Una task force per ogni Asl per recuperare le prestazioni sanitarie arretrate / rassegna stampa

Sono migliaia (allo stato nemmeno contabilizzate con precisione) le prestazioni con classe di priorità breve, differita e programmata che attendono ancora di essere eseguite, a causa della sospensione Covid. A queste si aggiungono centinaia di prestazioni che si rendono necessarie ogni giorno. Per recuperare le migliaia di prestazioni sanitarie sospese serve una task force per ogni Asl, organizzata con le regole delle visite a pagamento intramoenia (Alpi), in attività 24 ore su 24 e composta di medici e personale sanitario entusiasti.

 

RassegnaStampa_7 Giugno 2020

 

Nuovo ospedale di Taranto, Amati: “Si nomini commissario e nuovo bando. A meno che Invitalia non aggiudichi immediatamente”

Per il nuovo ospedale di Taranto si nomini un commissario, si revochi la gara in corso e si pubblichi un nuovo bando. Non si può più attendere nemmeno una settimana. A meno che Invitalia, delegata dalla Asl di Taranto a svolgere la funzione di stazione appaltante, non pensi di poter aggiudicare la gara immediatamente e sulla base della sentenza non definitiva del Consiglio di Stato”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la Sentenza non definitiva del Consiglio di Stato – terza sezione – n. 3316/2020, pubblicata nella giornata di ieri, 25 maggio 2020.

“Chi tiene davvero a risolvere i problemi di Taranto non può far finta di non sapere che il suo più grave problema è l’assenza di un ospedale come Dio comanda. Pensare di dover attendere la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione Europea sulla questione pregiudiziale in via di proposizione da parte dello stesso Consiglio di Stato, significa non tenere in considerazione il superiore interesse pubblico alla piena funzionalità di un ospedale in grado di curare tutte le malattie tempo dipendenti e di alta specialità.
Ricordo come fonte di prima mano che, quando avviammo l’ultima programmazione di edilizia sanitaria, i presidi prioritari erano, nell’ordine, Taranto e Monopoli-Fasano. Dei due, l’ospedale ionico era quello in fase più avanzata sotto il profilo del procedimento.
È accaduto, invece, che quello di Monopoli-Fasano è in costruzione, mentre quello di Taranto langue nella disputa giudiziaria e dopo aver scontato ritardi anche nelle fase precedente alla stessa gara d’appalto. Ecco, così non si può andare avanti. I cittadini – prosegue Amati – non possono tollerare la mancanza di simmetria tra Asl diverse nel perseguire l’interesse pubblico alla salute, che è da considerarsi almeno paritario. Il nuovo ospedale di Taranto sarà peraltro un presidio di secondo livello, cioè d’interesse regionale. Per cui ogni giorno di ritardo non si scarica solo sulla provincia di Taranto, ma riguarda ogni cittadino pugliese. Di qui – conclude – la necessità di un’immediata aggiudicazione da parte di Invitalia oppure della nomina di un commissario. Non ci sono proprio alternative”.

Ospedale di comunità a San Pancrazio, Amati: “Un’idea da portare avanti velocemente in struttura nuova ma inutilizzata”

Un’ottima idea, da portare avanti velocemente. Un Ospedale di comunità a San Pancrazio Salentino per potenziare l’offerta territoriale nel sud della Provincia di Brindisi e così recuperare una struttura nuova, completa e adeguata, ma purtroppo inutilizzata. Spero che in poche settimane si possa ottenere l’autorizzazione regionale, quindi adattare l’immobile e avviare il servizio”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la disponibilità manifestata dal sindaco di San Pancrazio Salentino, Salvatore Ripa, alla Asl di Brindisi.

“L’emergenza Covid ha fatto aprire gli occhi sulla necessità di potenziare immediatamente l’offerta di sanità territoriale. Una rete di assistenza in grado di fronteggiare necessità di sorveglianza continuativa nel percorso ospedale-domicilio. In questo senso, la Provincia di Brindisi è all’avanguardia con quattro ospedali di comunità già attivi (Fasano, Cisternino, Ceglie e Mesagne) a cui si potrebbero aggiungere San Pancrazio Salentino, nell’immediatezza, e dopo il ‘Di Summa’ di Brindisi. È quasi inutile sottolineare che bisogna fare rapidamente – conclude Amati – e che l’assistenza territoriale è il più grande aiuto che si possa offrire ai malati e alle loro famiglie, oltre che un notevole alleggerimento delle strutture ospedaliere di I e II livello”.

Liste d’attesa: i dati pubblicati non sono quelli richiesti dalla legge / rassegna stampa

 

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Liste d’attesa in sanità: alcune Asl avrebbero provveduto a pubblicare i dati di monitoraggio, ma purtroppo i dati pubblicati non sono quelli richiesti dalla legge e quindi utilizzabili per fotografare i problemi e applicare di conseguenza i rimedi. La legge è chiarissima anche nelle modalità operative. L’obiettivo è quello di tenere sotto controllo l’attività, fotografare i disservizi e applicare i rimedi. Con la conseguenza di agire per ridurre concretamente i tempi d’attesa.

 

Liste d’attesa, C-Entra il futuro: “Seconda diffida alle Asl per la pubblicazione dei dati. Ci piacerebbe se ‘Con’ noi ci fossero anche altri”

“E pure per questa settimana non è successo nulla. Le Asl pugliesi continuano a violare la legge sulla pubblicazione dei dati sulle liste d’attesa e noi li diffidiamo per la seconda volta. Continueremo a farlo ogni settimana, sia perché la legge prescrive la pubblicazione dei dati d’attesa per correggere i disservizi e le pene dei cittadini in fila ai Cup, e sia perché il compito prioritario dei partiti o delle associazioni politiche consiste in proposte per la riduzione delle liste d’attesa e non in rimedi per la moltiplicazione delle liste elettorali. Sarebbe piacevole se in questa battaglia si schierassero ‘Con’ noi anche altri”. 

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, annunciando l’invio di una seconda diffida ai Direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi per la mancata pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale, così come previsto dalla legge regionale.

“Sono ormai 28 i giorni di ritardo. Due settimane fa avevamo inviato una semplice richiesta per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge, senza avere alcun riscontro. La settimana scorsa avevamo notificato una diffida, anch’essa priva di esito. Oggi abbiamo inviato, come promesso, una seconda diffida e continueremo fino a quando non vedremo comparire sui siti i dati del monitoraggio – ribadiscono i sei Consiglieri –. Sono due anni che raccogliamo lividi, dolori e ferite inflitti da questo problema ai pugliesi, dichiarandoci sempre disponibili a federarci con tutti per creare mobilitazione e riconciliare le persone con la gestione della Sanità, un ramo importante dell’amministrazione pubblica, però oscurato nelle sue molteplici buone notizie dal problema delle liste d’attesa”.

“La legge regionale – proseguono – prescrive che con scadenza bimestrale – e comunque non oltre il quinto giorno del bimestre successivo – i Direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico, provvedano a pubblicare sul relativo sito istituzionale i dati di monitoraggio distinti per classi di priorità sui tempi d’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni eseguite nell’ambito dell’attività istituzionale e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI), e i risultati della contabilità analitica e separata riferita al bimestre precedente, con indicazione dei costi diretti e indiretti, e dei mancati introiti da compartecipazione alla spesa sanitaria. La citata disposizione è entrata in vigore il 12 aprile 2019, per cui il primo bimestre su cui incombeva l’obbligo era quello maggio-giugno 2019, la cui pubblicazione sui relativi siti doveva avvenire entro il 5 luglio 2019”.

“Ad oggi, cioè dopo 28 giorni, sui siti internet delle aziende, e nonostante una richiesta inviata in data 19.7.2019 e una diffida del 26.7.2019, non risulta ancora avvenuto l’adempimento alle disposizioni di legge, per cui abbiamo pensato di notificare una seconda diffida. La pubblicazione bimestrale dei dati – concludono – è uno straordinario rimedio per radiografare con continuità la situazione, evitando così di tollerare condizioni elusive di tutte le disposizioni che regolano l’erogazione della prestazione sanitaria ed esigere immediati correttivi”.

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

 

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

Liste d’attesa in sanità: abbiamo diffidato i Direttori Generali delle Asl pugliesi / rassegna stampa

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Liste d’attesa in sanità: la scorsa settimana avevamo inviato una semplice richiesta ai Direttori generali delle aziende sanitarie pugliesi per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge che prescrivono la pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale.

Non abbiamo avuto riscontro: come avevamo preannunciato, abbiamo quindi inviato una diffida e ne invieremo una ogni settimana fino a quando non vedremo pubblicati i dati.

Liste d’attesa, C-Entra il futuro: “Asl violano legge su pubblicazione dati e noi li diffidiamo. Bene mozione di altri tre colleghi sui pre-ricoveri”

Visto che una semplice richiesta non è bastata, abbiamo inviato una diffida. Lo faremo ogni settimana, perché la legge prescrive la pubblicazione dei dati d’attesa non per motivi statistici, ma per correggere i disservizi e le pene dei cittadini in fila ai Cup. E siamo contenti che da oggi sull’argomento generale dei tempi d’attesa si siano aggiunti a noi altri tre colleghi, con una mozione che tende a regolare l’attesa nella fase preparatoria ai ricoveri”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, annunciando l’invio di una diffida ai Direttori generali delle aziende pugliesi per la mancata pubblicazione dei dati bimestrali sui tempi d’attesa per l’attività istituzionale e libero professionale, così come previsto dalla legge regionale.

“La settimana scorsa avevamo inviato una semplice richiesta per chiedere l’adempimento alle disposizioni di legge. Ad oggi nessun riscontro. Per questo, abbiamo notificato oggi una diffida, che ripeteremo ogni settimana fino a quando non vedremo comparire sui siti i dati. La legge regionale prescrive che con scadenza bimestrale – e comunque non oltre il quinto giorno del bimestre successivo – i direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS di diritto pubblico, provvedano a pubblicare sul relativo sito istituzionale i dati di monitoraggio distinti per classi di priorità sui tempi d’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni eseguite nell’ambito dell’attività istituzionale e dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI), e i risultati della contabilità analitica e separata riferita al bimestre precedente, con indicazione dei costi diretti e indiretti, e dei mancati introiti da compartecipazione alla spesa sanitaria. La citata disposizione è entrata in vigore il 12 aprile 2019, per cui il primo bimestre su cui incombeva l’obbligo era quello maggio-giugno 2019, la cui pubblicazione sui relativi siti doveva avvenire entro il 5 luglio 2019”.

“Ad oggi – proseguono i sei – sui siti internet delle aziende, e nonostante una prima richiesta inviata in data 19.7.2019, non risulta ancora avvenuto l’adempimento alle disposizioni di legge, per cui abbiamo pensato di notificare una diffida.
La pubblicazione bimestrale dei dati è uno straordinario rimedio per radiografare con continuità la situazione, evitando così di tollerare situazioni elusive di tutte le disposizioni che regolano l’erogazione della prestazione sanitaria ed esigere immediati correttivi”.

“Nel frattempo – concludono – abbiamo appreso della presentazione da parte di tre colleghi consiglieri di una mozione per regolamentare l’attesa nei pre-ricoveri: ci sembra un’iniziativa utile e perciò da sostenere, sperando che sia calendarizzata in aula al più presto, perché l’impegno nella lotta alla tragedia delle liste d’attesa deve essere sempre più ampio e corale, incline a coinvolgere anche colleghi che sinora hanno ostacolato le nostre iniziative”.

 

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

Ho scritto ai direttori generali diffidandoli a pubblicare dati sui tempi d’attesa / rassegna stampa

 

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La legge prevede la pubblicazione sui siti delle ASL pugliesi, ogni due mesi, di tutti i dati sui tempi d’attesa sia per le attività istituzionali che per quelle a pagamento, e del bilancio analitico relativo alla libera-professione.
Inutile dire che non è stato pubblicato nulla, relativo al bimestre maggio-giugno.
Per questo ho scritto ai direttori generali diffidandoli a pubblicare con urgenza quanto prescritto dalla legge.
La mancata informazione e conoscenza dei numeri finisce per coprire – anche senza volerlo – un sistema elusivo delle leggi e dunque opaco, che purtroppo alimenta il disagio dei cittadini e la loro sfiducia nelle istituzioni pubbliche (amministrazioni e ospedali) e nei loro attori principali (politici, manager e medici). Ho per questo scritto ai Direttori generali per diffidarli all’osservanza della legge e lo farò ogni settimana sino a quando non adempiranno.

 

 

Liste d’attesa, Amati: “Ho diffidato i Direttori generali per la mancata pubblicazione dei dati di monitoraggio maggio-giugno. L’opacità è complice del disagio”

“Violata la legge sulla pubblicazione dei dati sui tempi d’attesa in sanità e sui bilanci dell’attività a pagamento. Come al solito, le omissioni servono a sostenere e a coprire un sistema resistente alle leggi e dunque opaco, che non si vuol cambiare per avallare l’interesse di pochi e a dispetto del disagio di tanti. Ho scritto ai Direttori generali per diffidarli all’osservanza della legge e lo farò ogni settimana sino a quando non adempiranno”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati, comunicando l’invio di apposita diffida ai Direttori generali delle ASL pugliesi per inosservanza degli articoli 1, commi 2 e 3, e 3 della Legge regionale n. 13 del 2019, in materia di pubblicazione bimestrale dei dati di monitoraggio sui tempi d’attesa in sanità e della contabilità analitica dell’attività a pagamento.

“Quel poco rimasto della nostra originaria proposta per combattere le liste d’attesa non viene rispettato, impedendoci di sapere come vanno le cose e quindi di combattere con maggiore efficacia la battaglia al disservizio – prosegue Amati –. La norma non applicata è quella che prescrive la pubblicazione ogni due mesi, sul sito delle ASL, dei dati sull’attesa nell’erogazione di tutte le prestazioni sanitarie, sia istituzionali che a pagamento. Lo scopo di tale pubblicazione è rendere evidente in tempo reale le eventuali violazioni delle regole sull’attesa in sanità, in modo da individuare con prontezza le unità operative più problematiche e ricorrere ai rimedi; tutto ciò nella consapevolezza che il monitoraggio continuo serve a correggere e non a punire e che, dietro un’analisi statistica, c’è una persona che soffre, e non solo un blocco di diapositive per un convegno tra addetti ai lavori”.

“La stessa norma prescrive, inoltre, la pubblicazione della contabilità analitica delle prestazioni a pagamento, con indicazione dunque del mancato introito del ticket e dei costi diretti e indiretti. Ciò al fine di verificare se l’attività a pagamento venga svolta senza perdite economiche per l’azienda, e quindi nel rispetto delle leggi”.

Faccio presente che la pubblicazione dei dati del bimestre maggio-giugno 2019 doveva avvenire entro e non oltre il 5 luglio 2019. Mi è chiaro da almeno due anni – aggiunge ancora – che molta parte del problema delle liste d’attesa è aggravato da una collaudata tecnica elusiva delle norme vigenti che si alimenta proprio per la carenza di un sistema di monitoraggio continuo da cui dedurre, senza equivoci, l’esistenza dei problemi e la possibilità d’intervenire. Senza i monitoraggi il problema delle liste d’attesa si può ovviamente trascinare in confusione, perché ogni teoria è valida e soprattutto ogni difesa d’ufficio diventa plausibile e quindi sostenibile”.

“L’esistenza dei dati, invece, numeri testardi e non soggetti al ‘ben-altro-è-il-problema’, è il più formidabile sistema per abbattere ogni scusa giustificazionista non fondata sulle leggi e sulla statistica, così da provare finalmente a porre rimedio. E se il prezzo di tutto ciò fosse mettersi in contrasto con abitudini o redditi consolidati, faccio osservare che le decisioni più efficaci sono quelle che costano la perdita di qualche simpatia e non quelle che rendono qualche voto interessato – conclude Amati –”.

“Liste d’attesa e trasparenza sui siti internet, Amati: “Chiedo a tutte le Asl e Università di pubblicare i dati”

“Il rapporto problematico tra prestazioni istituzionali e a pagamento in sanità è reso poco visibile da un difetto di pubblicità e trasparenza sui siti internet – chi più chi meno – delle diverse Aziende sanitarie e ospedaliere. Spero che nel giro di qualche giorno su tutti i siti internet delle aziende sanitarie, compresi quelli dell’Università e degli IRCCS, compaiano tutti i dati e le informazioni  per cui la legge prescrive la pubblicazione”.

IMG 9268Lo dichiara il Consigliere regionale Fabiano Amati, commentando le carenze informative riscontrare nella sezione “attività trasparente” delle Aziende sanitarie pugliesi e degli IRCCS, in materia di retribuzioni, compensi per attività libero-professionale, resoconto analitico e dettagliato su tutte le prestazioni erogate e costi e ricavi.

“Chiedo la tempestiva pubblicazione di tutti i dati e le informazioni mancanti sia per avverare in pieno le prescrizioni legislative e sia per offrire ulteriori elementi di valutazione a chi purtroppo commenta ancora con scetticismo la proposta di legge sulla riduzione dei tempi d’attesa, presentata da me e dai colleghi Cera, Colonna e Mennea.

Da quei dati, che solo parzialmente conosco per via di accesso agli atti giustificato dalla funzione di Consigliere regionale, emergerebbe pubblicamente e chiaramente il disallineamento nei tempi tra attività istituzionali e a pagamento, sulle classi di priorità B e D, a parità di prestazioni richieste e di personale impiegato. E tutto ciò per ottenere l’obiettivo che tutti desideriamo: salvaguardare la libertà dei cittadini di scegliersi il medico nella formula a pagamento, alla condizione che sia una vera scelta e non un rimedio obbligato per accorciare i tempi lunghi dell’attività istituzionale”.