Xylella, C-Entra il futuro: “Si deroga ai vincoli per garantire biodiversità e maggiore resistenza alle mutazioni del batterio”

Nelle aree infette da Xylella si potranno piantare, in deroga ai vincoli paesaggistici, specie arboree diverse dagli ulivi, al fine di garantire la biodiversità agricola e la maggiore resistenza delle piante da reimpiantare alle mutazioni o ricombinazioni del batterio”.

Lo comunicano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia, presentatori di un emendamento alla legge di assestamento di bilancio approvato oggi in Commissione.

Abbiamo presentato l’emendamento approvato in Commissione sulla base di richieste provenienti dal mondo agricolo e dalle istituzioni scientifiche. Si tratta – specificano i Consiglieri – di una norma che, in conformità con il codice dei beni culturali e ambientali, sancisce la possibilità – in deroga ai vincoli paesaggistici regionali – di reimpiantare colture diverse dagli olivi, per garantire la biodiversità agricola e la resistenza dell’ecosistema alle mutazioni o ricombinazioni del batterio Xylella”.

Reimpianti, C-Entra il futuro: “Bene il protocollo e i ministeri, anche se è tutto già scritto nella legge”

“Sui reimpianti di ulivi, il protocollo tra ministeri afferma ciò che è già consentito chiaramente dalla legge, (articolo 149 lettera b) del Testo unico. È stato necessario ribadire questo concetto, perdendo anche un po’ di tempo, solo perché la Soprintendenza locale riteneva di avere competenza a esprimersi sulle decisioni colturali”.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Gianni Liviano, Ruggiero Mennea e Donato Pentassuglia.
“Deve essere ovviamente chiaro – aggiungono – che non sarà accettata alcuna prescrizione amministrativa che in qualche modo aggiri la disposizione della legge statale, attribuendo alle autorità amministrative locali ambiti di valutazione fondate sulla discrezionalità o sulle ragioni d’opportunità, cioè su elementi meramente arbitrari. Resta in piedi, ovviamente, la questione della vincolistica statale e regionale, prevista da leggi o strumenti sovra-ordinati adottati in tempi in cui la Xylella non c’era o non aveva ancora assunto l’attuale potenza distruttiva, incompatibili con ogni iniziativa di ricostituzione della produttività e del paesaggio”.