Liste d’attesa, C-Entra il futuro: “Seconda diffida alle Asl per la pubblicazione dei dati. Ci piacerebbe se ‘Con’ noi ci fossero anche altri”

“E pure per questa settimana non è successo nulla. Le Asl pugliesi continuano a violare la legge sulla pubblicazione dei dati sulle liste d’attesa e noi li diffidiamo per la seconda volta. Continueremo a farlo ogni settimana, sia perché la legge prescrive la pubblicazione dei dati d’attesa per correggere i disservizi e le pene dei cittadini in fila ai Cup, e sia perché il compito prioritario dei partiti o delle associazioni politiche consiste in proposte per la riduzione delle liste d’attesa e non in rimedi per la moltiplicazione delle liste elettorali. Sarebbe piacevole se in questa battaglia si schierassero ‘Con’ noi anche altri”. 

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, annunciando l’invio di una seconda diffida ai Direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi per la mancata pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale, così come previsto dalla legge regionale.

“Sono ormai 28 i giorni di ritardo. Due settimane fa avevamo inviato una semplice richiesta per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge, senza avere alcun riscontro. La settimana scorsa avevamo notificato una diffida, anch’essa priva di esito. Oggi abbiamo inviato, come promesso, una seconda diffida e continueremo fino a quando non vedremo comparire sui siti i dati del monitoraggio – ribadiscono i sei Consiglieri –. Sono due anni che raccogliamo lividi, dolori e ferite inflitti da questo problema ai pugliesi, dichiarandoci sempre disponibili a federarci con tutti per creare mobilitazione e riconciliare le persone con la gestione della Sanità, un ramo importante dell’amministrazione pubblica, però oscurato nelle sue molteplici buone notizie dal problema delle liste d’attesa”.

“La legge regionale – proseguono – prescrive che con scadenza bimestrale – e comunque non oltre il quinto giorno del bimestre successivo – i Direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico, provvedano a pubblicare sul relativo sito istituzionale i dati di monitoraggio distinti per classi di priorità sui tempi d’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni eseguite nell’ambito dell’attività istituzionale e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI), e i risultati della contabilità analitica e separata riferita al bimestre precedente, con indicazione dei costi diretti e indiretti, e dei mancati introiti da compartecipazione alla spesa sanitaria. La citata disposizione è entrata in vigore il 12 aprile 2019, per cui il primo bimestre su cui incombeva l’obbligo era quello maggio-giugno 2019, la cui pubblicazione sui relativi siti doveva avvenire entro il 5 luglio 2019”.

“Ad oggi, cioè dopo 28 giorni, sui siti internet delle aziende, e nonostante una richiesta inviata in data 19.7.2019 e una diffida del 26.7.2019, non risulta ancora avvenuto l’adempimento alle disposizioni di legge, per cui abbiamo pensato di notificare una seconda diffida. La pubblicazione bimestrale dei dati – concludono – è uno straordinario rimedio per radiografare con continuità la situazione, evitando così di tollerare condizioni elusive di tutte le disposizioni che regolano l’erogazione della prestazione sanitaria ed esigere immediati correttivi”.

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

 

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

Liste d’attesa in sanità: abbiamo diffidato i Direttori Generali delle Asl pugliesi / rassegna stampa

Dalla Rassegna Stampa di oggi >>

Liste d’attesa in sanità: la scorsa settimana avevamo inviato una semplice richiesta ai Direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge che prescrivono la pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale.

Non abbiamo avuto riscontro: come avevamo preannunciato, abbiamo quindi inviato una diffida e ne invieremo una ogni settimana fino a quando non vedremo pubblicati i dati.

Liste d’attesa, C-Entra il futuro: “Asl violano legge su pubblicazione dati e noi li diffidiamo. Bene mozione di altri tre colleghi sui pre-ricoveri”

Visto che una semplice richiesta non è bastata, abbiamo inviato una diffida. Lo faremo ogni settimana, perché la legge prescrive la pubblicazione dei dati d’attesa non per motivi statistici, ma per correggere i disservizi e le pene dei cittadini in fila ai Cup. E siamo contenti che da oggi sull’argomento generale dei tempi d’attesa si siano aggiunti a noi altri tre colleghi, con una mozione che tende a regolare l’attesa nella fase preparatoria ai ricoveri”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, annunciando l’invio di una diffida ai Direttori generali delle aziende pugliesi per la mancata pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale, così come previsto dalla legge regionale.

“La settimana scorsa avevamo inviato una semplice richiesta per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge. Ad oggi nessun riscontro. Per questo, abbiamo notificato oggi una diffida, che ripeteremo ogni settimana fino a quando non vedremo comparire sui siti i dati. La legge regionale prescrive che con scadenza bimestrale – e comunque non oltre il quinto giorno del bimestre successivo – i direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico, provvedano a pubblicare sul relativo sito istituzionale i dati di monitoraggio distinti per classi di priorità sui tempi d’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni eseguite nell’ambito dell’attività istituzionale e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI), e i risultati della contabilità analitica e separata riferita al bimestre precedente, con indicazione dei costi diretti e indiretti, e dei mancati introiti da compartecipazione alla spesa sanitaria. La citata disposizione è entrata in vigore il 12 aprile 2019, per cui il primo bimestre su cui incombeva l’obbligo era quello maggio-giugno 2019, la cui pubblicazione sui relativi siti doveva avvenire entro il 5 luglio 2019”.

“Ad oggi – proseguono i sei – sui siti internet delle aziende, e nonostante una prima richiesta inviata in data 19.7.2019, non risulta ancora avvenuto l’adempimento alle disposizioni di legge, per cui abbiamo pensato di notificare una diffida.
La pubblicazione bimestrale dei dati è uno straordinario rimedio per radiografare con continuità la situazione, evitando così di tollerare situazioni elusive di tutte le disposizioni che regolano l’erogazione della prestazione sanitaria ed esigere immediati correttivi”.

“Nel frattempo – concludono – abbiamo appreso della presentazione da parte di tre colleghi consiglieri di una mozione per regolamentare l’attesa nei pre-ricoveri: ci sembra un’iniziativa utile e perciò da sostenere, sperando che sia calendarizzata in aula al più presto, perché l’impegno nella lotta alla tragedia delle liste d’attesa deve essere sempre più ampio e corale, incline a coinvolgere anche colleghi che sinora hanno ostacolato le nostre iniziative”.

 

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

“Violata la legge sulla pubblicazione dei dati sui tempi d’attesa in sanità e sui bilanci dell’attività a pagamento. Come al solito, le omissioni servono a sostenere e a coprire un sistema resistente alle leggi e dunque opaco, che non si vuol cambiare per avallare l’interesse di pochi e a dispetto del disagio di tanti. Ho scritto ai Direttori generali per diffidarli all’osservanza della legge e lo farò ogni settimana sino a quando non adempiranno”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, comunicando l’invio di apposita diffida ai Direttori generali delle ASL pugliesi per inosservanza degli articoli 1, commi 2 e 3, e 3 della Legge regionale n. 13 del 2019, in materia di pubblicazione bimestrale dei dati di monitoraggio sui tempi d’attesa in sanità e della contabilità analitica dell’attività a pagamento.

“Quel poco rimasto della nostra originaria proposta per combattere le liste d’attesa non viene rispettato, impedendoci di sapere come vanno le cose e quindi di combattere con maggiore efficacia la battaglia al disservizio – prosegue Amati –. La norma non applicata è quella che prescrive la pubblicazione ogni due mesi, sul sito delle ASL, dei dati sull’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni sanitarie, sia istituzionali che a pagamento. Lo scopo di tale pubblicazione è rendere evidente in tempo reale le eventuali violazioni delle regole sull’attesa in sanità, in modo da individuare con prontezza le unità operative più problematiche e ricorrere ai rimedi; tutto ciò nella consapevolezza che il monitoraggio continuo serve a correggere e non a punire e che, dietro un’analisi statistica, c’è una persona che soffre, e non solo un blocco di diapositive per un convegno tra addetti ai lavori”.

“La stessa norma prescrive, inoltre, la pubblicazione della contabilità analitica delle prestazioni a pagamento, con indicazione dunque del mancato introito del ticket e dei costi diretti e indiretti. Ciò al fine di verificare se l’attività a pagamento venga svolta senza perdite economiche per l’azienda, e quindi nel rispetto delle leggi”.

Faccio presente che la pubblicazione dei dati del bimestre maggio-giugno 2019 doveva avvenire entro e non oltre il 5 luglio 2019. Mi è chiaro da almeno due anni – aggiunge ancora – che molta parte del problema delle liste d’attesa è aggravato da una collaudata tecnica elusiva delle norme vigenti che si alimenta proprio per la carenza di un sistema di monitoraggio continuo da cui dedurre, senza equivoci, l’esistenza dei problemi e la possibilità d’intervenire. Senza i monitoraggi il problema delle liste d’attesa si può ovviamente trascinare in confusione, perché ogni teoria è valida e soprattutto ogni difesa d’ufficio diventa plausibile e quindi sostenibile”.

“L’esistenza dei dati, invece, numeri testardi e non soggetti al ‘ben-altro-è-il-problema’, è il più formidabile sistema per abbattere ogni scusa giustificazionista non fondata sulle leggi e sulla statistica, così da provare finalmente a porre rimedio. E se il prezzo di tutto ciò fosse mettersi in contrasto con abitudini o redditi consolidati, faccio osservare che le decisioni più efficaci sono quelle che costano la perdita di qualche simpatia e non quelle che rendono qualche voto interessato – conclude Amati –”.