale fiducia che non ci fosse peste», o per noi dunque la xylella. Insomma si era di fronte ad una «manifesta impostura, cabala ordita per far bottega sul pubblico spavento», concetto questo in grado di fare scopa – quasi quattrocento anni dopo – con la suggestione del complotto orchestrato da spregiudicati untori per vendere i fitofarmaci delle ‘malavitose’ multinazionali.

E se a tutto concedere qualcuno avesse creduto alla peste, era stato prontamente ammonito per portare nel cuore un senso di rabbia o vendetta contro le più plausibili ipotesi di contaminazione: quella attribuita a don Gonzalo Fernandez de Cordoba per ricambiare gli insulti ricevuti, oppure quella addebitata a «un ritrovato del cardinal de Richelieu, per spopolar Milano, e impadronirsene senza fatica». Che vale quanto a riferire le somiglianti ipotesi per il contagio da xylella, alternativamente riferite al campo libero per la realizzazione del gasdotto Tap o alla induzione all’abbandono dei campi pugliesi per facilitare la più immonda speculazione edilizia. O di riffa o di raffa «quando gli animi son preoccupati, e il sentire faceva l’effetto di vedere», la cronaca di una processione organizzata per Milano con le reliquie di San Carlo ben può equivalere ad una manifestazione a Lecce con l’hashtag difendiamo-gli-ulivi. Si vede così nitidamente, allora come ora, la suggestione che prende vantaggio sulla ragione e sull’esperienza. Niente di più del povero «senno umano che cozzava co’ fantasmi creati da sé».
Davvero niente di nuovo. Per la mala fede dei distributori professionali e seriali del bene, spesso le nostre povere menti sono arruolate nell’esercito delle paure. E questo accade di più quando senza la vaccinazione con gli antigeni della Storia, ci risulta più comodo «d’attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi». Oppure combattere con le armi della fiducia negli straordinari mezzi del Sapere, che oggi a differenza del ‘600 possediamo e spesso non riconosciamo.

Fabiano Amati – Consigliere Regionale

Vaccini, impugnata la legge pugliese. Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia: “D’ora in poi chi tace è complice”

“D’ora in poi sui vaccini chi tace è complice. Deve diventare la battaglia dei medici, dei giuristi e dei politici avveduti contro gli aguzzini del popolo. Per questo invitiamo gli ordini dei medici, degli avvocati e le diverse società scientifiche a prendere posizione contro l’ignobile proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale e l’impugnazione della legge pugliese sulle vaccinazioni degli operatori sanitari”.

2E508414-6AE9-4225-B60B-5A166A5C471DLo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, con riferimento alla decisione del Governo nazionale di impugnare la legge regionale pugliese sull’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari e la proroga all’anno scolastico 2019-20 dell’obbligo vaccinale previsto dalla legge Lorenzin.
“Non si può tacere o far finta di niente – continuano i consiglieri regionali pugliesi – anche perché è una violenza fuori misura, inflitta al popolo quella che, in nome di un malinteso senso della libertà, riduce la politica di prevenzione su malattie note, nelle stesse ore in cui nei laboratori universitari si studiano le nuove e gravi malattie portate da nuovi e pericolosissimi vettori animali. È inoltre importante che il Pd nazionale e pugliese – sottolineano gli esponenti del partito in Consiglio regionale – si svegli dal torpore in cui è caduto dopo il 4 marzo e avvii, tanto per cominciare, una straordinaria campagna di comunicazione, città per città, sui rischi di questo nuovo medioevo, che è destinato a sfregiare nella salute il popolo e la parte più debole di esso”.
“Ai tanti dirigenti e militanti locali – concludono Amati, Blasi, Mennea e Pentassuglia – offriamo la nostra collaborazione e chiediamo di alzare in ogni circolo la bandiera del futuro, del progresso, della civiltà e dell’umanità, senza alcuna soggezione nei confronti delle forze politiche di governo”.