“Ieri, domenica 11 aprile, sono state somministrate meno 11.596 dosi rispetto al giorno precedente, cioè 13.297 contro 24.893. Complessivamente, su 970.745 dosi consegnate ne risultano somministrate 766. 211, con una disponibilità residua di 204.534 dosi. C’è bisogno di un massiccio incremento e il weekend non può giustificare un calo d’attenzione”.
Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati, sulla base dei dati registrati dal Ministero della Salute sino alle ore 7:10 di oggi e in attesa di consolidamento.
“Nel dettaglio. Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 51.192. Restano dunque disponibili 26.108 dosi. Ciò vuol dire che domenica 11 aprile sono state somministrate 1993 dosi, 3349 dosi in meno rispetto a sabato 10 aprile. Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 569.491. Restano dunque disponibili 45.654 dosi. Ciò vuol dire che domenica 11 aprile – sottolinea Amati – sono state somministrate 9.457 dosi, quindi 8763 in meno rispetto a sabato 10 aprile. Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 145.528. Restano, dunque, disponibili 132.772 dosi. Ciò vuol dire – conclude – che domenica 11 aprile sono state somministrate 1.847 dosi, con un più 516 rispetto a sabato 10 aprile.
Con riferimento al dato di Sabato 10 aprile, consolidato alle ore 7.10 di oggi – lunedì 12aprile – sono state somministrate 6524 dosi in più rispetto a venerdì 9, cioè 24.893 contro 18.369”.
“Ieri sono state somministrate solo 18 dosi in più rispetto a giovedì 7 aprile. Su 970.745 dosi consegnate, infatti, ne risultano somministrate 723.206, con una disponibilità residua di 247.539 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 15.478 dosi, cioè più 18 dosi rispetto al giorno precedente. Serve un colpo di reni per sollevarci dagli ultimi posti in classifica, a cominciare dai centri aperti h12 e uno per provincia h 24”.
Lo comunica il presidente della Commissione Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.
“I numeri odierni delle vaccinazioni – prosegue – riportano uno scenario di somministrazioni che ha bisogno di essere incrementato al più presto. Nel dettaglio. Vaccino Moderna: su 77.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 41.373. Restano dunque disponibili 35.927 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 2.314 dosi ( – 120 rispetto al giorno precedente). Vaccino Pfizer/Biontech: su 615.145 dosi consegnate, ne risultano somministrate 539.682. Restano dunque disponibili 75.463 dosi. Ciò vuol dire che l’8 aprile sono state somministrate 15.478 dosi ( + 463 rispetto al giorno precedente). Vaccino AstraZeneca: su 278.300 dosi consegnate, ne risultano somministrate 142.151. Restano, dunque, disponibili 136.149 dosi. Ciò vuol dire – conclude Amati – che l’8 aprile sono state somministrate 716 dosi ( – 325 rispetto al giorno precedente)”.
“Un altro centro vaccinale è stato allestito in provincia di Brindisi ed è a Ostuni nel palazzetto della città. E con questo sono 19 i punti per le somministrazioni dei vaccini anti Covid già allestiti in provincia, 10 dei quali hub, cioè con più di 8 postazioni”.
Corriere del Mezzogiorno Puglia di sabato 10 aprile 2021, pagina 3
L’INTERVISTA
BARI «Non è il consigliere Amati a dire che le cose in Puglia non vanno bene. Sono i numeri a imporre un cambio di passo: bisogna vaccinare e fare più tamponi. È il tempo di scendere in campo e pensare meno alla burocrazia. La soluzione? Centri vaccinali aperti almeno per 12 ore al giorno e uno per provincia in attività h24. Dosi subito ai 7oenni e proseguire con i fragili». Fabiano Amati, presidente della Commissione Bilancio (Pd), è stato il primo a richiamare l’attenzione dell’amministrazione Emiliano sulla lentezza della macchina vaccinale pugliese. Sin dall’inizio della campagna (27 dicembre 2020) lanciò l’idea di tenere centri aperti e di utilizzare quante più fiale possibili perché «una dose in frigorifero significa cansare decessi».
Amati, la Puglia è in ritardo sulle somministrazioni. Quali sono le ragioni?
«Non è il tempo delle polemiche, ma di leggere i dati per cambiare ciò che non va. Bisogna cambiare passo».
Prima era colpa delle poche dosi ora della tipologia di vaccino (Pfizer, Moderna, AstraZeneca). Qual è la verità?
«Come ho detto in tempi non sospetti bisogna usare tutti vaccini disponibili e organizzare meglio i centri. Tutti devono restare aperti almeno 12 ore al giorno e uno per provincia deve lavorare h24».
Le scorte non sono sufficienti.
«E un falso problema. Dobbiamo essere chiari: il presupposto è avere i vaccini altrimenti non ne usciamo più e non sarà possibile immunizzare la popolazione per il periodo estivo. Quindi bisogna andare avanti con le dosi a disposizione seguendo la logica del fornaio».
Ovvero.
«Quando fa il pane di giornata tende a venderlo tutto, non lo conserva perché poi sa che non è più buono. Ma il giorno dopo è pronto a farne altro. Quando Michele Conversano, responsabile della campagna di vaccinazione della Puglia, ha ammesso che c’erano nei magazzini 89 mila dosi di AstraZeneca anziché 39 mila si è capito che i conti non tornavano. La verità è che i generali non stanno sul campo di battaglia. Devono vedere dal vivo cosa va e cosa no, devono dare fiducia alle persone facendo meno circolari e riunioni in videoconferenza».
Stessa cosa per i tamponi: ne facciamo un quarto del Veneto che ha più o meno gli stessi abitanti della Puglia.
«Ricordo che all’inizio della pandemia c’era chi sosteneva (L’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco, ndr) che non era opportuno fare tamponi a tappeto perché si alimentavano i falsi negativi. È falso. Si alimentano i falsi negativi, ma si pesa anche la popolazione dei positivi che aiuta a comprendere la diffusione del virus. In queste ore il Regno Unito ha annunciato che per ogni settimana spettano due tamponi gratuiti a persona. In Puglia se ne devono fare di più anche perché quelli privati costano».
Situazione critica anche negli ospedali.
«Oltre alle difficoltà delle terapie intensive e del personale medico mancano posti per i pazienti in via di miglioramento che libererebbero i letti a chi ne ha più bisogno. A Brindisi è stata creata una rete di strutture che rimarrà alle comunità. Non investimenti temporanei come quelli della Fiera del Levante».
“Se saltare la fila è una questione di coscienza, come ha detto Draghi, in Puglia non si sentono evidentemente i suoi morsi, tant’è che ancora non mi vengono rilasciati gli elenchi dei vaccinati, nonostante il reclamo accolto dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Ho inoltrato nuovo sollecito”.
Lo comunica il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Sono costretto, mio malgrado, a reiterare la richiesta di rilascio dell’elenco vaccinati, considerato che la perdurante inerzia non è giustificata da alcun motivo, soprattutto se proveniente da un dirigente ordinario della Regione, che ha doveri di lealtà nei confronti dell’amministrazione di appartenenza e non nei confronti degli amministratori pro-tempore, a cominciare da me. Mi dispiace peraltro che sul mio reclamo si stia disattendendo una decisione adottata dalla Presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, sentito l’Ufficio di Presidenza, determinando una mancanza di rispetto istituzionale nei confronti dell’alta funzione esercitata dalla Presidenza del Consiglio regionale, così come previsto dal nostro ordinamento.
Ricordo che nessun atto endo-procedimentale, compresi eventuali pareri di servizi o uffici, magari di stretta collaborazione degli organi d’indirizzo politico, possono essere utilizzati per derogare al procedimento in materia d’accesso agli atti del Consigliere regionale, che io ho seguito alla lettera e che perciò chiedo sia rispettato, pena autorizzare ipotesi di violazione di legge e di regolamento finalizzati a generare specifici e ingiusti vantaggi. Ma voglio confidare che così non sia.
Ho pertanto pregato ancora una volta il dirigente d’esercitare le sue funzioni di gestione sulla base dei doveri di diligenza e onore, così da rilasciarmi con urgenza gli atti, considerando che ove considerasse la questione, mettendosi dalla parte di un cittadino pugliese, sono certo non gradirebbe constatare la violazione delle prerogative di un consigliere regionale, peraltro esercitato in conformità con le norme e al solo fine di rappresentare i pugliesi”.
“Reagiamo e mettiamo fine alla Puglia zimbello che si vaccina per furbetti, categorie e pure lentamente, e avanti tutta per età, senza eccessi burocratici, con i centri più grandi aperti h12 e uno per provincia h24. Tranne ultra ottantenni e fragili, per il resto ogni categoria ha le sue buone ragioni ed è per questo che non può essere un criterio. E purtroppo più di 220mila dosi attendono nei frigoriferi”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“A questo punto gli unici criteri di vaccinazione devono essere l’età e la fragilità. Agire per categorie o peggio per furberie, determina subbuglio e ingiustizie perché ogni categoria ha le sue buone ragioni, per cui ogni scelta rischia di apparire arbitraria o frutto di privilegi.
Dobbiamo invece fare in modo di completare il programma vaccinale entro la prossima estate e per far ciò c’è bisogno di ottimizzare la risposta organizzativa, senza eccessi di burocrazia.
La prima necessità risulta dunque quella di tenere tutti i centri più grandi aperti 7 giorni su 7 e per non meno di 12 ore al giorno e un centro per provincia, il più grande, aperto h24. Non ci può essere nemmeno un’ora della giornata in cui in una qualsiasi azienda sanitaria pugliese non ci sia qualcuno a vaccinarsi.
Questo programma eviterebbe tra l’altro il problema di migliaia di dosi in frigorifero, ad oggi oltre 220mila. Abbiamo infatti da inoculare oltre 150mila dosi di AstraZeneca, quasi 55mila di Moderna e quasi 20mila di Pfizer Biontech. Numeri inammissibili perché il tempo perso miete vittime”.
“Basta con le perdite di tempo. Con 150mila dosi di AstraZeneca e dopo le prove generali dell’ultimo fine settimana, dobbiamo vaccinare subito la fascia d’età 79-70, senza prenotazioni e inutili orpelli burocratici. E, contemporaneamente, con le quasi 80mila dosi di Pfizer e Moderna, dobbiamo terminare la vaccinazione per gli ultra ottantenni e avviare seriamente la campagna per i fragili”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.
“Spero che l’iniziativa vaccinale del fine settimana di Pasqua abbia convinto l’Assessorato alla sanità che bisogna lavorare senza sosta nella campagna vaccinale, senza perdere tempo in burocrazia e senza nascondere il numero delle dosi disponibili. In questo momento la Regione Puglia ha a disposizione circa 150mila dosi di AstraZeneca e circa 80mila dosi di Pfizer/Biontech e Moderna. Ciò vuol dire che si può partire da domani con la vaccinazione degli under 80, senza prenotazioni e carte bollate di sorta, contemporaneamente terminare la vaccinazione degli over 80 e cominciare con serietà, consegnando le dosi ai medici di medicina generale o sostituendosi a loro in caso di ritardo, la campagna per i fragili.
Disponiamo già di una rete di centri vaccinali adeguata con numerosi operatori appassionati e volenterosi. Sarebbe un delitto tenerli chiusi con le dosi nel frigorifero”.
“Ancora niente sulla richiesta dell’elenco vaccinati per scovare i furbetti. Mi è stato accolto il reclamo, ho presentato un sollecito e il dirigente che fa? Chiede il permesso agli organi d’indirizzo politico per compiere un atto di gestione, cioè rilasciarmi l’elenco. Una storia incredibile. Ma qual è la paura che nasconde quest’atteggiamento?”.
Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.
“Due giorni fa – prosegue il consigliere regionale – ho invocato nuovamente l’intervento della presidenza del Consiglio regionale per ottenere l’elenco dei cittadini pugliesi sottoposti a vaccinazione anti-Covid. E invece di ottenere finalmente l’elenco e scongiurare questa perdurante inerzia, mi viene recapitata per conoscenza una lettera rivolta alla segreteria generale della Giunta regionale per chiedere indicazioni e istruzioni, avvertendo che in caso di mancate indicazioni si procederà al rilascio degli elenchi. Assenza di indicazioni? C’è la legge, c’è la decisione su un reclamo, c’è il potere di gestione del dirigente. E dobbiamo aspettare indicazioni dall’organo d’indirizzo politico?”.
“Questa storia – sottolinea Amati – sta assumendo contorni surreali, con una pericolosa sovrapposizione tra le funzioni di gestione e quelle d’indirizzo politico, che francamente non si addicono alle norme, alla logica, al buon senso e pure al nostro sistema costituzionale. Spero di poter avere al più presto l’elenco dei vaccinati, al fine di effettuare il mio dovere di controllo, evitando – conclude – questi improduttivi e dolorosi confronti tra persone operanti per la stessa pubblica amministrazione”.
“Dopo tanto tergiversare ci voleva l’intervento del Dott. Michele Conversano in una trasmissione Rai, per confermare i dati indicati dal ministero, e cioè che disponiamo di 80mila dosi complessive di vaccino AstraZeneca da inoculare con urgenza piuttosto che tenerle in frigorifero. Ecco così smentite le affermazioni recenti dell’assessore Lopalco sulla disponibilità massima di 39.000 dosi da inoculare agli assistenti dei disabili e fragili, campagna peraltro annunciata ma non ancora cominciata, per cui la domanda resta la stessa: perché non cominciamo subito a usare queste dosi? Il tempo che passa miete vittime”.
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati.
“Capisco l’impegno a reclamare sempre più dosi, ma sarebbe utile se questa rivendicazione ci vedesse già con i frigoriferi vuoti.
E invece non è così. Abbiamo in deposito circa 80mila dosi di AstraZeneca, nonostante l’urgenza di coprire la fascia d’età 79-70 e la categoria degli assistenti di persone fragili e disabili, i caregiver, ma queste attività non cominceranno prima del 12 aprile o nella data concettuale del “più presto possibile”, di per sé incompatibile a essere usata per gestire una campagna vaccinale per fronteggiare una pandemia.
A questo si aggiunga che gli hub e i centri vaccinali stanno lavorando con sedute ampiamente ridotte e nemmeno tutti i giorni, per cui è davvero incomprensibile continuare a burocratizzare con regolamento, programmi e circolari, ciò che ha solo bisogno di lavoro h24 e senso pratico.
Spero che dopo aver sprecato tanto tempo nel ping-pong sul numero di vaccini ancora inutilizzati, sia la volta buona per lanciare la Puglia tra le regioni italiane più virtuose nella realizzazione della campagna vaccinale. Ne va del buon nome ma soprattutto della vita dei pugliesi”.