Xylella, Amati e Pentassuglia: “Chiediamo ai Ministri competenti di guardare bene la norma regionale su reimpianti”

“Sono giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente alcune obiezioni sulla norma con cui il Consiglio regionale ha deciso, su nostra proposta, di derogare ai vincoli paesaggistici regionali, così da favorire la biodiversità e la varietà colturale nelle zone colpite dalla Xylella. È chiaro che questa norma serve a evitare la mutazione genetica del batterio, in grado di vanificare la ricostruzione produttiva e paesaggistica del Salento. Pertanto, chiediamo ai ministri Bellanova, Costa e Franceschini di prestare particolare attenzione al problema”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, con riferimento alle richieste di chiarimento giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente sull’art. 26 della legge regionale 52/2019, recante “1. In conformità con le procedure e i limiti previsti dall’articolo 149, (comma 1, lettera b), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e al fine di garantire la biodiversità agricola e la resistenza dell’ecosistema alle mutazioni o ricombinazioni del batterio della Xylella, è consentita nelle aree dichiarate infette l’attività di impianto di qualsiasi essenza arborea in deroga ai vincoli paesaggistico colturali, comunque denominati, apposti in forza di leggi regionali o di provvedimenti amministrativi di pianificazione sovraordinata o comunale”.

“La norma regionale richiama la normativa statale (art. 149, comma 1, lett. b del Codice beni culturali) in materia di esenzione da autorizzazione paesaggistica in caso di attività agro-silvo-pastorale, salvo le previsioni dei piani paesaggistici. Nel nostro caso, al cospetto della gravissima problematica della Xylella, abbiamo ritenuto di garantire la biodiversità – proseguono Amati e Pentassuglia -, e quindi un maggiore ostacolo alle mutazioni del batterio, attraverso la deroga all’obbligo di reimpianto delle stesse varietà olivicole. Una deroga, in buona sostanza, al PPTR vigente nella parte relativa agli ulteriori contesti, e quindi un via libera all’applicazione senza particolari formalità della disciplina statale prevista dal già citato 149. Un modo efficace, a detta pure del mondo scientifico, per porre riparo alla grave tragedia così da ricominciare a produrre e ricostituire il paesaggio andato distrutto”.

Chiediamo in ogni caso ai ministri competenti di prendere a cuore la questione – concludono – perché a prescindere dai profili procedurali o dalle diverse competenze tra lo Stato e la Regione, ciò che conta è ritrovare unità d’intenti nella gestione del problema, magari procedendo a ulteriori modifiche del protocollo d’intesa già vigente e senza dilungarsi in estenuanti scambi di memorie dinanzi alla Corte costituzionale”.

Reimpianti, C-Entra il futuro: “Bene il protocollo e i ministeri, anche se è tutto già scritto nella legge”

“Sui reimpianti di ulivi, il protocollo tra ministeri afferma ciò che è già consentito chiaramente dalla legge, (articolo 149 lettera b) del Testo unico. È stato necessario ribadire questo concetto, perdendo anche un po’ di tempo, solo perché la Soprintendenza locale riteneva di avere competenza a esprimersi sulle decisioni colturali”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.
“Deve essere ovviamente chiaro – aggiungono – che non sarà accettata alcuna prescrizione amministrativa che in qualche modo aggiri la disposizione della legge statale, attribuendo alle autorità amministrative locali ambiti di valutazione fondate sulla discrezionalità o sulle ragioni d’opportunità, cioè su elementi meramente arbitrari. Resta in piedi, ovviamente, la questione della vincolistica statale e regionale, prevista da leggi o strumenti sovra-ordinati adottati in tempi in cui la Xylella non c’era o non aveva ancora assunto l’attuale potenza distruttiva, incompatibili con ogni iniziativa di ricostituzione della produttività e del paesaggio”.