Covid-19. Amati, Blasi, Liviano, Mennea e Pentassuglia: “Legge promulgata, 10 milioni nelle tasche delle persone fragili. Subito ai comuni per la distribuzione”

“È stata promulgata la legge dei 10 milioni per le persone e le famiglie in difficoltà economica. Adesso c’è solo da trasferire le risorse ai comuni, nella misura di circa € 2,40 per residente, affinché ne curino la distribuzione”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, presentatori della legge regionale ‘Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19’ promulgata in data 15.05.2020. La pdl era stata sottoscritta anche dai colleghi Vincenzo Colonna, Giuseppe Longo e Mauro Vizzino.

Come stabilito, le risorse attribuite con questa legge – proseguono i consiglieri – serviranno a consentire l’acquisto di beni e servizi necessari per sopravvivere con dignità. Dunque, il contributo (pari a euro 9.473.693,21) sarà gestito dai comuni e ora serve solo una delibera della Giunta regionale per far partire gli aiuti. Con questa misura – concludono – raggiunge la somma complessiva di quasi 21 milioni l’intervento regionale per contrastare le fragilità e le difficoltà economiche derivanti dalla pandemia da Covid-19”.

QUI LA PROMULGAZIONE DELLA LEGGE 

 

10 milioni ai pugliesi in difficoltà: approvata la legge che eroga il contributo / rassegna stampa

I 10 milioni circa per le famiglie in difficoltà sono finalmente una certezza. La proposta di legge (a firma mia e di altri Consiglieri regionali) “Misure straordinarie per fronteggiare le conseguenze socio-economiche derivanti dalla pandemia Covid-19”, approvata ieri in Consiglio regionale, stanzia questo contributo finanziario per famiglie e persone in stato di fragilità per le difficoltà economiche e sociali derivate dall’emergenza da Covid.

Ringraziamo tutti i colleghi per aver votato pensando al bene di chi è in difficoltà. Questo contributo finanziario sarà erogato attraverso i comuni e concretizza l’azione della Puglia solidale. È auspicabile che nel corso delle prossime settimane possa essere ulteriormente ampliata la quantità di risorse a disposizione, stante l’estrema necessità di corrispondere a esigenze sempre crescenti.

Rassegna Stampa_5 maggio 2020

 

 

Emergenza Coronavirus: le persone cominciano ad avere fame, così si ribellano. Dalla Regione Puglia legge per 10 milioni ai più fragili / rassegna stampa

Coronavirus: non era difficile immaginare che i provvedimenti di contenimento sociale avrebbero ben presto portato all’aumento delle povertà e della fame, con seri rischi di ribellione.

Per questo avevamo pensato per tempo a rivolgere un appello al Governo nazionale e a presentare una proposta di legge regionale per 10 milioni da utilizzare come rimedio immediato.

Offriamo la nostra piena disponibilità a uscire di casa, raggiungere il Consiglio e approvare o sostenere la nostra o qualsiasi altra proposta diretta a occuparsi con urgenza del problema. 

RassegnaStampa_29marzo2020

 

Bisogna abrogare la norma che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari / rassegna stampa

 

Rassegna Stampa >>

#Sanità: proporrò l’abrogazione della norma obbrobrio che ha cancellato il vincolo di esclusività per i primari. Una norma che ammazzerebbe la sanità pubblica. E sino ad allora chiedo alla Giunta regionale di non procedere al riordino dell’istituto dell’esclusività, che era l’intento originario, poi snaturato, della proposta.

Il mantenimento in vigore di questa norma metterebbe la parola fine su tutti gli sforzi compiuti per migliorare la sanità pubblica e per ridurre le liste d’attesa.

 

Xylella, Amati e Pentassuglia: “Chiediamo ai Ministri competenti di guardare bene la norma regionale su reimpianti”

“Sono giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente alcune obiezioni sulla norma con cui il Consiglio regionale ha deciso, su nostra proposta, di derogare ai vincoli paesaggistici regionali, così da favorire la biodiversità e la varietà colturale nelle zone colpite dalla Xylella. È chiaro che questa norma serve a evitare la mutazione genetica del batterio, in grado di vanificare la ricostruzione produttiva e paesaggistica del Salento. Pertanto, chiediamo ai ministri Bellanova, Costa e Franceschini di prestare particolare attenzione al problema”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati e Donato Pentassuglia, con riferimento alle richieste di chiarimento giunte dai ministeri dei Beni culturali e Ambiente sull’art. 26 della legge regionale 52/2019, recante “1. In conformità con le procedure e i limiti previsti dall’articolo 149, (comma 1, lettera b), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e al fine di garantire la biodiversità agricola e la resistenza dell’ecosistema alle mutazioni o ricombinazioni del batterio della Xylella, è consentita nelle aree dichiarate infette l’attività di impianto di qualsiasi essenza arborea in deroga ai vincoli paesaggistico colturali, comunque denominati, apposti in forza di leggi regionali o di provvedimenti amministrativi di pianificazione sovraordinata o comunale”.

“La norma regionale richiama la normativa statale (art. 149, comma 1, lett. b del Codice beni culturali) in materia di esenzione da autorizzazione paesaggistica in caso di attività agro-silvo-pastorale, salvo le previsioni dei piani paesaggistici. Nel nostro caso, al cospetto della gravissima problematica della Xylella, abbiamo ritenuto di garantire la biodiversità – proseguono Amati e Pentassuglia -, e quindi un maggiore ostacolo alle mutazioni del batterio, attraverso la deroga all’obbligo di reimpianto delle stesse varietà olivicole. Una deroga, in buona sostanza, al PPTR vigente nella parte relativa agli ulteriori contesti, e quindi un via libera all’applicazione senza particolari formalità della disciplina statale prevista dal già citato 149. Un modo efficace, a detta pure del mondo scientifico, per porre riparo alla grave tragedia così da ricominciare a produrre e ricostituire il paesaggio andato distrutto”.

Chiediamo in ogni caso ai ministri competenti di prendere a cuore la questione – concludono – perché a prescindere dai profili procedurali o dalle diverse competenze tra lo Stato e la Regione, ciò che conta è ritrovare unità d’intenti nella gestione del problema, magari procedendo a ulteriori modifiche del protocollo d’intesa già vigente e senza dilungarsi in estenuanti scambi di memorie dinanzi alla Corte costituzionale”.