Xylella, C-Entra il futuro: “Rigenerare e contenere sono una coppia che non può essere scoppiata. 300 milioni da usare valgono 300 piante da estirpare”

Xylella, C-Entra il futuro: “Rigenerare e contenere sono una coppia che non può essere scoppiata. 300 milioni da usare valgono 300 piante da estirpare”

“Sulla tragedia Xylella c’è una coppia che non può scoppiare: rigenerare e contenere. O le azioni stanno assieme, oppure le iniziative sul territorio che vogliamo rigenerare, con le relative risorse, saranno vanificate dalla diffusione del contagio a territori ancora indenni e che non stiamo difendendo come si deve. Per questo l’impegno per 300 milioni da usare deve valere come quello per 300 piante infette da estirpare, o come quello per circa 1000 iscrizioni al registro produttori da rilasciare ai vivaisti salentini e pugliesi”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, commentando l’esito dell’incontro convocato oggi dal Ministro Barbara Lezzi presso la Prefettura di Lecce.

È giustissimo occuparsi della rigenerazione produttiva e paesaggistica del Salento, mettendo a disposizione risorse e testa. Sono anni che lo diciamo e non possiamo che salutare con estrema soddisfazione ogni atto diretto a realizzare questo obiettivo. Ma la rigenerazione del Salento, ad oggi promessa con 300 milioni di dotazione, non deve ridurre l’interesse nei confronti delle attività di contenimento del batterio per difendere le zone indenni; ad oggi, infatti, sono 354 le piante infette non ancora estirpate, nonostante la scadenza del termine assegnato, e tra qualche giorno scadrà l’ingiunzione per altre 504 piante. La mancata e tempestiva estirpazione, così come suggeriscono le istituzioni scientifiche, è infatti potenzialmente idonea ad allargare il territorio infestato dal batterio – spiegano i sei Consiglieri –”.

Contenere, dunque, con scrupolo la diffusione del batterio significa pure evitare che i già scarsi 300 milioni per il Salento possano essere ulteriormente suddivisi per soccorrere le necessità di nuove aree infette, rese tali – come detto – per mancanza di attenzione e scrupolo nel compimento delle prescritte azioni di lotta”.

“A questo si aggiunga – concludono – la consapevolezza che la tragedia della Xylella induce ad azioni corali su tutti i fronti, compresa quella che allo stato vede in attesa d’iscrizione al Registro unico dei produttori circa 100 aziende vivaistiche e che sono in corso le istruttorie su ulteriori 900 istanze. Tutti i ritardi su questi procedimenti comportano conseguenze dissonanti con la rigenerazione, aldilà di ogni buona intenzione”.

Galleria Pavoncelli bis, Amati: “Tutto pronto per portare acqua in Puglia, mancano solo le ultime carte. Ho scritto al Ministro Lezzi”

“È irragionevole e inspiegabile che sia tutto pronto per portare l’acqua in Puglia con la Galleria Pavoncelli e le ultime cose che manchino siano alcuni adempimenti burocratici, cioè le famosissime carte nel Paese delle lungaggini. Per questo ho scritto al Ministro per il Sud, Barbara Lezzi”.

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“Il 24 ottobre 2017 si concludevano i lavori di scavo della galleria di valico Pavoncelli bis, importantissima opera idraulica in grado di convogliare nella rete di Acquedotto Pugliese le acque del gruppo sorgentizio del Sele e del Calore. Dall’ottobre 2017 ad oggi sono stati invece conclusi e collaudati i lavori di collegamento della nuova galleria con le sorgenti e il canale principale. Ciò nonostante, si frappongono all’entrata in esercizio dell’opera numerosi adempimenti burocratici di livello statale e infra-regionale”.

“La realizzazione della Pavoncelli bis – prosegue Amati – si rese necessaria all’indomani del terremoto irpino del 23 novembre 1980, le cui violente scosse avevano gravemente danneggiato la gloriosa – per storia – galleria “Pavoncelli”, oggi come ieri unico mezzo di approvvigionamento idrico per circa due milioni di pugliesi. A ciò si aggiunga la memoria di un trentennio di appalti andati a male, contenziosi, lungaggini burocratiche e spreco di denaro pubblico, per fortuna vendicati da una sensibile accelerazione registrata negli ultimi anni e che ha portato il risultato tanto atteso”.

“Dopo così tante traversie – conclude – appare dunque irragionevole e inspiegabile la circostanza che un’opera attesa per anni non entri in esercizio per la mancata adozione di atti burocratici di concerto tra amministrazioni pubbliche (in particolare quello tra Regioni Puglia e Campania), a fronte della sua piena funzionalità tecnica. Per questi motivi ho chiesto al Ministro di promuovere, presso i Ministeri competenti e le Regioni interessate, ogni iniziativa utile a rendere possibile il pieno utilizzo della nuova galleria e ad accettare l’invito a partecipare a una riunione della Commissione che presiedo, per far conoscere lo stato del procedimento e gli esiti dell’iniziativa che il Ministro stesso vorrà intraprendere”