Canale deviatore di Torre Canne: fine di alluvioni e allagamenti / rassegna stampa

Contenere la furia dell’acqua, cioè regimentare, è lo scopo del canale deviatore di Torre Canne. Con l’abbattimento dell’ultimo diaframma dell’attraversamento della strada statale E55 si corre, dunque, verso la fine dei lavori. Un’opera idraulica di 2.600 metri che metterà in sicurezza da alluvioni e allagamenti la frazione di Fasano-Torre Canne”

 

 

 

Statale 172 dir, Amati: “È entrata oggi in esercizio la nuova condotta AQP. Ora avanti tutta con i lavori”

 

“È entrata poco fa in esercizio la nuova condotta AQP messa in opera sotto il tracciato della strada statale 172 dir. Da oggi sarà dunque possibile rimuovere la vecchia condotta e scavare la roccia per l’allargamento della carreggiata”.

Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“La vecchia condotta, utilizzata per servire di acqua potabile l’intero abitato di Fasano, rappresentava la più grande interferenza con le opere di allargamento e messa in sicurezza della strada 172 dir, perché situata in trincea all’interno del costone roccioso. Ora i lavori potranno procedere con maggiore celerità, secondo il cronoprogramma previsto. Proprio oggi sono state completate da parte di Acquedotto Pugliese le operazioni di bonifica e di potabilizzazione della nuova condotta in Polietilene ad alta Densità (PEAD) del diametro di 450 mm, posizionata appunto sul nuovo tracciato dell’arteria stradale. Pertanto, risultano completate tutte le operazioni per la dismissione definitiva della vecchia condotta idrica di diametro inferiore di 50 mm e in acciaio”.

“Una condotta dunque con maggiore capacità – prosegue Amati –, realizzata con un materiale, il PEAD, completamente atossico e quindi adatto al trasporto di acqua potabile, ovvero quella che arriva alle case dei fasanesi. Questi dati tecnici sui nuovi sotto servizi, resi necessari per la realizzazione della nuova strada, confermano che le opere pubbliche non hanno mai un’unica uscita o un solo effetto benefico, ma producono ricadute inaspettate su altri ammodernamenti funzionali al benessere generale, oltre che alla sicurezza, alla civiltà, al progresso e alla migliore qualità della vita delle persone. Ringrazio l’Acquedotto Pugliese per aver portato a compimento queste operazioni rispettando le tempistiche – conclude –”.

Cantieri e opere pubbliche, C-Entra il futuro: “Nostra norma per sbloccare cantieri bloccati dallo sblocca-cantieri”

Abbiamo sbloccato i cantieri bloccati dallo sblocca-cantieri. Sembra un gioco di parole, ma senza la norma approvata oggi in Consiglio regionale molti cantieri di opere pubbliche avrebbero subito notevoli rallentamenti. Ringraziamo l’assessore regionale Giannini per il sostegno alla nostra proposta”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, presentatori della norma urgente approvata oggi dal Consiglio regionale in materia di autorizzazione del Genio civile sul progetto strutturale di opere in aree a bassa sismicità.

“Con il c.d. “Sblocca Cantieri” è previsto – anche in aree a bassa sismicità – che serva l’autorizzazione e non il semplice deposito del progetto strutturale presso il Genio civile per le opere di adeguamento o miglioramento sismico, per le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche, e per gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso.

La nuova previsione normativa sta determinando un notevole rallentamento negli stati di avanzamento dei cantieri, soprattutto quelli più rilevanti. Poiché la stessa norma statale prevede l’emanazione di linee guida da parte del Ministero delle infrastrutture e che nelle more della loro emanazione le regioni possono confermare la disciplina vigente, abbiamo proposto di avvalerci di tale facoltà e permettere quindi lo svolgimento dei lavori e l’avanzamento dei cantieri già avviati senza rallentamenti, cioè facendo in modo che nelle zone a bassa sismicità si continui con il deposito del progetto strutturale”.